
Originalmente inviato da
sury2013
HO RISOLTO IL CASO NON PRESTANDO ATTENZIONE AI DATI EMERSI DALLA SOMMINISTRAZIONE DEI TEST PERCHè NON LI LEGGO
-in questo caso partirei con l'analisi della domanda. Come mai R. chiede un trattamento psicologico proprio ora? dai dati emerge che le difficoltà lamentate sono insorte circa 10 anni fa in concomitanza alla diagnosi di insufficienza renale, tuttavia il soggetto minimizza difficoltà psicologiche. Sarebbe opportuno approfondire che strategie ha utilizzato nel corso di questi anni per far fronte alle difficoltà lamentate. Una corretta analisi della domanda ci permetterebbe inoltre di comprendere bisogni, aspettative, motivazioni connesse a tale richiesta e a prevedere l'aderenza dell'utente all'eventuale intervento terapeutico progettato.
- R. lamenta difficoltà relative l'area socio- relazionale : dice di avere difficoltà di inserimento, comportamentali, relazionali eperdita dell'autoefficacia personale tuttavia non è chiaro se tali problematiche si siano acutizzate dopo la diagnosi di insufficienza renale . Infatti dai dati a disposizione vengono riferiti dai genitori difficoltà interpersonali e tendenza all'isolamento già in infanzia che R. sembra disconoscere. Indagherei a tal fine i processi di socializzazione primaria e secondaria e la presenza di eventuali eventi traumatici o stressanti (la nascita del fratello minore ad esempio? quanti anni ci sono di differenza)?.
- Emergono inoltre difficoltà riguardanti l'autonomia personale : R. vive ancora in casa con i genitori in una fase della vita in cui l'individuo dovrebbe esser impegnato in una relazione intima stabile e dovrebbe affrontare progetti di "generatività" --> come sono state risolte le fasi precedenti? come ha costruito la propria identità personale e come R. ha affrontato i vari compiti dello sviluppo?In particolare come è stata affrontata l'adolescenza? Indagherei altresì l'area affettiva. Ci sono state relazioni intime significative in passato? dai dati a disposizione sembrerebbe che R. ha una rapporto confuso e frammetario con la realtà circostante. Il ritiro sociale, i comportamenti aggressivi e la negatività (più disinvestimento dall'affettività) potrebbero essere indicatori di una possibile incapacità dell'Io di tollerare l'angoscia e di canalizzare la pulsionalità. Andrebbe inoltre indagato l'esame di realtà del soggetto, la capacità di giudizio, è in grado di progettare il futuro? qual è la percezione che ha del proprio sè (indagherei inoltre anche il sè corpereo dal momento che il soggetto è affetto da insufficienza renale che sembra avere gravi implicazioni nella sua qualità di vita).
Andrei infine ad indagare il rapporto con la madre e con il padre (che vengono descritti come caratterizzati da conflittualità e da atteggiamenti rivendicatoriche nutre nel nucleo famigliare, soprtutto nei confronti del padre). Indagheii inoltre il sistema famigliare e l'eventuale presenza di messaggi contradditori, le alleanze, i confini con l'esterno. Infine l'area lavorativa (rapporti con i colleghi, evenuali cambiamenti lavorativi)
I dati a disposizione non sono sufficienti per orienarci a diagnosi, tuttavia il disinvestimento dalla relatà sociale e il ritiro dell'Affettività e il relativo isolamento potrebbero orientarci al disturbo schizoide di personalità (caratterizzato da isolamento sociale e da inibizione affettiva e grave deficit delle relazioni interpersonali). Relazioni altamente disturbate appiattimento dell'affettività sono anche presenti nel disturbo Schizotipico di personalità che andrebbe escluso per la mancanza di criteri sufficienti per orientarci ad esso (non sembrano esserci comportamenti stravaganti e/o bizzarri o gravi distorsioni cognitive). Tuttavia i dati ci informano anche che il soggetto stabilisce volentieri un buon rapporto con lo psicologo durante la somministrazione dei test (mentre sappiamo che il soggetto con disturbo schizoide di personalità diffcilmente intraprende un trattamento teraputico a motivazione intrinseca, anzi il terapeuta deve fare notevoli sforzi per stabilire un alleanza con questi utenti rispettando il più possibile la parte silenziosa del loro Sè--> che è l'unico modo di esprimere la loro autenticità)
qual ora tale disturbo fosse avvalorato (tramite test e colloquio) proporrei un intervento supportivo ad orientamento psicodinamico finalizzato a :integrare, strutturare, rafforzare l'Io. Consentire un adeguato esame della realtà. Sarebbe opportuno anche associata alla pt individuale una psicoterapia psicodinamica di gruppo poichè consente al soggetto di stabilire nuovi legami in tal modo si interverrebbe sulla socializzazione di R. che sembra essere molto deficitaria
In alternativa, se la famiglia fosse disponibile trattamento sistemico famigliare.
SCUSATE GLI ERRORI E IL PESSIMO ITALIANO: MI STO ADDORMENTANDO SULLA TASTIERA DEL PC
MA VORREI UN VOSTRO FEEDBACK. é il primo caso che provo a svolgere in completa autonomia. Tra l'altro è difficile per me sto caso.