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Discussione: Dentro o Fuori?

  1. #31
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
    Data registrazione
    04-03-2002
    Residenza
    Nel buio vicino alle porte di Tannoiser
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    2,719
    Ciao maya,ho letto un po' in fretta e ho poco zucchero nel sangue,perchè non ho ancora mangiato;per questi due motivi probabilmente mi è sfuggita una parte consistente dei tuoi ragionamenti.
    Comunque quello che non capisco bene è da quale punto di vista osservi il tuo dubbio in questo momento.Lo consideri dal punto di vista della sofferenza che ti provoca (una sofferenza concreta,emotiva),oppure da un punto di vista "estetico"?è romantico il concetto della tensione che corrode come prezzo da pagare per scrivere;credo però che una visione romantica di questo tipo non renda possibile limitare la sofferenza.
    Se quello che ti prefiggi è invece limitare questa sofferenza forse dovresti considerare aspetti molto più ristretti della tua vita,non concetti troppo vaghi come l'esplodere e l'implodere:in che cosa c'è esattamente questo dubbio nella tua vita?

  2. #32
    ***Maya***
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da MarioG
    Scusa se m'intrometto Maya, ma chissà che non possa aggiungere qualcosa.
    Mi sono ritrovato con una sensazione molto forte leggendo i tuoi scritti, ed è quella di una persona con un grandissimo conflitto interiore (e fin qui non ci voleva molto), che però, se da un lato cerca risposte dall'esterno, dall'altro sa bene (penso inconsciamente) di non poterne avere così, o quanto meno, non risolutive, forse in questo modo non qui.
    Perchè dico questo? Beh, mi ha meravigliato molto la tua prima esposizione, evidentemente poco chiara, come forse voleva essere in quel momento.
    Poi sei stata più esplicativa, ma comunque un pò 'nebulosa?'.
    Vedi, a proposito dello scrivere, ho come l'impressione che tu l'abbia usata quasi come una forma stilistica, piuttosto che col vero desiderio di ottenere una soluzione alla propria inquietudine.
    Ovviamente non sto dicendo che tu, volutamente, voglia essere poco chiara.
    Quel che intendo è che, forse, più che pensare ad implodere od esplodere, dovresti pensare al perchè senti questa necessità.
    Non so, ho avuto anche la sensazione che da un lato tu voglia mostrare di più, e più intensamente, quel che hai dentro (l'esplosione), e dall' altro invece, temi delusioni o giudizi, e quindi richiudi dentro (l'implosione).
    Non so quanto le mie impressioni siano corrette, potrebbero anche essere una mia proiezione.
    Quel che però ritengo importante, ed è un pò un consiglio, è che tu abbia sempre chiaro che quel che importa è principalmente il TUO benessere, tutto il resto, conseguenze pseudorelative o giudizi relativi al tuo agire, hanno poca importanza (è sufficiente avere rispetto per sè e per l'altrui sensibilità).
    Comunque se, come sembra, sei una persona sensibile, è molto improbabile che tu faccia veramente del male.
    In ogni caso, è nell'agire che si impara, e contemporaneamente si vive.
    Non sempre l'esplosione fa bene, ma è segno di vitalità, evita ulteriori accumuli, e consente l'esperienza.
    L'implosione è una forma di resa, e può fare molto male. E perchè fa male a te, e perchè non consente agli altri di conoscerti.
    Se quel che ho scritto ti sembra non pertinente, ti chiedo scusa, ma spero di esserti stato un pò utile. Di più non potevo perchè, anche se è banale, la risposta migliore puoi averla solo tu.
    Ciao Mario.
    Innanzitutto ti ringrazio per aver dato una tua impressione a quello che ho scritto...è importante.

    Per il resto, ti ho letto con attenzione ho in quello che dici ho trovato molti felici spunti, ma con un'interpretazione poco attinente a quella che è la realtà.

    Ma è anche colpa mia e del mio essere sibillina, del non svelarmi mai troppo (maya vorrà pur dire qualcosa, no? )

    Hai detto molte cose esatte.
    In primis, quello che hai scritto qui è esattamente quello che "è".
    _______________________________
    una persona con un grandissimo conflitto interiore (e fin qui non ci voleva molto), che però, se da un lato cerca risposte dall'esterno, dall'altro sa bene (penso inconsciamente) di non poterne avere così, o quanto meno, non risolutive
    ______________________________

    Molte persone mi dicono che davanti a quello che scrivo provano senzazioni forti. Nel bene e nel male, certo. Ma cmq qualcosa di forte e di sensibile, nello stesso tempo....
    Sono consapevole che le risposte giacciono dentro me stessa, ma a volte, anzi molto spesso, le risposte sono legate alle relazioni con il mondo esterno, non solo con il mio microcosmo interiore (che per me è MACRO! ).

