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Discussione: Giugno 2013 unicatt

  1. #826
    Partecipante Assiduo L'avatar di Brontolona
    Data registrazione
    03-03-2012
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    134

    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Proviamo a svolgere questo caso di sviluppo?

    genitori si rivolgono dallo psicologo per J.:
    - J. bel bambino 5 anni e mezzo
    - ritardi significativi nelle capacità sociali e di auto - aiuto
    - produce suoni ma non ancora parole
    - qualche volta movimenti particolari delle dita o battito delle mani nelle situazioni in cui era felice o irritato
    - i genitori riferiscono alcuni comportamenti di affettuosità del bambino
    - non tollerava e non giocava e con gli altri bambini
    - genitori riferiscono che J. cercava contatto con gli altri ma era troppo "ansioso" per funzionare bene con gli altri
    - spesso scoppi d'ira e grida senza motivo
    - quando si faceva male non piangeva
    - rituali quotidiani che se venivano interrotti --> disagio per J.
    - non si veste ancora da solo
    - porta ancora pannolino
    - molto attaccato ad un orsacchiotto di peluche
    - si separava facilmente dalla madre
    - spesso si trastullava a lungo strisciando un fazzoletto/fili d'erba sulla fronte o sulla faccia
    - preoccupazione dei genitori perchè lui di fronte a un reale pericolo non aveva paura e aveva bisogno quindi di una costante supervisione
    - raramente riesce a completare compiti affidati
    - 18 mesi dubbio dei genitori che ci fosse qualcosa di diverso in J: "troppo buono" e poco reattivo
    - valutazione dell'udito negativa
    - funzionamento intellettivo non è stato inquadrato adeguatamente ma l'esaminatore sentì che doveva essere qualche menomazione
    - recente visita --> J. mostra scarse relazioni sociali e capacità molto superficiali
    - facilmente prendeva mano esamintatore non discriminando tra la mamma e gli estranei
    - rumore di fondo della clinica lo agitava e frequentemente si metteva le dita nelle orecchie
    - nei momenti di disagio colpiva la testa della madre e si opponeva al contatto tattile.


    Buon lavoro a tutti/e!!!

  2. #827
    Partecipante Esperto
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    15-06-2008
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    283

    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da Chiara_cookie Visualizza messaggio


    Salomex tu hai ragione. Credo che il problema è se espliciti un approccio x il TUO lavoro diagnostico, e poi sempre tu dici di voler usare, a scopo diagnostico, un test di un altro approccio. Che anche qui secondo me ci sta, MA NON RISCHIEREI PER L'ESAME DI STATO. poi nella pratica anche io ho visto usare il Rorschach a tutti XD a noi in università ce l'ha insegnato una profe sistemica XD
    Allora forse l'incomprensione sta qui. Voi esplicitate il vostro approccio per l'indagine diagnostica? Io no, metto solo che è un'ipotesi secondo il DSM.
    Credete che sia necessario?

  3. #828
    Partecipante Assiduo L'avatar di Brontolona
    Data registrazione
    03-03-2012
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    134

