IL Grande Fratello: apoteosi dell'ovvio? Osservazione del comportamento?
Apice del consumismo televisivo post-moderno? Sublimazione del desiderio
infantile di spiare nelle case degli altri?
Difficile pensare, rispondere, in una "società della velocità" che non
conosce pause.
Difficile attuare quella "guerriglia semiologica" (per citare Eco),
navigando tra controinformazione, controprogrammazione e l'alibi dei dati
dell'Auditel.
E la responsabilità di fare televisione e di vedere televisione?
Ormai la Tv entra nelle nostre case e noi entriamo in essa, per scacciare la
noia, per costruire un palinsesto personalizzato, per evadere dalla nostra
realtà e vivere la vita di altri.
La televisione ci conosce, conosce i nostri bisogni, le nostre ansie, le
nostre debolezze, le compra e le rivende cercando un contatto con lo
spettatore sempre meno latente, ma a che prezzo?
Ci sbattono in faccia i nostri difetti e ci etichettano come
"l'anticonformista","il palestrato", "il polemico"...
Ci mettono in un ambiente deprivato socialmente e ci osservano.
Il paradosso è che lo scopo è divertirci, far parlare di sè, colpire la
nostra morale rincorrendo una celebrità senza competenze, senza contenuti.
Questo tipo di celebrità ostenta l'estetica e forse perchè il "dentro" non è importante ci distoglie da noi stessi, permettendoci di fare non più di semplici inferenze, di occuparci di cio' che fanno gli altri pur di non porre l'attenzione su noi stessi.
La vita sempre più frenetica e stressante di oggi ci fa desiderare la pausa per non riflettere, per rilassarsi; il guaio è che anche quando si usa la testa ci si spinge spesso verso cose futili oppure si organizza nevroticamente quello che si deve fare durante la settimana!
I rapporti diventano sempre più veloci, meno profondi, la comunicazione va in parallelo a questo processo che ormai è diventato un "modus vivendi", andando di pari passo con i cambiamenti tecnologici, lavorativi, culturali, societari. E' fondamentale adattarsi a queste trasformazioni per stare al passo con i tempi e qui i mass-media giocano un grande ruolo, ma è altrettanto importante essere critici e non assistere passivamente a quello che ci viene mostrato.
La televisione è un nostro punto fermo per sapere se qualcosa è successo davvero, per passare il tempo, per distoglierci dai brutti pensieri, per farci sorridere, per parlare e osservare gli altri confrontandoci con loro, come nel caso del Grande Fratello. Queste funzioni sono sempre meno svolte dalla comunicazione faccia-faccia, dalle relazioni con gli altri e dai rapporti intimi che spesso non si ha tempo di avere, anche se è importante recuperare il confronto e il contatto diretto, senza mediazione.
Sicuramente il Grande Fratello è, come si suol dire, la punta di un iceberg, la Tv stessa soddisfa talvolta il nostro bisogno di staccare la spina, l'inconveniente è che rischiamo di perdere la consapevolezza di cio' che stiamo guardando, di come stiamo impiegando il nostro tempo.
Sta a noi giudicare. L'arma vincente è pensare.
Len







:wink:

