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  1. #31
    Originariamente postato da MD^_^
    Per esemplificare la situazione io sono contrario al divorzio e all'aborto, ma non perchè è peccato solo perchè me lo dice la chiesa, ma anche perchè non la condivido dal punto di visto umano visto che entrambi possono essere fonte di stress e senza di colpa focolai di possibili manifestazioni depressive ma se incontrassi un paziente che non la pensa come me? cosa faccio? lo mando da un altro terapeuta? Oggi viviamo in un mondo i cui il 60 % delle persone vede nell'aborto e nel divorzio nessuna lacuna una cosa normale che non implica nessuna conseguenza, che fare? se ho 100 pazienti 60 li mando da altri? allora uno per cosa studia?

    Non sono terapeuta era solo un esempio...
    Essere favorevoli all'aborto o al divorzio non significa non essere consapevoli dello stress emotivo che comportano. Essere favorevoli all'aborto o al divorzio non significa nemmeno che si abortirebbe o si divorzierebbe: significa semplicemente desiderare che ciascuno possa avere la libertà di scegliere secondo la propria coscienza e la situazione nella quale la persona si trova, che è unica e irripetibile.
    Se all'ipotetico terapeuta dovesse capitare una persona che la pensa in modo diverso da lui, basterebbe semplicemente prendere atto della diversità di vedute, suppongo, senza cercare di imporre al paziente una morale diversa da quella preesistente (non è questo il compito dello psicologo) e senza giudicare l'ipotetico paziente (nemmeno questo è compito dello psicologo). Nel momento in cui l'ipotetico terapeuta non si sentisse in grado di fare queste due cose e se ne rendesse conto, allora si, dovrebbe indirizzare il paziente da qualcun altro. Ma si suppone che una persona adulta e con un certo livello intellettuale sia in grado di farlo.
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  2. #32
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Mia_Wallace
    Essere favorevoli all'aborto o al divorzio non significa non essere consapevoli dello stress emotivo che comportano. Essere favorevoli all'aborto o al divorzio non significa nemmeno che si abortirebbe o si divorzierebbe: significa semplicemente desiderare che ciascuno possa avere la libertà di scegliere secondo la propria coscienza e la situazione nella quale la persona si trova, che è unica e irripetibile.
    Se all'ipotetico terapeuta dovesse capitare una persona che la pensa in modo diverso da lui, basterebbe semplicemente prendere atto della diversità di vedute, suppongo, senza cercare di imporre al paziente una morale diversa da quella preesistente (non è questo il compito dello psicologo) e senza giudicare l'ipotetico paziente (nemmeno questo è compito dello psicologo). Nel momento in cui l'ipotetico terapeuta non si sentisse in grado di fare queste due cose e se ne rendesse conto, allora si, dovrebbe indirizzare il paziente da qualcun altro. Ma si suppone che una persona adulta e con un certo livello intellettuale sia in grado di farlo.

    quin non s'impone la morale e le idee a nessuno e non si giudica nessuno... sono sicuro che te stessa se ti trovassi davanti ad un paziente testimone di geova lo manderesti forse da qualcun altro ...

    Intendevo solo dire che la i propri valori secondo me influiscono in qualche maniera la terapia

  3. #33
    perché dovrei mandarlo da qualcun altro? è ovvio che i valori influiscono, ma credo che se una persona ne è consapevole, non in
    fluiranno negativamente sulla terapia. è ovvio che ognuno di noi ha un sistema di valori che guida il nostro comportamento, ma credo sia altrettanto ovvio che - soprattutto se psicologi - dovremmo essere in grado di gestire queste cose, o eventualmente, nel caso in cui fossimo consapevoli di non esserne in grado, lasciarle gestire a qualcun altro.
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  4. #34
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Mia_Wallace
    è ovvio che ognuno di noi ha un sistema di valori che guida il nostro comportamento,
    Ecco il succo di questo 3d è proprio questo!

  5. #35
    l'ho ben capito hai avuto l'impressione opposta?
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  6. #36
    Ospite non registrato
    meglio chiarirsi

  7. #37
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Dampyr
    Data registrazione
    08-05-2004
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    Sardegna
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    Sinceramente io non vedo alcuna incompatibilità tra appartenenza religiosa e attività psicologica !

  8. #38
    psymarco
    Ospite non registrato

    ta dah...

    invece credo ci sia caro dampyr e le discussioni lunghe attorno lo dimostrano.

    la sintesi è :
    SOLO I BRAVI PSICOLOGI RIESCONO.

    o no?

    ribaltando, quandoallora uno riesce indipedetemnete da credo religione sa o del paziente ad attuare e portare in fondo una terapia con successo e critica positiva dei supervisori, allora ha svolto bene il suo lavoro

  9. #39
    Postatore Compulsivo
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    Roma
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    cari colleghi, ho l'impressione che ci stiamo avvitando su una questione in realtà abbastanza semplice

    Il rapporto tra "sistema di valori" (e la religione o non-religione vi sta dentro) ed "efficacia dell'intervento psicologico" non è stabilito in alcun modo a priori

    L'unica cosa data è che il rapporto esiste in quanto non è possibile rimuovere il proprio sistema di valori dal setting di intervento... detto ciò, sarà la capacità dello psicologo di gestirlo adeguatamente all'interno del setting a stabilire se la relazione con il cliente può essere potenzialmente limpida ed efficace, piuttosto che collusa e perfino deleteria

    Quindi, il primo viatico è:
    - lo psicologo non ha alcuna coscienza del proprio "sistema di valori" (ma che minchia di psicologo è ) ed allora tutto diviene possibile, tipo "delirio a las vegas"
    - lo psicologo ha piena coscienza del suo "sistema di valori" ed allora...

    ... arriviamo al secondo viatico:
    - si trova di fronte ad una relazione che sente di poter adeguatamente e professionalmente gestire, e quindi va avanti
    - si rende conto che non riesce a gestire adeguatamente la relazione in quanto rimane coinvolto da alcune dinamiche e implicazioni attinenti i "rispettivi sistemi valoriali"... anche in questo caso, potrà:

    ... e si arriva alla conclusione del percorso ad ostacoli:
    - su un piano di "etica professionale", potrà inviare il cliente a colleghi in quanto sente di non potersi adeguatamente relazionare
    - su un piano di cruda realtà quotidiana, potrà decidere di arrischiarsela in quanto, comunque, a fine mese c'è da sbarcare il lunario...



    IN CONCLUSIONE:

    questo mi sembra un plausibile percorso di massima e per quanto mi riguarda, tutti i punti sono rispettabili (anche di quello che poveretto deve sbarcare il lunario)... magari non condivisibili, ma rispettabili...

    mi rendo conto che stiamo punto a capo, ma se in questo 3d si vuole cercare la verità assoluta allora ne usciranno paginate di discussione e magari qualche acceso scambio senza tuttavia ottenere - su un piano di concretezza oggettiva - molto di più...

    alle volte è più adatto accogliere la relatività della questione che non intestardirsi nella migliore soluzione possibile


  10. #40
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Dampyr
    Data registrazione
    08-05-2004
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    Sardegna
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    Sono completamente d'accordo sull'affermazione
    "SOLO I BRAVI PSICOLOGI RIESCONO!"
    Ma credo che la bravura di uno psicologo vada al di là della religione o qualsiasi altro sistema di credenze (e anche di comodini..eh eh eh...)

  11. #41
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    31-03-2003
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    Nico d' accordissimo su quello che hai detto.. tranne

    Originariamente postato da nico

    mi rendo conto che stiamo punto a capo, ma se in questo 3d si vuole cercare la verità assoluta allora ne usciranno paginate di discussione e magari qualche acceso scambio senza tuttavia ottenere - su un piano di concretezza oggettiva - molto di più...

    alle volte è più adatto accogliere la relatività della questione che non intestardirsi nella migliore soluzione possibile

    il punto è.. come si scopre di avere certi valori se non se ne parla? Anche il concetto di assolutismo è un valore. Ad esempio, grazie a questo thread ho 'scoperto' che considero l'ateismo al pari della religione.. domani magari mentre osservo il cielo penso alle frasi di Dreamstalker ecc. ecc..
    Per raccontare un altro dei miei pregiudizi: l' OT esiste solo per chi legge e non per chi lo scrive..stesso discorso per i famosi fuori tema che scrivevano gli insegnanti in classe caspita.. se per me la droga è una forma di inquinamento.. perchè devo parlare per forza di filtro per le industrie?

  12. #42
    Postatore Compulsivo
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    certo, anche scivolando su una banana o disquisendo sul nulla, si possono avere degli insight della madonna

    la mia "sentenza" era rivolta solo al discorso sulla relazione tra "sistema valori" e "fattibilità psy"


  13. #43
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    ops
    .. che comunque parlando della maestra mi è venuta in mente una domanda: quanto e quando, una convinzione religiosa forte (nel senso di stabile, radicata), convince il terapeuta che il 'problema' stia proprio nella debolezza della convinzione altrui? Per esempio, una coppia di scambisti va in terapia con la richiesta di un aiuto 'esterno' per trovare un accordo riguardo il fatto che la madre del marito si trova in appartamento con loro e che la moglie è stanca di assisterla e si sente assillata.. per un terapista che ha la convinzione che la coppia per definirsi tale deve essere fedele, quanto inciderà sulle ipotesi e sul lavoro di consulenza?

  14. #44
    alberag
    Ospite non registrato
    io credo che in quanto psicologi, specialmente se clinici, abbiamo da far i conti con due cose:
    1. la nostra coscienza
    2. il codice deontologico
    Rispetto alla prima, i problemi sono assolutamente personali: io posso fare obiezione di coscienza al trattamento di alcune persone o situazioni - tanto quanto un ginecologo può fare obiezione di coscienza alla prescrizione di una pillola del giorno dopo, che verrebbe prescritta d'ufficio dal direttore sanitario della clinica di turno.
    Rispetto al secondo, questo è scritto e non particolarmente interpretabile: basta leggerselo.

  15. #45
    Sì, ma il codice deontologico varia da nazione a nazione, la deontologia in teoria non dovrebbe farlo
    Non ha valore 'morale' per me, il codice deontologico. Legale, semmai, ma questo è un altro discorso
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

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