    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Per le finalità diagnostiche richieste verrà fatto riferimento al manuale diagnostico e statistico dei
    disturbi mentali (DSM-IV).
    Dai dati disponibili emerge che l'analisi della domanda è relativa alla richiesta di intervento da parte dei genitori. quindi dovremo fare in modo, in caso di intervento, di coinvolgere pienamente J. affinchè sia motivato a farsi aiutare, nel caso ce ne fosse bisogno.
    Emerge un quadro in cui spiccano difficoltà nelle interazioni sociali e nell'adattamento sociale, infatti i genitori dicono che J. spesso non gioca e non tollera gli altri bambini, viene descritto da loro come un bambino che sembra "troppo buono" e allo stesso tempo non reattivo. Inoltre ha scarse relazioni sociali e capacità molto superficiali, appare stonato e disinteressato rispetto alle cose che ha intorno.
    Un altro aspetto importante che emerge è la sua assenza di paura di fronte a pericoli reali e il fatto di non fare differenza tra figure familiari ed estranee. inoltre compie attività ripetitive come lo strusciarsi spesso un fazzoletto o fili d'erba sulla fronte/faccia. Appare disturbato dal rumore di fondo della clinica e si tappa le orecchie. Inoltre compie gesti aggressivi verso la madre, colpendola alla testa quando si sente a disagio. compie rituali durante la giornata e spesso mostra sbalzi d'umore non giustificati come scatti d'ira e gridi senza motivo. Mostra segni di ritardo mentale non potuti accertare attraverso strumenti specifici e anche nel controllo degli sfinteri. inoltre non parla neancora e produce solo suoni.
    Tutti questi aspetti farebbero pensare a un disturbo generalizzato dello sviluppo e in particolare al disturbo autistico dello sviluppo in quanto il bambino mostra compromissioni nelle interazioni sociali e nell'adattabilità sociale, inoltre compie comportamenti stereotipati, sembra abbia un RM, magari potremo verificarlo attraverso il Test per la Seconda infanzia (Binet Simon, Terman e Merrill) in quanto rispetto alla WISC e alle Matrici di Raven può essere utilizzato partendo dai 4 anni e non dai 6 anni come gli altri due test menzionati. Infatti nell'autismo è possibile riscontrare un RM moderato mentre per gli altri disturbi generalizzati dello sviluppo, ad esclusione dell'Asperger, i soggetti possono avere un ritardo mentale grave/gravissimo. inoltre per verificare il suo comportamento adattivo potremo condurre una Vineland sia con i genitori sia con gli insegnanti. Potremo fare un incontro direttamente con J. attraverso il PEP-R: abbiamo detto che l'autismo comporta, oltre a un ritardo nello sviluppo, anche dei comportamenti atipici. La particolarità del PEP-R è proprio quella di prendere in considerazione entrambi gli aspetti. La scala permette di valutare il livello del bambino rispetto ai suoi coetanei. In questo modo potremo avere un quadro più ampio su J. per quanto riguarda la diagnosi differenziale rispetto agli altri disturbi generalizzati dello sviluppo, potremo escludere da subito un disturbo di Rett, in quanto si manifesta solo nelle femmine. inoltre non potremmo parlare di Asperger in quanto i disturbi si manifestano più tardivamente rispetto all'autismo e inoltre nell'asperger non ci sono ritardi significativi sia da un punto di vista cognitivo che del linguaggio. non potremmo parlare di un disturbo disintegrativo della prima fanciullezza in quanto non è stato descritto un declino di capacità dai 2 anni in poi preceduto da uno sviluppo apparentemente normale.
    Se quindi si trattasse di un disturbo autistico i principali obiettivi che ci possiamo dare solo relativi all'aumento di comportamenti socialmente accettabili, la riduzione di comportamenti strani e il favorire in qualche maniera la comunicazione verbale/non verbale.
    Importante sarebbe un intervento multimodale che possa coinvolgere gli ambienti in cui si trova a vivere J. in maniera da lavorare tutti insieme alla stessa maniera per i soliti obiettivi.
    si potrebbe organizzare il programma TEACCH, ovvero che negli interventi viene data importanza allo spazio, in quanto c'è bisogno di spazi contrassegnati, del tempo, infatti i soggetti autistici non hanno la percezione del tempo, quindi ad esempio, si potrebbe costruire un'agenda che si basa sulle attività che il ragazzo deve fare ad esempio, a scuola, nella parte verde c'è quello che può fare mentre nella parte rossa ci sono i divieti. non si dice verbalmente al bambino cosa deve fare ma gli diamo la carta corrispondente all'azione, questa è attaccata alla pagina con il feltro così che si possa levare e rimettere ogni volta. inoltre importante è il materiale di lavoro tenendo in considerazione che loro considerano meglio uno schema etero-organizzato rispetto ad uno auto-organizzato. altro aspetto è l'aiuto, quindi ad esempio l'utilizzo di stimoli visivi e basarsi su il rinforzo estrinseco e non quello intrinseco. infine importante è la generalizzazione ovvero la possibilità di estendere nel mondo reale l'abilità acquisita durante l'insegnamento.
    Inoltre molto importante potrebbe essere un intervento psicoeducativo su genitori e insegnanti per informarli sul disturbo e attivare un sia un parent training e un teacher training.


    Che dite?
    Aspetto commenti!
    Grazie!

  4. #829
    Partecipante Esperto
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    15-06-2008
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    283

    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Ragazze sto finendo di mettere a punto trattamenti e test per i vari disturbi... stasera o al massimo domani mattina comincio a guardare anche io i test e a commentare quelli che avete svolto!

    Voi i trattamenti farmacologici per quali disturbi li consigliate? Tipo nei disturbi dell'umore io li consiglierei (sottolineando che ovviamente dipende da cosa emerge durante le indagini soprattutto riguardo la gravità del disturbo) ma non li ho trovati spesso consigliati

    io avevo pensato:
    - schizotipico
    - umore
    - antisociale
    - DAP (con e senza agorafobia?)
    - DOC asse I
    - disturbi dissociativi
    - disturbi del quadro psicotico

    mentre sono in dubbio per:
    - paranoide
    - borderline
    - DAP (con e senza agorafobia?)

    Siete d'accordo? Correzioni?

    E poi ho un dubbio sulle tossicodipendenze. Non ricordo dove avevo letto che i tossicodipendenti sono fatti rientrare nel quadro borderline e quindi si ragiona in base a questo. Ma voi fareste così in caso?

    E l'abuso di farmaci/sostanze lo vedete come una sorta di automedicazione (come ho letto da alcune parti) o come un atto autolesionistico (come ho letto in altre)? O vanno bene entrambe?

    Invece di chiarirmi le idee, più studio più mi confondo

  5. #830
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    24-03-2013
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    182

    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Anch'io ho qualche dubbio rispetto ai trattamenti farmacologici. I disturbi nell'area psicotica solitamente hanno bisogno di trattamento farmacologico. Facciamo un po di chiarezza.
    io su gabbard trovo scritto :
    " I pazienti con disturbi d'attacco di panico e agarafobia in genere hanno bisogno di una combinazione di terapia farmacologica e psicoterapia: spesso questi pazienti presentano forti resistenza al trattamento farmacologico perchè credono che assumere il farmaco li stigmatizzi come malati e l'intervento pt sarebbe utile anche al fine di di eliminare le loro credenze rispetto ad esso"--> quindi direi che disturbi DAP con o senza agarofobia il trattamento è consigliato ma dipende dalla gravità del caso
    DOC: si è stato dimostrato che la combinazione di farmaci SSRI e terapia comportamentale è ad oggi il trattamento ottimale (gabbard)
    Umoree:nella mania sicuramente, infatti quest'ultimi hanno diverse diffoltà nella gestione del trattamento farmacologico (scarsa aderenza) un obiettivo della pt con questi pazienti è sicuramente quello di monitorarli mentre gestiscono la terapia famacologica. anche in depressione e distimia l'associazione tra farmacoterapia ne psicoterapia viene considerato il trammento ottimale
    - psicosi e schizofrenia : si con farmaci antipsicotici atipici
    - schizotipico : non trovo riferimenti a riguardo. Ma solo indicazioni di trattamento per pt individuale e di gruppo
    -paranoide : nel gabbard non trovo riferimenti su farmacoterapia ma solo pt individuale
    - Antisociale :spesso questo disturbo èassociato a : psicosi o mania asse I, e un trattamento farmacologico può migliare la prognosi . il trattamento farmacologico non si è rilevato particolarmente efficiace nel vero psicopatico
    boderline : si (SSRI) che a loro volta facilitano la psicoterapia elimanando il "rumore di fondo" rabbia intensa, ansia disforia permettendo al paziente di riflettere sul mondo interiore proprio e altrui

    Voi i trattamenti farmacologici per quali disturbi li consigliate? Tipo nei disturbi dell'umore io li consiglierei (sottolineando che ovviamente dipende da cosa emerge durante le indagini soprattutto riguardo la gravità del disturbo) ma non li ho trovati spesso consigliati
    dissociativi : no solo che coloro che hanno dist diassociativo dell'identità spesso è necessario ricovero ospedaliero.

    Su gabbard trovo scritto così!!
    " E poi ho un dubbio sulle tossicodipendenze. Non ricordo dove avevo letto che i tossicodipendenti sono fatti rientrare nel quadro borderline e quindi si ragiona in base a questo. Ma voi fareste così in caso?" La tossicodipendenza è spesso associata ad altri distubi, in primis quelli del clauster B

    E l'abuso di farmaci/sostanze lo vedete come una sorta di automedicazione (come ho letto da alcune parti) o come un atto autolesionistico (come ho letto in altre)? O vanno bene entrambe?
    Spesso l'abuso di sostanze è associato a compensare strutture vicarie e sono una sorta di automedicazione nei confronti di esperienze di trascuratezza infantili. dell'autolesionismo si mi pare di averlo sentito o letto da qualche parte. Ora cerco se lo ritrovo nei miei appunti.
    Comunque io come trattamento per loro Ho quello Cognitivo- comportamentale
    CORREGGETEMI SE HO SBAGLIATO!!!




    io avevo pensato:
    - schizotipico
    - umore
    - antisociale
    - DAP (con e senza agorafobia?)
    - DOC asse I
    - disturbi dissociativi
    - disturbi del quadro psicotico

    mentre sono in dubbio per:
    - paranoide
    - borderline
    - DAP (con e senza agorafobia?)

    Siete d'accordo? Correzioni?

    E poi ho un dubbio sulle tossicodipendenze. Non ricordo dove avevo letto che i tossicodipendenti sono fatti rientrare nel quadro borderline e quindi si ragiona in base a questo. Ma voi fareste così in caso?

    E l'abuso di farmaci/sostanze lo vedete come una sorta di automedicazione (come ho letto da alcune parti) o come un atto autolesionistico (come ho letto in altre)? O vanno bene entrambe?

    Invece di chiarirmi le idee, più studio più mi confondo [/QUOTE]

  6. #831
    Partecipante Assiduo
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    24-03-2013
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    direi di no se non è richiesto un modello teorico di riferimento nella trattazione del caso. e spero di no perchè io NN ho un modello terico di riferimento!!

    Citazione Originalmente inviato da Saloméxx Visualizza messaggio
    Allora forse l'incomprensione sta qui. Voi esplicitate il vostro approccio per l'indagine diagnostica? Io no, metto solo che è un'ipotesi secondo il DSM.
    Credete che sia necessario?

  7. #832
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Al primo colloquio con gli psicologodi un Servizio di Psicologi sa presenta una signora di 40 anni,Olivia. La signora è piuttosto tesa,in alcuni momenti sembra commuoversi,in altri,invece sembra dover controllare una gran rabbia. Precisa subito allo psicologo che non sa chiaramente come potrebbe essere aiutata e che ha fissato questo appuntamento piu "sull'onda dell'istinto" che a seguito
    di un'accurata riflessione.
    Dice che non c e la fa più con la sua unica f i g l i a , Sara , di 5 anni .
    La signora riferisce che la bambina è stata sermpre"dfficile", anche prima di nascere.La gravìdanza,infatti, è stata vissuta quasi sempre a letto perche si erano evidenziati problemi alla placenta . Infine Sara è nata prematura di qualche settimana .
    La madre riferisce che Sara ha sempre dormito pochissirno,in parlicolare
    durantela notte e comunque mai da sola,costringendo la madre a trasferirsi con un lettino nella sua cameretta.
    Tutt'ora la madre va spesso a dormire nella cameretta della figlia per non doversi alzare continuamente:infatti, se Sara non vede la madre nel lettino accantoa lei non si addorrnenta.
    Sara è stata allattata al seno fino ai 5 mesi,poi gradualmente ha cominciato ad assaggiare" le pappine che non le sono mai piaciute " .
    La' signora Olivia riferisce allo psicologo delle grandi difficoltà nell'alimentazione di Sara,che avrebbe sempre mangiato poco e selezionando fin da piccola molti alirnenti.Sara,infatti,mangia soltanto pasta al pomodoro e polpettine di care. A tre anni è stata inserita alla Scuola dell'Infanzia senza manifestare significative dìfficoltà di separazione. Riferisce però , che a Scuola , vista la selezione alimenta re offerta dal servizio, Sara non mangerebbe niente . Perciò S a r a non rimane a scuola fino al pomeriggio come gli altri bambini, bensì viene prelevata dalla madre alle 12 circa per farla mangiare a casa.
    La bambina,seppur descritta come intelligente e a tratti persino arguta,viene delineata come "un piccolo diavolo", sempre pronta ad attaccare fisicamente o a provocare la madre. Anche con il padre si verificano questi atteggiamenti, ma sembrano essere meno frequenti. proposito la madre racconta che la figlia, da sempre ha avuto un comportamento reattivo e difficile nei confronti di entrambii genitori,ma in particolare verso lei.
    La signora appare chiararnenternolto stanca e provata dalla situazione relazionale con la bambina, e nel colloquio afferma piu volte "che non ce la fa più" che a volte la figlia le fa tanta "rabbia"; si sente esasperata da questa figlia insopporlabile ingestibile.
    Entrambi i genitori hanno una storia personale che presenta alcune carenze
    affettive e sociali: hanno pochi amici nella città dove risiedono,avendo scelto di tlasferirsi,poco dopo il matrirnonio,per potersi allontanare dalle rispettive famiglie di origine ritenute entrambe fonte di problemi.

