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Discussione: Giugno 2013 unicatt

  1. #841
    Partecipante Esperto
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    15-06-2008
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da Chiara_cookie Visualizza messaggio
    per me non tutte le persone che abusano di sostanze hanno un disturbo di personalità borderline. se non sono soddisfatti tutti i criteri per un disturbo di personalità borderline si dovrebbe fare diagnosi di dipendenza da sostanze, o abuso di sostanze.
    e non mi sbilancerei a interpretare il significato dell'uso della sostanza (se automedicazione o autolesionismo)
    Grazie, infatti mi sembrava strano...
    Comunque non lo userei come interpretazione ma come aspetto da indagare, ma motivando (ad es. "sarà opportuno indagare l'abuso di sostanze, per comprendere se possa essere un comportamento ad esempio di automedicazione. Dovrà essere approfondito da quanto tempo X assume cocaina, blablabla")...

  2. #842
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    29-09-2012
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da sury2013 Visualizza messaggio
    Hai ragione forse ci servivano i dati sei test per capire che cos'ha R., e se fosse un disturbo di personalità NAS? potrebbe essere, non mi sembra nè depressione ne tanto meno schizotipico!! non so perchè l'ho messo. ragazze io sono davvero preoccupata se esce un caso con da commentare dei test...io non ne sarei in grado!
    ma Sury, stai tranquilla!! il caso l'hai fatto molto bene, e hai dimostrato di saper ragionare clinicamente. la diagnosi è solo ipotizzata, e se è ben argomentata non può essere giusta o sbagliata. davvero... non dobbiamo "azzeccare" proprio niente.
    quando ho incontrato la commissione scorsa per curiosità ho chiesto se il caso che avevano usato per la terza prova era creato ad hoc, oppure era un caso reale, e se così fosse che diagnosi aveva ipotizzato chi l'aveva in trattamento. mi hanno risposto che era un paziente reale in cura da non so chi, se da uno della commissione o da colleghi, e sono stati vaghi sulla diagnosi, precisando che ci stavano ancora lavorando, e per il momento propendevano per un borderline. e poi hanno ribadito per l'ennesima volta che non era importante la diagnosi in sé, che qualsiasi ipotesi, se ben formulata, poteva andare.
    molto probabilmente anche il caso del 22 sarà incerto, e più che una vera patologia il soggetto avrà dei disagi poco chiari e sicuramente non inequivocabili.
    io non credo che in Cattolica chiedano di commentare i risultati di un test. anche io non ne sarei in grado

  3. #843
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da Saloméxx Visualizza messaggio
    Comunque non lo userei come interpretazione ma come aspetto da indagare, ma motivando (ad es. "sarà opportuno indagare l'abuso di sostanze, per comprendere se possa essere un comportamento ad esempio di automedicazione. Dovrà essere approfondito da quanto tempo X assume cocaina, blablabla")...
    ma che l'uso di sostanze abbia un ruolo di automedicazione o autolesionismo deve essere una teoria di qualcuno, no? cioè, io ho davvero paura a sbilanciarmi ma magari sono io paranoica (e mi autodiagnostico un disturbo di personalità paranoide )

  4. #844
    Partecipante Esperto
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    15-06-2008
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    283

    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da Chiara_cookie Visualizza messaggio
    ma che l'uso di sostanze abbia un ruolo di automedicazione o autolesionismo deve essere una teoria di qualcuno, no? cioè, io ho davvero paura a sbilanciarmi ma magari sono io paranoica (e mi autodiagnostico un disturbo di personalità paranoide )
    Guarda io non so davvero cosa dirvi, ero convintissima di arrivare tranquilla alla terza prova perché ho fatto un corso intero in università sul caso clinico, come vi dicevo (purtroppo esclusa la parte di trattamenti e test), e avevo preso 30 con i complimenti della docente, ma adesso mi avete fatto venire diecimila dubbi... e comunque questo discorso dell'automedicazione era uscito. Insomma uno un minimo di ragionamento lo deve fare, non siamo dei libri e non siamo neanche degli incompetenti quindi è possibile anche che uno faccia un ragionamento senza citare la fonte o l'orientamento in base a quello che pensa o in base a quello che ha studiato o magari per la propria esperienza di lavoro/tirocinio... sarò io che prendo troppo sottogamba la pignoleria della commissione, non so davvero che dirvi

  5. #845
    Partecipante Assiduo
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    24-03-2013
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    PROVA A SCRIVERE QUELLO CHE PENSO DI QUESTO CASO. Per i riferimenti diagnostici si farà riferimento al DSM IV TR. Il caso tratta di una donna di 40 anni che si presenta presso lo studio della psicologo lamentando difficoltà relazionali con la figlia, Sara di anni 5. Durante il primo contatto con la signora e dai dati a disposizione si evince che Olivia appare tesa, con difficoltà a controllare la rabbia e sembra a tratti commuoversi, la signora dichiara inoltre di essere stanca e provata rispetto alle suddette difficoltà relazionali. Riferisce che Sara è una bambina difficile, con alcune difficoltà alimentari e un rapporto conflittuale sia con lei che con il marito. Potremmo far rientrare tale quadro nell'area dei disturbi affettivi (rabbia, si commuove e perdita delle energie sono sintomi che potrebbero esser fatti rientrare nel D depressivo Maggiore (diagnosi differenziale disturbo distimico???) tuttavia non si hanno dati a sufficienza per poterci orietantere in tal senso infatti sarebbero necessari alcuni colloqui e la somministrazione di alcuni test al fine di inquadrare meglio la storia di O. e per poter fare un eventuale intervento rispetto al disagio lamentato. Programmerei con la signora altri 3 colloqui finalizzati ad approfondire alcune aree. In primo luogo, approfondirei l'analisi della domanda al fine di conoscere aspettative, motivazioni e bisogni della donna rispetto alla sua domanda d'aiuto espressa. Infatti dai dati emerge solo che O. ha riflettuto a lungo prima di contattare uno psicologo,ma che al tempo stesso che tale decisione è stata una scelta istintuale, andrebbe indagata tale contraddizione.
    - Approfondirei il funzionamento globale della persona : area lavorativa, socio-relazionale (emerge che non ha amici per via del trasferimento presso altra città) tuttavia sarebbe opportuno indagare come organizza il tempo libero olivia, i suoi hobby e interessi.
    - Approfondirei in particolar modo le difficoltà relazionali con la figlia. In primo luogo sarebbe opportuno sapere se è stata una gravidanza desiderata, come ha vissuto la maternità (emerge che è stata a letto per via di alcune di alcune difficoltà mediche) tuttavia sarebbe opportuno sapere le aspettative della donna rispetto al diventare madre e il sostegno ricevuto durante questo periodo. Inoltre è di fondamentale importanza conoscere il funzionamento della persona prima della nascita di Sara (erano già presenti problemi riguardanti il tono dell'Umore?è capace Olivia di riflettere rispetto al suo stato psicologico? sembra che attribuisca il nucleo del suo malessere soltanto alla figlia, e dai dati non vi è alcun riferimento rispetto alle sue caacità riflessive e di mentalizzazione e non sembra che la donna inquadri i comportamenti problematici della figlia come il riflesso di una sua possibile sofferenza psicologica. Sarebbe fondamentale sapere come Olivia ha vissuto il periodo post-natale (eventuale depressione post partum?). Risulta d'importanza cruciale avere alcune informazioni sul rapporto con il marito (da quanti anni sono sposati? livello di profondità del rapporto? come il marito affronta il disagio della moglie ? ne è consapevole?che rapporto ha con Sara e come reagisce ai suoi "attacchi provocatori"? andrebbe per tanto indagato lo stile genitoriale e lo stile educativo della coppia di coniugi.
    -Rapporto con famiglia d'origine (che viene descritto esser all'origine di alcune problematiche ma non sappiamo quali, andrebbero chiariti così come approfonditi i legami con i genitori).
    Somministrei alla Signora O. Un rorschach e un MMPI.
    - Qualora la signora fosse disponibile si potrebbe proporre un Eventuale colloquio con il marito per meglio chiarire le dinamiche famigliari e sapere come la coppia di coniugi si rappresenta
    - Alla luce dei dati emersi attraverso test, osservazione diretta della paziente e colloquio si prevede Incontro di restituzione con la donna rispetto le tematiche emerse
    -Qual ora venisse avvalorata la diagnosi di DDM Potrebbe essere utile indirizzare la persona a psicoterapeuta indirizzo psicodinamico al fine di esplorare le dinimiche psichiche sottostanti alla sofferenza della persona esplorando più a fondo ed elaborare le tematiche di dipendenza, aggressività e rabbia della sintomatologia depressiva. Un obiettivo importante sarà quello di migliorare le sue capacità di gestione della figlia riducendo i comportamenti oppositivi di Sara, dando l'opportunità alla donna di poter riflettere sui suoi propri vissuti inconsci rispetto alla figlia e sul suo ruolo di madre




