tutto molto interessante...beh io credo che certi dubbi ognuno se li porterà un po' con sè. Dal mio modo di vedere le cose non c'è una scuola giusta in assoluto. Se c'è, forse, ci si sta fossilizzando troppo sulle proprie certezze. Può esistere un approccio più vicino alle nostre corde, ma secondo me un po' di flessibilità è indispensabile per chi fa un lavoro come lo psicoterapeuta. Anzi, "flessibilità" dovrebbe essere in cima alla lista di parole per chi fa questa professione, anche perchè spesso la cura del paziente passa, appunto, dal cambiamento e, dunque, dal raggiungimento di una certa flessibilità. Dunque, il sapersi giostrare tra i differenti approcci potrebbe essere anche sinonimo di "marcia in più" e non per forza confusione. Anzi, così si ha anche maggior cognizione di causa per capire quale approccio rientra più nel nostro modo di essere e sentire e da lì prendere tutte le decisioni necessarie. La scuola di psicoterapia al momento per me è soltanto un'ipotesi e, in ogni caso, un qualcosa di molto lontano per il percorso che penso di intraprendere, ma sicuramente questa scuola resta tra le mie preferite per quello che ho letto sino ad ora.