    E' da qui che nasce il mio dissidio interiore: dal cercare di settarmi in un modo sereno per me e pacifico verso il mondo esterno.
    Per queste ragioni e per il mio spirito forte ma fondamentalemnte "buono", il mio benessere dipende in qualche grado dal benessere delle persone che mi stanno vicine.
    Son fatta così, altruista di sentimenti....è un male, ma non mi sento di condannarmi per questo.

    Quello che scrivi qui nhon è del tutto correto, ma è colpa mia, per il motivo di cui sopra
    ___________________________
    Vedi, a proposito dello scrivere, ho come l'impressione che tu l'abbia usata quasi come una forma stilistica, piuttosto che col vero desiderio di ottenere una soluzione alla propria inquietudine.
    ___________________________

    Il mio modo di scrivere è questo. Il mio "stile" è questo. Nessuna forzatura, nessuna ricerca di elevazione stilistica, nulla di nulla. Mi esprimo così naturalmente, senza scopi stilistici et similia. Chi mi conosce lo sa. Visto che è da poco che posto qui, l'unica cosa che posso dire è : fidatevi!


    Quando dici questo:
    _______________________________
    Ovviamente non sto dicendo che tu, volutamente, voglia essere poco chiara.
    _______________________________

    ....No. io ho voluto assutamente essere poco chiara.
    Ho avuto qualche remora a postare quel post così "forte" al mio arrivo...ma poi ho preso la pillolina di coraggio e mi son lanciata!

    Ma siete sempre persone che io (ancora) non conosco e venirvi a raccontare tutto di me, le cause e gli effetti di me stessa e tutto il resto.... beh, mi sembrava poco delicato da parte mia e molto tedioso per voi.
    Ho cercato di fare un "giusto mezzo", svelare il mio stato d'animo ma non le cause, che ovviamente conosco e che dipende da me risolvere...

    Forse per me scrivere è un pò come una tragedia...libera DAlle e Delle passioni.... forse è uno strumento che a me viene meglio di altri per esorcizzare il mio stato d'animo... quando non mi sento completamente "incollata" a questo mondo...a questa "me stessa".....





    ti ringrazio , veramente, di quello che hai scritto.
    Hai ragione...."è nell'agire che si impara... e si vive"
    spero di rileggerti

    Ultima modifica di ***Maya*** : 22-03-2005 alle ore 18.39.19

  3. #33
    ***Maya***
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Parsifal
    Ciao maya,ho letto un po' in fretta e ho poco zucchero nel sangue,perchè non ho ancora mangiato;per questi due motivi probabilmente mi è sfuggita una parte consistente dei tuoi ragionamenti.
    Comunque quello che non capisco bene è da quale punto di vista osservi il tuo dubbio in questo momento.Lo consideri dal punto di vista della sofferenza che ti provoca (una sofferenza concreta,emotiva),oppure da un punto di vista "estetico"?è romantico il concetto della tensione che corrode come prezzo da pagare per scrivere;credo però che una visione romantica di questo tipo non renda possibile limitare la sofferenza.
    Se quello che ti prefiggi è invece limitare questa sofferenza forse dovresti considerare aspetti molto più ristretti della tua vita,non concetti troppo vaghi come l'esplodere e l'implodere:in che cosa c'è esattamente questo dubbio nella tua vita?
    Ciao Parsifal, ringrazo anche te come sopra e ti rispondo dopo solo per ordine di postaggio!

    beh...il punto di vista da cui osservo la mia vita è....SIA dal punto di vista della sofferenza che "mi provoca" (in senso stretto e lato), SIA dal punto di vista di quello che tu chiami romanticismo "estetico" e io invece definirei come una valvola di sfogo più sensibile di altre, la scrittura.

    Non ripeto quello che ho scritto a Mario a riguardo.
    E' cmq per me un mezzo per esorcizzare quello che ho dentro e "buttarlo" fuori, tutto qui.

    Certo, il mio obiettivo (come quello di qualsiasi persona non masochista) è quello di limitare la sofferenza. A volte, nei momenti no, mi sorprndo a scrivere, anche se so che le parole sulla carta sono solo un placebo e nulla più e che le cure sono ben altre.

