Se è egosintonico, parliamo sempre solo di amicizie, pressocchè niente finchè non acquista/ si sviluppa un minimo di consapevolezza del malessere (o meglio che il malessere possa essere anche autogenerabile), nel secondo caso (egodistonico), se c'è intimità, pian piano portare l'amico a riflettere su come le sue modalità interpretative possano influire sulla sua percezione della realtà, con tutto il tatto dell'amicizia e soprattutto a piccole dosi in modo da comprendere se e quanto possa esse pronto per una simile comnicazione che sarà comunque da metabolizzare con il tempo..