  8. #833
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    ma è un caso di sviluppo o adulto??
    secondo me va bene per entrambi

  9. #834
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    io la terapia farmacologica la consiglio raramente, solo se il paziente è veramente grave (tipo un disturbo dell'umore che ha chiaramente mostrato di essere a rischio suicidio). per il resto voi avete ragione a contemplarla per tutte quelle diagnosi, però io non me la sento. non me la sento di consigliarla per gli attacchi di panico e il disturbo ossessivo compulsivo soprattutto

  10. #835
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    uh, scusate se rispondo a singhiozzi, ma mi viene in mente tutto a rate

    io non esplicito l'approccio per gli incontri con finalità diagnostiche, a meno che non sia espressamente richiesto. a quel punto azzarderei un "sistemico" perché è quello attraverso cui sono stata formata all'università, e con il quale vorrei specializzarmi. ciò significa che non proporrei di indagare i meccanismi di difesa, e quelle altre tematiche freudiane, ma per il resto rimarrebbe un'analisi del caso abbastanza "neutra" (cioè, se dicessi che userei l'approccio sistemico comunque non andrei a ingarbugliarmi con discorsi sulla famiglia invischiata e cose così...).

  11. #836
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    ragazze, occhio alla terapia farmacologica...siete psicologhe non neuropsichiatra....
    Se decidete per la terapia farmacologica obbligatoriamente inviate il pz al medico di competenza!

    Per l'approccio ..il DSM è già un modello teorico!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  12. #837
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da MEMOLEMEMOLE Visualizza messaggio
    ragazze, occhio alla terapia farmacologica...siete psicologhe non neuropsichiatra....
    Se decidete per la terapia farmacologica obbligatoriamente inviate il pz al medico di competenza!

    Per l'approccio ..il DSM è già un modello teorico!
    Hai ragione, infatti io scrivo sempre consulenza psichiatrica ed eventuale terapia farmacologica. Ma voglio dirlo quando ha senso dirlo

