Molti anni fa ( ero ancora uno studente ) venni invitato da un amico più grande di me a partecipare ad una riunione di quello che non ho mai capito bene cosa fosse esattamente.... Credo un miscuglio tra una comitiva che praticava Yoga, una congrega di fanatici tipo Scientology ed un gruppo di meditazione trascendentale orientale, tutta roba allora molto di moda. A me la cosa non importava particolarmente, anzi per nulla, ma sapevo che insieme a questo ragazzo avrebbe partecipato anche una sua amica che, invece, lei sì che mi interessava.....
Alla riunione eravamo più o meno una ventina... Al centro c'era un "conduttore" ( non saprei come definirlo altrimenti ), un tizio con una voce molto calda e suadente, che, dopo un po di preamboli, ci fece applicare delle tecniche di rilassamento... Molto efficaci, per la verità: in breve avevamo raggiunto, chi più chi meno, uno stato quasi di trance...
A quel punto, il tizio ci chiese di fare una cosa che mi colpì: ripercorrere tutta la nostra vita come se fosse un film partendo dai primissimi ricordi che riuscivamo a recuperare dalla nostra memoria.... E, una volta compiuto questo veloce excursus, individuare un momento, uno solo, quello che ci appariva il più bello, il più gratificante, il più intenso... E, a quel punto, riviverlo completamente, passo dopo passo, istante per istante.
Io lo feci: il momento su cui si concentrò la mia attenzione fu proprio quello che ho richiamato nel mio post precedente, il mio primo bacio.... Un episodio che avevo quasi completamente cancellato dalla mia memoria cosciente e che non avrei mai creduto avesse una tale importanza.... Invece, in quel momento, lo rivissi con una incredibile intensità, riprovando esattamente le stesse sensazioni che avevo provato a suo tempo.
Finita l'esperienza, ciascuno di noi raccontò per sommi capi il suo vissuto, le sensazioni che aveva provato, ed i racconti che uscirono fuori erano i più vari, ma tutti incredibilmente sinceri... Uno, però, mi colpì sopra a tutti: era quello di un uomo di mezza età, in giacca e cravatta, dall'aspetto molto distinto, che con voce flebile ci raccontò che no, lui nella sua vita non era riuscito a trovare un solo momento felice, un solo episodio che riteneva meritevole di essere rivissuto... Non quando si era laureato, non quando si era sposato, non quando erano nati i suoi tre figli.
La disperazione che si coglieva in quel racconto, così sincero e senza difese, mi fece stringere il cuore... Un tizio che magari, come me, aveva partecipato per pura curiosità a quella riunione, si era ritrovato in un attimo a dover mettere in discussione una intera esistenza....
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Non partecipai più a quelle riunioni: un po' perché scioccato da questa esperienza, un po' perché dall'incontro successivo avrei dovuto pagare una specie di quota di iscrizione ( ed io, come tutti gli studenti, non avevo un centesimo in tasca ), un po', anzi soprattutto, perché ( lo scoprii presto ) l'amica del mio amico era già innamorata di un altro membro della combriccola e pertanto il mio interesse per quelle riunioni scomparì totalmente...
Pure, l'episodio mi è rimasto impresso e, probabilmente, è stato anche ripensando ad esso che mi è venuta voglia di inaugurare questo thread...
Un thread difficile, ed anche pericoloso: perché maneggiare i ricordi è un affare delicato e si può anche scoprire, come quello sconosciuto signore di tanti anni fa, di non avere niente nel bagaglio della propria memoria che valga la pena di essere rivissuto.







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