Styrofoam Crown
UNBELIEVABLE..I was surprised..I was surprised..I'm still surprised
17 Luglio 2011, Udine
We're gonna try to remember this picture right here in my mind,when I close my eyes tonight on that pillow..when I look up in the sky,I thank God of what I had here..I'll be thinking of this!
We're gonna record this moment in time..the night we laid up in the sky of San Siro..at the end of It
29 Giugno 2013, Milano
Jon Bon Jovi
vinciamonoigrace(at)hotmail.it
scusa ma l'esperto pampers credo che nessuno abbia l'ottusità di credere che sia realmente un esperto, ma semplicemente una attore pagato per dire ciò che gli dicono di dire.
La tata della trasmissione invece si propone esplicitamente come esperta su questi problemi. Sarà anche un'esperta, fattostà che ci sono tutte queste polemiche.
Mi dicevano dei conoscenti che quest'estate c'era una delle tate, appostata su una spiaggiadi una nota località turistica (con uno staff che faceva pubblicità ai pannolini) a "ricevere" le mamme, su un improvvisato ufficio sulla spiaggia, dando loro consigli su come educare i figli...e questa tata è laureata in scienze motorie.
Mi sembra normale che pediatri e professionisti vari non vedano di buon occhio queste figure televisive
Tu in psicologia spicciola che strategie avresti trovato per gestire due gemelli che si svegliano quattro cinque volte a testa per notte?Tra l'altro a un anno non sono neonati di un mese.
Puoi recuperare il sonno se non lavori o se hai una minima rete d'appoggio.
Non sto dicendo che condivido il metodo Estiville ma giusto per capire a che età tu pensi si possa iniziare ad abituare il bambino a stare nel lettino?
Io conosco gente che è arrivata a lasciar pianger un pò dopo aver provato di tutto, un genitore può anche alzarsi dieci volte a notte e soddisfare il bisogno ma magari veicolando tutta la sua "frustrazione" per il mancato riposo.
E' chiaro che non deve essere un capriccio del genitore che esce torna tardi e pretende che il bambino segua le sue modalità ma un modo di riposare decentemente che serve a tutti.
Concordo pienamente con il tuo pensiero e con i riferimenti alla psicologia dello sviluppo che hai fatto. La nascita di un figlio ti cambia la vita, cambia l'immagine di te, quella personale e quella relazionale, cambiano le responsabilità e soprattutto le priorità. Io trovo naturale che il mio sonno sia cambiato, sia quantitativamente che qualitativamente, dormo poche ore e in quelle poche ore con un occhio sempre aperto, ma è normale: sono una mamma. Il sonno di una mamma, almeno nell'infanzia del suo cucciolo, è questo. Faccio le pulizie di notte, lavoro e non ho aiuti, ma se mio figlio piange , che sia notte, che sia pomeriggio, che sia in qualsiasi altro momento, io ci sono. Per ascoltarlo, per comprenderlo, per contenerlo, per consolarlo, per cercare di farlo stare bene. Che io sia stanca morta, quando questo accade, non mi importa, lo faccio perchè sento di essere la persona di cui mio figlio ha bisogno proprio in quei momenti. La costanza dell'oggetto, la sicurezza interiore, la tranquillità psicologica, sono processi che si costruiscono nel tempo, proprio con la figura d'accudimento accanto, attenta e responsiva. <non avvengono dall'oggi al domani, nè tanto meno con la deprivazione forzata della figura di riferimento (aborro quella scena di sos tata). L'autonomia, l'indipendenza, tanto desiderate da alcune persone sin addirittura dai primissinmi mesi del cucciolo di uomo, sono il prodotto FINALE di un graduale rispettoso percorso di crescita diadico e non una forzata abitudine precocemente pretesa ed imposta.
Quindi si rispettano sempre ad ogni eta i ritmi e le esigenze del bambino?Se ha cinque anni ha la necessita'del lettone questa va assecondata in nome di un attaccamento sicuro.E chi ha piu di un figlio?come puo soddisfare le esigenze di tutti?
Ripeto non concordo con Estiville ma per le vie di mezzo.
