Ciao, provo a rispondere a qualcuna delle tue domande.
1) Non è la specialistica che ho scelto, ma presumo che il corso sia incentrato sulla psicologia del marketing, delle organizzazioni e del lavoro. Tutto quello che serve per delineare la figura dello psicologo che lavora all'interno delle aziende come consulente, gestione del personale ecc.. Il problema secondo me non è tanto il corso in sé, che probabilmente è valido e interessante ma il fatto che già nella realtà italiana la stessa figura dello psicologo classico fa fatica ad affermarsi, oltre che a livello lavorativo, soprattutto a livello culturale, per cui penso che per lo psicologo del lavoro sia ancora più difficile riuscire a lavorare in un ambito attinente a quello che si è studiato e aver riconosciuta l'importanza che merita. Nella mia triennale era previsto un corso di psicologia del lavoro e lo stesso docente aimè ci ha fatto subito presente che purtroppo in Italia questo ambito è preso poco in considerazione nelle realtà aziendali, diversamente da quanto accade all'estero. Insomma il problema è prima culturale e poi lavorativo. Sicuramente le cose cambieranno negli anni ( questa specialistica è relativamente recente ), sta a te decidere se investire adesso o no in questo settore.
2) Io ho scelto di provare clinica perché è più attinente ai miei interessi. Comunque in generale la psicologia clinica è diretta più agli adulti mentre quella dello sviluppo è incentrata più su bambini e adolescenti, in termini di target. In psicologia clinica le materie principali ovviamente sono clinica, dinamica e neuropsicologia Da quel poco che ho visto del programma, pare che ci siano diversi esami scritti, soprattutto in ambito neuropsicologico. Non conosco il piano di studi di sviluppo ma da quello che so è forte la presenza della prof. Perricone ( e se già l'hai incontrata nel tuo percorso, non c'è bisogno che ti dica altro), cosa che scoraggia un po' i futuri nuovi iscritti. Lavorativamente parlando non penso che una specialistica o l'altra faccia chissà che differenza, la gente conosce a mala pena la figura dello psicologo, figurati se fa tutta questa distinzione tra psicologo clinico e dello sviluppo. Ti conviene scegliere in base ai tuoi interessi e basta e pensare a che tipologia di clienti vorresti rivolgerti, se in fase di sviluppo o adulti.
3) Sui master non sono informata ma dubito che tu riesca a portarlo a termine tra marzo e settembre, è un tempo più breve di quanto sembra..
4) Non devi obbligatoriamente iscriverti alla scuola di psicoterapia, è facoltativa. Psicoterapeuta e psicologo sono figure diverse. Inoltre la scuola di psicoterapia dura 4 anni e ha un costo intorno ai 20 mila euro, quindi è un impegno assolutamente non indifferente. Una volta che finisci la scuola, sei psicoterapeuta a tutti gli effetti ( e vorrei ben dire! ). Eventuali tirocini credo siano compresi nei 4 anni, oltre alla terapia individuale che dovrai fare con un loro psicoterapeuta per almeno due anni ( e a tue spese ovviamente ). Non credo si possa accedere alla scuola senza prima essersi abilitati come psicologi quindi devi fare prima tutto l'iter che ti porterà all'esame di stato. Come indirizzi i più famosi sono quello analitico e quello cognitivo comportamentale, anche qui la scelta dipende dai tuoi interessi. So anche che ci sono scuole a indirizzo sistemico, incentrate sulla famiglia. Basta che cerchi su internet e trovi i loro siti e relativi costi e piani di studio. Se vuoi la mia opinione, non è una cosa di cui dovresti preoccuparti adesso, visto che passeranno almeno altri 3,4 anni prima di poter essere abilitata come psicologa. A mio avviso, dopo l'abilitazione, è meglio concentrarsi sul fare esperienze lavorative e capire realmente cosa si vuole fare nel concreto del mondo del lavoro. Possiamo studiare quanto vogliamo ma non è quello che ci farà capire come comportarci in presenza di un paziente, la pratica è fondamentale. Inoltre quello che interessa agli enti è l'esperienza che si è fatta, piuttosto che i mille titoli. Arrivare a più di 30 anni super specializzata ma con nessuna esperienza lavorativa non ti agevolerà rispetto ad uno che non è diventato psicoterapeuta ma che ha accumulato molto esperienza pratica, anzi..
Il tirocinio post lauream di tot ore ( credo 1000 a meno che non è cambiata la normativa negli ultimi anni ) è obbligatorio per poter sostenere l'esame di abilitazione, che viene solo successivamente.
E inutile anche pensare ai master se non hai le idee chiare su che ambito specifico vuoi buttarti.
La scuola di specializzazione è importante perché è l'unica specializzazione che fa la differenza nella tua professionalità, ma siccome richiede un impegno non indifferente in termini economici e di tempo, bisogna pensarci bene di questi tempi, soprattutto perché a conti fatti non credo ti dia chissà che possibilità di lavoro in più ( a meno che magari tu non sia disposta a cambiare città o meglio stato in futuro ). Sicuramente ti agevola nei concorsi nelle strutture pubbliche, ma quanti pensi che ne indicano ogni anno?
Il mio consiglio è non fossilizzarsi sull'idea di diventare psicoterapeuti ma cercare di formarsi prima come psicologi, nella teoria e nella pratica lavorativa, e poi eventualmente decidere sulla base delle proprie esigenze. Magari ora hai 23 anni e l'idea di studiare solamente non ti pesa ma a quasi 30 anni, quando sarai abilitata, magari vorrai farti una famiglia, avere una indipendenza economica e le tue priorità cambieranno.







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