    Sono sempre così megalomane poi.... dovrei considerare aspetti più ristretti della mia vita e invece finisco per considerare il mio microcosmo fino a pensare che sia veramente un macrocosmo e studiare soluzioni come se fossi una Kofi Annan in procinto di decidere da che parte stare tra i miei due opposti.....

    devo ridimensionarmi, è vero.
    Me lo dico smpre, non lo faccio mai.
    Anche questo è un opposto.


    Mi chiedi quale sia il mio dubbio.... beh, penso quello che c'è in ognuno di noi.
    Nulla di trascendentale, in fondo, o di perverso o di chissà che cosa.
    Semplicemente scegliere tra cuore e mente, quando ci siano sufficienti ragioni per seguire l'uno e sufficianti ragioni per seguire l'altro.
    Ma tu abbia a disposizione only one choice....

    tutto qui. In fondo pensao sia un "problema" molto più comune di quanto non si possa pensare!

    Ciao e Thanx.
    Spero di rileggere anche te!

  4. #34
    Serendipity
    Ospite non registrato
    a quanto ne so,Maya vuol dire illusione, non "sibillina"...

  5. #35
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Nel buio vicino alle porte di Tannoiser
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    Originariamente postato da ***Maya***
    Ciao Parsifal, ringrazo anche te come sopra e ti rispondo dopo solo per ordine di postaggio!

    beh...il punto di vista da cui osservo la mia vita è....SIA dal punto di vista della sofferenza che "mi provoca" (in senso stretto e lato), SIA dal punto di vista di quello che tu chiami romanticismo "estetico" e io invece definirei come una valvola di sfogo più sensibile di altre, la scrittura.

    Non ripeto quello che ho scritto a Mario a riguardo.
    E' cmq per me un mezzo per esorcizzare quello che ho dentro e "buttarlo" fuori, tutto qui.

    Certo, il mio obiettivo (come quello di qualsiasi persona non masochista) è quello di limitare la sofferenza. A volte, nei momenti no, mi sorprndo a scrivere, anche se so che le parole sulla carta sono solo un placebo e nulla più e che le cure sono ben altre.

    Sono sempre così megalomane poi.... dovrei considerare aspetti più ristretti della mia vita e invece finisco per considerare il mio microcosmo fino a pensare che sia veramente un macrocosmo e studiare soluzioni come se fossi una Kofi Annan in procinto di decidere da che parte stare tra i miei due opposti.....

    devo ridimensionarmi, è vero.
    Me lo dico smpre, non lo faccio mai.
    Anche questo è un opposto.


    Mi chiedi quale sia il mio dubbio.... beh, penso quello che c'è in ognuno di noi.
    Nulla di trascendentale, in fondo, o di perverso o di chissà che cosa.
    Semplicemente scegliere tra cuore e mente, quando ci siano sufficienti ragioni per seguire l'uno e sufficianti ragioni per seguire l'altro.
    Ma tu abbia a disposizione only one choice....

    tutto qui. In fondo pensao sia un "problema" molto più comune di quanto non si possa pensare!

    Ciao e Thanx.
    Spero di rileggere anche te!