    Citazione Originalmente inviato da derju87x Visualizza messaggio
    Al primo colloquio con gli psicologodi un Servizio di Psicologi sa presenta una signora di 40 anni,Olivia. La signora è piuttosto tesa,in alcuni momenti sembra commuoversi,in altri,invece sembra dover controllare una gran rabbia. Precisa subito allo psicologo che non sa chiaramente come potrebbe essere aiutata e che ha fissato questo appuntamento piu "sull'onda dell'istinto" che a seguito
    di un'accurata riflessione.
    Dice che non c e la fa più con la sua unica f i g l i a , Sara , di 5 anni .
    La signora riferisce che la bambina è stata sermpre"dfficile", anche prima di nascere.La gravìdanza,infatti, è stata vissuta quasi sempre a letto perche si erano evidenziati problemi alla placenta . Infine Sara è nata prematura di qualche settimana .
    La madre riferisce che Sara ha sempre dormito pochissirno,in parlicolare
    durantela notte e comunque mai da sola,costringendo la madre a trasferirsi con un lettino nella sua cameretta.
    Tutt'ora la madre va spesso a dormire nella cameretta della figlia per non doversi alzare continuamente:infatti, se Sara non vede la madre nel lettino accantoa lei non si addorrnenta.
    Sara è stata allattata al seno fino ai 5 mesi,poi gradualmente ha cominciato ad assaggiare" le pappine che non le sono mai piaciute " .
    La' signora Olivia riferisce allo psicologo delle grandi difficoltà nell'alimentazione di Sara,che avrebbe sempre mangiato poco e selezionando fin da piccola molti alirnenti.Sara,infatti,mangia soltanto pasta al pomodoro e polpettine di care. A tre anni è stata inserita alla Scuola dell'Infanzia senza manifestare significative dìfficoltà di separazione. Riferisce però , che a Scuola , vista la selezione alimenta re offerta dal servizio, Sara non mangerebbe niente . Perciò S a r a non rimane a scuola fino al pomeriggio come gli altri bambini, bensì viene prelevata dalla madre alle 12 circa per farla mangiare a casa.
    La bambina,seppur descritta come intelligente e a tratti persino arguta,viene delineata come "un piccolo diavolo", sempre pronta ad attaccare fisicamente o a provocare la madre. Anche con il padre si verificano questi atteggiamenti, ma sembrano essere meno frequenti. proposito la madre racconta che la figlia, da sempre ha avuto un comportamento reattivo e difficile nei confronti di entrambii genitori,ma in particolare verso lei.
    La signora appare chiararnenternolto stanca e provata dalla situazione relazionale con la bambina, e nel colloquio afferma piu volte "che non ce la fa più" che a volte la figlia le fa tanta "rabbia"; si sente esasperata da questa figlia insopporlabile ingestibile.
    Entrambi i genitori hanno una storia personale che presenta alcune carenze
    affettive e sociali: hanno pochi amici nella città dove risiedono,avendo scelto di tlasferirsi,poco dopo il matrirnonio,per potersi allontanare dalle rispettive famiglie di origine ritenute entrambe fonte di problemi.

  6. #846
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da Saloméxx Visualizza messaggio
    Guarda io non so davvero cosa dirvi, ero convintissima di arrivare tranquilla alla terza prova perché ho fatto un corso intero in università sul caso clinico, come vi dicevo (purtroppo esclusa la parte di trattamenti e test), e avevo preso 30 con i complimenti della docente, ma adesso mi avete fatto venire diecimila dubbi... e comunque questo discorso dell'automedicazione era uscito. Insomma uno un minimo di ragionamento lo deve fare, non siamo dei libri e non siamo neanche degli incompetenti quindi è possibile anche che uno faccia un ragionamento senza citare la fonte o l'orientamento in base a quello che pensa o in base a quello che ha studiato o magari per la propria esperienza di lavoro/tirocinio... sarò io che prendo troppo sottogamba la pignoleria della commissione, non so davvero che dirvi
    Secondo me va bene scriverlo.

