Avevo scritto una risposta in cui dicevo che in polemica è normale alterarsi, che porta la discussione a livelli di costruttività maggiore perchè gli interessati tentano in ogni modo di scavalcare gli altri e costruiscono grandi architetture speculative.
Poi mi sono accorto della cazzata.
Mi sono accorto che il passo è breve tra infiammarsi per una discussione per poi litigare, e litigare per poi combattere. Alla fine le guerre sono fatte di persone che non ascoltano gli altri e che si infiammano. Effettivamente c'è molta dfferenza tra ascoltare e capire, e ascoltare e condividere, e ancora di più tra non ascoltare e sostenere di capire.
Volevo rispondere sull'inevitabilità dell'alterazione in polemica, ma poi mi sono accorto che si tratta d'una gran cazzata, semplicemente della nostra incapacità a d ascoltare gli altri, solo per paura che gli altri possano credere che noi condividiamo le loro idee se non li assaliamo con grintosa belligeranza.
E' per paura che ci alteriamo, è per paura che attacchiamo, ed è sempre per paura che facciamo scoppiare le guerre (tranne quando c'è di mezzo il petrolio, ma alla base c'è sempre un senso di paura: mancanza di risorse, predominio altrui, ecc.), anche se fingiamo di essere aperti e disposti a 360 gradi.
No, l'incapacità d'ascoltare credo sia la più grande debolezza del genere umano, ed è questo che la stà portando al collasso.