    Ciao.Ho scritto il primo post in modo volutamente molto pratico,perchè penso che sia il modo migliore per affrontare i dubbi,però forse questo ti ha fatto intendere che le questioni che poni siano astruse:ma non penso questo.
    Il romanticismo estetico non era riferito alla scrittura che non metto in dubbio che per te sia molto utile;mi riferivo all'idea che mi sembravi esprimere di una specie di grandezza che ci sarebbe nella sofferenza che si esprime poi nello scrivere:può essere che la sofferenza abbia un suo fascino e produca arte,ma non credo che ne valga la pena.
    Soprattutto ti vorrei dire una cosa,dalle il peso che vuoi,ma sono convinto che sia importante:non esiste conflitto tra le emozioni e il pensiero.Questa è un'idea che hanno tantissime persone e serve solo a provocare loro un mare di problemi e di inquietudini.Non c'è conflitto ed è dannoso credere che ci sia.Le emozioni servono al pensiero,occorre percepirle molto bene.Poi il pensiero le deve gestire per ottenere i suoi obiettivi.I problemi nascono quando il pensiero non riesce a riconoscerle o quando non riesce ad utilizzarle bene:va benissimo provare passioni forti per poi usarle nel modo migliore;in realtà non esistono due modi contrapposti di agire e decidere,la mente e il cuore.Anche questa idea,romantica,non mi convince.
    Riguardo al problema del macrocosmo:fai benissimo a considerare te stessa come un macrocosmo,anzi direi che ognuno di noi fa bene a considerarsi come un intero universo;per te,tu sei la cosa più importante,e,soprattutto,come vedi te stessa definisce in buona parte come tu vedi ogni altra cosa che esista;quindi va benissimo il macrocosmo.
    Era più un'indicazione,anche stavolta,pratica.Se hai un dubbio,o una sofferenza,significa che hai incontrato un ostacolo che non sai come superare.In questo caso la cosa più utile da fare subito è chiarire quali siano gli elementi del tuo pensiero che creano questa difficoltà nel trovare una soluzione.Se questa riflessione la fai,però, a livello astratto e generale (del tipo:non so scegliere tra dentro e fuori) è difficile uscirne,è di solito più efficace concentrarsi su un pezzettino del macrocosmo,scegli all'interno di esso un microcosmo ;come dice anche Borges il microcosmo rispecchia il macrocosmo, (con parole enormemente più belle ).
    Ad esempio la difficoltà ad uscire da tante situazioni si chiarisce molto meglio considerando solo una piccola situazione...
    Questo non lo devi necessariamente fare in un forum con persone che non conosci e allle quali puoi non avere nessuna voglia di raccontare i fatti tuoi.
    Ad esempio:non "la mia vita è uno scontro tra implodere ed esplodere",ma "ieri,quando mio padre mi ha detto che dovrei...mi sono sentita...perchè ho pensato che..."

  6. #36
    ***Maya***
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Serendipity
    a quanto ne so,Maya vuol dire illusione, non "sibillina"...
    questo sarcasmo non fa bene a nessuno.
    il velo di maya si interpone tra gli occhi dell'uomo e la Verità.

    "Vela" le cose.... il mio essere sibillina ha velato le cose.
    Ti basta come chiarimento del collegamento tra maya e l'essere sibillini?

  7. #37
    ***Maya***
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Parsifal
    Ciao.Ho scritto il primo post in modo volutamente molto pratico,perchè penso che sia il modo migliore per affrontare i dubbi,però forse questo ti ha fatto intendere che le questioni che poni siano astruse:ma non penso questo.
    Il romanticismo estetico non era riferito alla scrittura che non metto in dubbio che per te sia molto utile;mi riferivo all'idea che mi sembravi esprimere di una specie di grandezza che ci sarebbe nella sofferenza che si esprime poi nello scrivere:può essere che la sofferenza abbia un suo fascino e produca arte,ma non credo che ne valga la pena.
    Soprattutto ti vorrei dire una cosa,dalle il peso che vuoi,ma sono convinto che sia importante:non esiste conflitto tra le emozioni e il pensiero.Questa è un'idea che hanno tantissime persone e serve solo a provocare loro un mare di problemi e di inquietudini.Non c'è conflitto ed è dannoso credere che ci sia.Le emozioni servono al pensiero,occorre percepirle molto bene.Poi il pensiero le deve gestire per ottenere i suoi obiettivi.I problemi nascono quando il pensiero non riesce a riconoscerle o quando non riesce ad utilizzarle bene:va benissimo provare passioni forti per poi usarle nel modo migliore;in realtà non esistono due modi contrapposti di agire e decidere,la mente e il cuore.Anche questa idea,romantica,non mi convince.
    Riguardo al problema del macrocosmo:fai benissimo a considerare te stessa come un macrocosmo,anzi direi che ognuno di noi fa bene a considerarsi come un intero universo;per te,tu sei la cosa più importante,e,soprattutto,come vedi te stessa definisce in buona parte come tu vedi ogni altra cosa che esista;quindi va benissimo il macrocosmo.
    Era più un'indicazione,anche stavolta,pratica.Se hai un dubbio,o una sofferenza,significa che hai incontrato un ostacolo che non sai come superare.In questo caso la cosa più utile da fare subito è chiarire quali siano gli elementi del tuo pensiero che creano questa difficoltà nel trovare una soluzione.Se questa riflessione la fai,però, a livello astratto e generale (del tipo:non so scegliere tra dentro e fuori) è difficile uscirne,è di solito più efficace concentrarsi su un pezzettino del macrocosmo,scegli all'interno di esso un microcosmo ;come dice anche Borges il microcosmo rispecchia il macrocosmo, (con parole enormemente più belle ).
    Ad esempio la difficoltà ad uscire da tante situazioni si chiarisce molto meglio considerando solo una piccola situazione...
    Questo non lo devi necessariamente fare in un forum con persone che non conosci e allle quali puoi non avere nessuna voglia di raccontare i fatti tuoi.
    Ad esempio:non "la mia vita è uno scontro tra implodere ed esplodere",ma "ieri,quando mio padre mi ha detto che dovrei...mi sono sentita...perchè ho pensato che..."
    Concordo in toto con la seconda parte del tuo post. Thanx. Alla fine è stato sorprendente.