  7. #847
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Grazie Sury

    Domanda meno difficile del solito
    Voi scrivete anche nome dell'autore/anno del test quando ne parlate?

  8. #848
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Io li metterei è più completo! ovviamente se uno li sa!!e anche una breve spiegazione di cosa vanno ad indagare. Nei casi non l'ho esplicitati per non dilungarmi.
    A proposito pareri? Ho sbagliato qualcosa?

  9. #849
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da sury2013 Visualizza messaggio
    Io li metterei è più completo! ovviamente se uno li sa!!e anche una breve spiegazione di cosa vanno ad indagare. Nei casi non l'ho esplicitati per non dilungarmi.
    A proposito pareri? Ho sbagliato qualcosa?
    Ora mangio un boccone, poi provo anche io a farlo e ti dico cosa penso del tuo

  10. #850
    Partecipante
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    ciao ho letto attentamente.. caso fatto davvero bene.. anch'io ho individuato lo stesso disturbo.. secondo te siccome hai citato negli interventi il teacher training quindi coinvolgere le educatrici allora non sarebbe meglio coinvolgerle anche nei colloqui per capire anche le loro impressioni?
    e poi gli strumenti che usi li hai trovati nei libri che mi hai già indicato?




    Citazione Originalmente inviato da Brontolona Visualizza messaggio
    Per le finalità diagnostiche richieste verrà fatto riferimento al manuale diagnostico e statistico dei
    disturbi mentali (DSM-IV).
    Dai dati disponibili emerge che l'analisi della domanda è relativa alla richiesta di intervento da parte dei genitori. quindi dovremo fare in modo, in caso di intervento, di coinvolgere pienamente J. affinchè sia motivato a farsi aiutare, nel caso ce ne fosse bisogno.
    Emerge un quadro in cui spiccano difficoltà nelle interazioni sociali e nell'adattamento sociale, infatti i genitori dicono che J. spesso non gioca e non tollera gli altri bambini, viene descritto da loro come un bambino che sembra "troppo buono" e allo stesso tempo non reattivo. Inoltre ha scarse relazioni sociali e capacità molto superficiali, appare stonato e disinteressato rispetto alle cose che ha intorno.
    Un altro aspetto importante che emerge è la sua assenza di paura di fronte a pericoli reali e il fatto di non fare differenza tra figure familiari ed estranee. inoltre compie attività ripetitive come lo strusciarsi spesso un fazzoletto o fili d'erba sulla fronte/faccia. Appare disturbato dal rumore di fondo della clinica e si tappa le orecchie. Inoltre compie gesti aggressivi verso la madre, colpendola alla testa quando si sente a disagio. compie rituali durante la giornata e spesso mostra sbalzi d'umore non giustificati come scatti d'ira e gridi senza motivo. Mostra segni di ritardo mentale non potuti accertare attraverso strumenti specifici e anche nel controllo degli sfinteri. inoltre non parla neancora e produce solo suoni.
    Tutti questi aspetti farebbero pensare a un disturbo generalizzato dello sviluppo e in particolare al disturbo autistico dello sviluppo in quanto il bambino mostra compromissioni nelle interazioni sociali e nell'adattabilità sociale, inoltre compie comportamenti stereotipati, sembra abbia un RM, magari potremo verificarlo attraverso il Test per la Seconda infanzia (Binet Simon, Terman e Merrill) in quanto rispetto alla WISC e alle Matrici di Raven può essere utilizzato partendo dai 4 anni e non dai 6 anni come gli altri due test menzionati. Infatti nell'autismo è possibile riscontrare un RM moderato mentre per gli altri disturbi generalizzati dello sviluppo, ad esclusione dell'Asperger, i soggetti possono avere un ritardo mentale grave/gravissimo. inoltre per verificare il suo comportamento adattivo potremo condurre una Vineland sia con i genitori sia con gli insegnanti. Potremo fare un incontro direttamente con J. attraverso il PEP-R: abbiamo detto che l'autismo comporta, oltre a un ritardo nello sviluppo, anche dei comportamenti atipici. La particolarità del PEP-R è proprio quella di prendere in considerazione entrambi gli aspetti. La scala permette di valutare il livello del bambino rispetto ai suoi coetanei. In questo modo potremo avere un quadro più ampio su J. per quanto riguarda la diagnosi differenziale rispetto agli altri disturbi generalizzati dello sviluppo, potremo escludere da subito un disturbo di Rett, in quanto si manifesta solo nelle femmine. inoltre non potremmo parlare di Asperger in quanto i disturbi si manifestano più tardivamente rispetto all'autismo e inoltre nell'asperger non ci sono ritardi significativi sia da un punto di vista cognitivo che del linguaggio. non potremmo parlare di un disturbo disintegrativo della prima fanciullezza in quanto non è stato descritto un declino di capacità dai 2 anni in poi preceduto da uno sviluppo apparentemente normale.
    Se quindi si trattasse di un disturbo autistico i principali obiettivi che ci possiamo dare solo relativi all'aumento di comportamenti socialmente accettabili, la riduzione di comportamenti strani e il favorire in qualche maniera la comunicazione verbale/non verbale.
    Importante sarebbe un intervento multimodale che possa coinvolgere gli ambienti in cui si trova a vivere J. in maniera da lavorare tutti insieme alla stessa maniera per i soliti obiettivi.
    si potrebbe organizzare il programma TEACCH, ovvero che negli interventi viene data importanza allo spazio, in quanto c'è bisogno di spazi contrassegnati, del tempo, infatti i soggetti autistici non hanno la percezione del tempo, quindi ad esempio, si potrebbe costruire un'agenda che si basa sulle attività che il ragazzo deve fare ad esempio, a scuola, nella parte verde c'è quello che può fare mentre nella parte rossa ci sono i divieti. non si dice verbalmente al bambino cosa deve fare ma gli diamo la carta corrispondente all'azione, questa è attaccata alla pagina con il feltro così che si possa levare e rimettere ogni volta. inoltre importante è il materiale di lavoro tenendo in considerazione che loro considerano meglio uno schema etero-organizzato rispetto ad uno auto-organizzato. altro aspetto è l'aiuto, quindi ad esempio l'utilizzo di stimoli visivi e basarsi su il rinforzo estrinseco e non quello intrinseco. infine importante è la generalizzazione ovvero la possibilità di estendere nel mondo reale l'abilità acquisita durante l'insegnamento.
    Inoltre molto importante potrebbe essere un intervento psicoeducativo su genitori e insegnanti per informarli sul disturbo e attivare un sia un parent training e un teacher training.


