Ciao a tutti,

a distanza di qualche anno dalla laurea magistrale, vorrei condivedere alcune riflessioni sul suddetto corso, sperando che possano essere utili per i futuri studenti.

ASPETTI POSITIVI
Il corso di laurea in psicologia delle organizzazioni e del marketing della Cattolica è davvero interessante, ben organizzato, professori competenti, ecc.
Diversi corsi in cui si sperimenta il lavoro di gruppo, laboratori (i cosiddetti "metodi e tecniche") e seminari.
Ai miei tempi (5 anni fa) non c'era una grande richiesta, rispetto agli studenti che volevano intraprendere la magistrale in clinica; se le cose non sono cambiate, state pure tranquilli.
Al momento dell'iscrizione occorre scegliere uno dei due curriculum (organizzazioni o marketing), tuttavia gli esami principali sono in comune.

ASPETTI NEGATIVI
Chi ha fatto la triennale in Cattolica scegliendo al terzo anno il percorso in lavoro avrà durante la magistrale la sensazione costante del "nulla di nuovo all'orizzonte".
Questo è un punto a favore del curriculum del terzo anno, davvero ottimo, al punto tale da fornire già ampiamente delle ottime basi specialistiche.
Al contrario, la magistrale non è nient'altro che una ripresa, un ripasso, un approfondimento avanzato delle stesse materie già studiate al terzo anno.

IL PERCORSO IN MARKETING
Il corso è bello, interessante, ma poco spendibile a livello lavorativo, per mancanza di sbocchi professionali: si tratta di un settore saturo!
Il corso ti insegna come diventare ricercatore di mercato, una professione spendibile negli istituti di ricerca di mercato.
Tenete presente che il 90% degli istituti di ricerca è localizzato a Milano. Si tratta di società medio-piccole (i grandi colossi saranno al massimo 4), il cui giro d'affari è dato soprattutto dalle ricerche quantitative; le ricerche qualitative (quelle svolte da psicologi) rivestono uno spazio piccolissimo.
Trovare lavoro in questo settore è una vera impresa. Considerando tutti i laureati in marketing che vengono sfornati ogni anno (una 60ina tra Cattolica e Bicocca), pensate davvero che tutti riescano a trovare una professione in un settore così di nicchia?
Poi, il vero problema non è tanto trovare lavoro, ma mantenerlo. Conosco parecchie persone che, dopo le esperienze presso questi istituti (stage o contratti a progetto), non hanno avuto rinnovo del contratto e hanno dovuto riciclarsi in altri settori.

IL PERCORSO IN ORGANIZZAZIONI
Dal punto di vista lavorativo è ottimo, è forse l'unica laurea in psicologia che oggi dà lavoro.
Tutte le aziende, in tutta Italia (eccetto quelle piccole) hanno l'area Risorse Umane. Un laureato in psicologia ha sicuramente un valore professionale importante in questo campo. In certi casi, però, dovrà però acquisire nuove conoscenze, non studiate in università, si tratta degli aspetti contrattualistici, legali, amministrativi.
Il punto negativo non è tanto il corso in sè, ma l'impostazione che questo corso ha in Cattolica: troppo impostato sulla formazione e in modo troppo filosofico (il cosiddetto approccio psicosociologico, roba da psicoanalisti), lontano anni luce dalla realtà. Le vere competenze le acquisisci quando lavori o tramite un aggiornamento personale.

Tutto ciò, ovviamente, IMHO (In My Humble Opinion)