    La prima, invece....quella tra cuore e mente....si, forse è un'idea romantica... io la vedo più come illuminista invece, almeno dentro di me.
    E' forse questa la causa del "dolore", dello strappo che si crea. Cercare di analizzare razionalmente ciò che invece ha un quid (e forse anche più di un solo quid) di romanticismo.
    Lungi da me il masochismo. Non vedo alcunchè di pregevole e di utile e non è il mio caso.

    Considerando il dolore che nasce dallo strappo tra cuore e mente, lo definirei più come fastidioso che piacevole... qualcosa da cui cerco di liberarmi, ma, data la complessa razionalità del mio sforzo, aumenta sempre di più.
    E non va bene, perchè va a minare quello che c'è di più profondo nell'animo, va a minare l'inconscio forse, va a dire " ma perchè fai tutto questo, accontentati e vivi tranquilla".

    Il problema sostanziale è che io non ho nessuna intenzione di vivere "tranquilla". Che per me significa monotonia, stasi, stagione destinata al declino.
    Io ho bisogno di essere attiva nella vita, soprattuttio nella mia. Ho bisogno di convivere se non nella romantica contrapposizione tra cuore e mente, semplicemente coabitando pacificamente con tutti gli opposti che abitano dentro di me.
    E sto ceracndo un modo indolore per farlo...tutto qui....

    rimango aperta ad ogni possibile soluzione

    Ultima modifica di ***Maya*** : 23-03-2005 alle ore 00.44.08

  8. #38
    ***Maya***
    Ospite non registrato
    Quando tendo il mio arco...punto sempre al bersaglio più lontano.
    E se mi accorgo che la freccia è andata oltre...inizio a correre a più non posso per scoprire cosa ci sia "oltre".

    dovrei imparare a pormi meno domande.
    Ad essere meno curiosa....ma come si fa?

    a voi non capita mai?

  9. #39
    Serendipity
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da ***Maya***
    questo sarcasmo non fa bene a nessuno.
    il velo di maya si interpone tra gli occhi dell'uomo e la Verità.

    "Vela" le cose.... il mio essere sibillina ha velato le cose.
    Ti basta come chiarimento del collegamento tra maya e l'essere sibillini?
    sarcasmo?quale sarcasmo?ho semplicemente fatto una precisazione semantica. se avessi voluto fare delle critiche a te, o al tuo scritto le avrei fatte più esplicitamente.

    la curiosità è l'essenza stessa dell'essere umani...chiedersi perchè si è curiosi è quasi una "perversione" della curiosità stessa.
    S.

  10. #40
    ***Maya***
    Ospite non registrato
    ...io mi sento un pò una piccola Ulisse....

  11. #41
    Serendipity
    Ospite non registrato
    i tuoi compagni si sono trasformati in porci??
    non volermene,scherzo

  12. #42
    ***Maya***
    Ospite non registrato
    ma che senso logico ha?

    comunque, ti rammento la storia!
    I compagni di ulisse sono stati trasformati (è più corretto come forma verbale! ) in porci...ulisse invece se l'è goduta con la Circe per ben 10 anni! In questo caso, se io sono una piccola ulisse, direi che, completando il sillogismo, me la passo benone con il mio corrispettivo maschile della Circe!

    E poi....posso sempre tornare in patria e fare piazza pulita di chi non mi piace e insidia il mio trono!
    Ultima modifica di ***Maya*** : 24-03-2005 alle ore 22.04.23

  13. #43
    Super Postatore Spaziale L'avatar di saretta85
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    SCUSATEMI L'INTERRUZIONE...

    [/B][/QUOTE] Il pallino..emmmm..nn ricordo cosa voglia dire ..sorry [/B][/QUOTE]

    Il pallino sulle buste da lettera raffgurate indica le discussioni alle quali hai partecipato anche solo con un'unica risposta!!

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