"Originariamente postato da wrubens: Ma chi avrebbe paragonato la morte del papa alla festa per l' elaborazione del lutto?. Rubens" "Postato da Rubens: Sulle culture che festeggiano un lutto mantengo una riserva. Sono troppo lontano da questa mentalità per poterla capire e giudicare. Azzardando, forse anche la festa può consentire, al pari di una comunione di anime sofferenti, l' elaborazione del lutto e la creazione di un 'oggetto interno'."
Dobbiamo continuare?????
"Ciao Rubens, ho l'impressione che gli agex facciano riferimento ad una mia considerazione, fra l'altro equivocata. Io ho semplicemente detto che le modalità di elaborazione del lutto sono cambiate, probabilmente per una serie di fattori sociali e culturali. Senza dubbio si è verificato un fenomeno mediatico senza precedenti nel quale penso abbia inciso il ruolo dell'evoluzione tecnologica delle comunicazioni che ha trasformato un evento luttuoso in un'occasione di incontro per i cristiani di nazioni e culture differenti."
Concordiamo. Ma la nostra proposta era di parlarne clinicamente.
"Come ho detto, io mi trovavo nei paraggi e quello che è saltato immediatamente agli occhi a me, come ad altre persone era l'atmosfera vacanziera che si respirava, i fedeli rumoreggiavano per le strade equipaggiati di chitarre e attrezzature da picnic.....capisco che chi ha seguito l'evento per televisione possa avere letto diversamente il fenomeno, avendo prevalentemente visto la piazza ricolma di gente affranta. Non discuto il dolore reale di molti presenti, ma non escluderei neanche la stanchezza fisica di molti altri, dopo avere fatto 20 ore di viaggio in pullman e 20 ore di coda!
D'altro canto, so per certo che molti altri il lutto lo hanno vissuto pregando in silenzio nelle proprie case...."
Conosci "Morte e pianto rituale" di Ernesto de Martino???
"Ho detto che non ho visto una atmosfera di lutto, così come lo si intende nella tradizione cristiana che fa riferimento alla mia esperienza personale, dove alla morte di una persona fanno seguito una serie di rituali, come l'espressione manifesta della sofferenza per la perdita, il raccoglimento, il silenzio. Generalmente il vissuto del cordoglio passa, per quel che mi riguarda, attraverso questi elementi che francamente non ho ravvisato, in questo senso posso dire di aver visto di tutto fuorchè segni di lutto.""Non voglio assolutamente permettermi di paragonare Alberto Sordi al Pontefice, ma avendo avuto modo di assistere alle commemorazioni di Albertone, in cui si sentiva forte e accorata l'espressione del cordoglio, non ho potuto fare a meno di avvertire l'incongruo."
Lo abbiamo avvertito anche noi e così ne volevamo parlare, grazie del contributo. Se vuoi possiamo proseguire il dibattito chiedendoti se possiamo tenere conto del contributo del de Martino come base o spunto per la riflessione, a presto







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