Ultimo pezzo del sogno di stanotte:
credo mi trovassi a Catania, l'ho capito dal dialogo che ho avuto col controllore sull'autobus. Ero insieme ad un ragazzino che mi portavo dietro non so per quale ragione. Siamo saliti in autobus senza biglietto. Ci trovavamo accanto al conducente quando un signore senza divisa :teach: ha cominciato ad interrogare il ragazzino. In realtą era il controllore anche se non si era presentato come tale. Neanche le domande erano pertinenti al ruolo, in pratica si č capito cosa volesse quando ha detto sarcasticamente al ragazzo che la sua mamma non sarebbe stata contenta di sapere che lui era salito senza biglietto![]()
A questo punto mi sono intromessa e con garbo ho esordito dicendo: "non č colpa sua, il ragazzo č con me, ne rispondo ioIl fatto č che la macchina non ripartiva e noi avevamo necessitą di giungere lģ (dove?) per cui, pur non essendo di questa cittą e non possedendo il biglietto, abbiamo avuto necessitą di prendere l'autobus." Il ragazzo aveva provato ad interrompermi per dire che la responsabilitą era anche sua ma io non l'ho lasciato continuare e gli ho fatto cenno di tacere. Ricordo di aver anche pensato che avrei potuto fare presente
che il mio compagno (avrei detto marito per acquisire maggiormente il diritto di quel che stavo dicendo) lavora presso l'azienda municipale dei trasporti di Palermo, quasi a voler ottenere dei vantaggi
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Credo di ricordare che il controllore si mostrava molto comprensivo, oltre a non rilevare la multa era anche molto gentile, eccessivamente gentile![]()
C'era nell'aria l'idea (non nuova nei miei sogni) di un neonato che avevo in custodia e dal quale mi dovevo affrettare a tornare. Ho in proposito dei ricordi vaghi poichč credo si trattasse di una precedente parte dello stesso sogno, in pratica prima che salissi sull'autobus![]()
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Il ragazzo che era con me non ha nč nome nč volto![]()
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Il fatto č che la macchina non ripartiva e noi avevamo necessitą di giungere lģ (dove?) per cui, pur non essendo di questa cittą e non possedendo il biglietto, abbiamo avuto necessitą di prendere l'autobus." Il ragazzo aveva provato ad interrompermi per dire che la responsabilitą era anche sua ma io non l'ho lasciato continuare e gli ho fatto cenno di tacere. Ricordo di aver anche pensato che avrei potuto fare presente
che il mio compagno (avrei detto marito per acquisire maggiormente il diritto di quel che stavo dicendo) lavora presso l'azienda municipale dei trasporti di Palermo, quasi a voler ottenere dei vantaggi
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