• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 2 di 2 PrimoPrimo 12
Visualizzazione risultati 16 fino 22 di 22
  1. #16
    louis
    Ospite non registrato
    liIa , chi si appella alla libertà di coscienza o alla laicità in questo caso , dimostrerà di non essere per niente
    Laico. Un sentimento che comunque è abbastanza diffuso non può essere considerato meno importante solo
    perché la scienza a proposito non abbia acclarato nulla , e dico nulla né in un senso né nell’altro.
    Io forse sarò un’anima romantica , ma è questa presunzione ‘illuministica’ che appartiene a tutta una cultura che
    io cerco culturalmente di combattere , questa idea che la scienza debba essere normativa per qualunque cosa.
    Personalmente considererò il mio sentimento ‘normativo’ anche se la scienza mi dirà che l’embrione è un pezzo
    di materia e basta. La mia impressione in questo caso , è che sia Laico chi se la sente di negoziare , cercando
    di trovare una legge , che come tutte le leggi , in un sistema liberare , dovrebbe essere il giusto equilibrio tra quelle
    che sono le diverse istanze che vengono dai cittadini.
    Dunque una legge che se ne frega di un certo sentimento , rischierà di essere sentita oppressiva nell'altro senso e la tua
    Proposta non risolve il problema .
    Tu infatti dici ‘. Queste fantasie e questi sentimenti Esistono, nel senso che hanno un grande valore, che non intendo affatto sminuire. “ ma non sminuirle significa che debbano trovare una loro rappresentanza nella legge stessa.
    La legge non proibisce .. pone dei limiti ed è in questo porre i limiti che cerca di trovare un equilibrio tra le due istanze Possiamo discutere ancora sui limiti , ma i limiti ci devono stare , altrimenti questo sentimento non viene assolutamente considerato .A me sembra che la tua proposta di fondo sia : rendiamo tutto possibile , cercando un progetto che renda il percorso responsabile ,e consapevole . Mi viene in mente una vecchia vignetta di Giuliano L’apostata , che prendeva in giro l’ipocrisia dei cattolici che usavano i contraccettivi , in quel caso il preservativo , i cui l sentimento di colpa a causa della dispersione del seme veniva attenuato attraverso la celebrazione di un funerale simbolico che vedeva come oggetto lo stesso seme.E dunque facciamo tutto ciò che si può fare , ma facciamolo con ‘fede’ in questo caso , e con ‘rispetto’ nel tuo caso.
    Il fatto stesso che il limite venga sentito come proibizione è indice secondo me di una cultura in cui la mobilitazione dell’impegno ( cosa che faccio fatica a capire in questo caso non solo a ‘vedere’) e cosa che viene dopo rispetto all’uso della possibilità , qualunque essa sia. Insomma il dibattito dovrebbe essere secondo me quali sono i limiti ,e il tuo punto di vista non sembra tenerne conto sebbene poi dica di rispettare i sentimenti di chi chiede un limite.

    “ Trovi che sia più “etico” considerare una fecondazione “naturale”, magari irresponsabile più legittima di una fecondazione assistita consapevole?”

    Credo che il diritto a nascere , non sia la stessa cosa del diritto di provare a far nascere.
    Il diritto a nascere , sebbene reso meno ‘diritto’ dalla legge dell’aborto , non possiamo metterlo in discussione e su questo è impossibile che tu sia in disaccordo.
    Ciò che discutiamo come etico , non è la scelta o meno dei genitori … è quali limiti dare a quella possibilità di scelta e dunque che limite dare al diritto di provare a fare nascere.
    Quando io parlo di irresponsabilità e di egoismo , non mi riferisco , a quella singola coppia , ma ad uno sfondo culturale
    dove poi questa coppia opera quasi in ‘automatico’ , perchè la sua scelta è gia stata avallata dalla fattibilità in se stessa. L’imperativo della tecnica secondo cui ‘ tutto ciò che si può fare si deve fare’ ha la caratteristica di essere neutrale rispetto a qualsiasi principio etico … e crea dunque un ambiente in cui quella criticità sulla opportunità etica o meno , dentro le singole coscienze . verrà sempre meno a meno che non si crea una contro-cultura che imponga un Dibattito. Io capisco dunque la corsa a qualsiasi possibilità in una coppia che ha il dolore di non avere figli , ma capisco anche che questa corsa è già avallata da lo sfondo in cui questa coppia agisce.
    Dunque io devo agire culturalmente su quello sfondo … e non colpevolizzare in nessun modo quella coppia.
    E allora dunque , quale è il limite che rende equilibrata questa legge?
    Anche la legge sull’aborto pone dei limiti …ossia la possibilità di poter abortire solo in un certo arco di tempo , e in questo e non solo trova rappresentanzione l’istanza non-abortista.
    Bisogna dunque fare una cosa simile ... forse la legge sulla fecondzione assistita è ancora 'squilibrata' , su questo potresti avere ragione , ma è necessario per non essere 'autoritari' in senso contrario che tu ceda sulla 'possibilità' di un limite.
    Insomma nemmeno tu puoi imporre per legge , una pratica che
    sembra indignare o dare sgomento a molti.