  13. #838
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da sury2013 Visualizza messaggio
    HO RISOLTO IL CASO NON PRESTANDO ATTENZIONE AI DATI EMERSI DALLA SOMMINISTRAZIONE DEI TEST PERCHè NON LI LEGGO
    -in questo caso partirei con l'analisi della domanda. Come mai R. chiede un trattamento psicologico proprio ora? dai dati emerge che le difficoltà lamentate sono insorte circa 10 anni fa in concomitanza alla diagnosi di insufficienza renale, tuttavia il soggetto minimizza difficoltà psicologiche. Sarebbe opportuno approfondire che strategie ha utilizzato nel corso di questi anni per far fronte alle difficoltà lamentate. Una corretta analisi della domanda ci permetterebbe inoltre di comprendere bisogni, aspettative, motivazioni connesse a tale richiesta e a prevedere l'aderenza dell'utente all'eventuale intervento terapeutico progettato.
    - R. lamenta difficoltà relative l'area socio- relazionale : dice di avere difficoltà di inserimento, comportamentali, relazionali eperdita dell'autoefficacia personale tuttavia non è chiaro se tali problematiche si siano acutizzate dopo la diagnosi di insufficienza renale . Infatti dai dati a disposizione vengono riferiti dai genitori difficoltà interpersonali e tendenza all'isolamento già in infanzia che R. sembra disconoscere. Indagherei a tal fine i processi di socializzazione primaria e secondaria e la presenza di eventuali eventi traumatici o stressanti (la nascita del fratello minore ad esempio? quanti anni ci sono di differenza)?.
    - Emergono inoltre difficoltà riguardanti l'autonomia personale : R. vive ancora in casa con i genitori in una fase della vita in cui l'individuo dovrebbe esser impegnato in una relazione intima stabile e dovrebbe affrontare progetti di "generatività" --> come sono state risolte le fasi precedenti? come ha costruito la propria identità personale e come R. ha affrontato i vari compiti dello sviluppo?In particolare come è stata affrontata l'adolescenza? Indagherei altresì l'area affettiva. Ci sono state relazioni intime significative in passato? dai dati a disposizione sembrerebbe che R. ha una rapporto confuso e frammetario con la realtà circostante. Il ritiro sociale, i comportamenti aggressivi e la negatività (più disinvestimento dall'affettività) potrebbero essere indicatori di una possibile incapacità dell'Io di tollerare l'angoscia e di canalizzare la pulsionalità. Andrebbe inoltre indagato l'esame di realtà del soggetto, la capacità di giudizio, è in grado di progettare il futuro? qual è la percezione che ha del proprio sè (indagherei inoltre anche il sè corpereo dal momento che il soggetto è affetto da insufficienza renale che sembra avere gravi implicazioni nella sua qualità di vita).
    Andrei infine ad indagare il rapporto con la madre e con il padre (che vengono descritti come caratterizzati da conflittualità e da atteggiamenti rivendicatoriche nutre nel nucleo famigliare, soprtutto nei confronti del padre). Indagheii inoltre il sistema famigliare e l'eventuale presenza di messaggi contradditori, le alleanze, i confini con l'esterno. Infine l'area lavorativa (rapporti con i colleghi, evenuali cambiamenti lavorativi)
    I dati a disposizione non sono sufficienti per orienarci a diagnosi, tuttavia il disinvestimento dalla relatà sociale e il ritiro dell'Affettività e il relativo isolamento potrebbero orientarci al disturbo schizoide di personalità (caratterizzato da isolamento sociale e da inibizione affettiva e grave deficit delle relazioni interpersonali). Relazioni altamente disturbate appiattimento dell'affettività sono anche presenti nel disturbo Schizotipico di personalità che andrebbe escluso per la mancanza di criteri sufficienti per orientarci ad esso (non sembrano esserci comportamenti stravaganti e/o bizzarri o gravi distorsioni cognitive). Tuttavia i dati ci informano anche che il soggetto stabilisce volentieri un buon rapporto con lo psicologo durante la somministrazione dei test (mentre sappiamo che il soggetto con disturbo schizoide di personalità diffcilmente intraprende un trattamento teraputico a motivazione intrinseca, anzi il terapeuta deve fare notevoli sforzi per stabilire un alleanza con questi utenti rispettando il più possibile la parte silenziosa del loro Sè--> che è l'unico modo di esprimere la loro autenticità)
    qual ora tale disturbo fosse avvalorato (tramite test e colloquio) proporrei un intervento supportivo ad orientamento psicodinamico finalizzato a :integrare, strutturare, rafforzare l'Io. Consentire un adeguato esame della realtà. Sarebbe opportuno anche associata alla pt individuale una psicoterapia psicodinamica di gruppo poichè consente al soggetto di stabilire nuovi legami in tal modo si interverrebbe sulla socializzazione di R. che sembra essere molto deficitaria
    In alternativa, se la famiglia fosse disponibile trattamento sistemico famigliare.

