Saretta”Siamo in tema: conoscete l’epilessia da pannolino????? Avviene nei primi mesi di vita….A proposito e la stipsi da cambio di città, la conoscete???????……
Allora?! Mai sentita...cos'è l'epilessia da pannolino e che teoria avete?”

Consideriamo l’epilessia un sintomo con funzioni di omeostasi all’interno delle soglie dei sistemi aspecifici diffusi (SAD/SAF), la forma più conosciuta di epilessia è la terapia elettroconvulsivante o elettroschok che si applica con elettrodi frontali che diffondono la scarica elettrica sino a raggiungere il tronco cerebrale (formazione reticolare, grigia periacqueduttale) che provocano la scarica di polipunte in grado di coinvolgere l’intero cervello e infine modificare la soglia di eccitabilità dell’amigadala. La terapia convulsivante modificando perciò l’amigadala interferisce nei meccanismi che generano la rabbia e il piacere paradossale. La terapia elettronvulsivante è stata una scoperta tutta italiana del 1938 e ha aperto una nuova luce sui fenomeni cerebrali. In base alle nostre indicazioni sperimentali è stata modificata: oggi non è più necessario applicare alte dosi di corrente sui lobi frontali ma per modificare la soglia del tronco cerebrale basta stimolare il nervo vago e dal “basso” intervenire per inteferire sulla grigia periacqueduttale e dunque sulla soglia del piacere paradossale. C’è dunque uan stretta correlazione fra piacere paradossale ed epilessia (nella forme cliniche cosiddette idiomatiche o primarie) e il neonato che si trova in una condzione di forte piacere paradossale può innestarsi una forma di paranoia di aggressione al solo cambiamento del pannolino, insomma il neonato avvertirebbe con il cambio del pannolino una sorta di violazione intima e la crisi convulsiva interverrebbe per modificare tale stato. E’ una forma di epilessia molto rara che di solito scompare dopo i quattro mesi di vita con la maturazione. Sono state descritte anche altre sindromi da “pannolino”, ma in adulti cerebropatici e con grave ritardo.