    Che dite?
    Aspetto commenti!
    Grazie!

  11. #851
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    ero alle prese con il caso dell'avvocato >_<
    appena finisco inizio questo.
    ho letto come l'hai svolto tu solo superficialmente perché non volevo influenzarmi nello svolgerlo

  12. #852
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Scusate abbiamo già parlato di che scaletta usare?

  13. #853
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    io vorrei usare questa scaletta:

    -riassunto del caso in cui si discutono i sintomi e si collegano a delle categorie diagnostiche (magari formulazione di un'ipotesi diagnostica se espressamente richiesto)
    -"siccome i dati a disposizione non sono sufficienti saranno necessari altri colloqui in cui si farà:"
    -analisi della domanda (spiegando perché in quel determinato caso...)
    -storia del sintomo
    -funzionamento generale
    -contesto relazionale
    -ulteriori aspetti da indagare
    -eventuale somministrazione di test
    -restituzione
    -ipotesi di un intervento

    in alternativa c'è chi propone di mettere subito l'analisi della domanda.
    quindi sarebbe qualcosa tipo così:

    -analisi della domanda
    -discussione dei sintomi e ipotesi diagnostica
    -storia del sintomo, aree da approfondire ecc
    -eventuali test da somministrare
    -ipotesi di intervento

    in questo secondo caso non so bene come muovermi, perché a iniziare dall'analisi della domanda trovo difficoltà. magari è solo questione di trovare la frase d'attacco, perché poi si tratta solo di cambiare l'ordine della scaletta, quindi non capisco perché io debba andare così in confusione

  14. #854
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Romy settimana scorsa proponeva questa scaletta.

    Dalla lettura del caso il soggetto si presenta al clinico
    Descrivere FOCALIZZATAMENTE i sintomi
    Per le finalità diagnostiche richieste si farà riferimento al Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali IV edizione Text Revision DSM IV.TR. Gli elementi rilevati potrebbero suggerire
    Ipotesi Diagnostica Giustificarla e se possibile spiegare i criteri del DSM
    Ipotesi di Diagnosi differenziale
    Fare ipotesi comorbilità tra ASSE I e II
    Per formulare una corretta ipotesi diagnostica in funzione di un eventuale progetto terapeutico, si avrebbe bisogno di altre informazioni ed approfondimenti. A tale proposito il clinico proporrebbe al paziente un percorso di 5 colloqui in un continuum narrativo della durata di 1 ora.
    Nel primo incontro si potrebbe partire dall’analisi della domanda:
    Invio/Autoinvio (ha classificato la malattia come psichica, il disturbo è egosintonico/egodstonico) Bisogni motivazioni e aspettative
    Problema lamentato:

    Da quanto tempo e con quale frequenza

    Quando la prima volta e in quali circostanze

    Altri indici di malessere psichico prima dell’esordio

    Perché ha chiesto aiuto proprio ora

    Strategie usate

    Eventuali vantaggi secondari

    Nel secondo incontro si procederebbe alla rilevazione dei dati anamnestici di tipo fisico/organico e vissuti relativi a cambiamenti del ciclo di vita.
    Fisico: Condizione Mediche generali ( ad esempio se è un caso d’ansia, vedere tiroide)
    Assunzione di Farmaci
    Ricoveri ed interventi
    Ciclo di Vita:
    Life events
    Nel terzo incontro si procederebbe ad una comprensione del funzionamento psichico in termini dinamici ovvero:
    Il Funzionamento dell’Io: Esame della realtà ( io-non io- nel delirio vi è fusione); Capacità di Insight (coscienza e attribuzione dei sintomi)
    Stili difensivi Adattarli al caso ad esempio: Nel nostro caso di ipotesi di disturvi di tipi nevrotico (ossessivi) si dovrebbe cercare di individuare meccanismi del tipo formazione reattiva, intelletualizzazione, ecc
    Modalità di relazioni oggettuali ( costanza di oggetto, la qualità del oggetto introietto) Comprendere le relazione di coppia , di genitori, ecc del paziente.
    Relazioni Io-Super Io (Super Io rigido e crudele e sorvegliante l’IO; ideali realistici o obiettivi raggiungibili; Super Io assente - antisocialità)

    Nel cuarto incontro verificherei quanto emerso nei colloqui con dei TEST……….. Inoltre, l’attenzione costante ai legami associativi prodotti dal paziente incrementerebbe il mio interesse esplorativo per un aspetto piuttosto che per un altro. L’osservazione del paziente rispetto al suo comportamento non verbale e alle sue modalità di relazionarsi potrebbero fornirmi ulteriori ed importanti elementi di informazione da integrare alla mia valutazione.

    Scrivere i/il test da utilizzare e per cosa mi servirebbe.
    L’ultima fase della consultazione sarà incentrata sulla comunicazione di un progetto terapeutico appropriato alle problematiche e alle caratteristiche del paziente (in termini di risorse, limiti e potenzialità).
    A tal fine, durante l’intero percorso dovranno esser state prese in considerazione i seguenti aspetti:
    - Il grado di motivazione alla cura e la capacità di instaurare una buona alleanza terapeutica.
    - Il funzionamento dell’Io (controllo e gestione egli impulsi, tolleranza dell’angoscia e della frustrazione, esame di realtà e capacità di insight).
    - Rappresentazione del sé (fiducia di base, coesione, stabilità, continuità e coerenza).
    - Relazioni oggettuali interiorizzate.
    Laddove gli elementi rinvenuti nel corso della consultazione dovessero supportare l’ipotesi diagnostica inizialmente prospettata, sulla base di questa e della valutazione dell’accessibilità alla cura del paziente, si potrebbe proporre una terapia (di tipo x, y, z)

  15. #855
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Grazie
    io credo che userò questa che avevo trovato nel thread dell'anno scorso:

    1) ipotesi diagnostica e differenziali
    2) approfondimenti diagnostici per confermare /disconfermare ipotesi:

    - analisi della domanda
    - anamnesi
    - funzionamento
    - test

    3) trattamento


    come primo caso sto facendo Olivia e Sara ma non è per niente facile...!

    edit: prima metto anche un breve riassunto
    Ultima modifica di Saloméxx : 16-07-2013 alle ore 22.40.18

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