Si puo essere attenti e responsivi non soddisfando sempre e cmq tutto anche perche il bimbo imparera a tollerare unicamente quella modalita'
Io penso che si debba lavorare molto sul rapporto, nel costruire sicurezza e fiducia interiori che passano dalla costanza della nostra presenza che è fisica e psicoaffettiva. Essere nella relazione, ascoltare, cercare di comprendere e trovare soluzioni adeguate al rafforzamento della sua fiducia ed alla costruzione della sua serenità. Il lettone non è una sua esigenza, ma una trovata soluzione. Occorre con serenità innanzitutto discernere cosa è un bisogno e cosa non lo è, cosa è una nostra soluzione e cosa invece una sua richiesta. Non ci sono ricette magiche, nè manuali prescrittivi, ma ci sono i genitori ed i figli e quel rapporto unico che si costruisce insieme.
Innanzitutto se dessi una risposta spicciola alla tua domanda farei la fine delle tate. Dare consigli senza conoscere le realtà dei bambini. La madre è presente tutto il giorno? La separazione dalla mamma a che età è avvenuta? Ci sono stati eventi significativi per il bambino (ricoveri, traslochi etc?). La mamma sta bene? Se ha un esaurimento nervoso credo che determinate strategie non siano efficaci quanto altre volte a ricostruire la sua immagine e darle consapevolezza di sé.. magari sarebbe proficuo puntare ad un self empowerment della mamma e poi alle strategie di addormentamento.
Sicuramente non avrei utilizzato il pianto a sfinimento. Anche la Hogg, quella del linguaggio segreto dei bambini, punta ad un condizionamento come le tate, ma decisamente più soft. Se il bambino piange, lo prende in braccio lo consola e quando è di nuovo 'rilassato' lo mette giù. Finché non si addormenta. Ecco, io penso che anche un metodo così - oltre che di difficile attuazione - sia più o meno come quello di tata lucia. Magari è meglio puntare ad una strategia più pratica. Ma sempre con il punto di partenza che si deve creare una relazione soddisfacente madre bambini... Il bambino vuole stare in braccio perché si spaventa, e nessuno delle persone che dovrebbe se ne cura. E' atroce! E' come andare in farmacia con il mal di testa, e anziché l'aspirina ci si sente dire "le faccio smettere il mal di testa facendola aspettare". Dopo aver aspettato 10,20,30 minuti ci si alza e si cambia farmacia con la testa che scoppia ancora di più.
Le mie figlie si addormentano nel loro lettino, sì, ma non da sole. Siamo stati mesi a lavorarci, a stare con loro seduti lì vicino, ad insegnar loro una strategia al sonno. Nessuno sa come ci si addormenta, e da adulti ci sono individui che non sanno ancora come dormire. Se si svegliano contemporaneamente (anche se rispetto all'esempio che dici tu le mie hanno una consistente differenza d'età) se io e mio marito non possiamo occuparci insieme di entrambe le figlie, studio strategie in base alla necessità di ognuna. Se li butti lì nel letto, i bambini avranno mille ansie ancora più insopportabili durante il giorno, fino ad arrivare alla consapevolezza che forse non siamo poi tanto amati visto che non siamo degni di cure. E da lì l'insicurezza anche nelle relazioni col prossimo.
Nessuno dice "hai fatto un figlio ora te la vedi tu e non ti lamentare se hai sonno". Ma bisogna puntare al 'perché il bambino ha il sonno agitato'? Insomma, se ti guardi intorno vedi miriadi di genitori che cercano di capire se il loro bambino è normale quando fa determinate cose o ha determinati problemi. La società da alla famiglia un enorme senso di inadeguatezza perché tutti i bambini devono crescere uguali, acquisire competenze e consapevolezze nello stesso periodo. Ma i bambini non sono tutti uguali. E qui le paranoie dei genitori...
Il disturbo del sonno non credo che esista in questo specifico periodo, le 'dissonnie' dei neonati/bambini sono legate ad una sfera emozionale più che fisica.
Elisabetta
Life is not measured by the number of breaths we take, but by the moments that take our breath away
Kiwykiwy ma la domanda è perché a cinque anni il bambino ha ancora bisogno del lettone?
Bisogna guardare il film di una famiglia, non il fotogramma e il fatto in sé per sé.
I genitori si lamentano ai cinque anni del figlio perché è diventata per loro una questione insopportabile.
Ma cosa è successo al bambino per sentire indispensabile quel luogo?
Elisabetta
Life is not measured by the number of breaths we take, but by the moments that take our breath away
Potrebbe anche essere che sia sempre stato abituato così in quanto funzionale alla famiglia!
C'è la teoria del co-sleeping in cui si sostiene che il bambino ha bisogno del contatto fisico per dormire e che smetterà da solo una volta pronto.
Comunque io credo in generale che sia importante distinguere i tipi di pianto, osservare il bambino e poi dare una risposta.
La risposta della soddisfazione del bisogno non implica sempre un unica modalità.
Quando mio figlio piange disperato per la paura lo capisco, quando ha male ai dentini il pianto è di un certo tipo, quando non voleva andare a nanna perchè non voleva interrompere una routine di gioco piacevole si capiva che voleva continuare a fare quella cosa.
Non si può pensare di offrire sempre un unica modalità di risposta, se piangi perchè vuoi contunare a fare un gioco ma si deve andare a nanna, ti metto nel lettino sto li con te ma mantengo il mio "divieto".
Cmq il programma della Tata non mi piace. Io metterei il divieto di mandare in onda i bimbi.
Sos tata è il surrogato di Jo Frost super nanny di real time.
Vi chiedo un'opinione:
e riguardo l'impatto sui bambini che la guardano, che ne pensate?
E' molto seguita dai bambini, e dai ragazzi, la conoscono in tanti fra loro, anche perchè mette più che i bambini, i genitori, in riga, quindi poi fioccano i commenti, specie se la guardano insieme!
interessante questo punto di vista;
credo sia potenzialmente educativo perché fa capire ai bambini che fare il genitore non è un lavoro facile e possono capire quali possono essere le preoccupazioni e difficoltà dei genitori nell'educare i figli.
Mi riferisco comunque a "bambini"piuttosto grandicelli, diciamo almeno 10 anni.
Un piccolo inciso: io ho sempre pensato che, dopo la partenza della tata, tutto tornasse come prima perché non c'è più la figura esterna verso cui bisogna compiacere; ma questa è solo una mia opinione, sarebbe interessante fare un follow-up dei clienti delle tate!
C'è l'altra tata, Jo frost, che mi sembra faccia proprio questo follow up.
Credo che in Italia, visti i consigli che danno, se ne guardano bene dal varcare la stessa soglia due volte!!!!!
Io credo che sia più diseducativo questo programma di tanti cartoni violenti. Qui si fanno vedere bambini che piangono, genitori in difficoltà e in crisi di pianto... bambini troppo piccoli potrebbero affacciarsi troppo presto all'idea che i propri genitori non sono tutto questo granché, che sono umani e limitati anche loro.
Insomma, sì, forse dopo i 10 se ne può parlare. Anche perché il rischio del genitore medio di dire "hai visto, fa come te! Ma quello l'hanno rimesso in riga, se non ti comporti male lo faccio anche con te" secondo me è dietro l'angolo.
Elisabetta
Life is not measured by the number of breaths we take, but by the moments that take our breath away
come genitore medio, diciamo:
Diciamo il rischio c'è, ma questo sarebbe un genitore non medio, ma sciocco, cioè uno che invece di dialogare sui programmi mentre li guarda con i bambini, li usa, li strumentalizza.
Il genitore medio vero dovrebbe sapere, come avete detto voi, chiudere la tv, se il bimbo è troppo piccolo, e, d'altro canto, con quello più grandicello di fronte al quale la censura è ingiusta, cogliere l'occasione per parlare, per commentare.
So che nelle case il tema "famiglia", nei cartoni e nelle trasmissioni, è molto gradito ai ragazzini, spopolano Simpson e Griffin, che sono cartoni seri, difficili, andrebbero spiegati,come si fa con i film.
La famiglia vista in TV ed esasperata nelle caratteristiche, è molto toccante.