    SCUSATE GLI ERRORI E IL PESSIMO ITALIANO: MI STO ADDORMENTANDO SULLA TASTIERA DEL PC
    MA VORREI UN VOSTRO FEEDBACK. é il primo caso che provo a svolgere in completa autonomia. Tra l'altro è difficile per me sto caso.
    come dicevo stamattina questo caso mi sembra fatto bene. io non riuscirei a farlo così, soprattutto perché non ho una formazione dinamica, e di quegli aspetti analitici me ne intendo gran poco.
    per quanto riguarda la diagnosi io avevo escluso il disturbo schizoide di personalità perché mi sembrava che il soggetto piuttosto che non essere interessato a instaurare rapporti sociali fosse in difficoltà e questa sua incapacità gli ha causato un disagio (che nello schizoide non dovrebbe esserci). in più tutta la sua rabbia e aggressività non me lo facevano ricollegare alla freddezza emotiva dello schizoide. ma mi sembrano dei buoni elementi per discutere una differenziale.
    comunque a me non convince neanche la diagnosi di depressione maggiore! questo caso era davvero difficile, sembra avere tutto e niente. per come si presenta propenderei per un disturbo di personalità, ma poi non riesco a collocarlo in nessun disturbo di personalità. secondo me il ragionamento sul disturbo schizoide e schizotipico (da escludere poi per l'assenza di comportamenti bizzarri e distorsioni cognitive e percettive, o da indagare per poterlo escludere) con i disturbi dell'umore è l'unica cosa che si può fare. per concludere poi che i dati a disposizione non sono sufficienti. così come credo sarà il caso che ci proporranno il 22: nessuna diagnosi facile, solo tanti sintomi e disagi collegabili e più disturbi

  14. #839
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    E poi ho un dubbio sulle tossicodipendenze. Non ricordo dove avevo letto che i tossicodipendenti sono fatti rientrare nel quadro borderline e quindi si ragiona in base a questo. Ma voi fareste così in caso?

    E l'abuso di farmaci/sostanze lo vedete come una sorta di automedicazione (come ho letto da alcune parti) o come un atto autolesionistico (come ho letto in altre)? O vanno bene entrambe?
    per me non tutte le persone che abusano di sostanze hanno un disturbo di personalità borderline. se non sono soddisfatti tutti i criteri per un disturbo di personalità borderline si dovrebbe fare diagnosi di dipendenza da sostanze, o abuso di sostanze.
    e non mi sbilancerei a interpretare il significato dell'uso della sostanza (se automedicazione o autolesionismo)

  15. #840
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da Chiara_cookie Visualizza messaggio
    come dicevo stamattina questo caso mi sembra fatto bene. io non riuscirei a farlo così, soprattutto perché non ho una formazione dinamica, e di quegli aspetti analitici me ne intendo gran poco.
    per quanto riguarda la diagnosi io avevo escluso il disturbo schizoide di personalità perché mi sembrava che il soggetto piuttosto che non essere interessato a instaurare rapporti sociali fosse in difficoltà e questa sua incapacità gli ha causato un disagio (che nello schizoide non dovrebbe esserci). in più tutta la sua rabbia e aggressività non me lo facevano ricollegare alla freddezza emotiva dello schizoide. ma mi sembrano dei buoni elementi per discutere una differenziale.
    comunque a me non convince neanche la diagnosi di depressione maggiore! questo caso era davvero difficile, sembra avere tutto e niente. per come si presenta propenderei per un disturbo di personalità, ma poi non riesco a collocarlo in nessun disturbo di personalità. secondo me il ragionamento sul disturbo schizoide e schizotipico (da escludere poi per l'assenza di comportamenti bizzarri e distorsioni cognitive e percettive, o da indagare per poterlo escludere) con i disturbi dell'umore è l'unica cosa che si può fare. per concludere poi che i dati a disposizione non sono sufficienti. così come credo sarà il caso che ci proporranno il 22: nessuna diagnosi facile, solo tanti sintomi e disagi collegabili e più disturbi
    Hai ragione forse ci servivano i dati sei test per capire che cos'ha R., e se fosse un disturbo di personalità NAS? potrebbe essere, non mi sembra nè depressione ne tanto meno schizotipico!! non so perchè l'ho messo. ragazze io sono davvero preoccupata se esce un caso con da commentare dei test...io non ne sarei in grado!

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