    cari saluti

  2. #17
    LiIa
    Ospite non registrato

    sorridete, ci pensa qualcun altro

    Credo di aver considerato la necessità di un limite fin dagli esordi della discussione. Non è il “limite” in sé che ho contestato, ma la rigidità della legge in questione. La differenza da rimarcare secondo me sta tra una legge che regola adeguatamente un percorso possibile e quindi introduce dei criteri che lo delimitano, e una legge come quella di cui stiamo parlando, che lo impedisce di fatto (creando fra l’altro una situazione grottesca in cui è incentivata la nascita di figli “naturali” di serie A, ed è impossibilitata la nascita di figli “innaturali” di serie B). Quella “corsa” che una legge come quella ultimamente concepita paralizza del tutto, può allentarsi (anzi poteva) e poteva essere scandita da ritmi sensati. la famosa “ansia” della coppia (che tanto ci allarma) non è né “giusta” né “sbagliata”, né ammissibile né inammissibile, secondo me è importante che la coppia si confronti con essa, comprenda a quale reale bisogno corrisponda e impari a gestirla, per avviarsi ad una scelta meno coatta... Ben vengano i termini temporali che proponevi quindi, se strutturati per essere produttivi e non come stagnanti ostacoli burocratici. Ben vengano sollecitazioni di qualsiasi tipo a riflettere su questa opzione e ben venga la facoltà di non sfruttarla (nessuno credo si sogni di “imporre” per legge la fecondazione assistita alle coppie infertili!), ben venga la possibilità di scegliere in virtù del proprio credo religioso o etico come in virtù del proprio senso di responsabilità.

    questa riflessione invece si avvia ad essere preclusa. La legge pensa per noi, dal momento che ieri, come è noto, è stata approvata definitivamente, con tanto di ipocrite esternazioni di parlamentari soddisfatti che assicurano future modifiche (come dire, ricco contentino per tutti). Questa legge è passata con lo slancio di un tiro in porta, sfiorando le inconsapevoli testoline di tanti, distratte dalle sonore cazzate Bonolis-Ricci ed altre squisite amenità. Peccato sia un autogoal.
    Ultima modifica di LiIa : 11-02-2004 alle ore 16.33.05

  3. #18
    louis
    Ospite non registrato
    "La differenza da rimarcare secondo me sta tra una legge che regola adeguatamente un percorso possibile e quindi introduce dei criteri che lo delimitano, e una legge come quella di cui stiamo parlando, che lo impedisce di fatto (creando fra l’altro una situazione grottesca in cui è incentivata la nascita di figli “naturali” di serie A, ed è impossibilitata la nascita di figli “innaturali” di serie B). Quella “corsa” che una legge come quella ultimamente concepita paralizza del tutto, può allentarsi (anzi poteva) e poteva essere scandita da ritmi sensati"

    Intanto bentornata.
    Sono d'accordo con te anche se non su tutto... anche io sin dall'inzio ho detto
    che la legge in questione sembra essere punitiva.
    Direi che al momento è una reazione esagerata ad una situazione esagerata ... ma prima o poi si ritroveranno quei meccanismi per cui ci possa essere un equilibrio che coniughi le nostre rispettive preoccupazioni ... anche se può sembrare una contraddizione è comunque un bene che una legge anche se
    al momento strampalata ... ci sia.
    Tra i due mali ,ovvero le due esagerazioni , preferisco questo ,
    Ma concordo sul fatto che siamo lontani dal buon senso , e dunque sono con te in questa lotta. Ma rimane il problema:
    come la si può riequilibare ... io ad esempio sulla omologa toglierei
    buona parte di quelle limitazioni nel senso che userei come adesso solo tre embrioni e considerare la possibilità che si possano 'perdere' ... no dunque l' impianto obbligtorio.
    Il diritto della donna di revocare può essere confrontato con il
    diritto della donna ad abortire ... dunque anche qui dopo una sorta di concepimento in vitro ( non so se è corretto chiamarlo così) , una sorta di riproposizione dell'aborto. E' molto triste
    ma è l'unica possibilità per una sorta di equilibrio.
    Sull'eterologa però io personalmente sono inflessibile ...

    Sulla dicotomia figli naturali di serie A e figli innaturali di serie B ...
    bhè mi sembra pura invenzione bella e buona .. fino a quando
    rimane questo modo di pensare non si arriverà mai ad una idea
    di equilibrio responsabile ... sicuramente si disincentiva con questa legge ma non perchè nascere in provetta sia di serie B ...
    mi spiace ma questa è pura retorica piazzaiola superficiale che faccio fatica ad attribuire a te e dunque mi sorprende.

    Ma forse è la rabbia

    (che si sente in questo tuo ultimo post) a far dire sciocchezze.
    Ciao
    Louis
    Ultima modifica di louis : 11-02-2004 alle ore 17.28.33

  4. #19
    LiIa
    Ospite non registrato
    sul fatto che sia arrabbiata, non v’è dubbio. Fortuna che mi capita ancora, in certi casi.
    Tuttavia, al di là dei toni coloriti, la questione dell’incentivo non è certo mia invenzione (non vanto ahimè tale genio comico).
    trattasi piuttosto di una risibile trovata convertita in legge nel teatrino delle politiche sociali: al secondo fiocco sul portone la gaudente famiglia riceve un succulento assegno di (udite udite) 1.000 euro. Conveniva di più rottamare l’auto. Mi riferivo a questo, quando parlavo di incentivo, e non mi pare possa essere considerata una linea seria, quella che introduce leggi assolutistiche sulla fecondazione assistita e stacca ridicoli assegni per un figlio “naturale”.
    Detto questo, concordo su alcune tue ipotesi di rivisitazione. Trovo insensato legittimare la diagnosi preimpianto sugli embrioni e poi imporre comunque il trasferimento in utero, anche in caso di serie anomalie genetiche.
    Rispetto all’eterologa trovo che fosse sensata l’introduzione di una authority che valutasse caso per caso attraverso il coinvolgimento di una commissione competente, in modo da evitare la licenza indiscriminata. L’emendamento che la proponeva è stato respinto, come tutti gli altri.
    Che dire, attendiamo serafici che gli “strampalati” legislatori, fra una stramberia e l’altra, ripensino a questa legge che abolisce la fecondazione assistita, sperando che nel frattempo non venga abolito anche il pensiero. Saluti cari.

  5. #20
    Ospite non registrato
    Trovo questa legge frutto e idea malata di un governo soffocato dal potere temporale della chiesa, espresso con costanti osservazioni su temi di attualità , su riforme etc. etc...Se trovate ingiusta questa legge, se pensate che il proibizionismo non sia un metodo effettivo per migliorare gli ingranaggi della nostra società, è sempre possibile firmare in tutte le piazze ai tavoli dei Radicali ( Emma Bonino, Pannella, Capezzone...) che stanno lavorando per raggiungere le 500000 firme e quindi ottenere un referendum abrogativo- del quale peraltro a mio parere se ne sente parlare troppo poco- nella primavera prossima. Firmare, secondo me è un gesto democratico anche se siete favorevoli a ciò che questa legge esprime. Almeno ci potrà essere la libertà di scelta, non trovate? Evitando pellegrinaggi della speranza in altri stati europei dove le condizioni su questi temi sono meno proibitive.

  6. #21
    Ospite non registrato
    Per riassumere:
    Immagini allegate Immagini allegate

  7. #22
    Ciao,

    l'argomento è tornato di attualità più che mai in questo periodo; infatti il 12 giugno avremo la possibilità di esprimere la nostra opinione sul tema della fecondazione assistita.

    Personalmente, penso che per tante coppie con problemi di fecondazione, sia fondamentale dare una possibilità oltre alle "migrazioni" in altri paesi europei; inoltre, con le ricerche sugli embrioni potrebbero aprirsi nuove possibilità di cura per diverse malattie.

    A questo link http://www.molleindustria.it/embrioni/ c'è un giochino molto divertente prodotto da "La molleindustria" che cerca di fare un pò di chiarezza su questo importante dibattito.

    Un saluto
    Ci sono solo due giorni all'anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l'altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere.
    -- Dalai Lama --

Pagina 2 di 2 PrimoPrimo 12

Privacy Policy