Io nei vari colloqui che ho fatto, più quelli delle interinali, non ho MAI visto uno psicologo . Alle interinali ci sono stagisti di tutte le facoltà con prevalenza di economia e commercio e giurisprudenza (forse per la loro conoscenza di diritto del lavoro e di contabilità).

Nelle aziende private generalmente se ne occupa il capo in persona, nel migliore dei casi dopo aver letto il "manuale del perfetto selezionatore". Ma raramente, perché in genere si affida al passaparola e a canali informali (amici, amici di amici, ecc).

In aziende un po' più grandicelle, tipo i call center A*esia o D*tamat dove molti di noi studenti sono transitati , ci sono ex-centraliniste "elevate" a ruolo di selezionatrici.
Senza contare che secondo alcune statistiche, nel 98% dei casi l'assunzione avviene per conoscenze e passaparola, attingendo a parenti, amici, amici di amici.

Secondo me in Italia, paese fatto di piccole imprese a conduzione familiare in stile "Mario Rossi & figli", non c'è la cultura della selezione professionale. Tanto più che tutti i testi che la trattano sono traduzioni di americani o basate su teorie di americani. E' una prassi made in usa difficilmente esportabile in Italia proprio per le sue diverse variabili psicosociali .

Sono pessimista, nonostant ei numerosi e costosi corsi su queste tematiche, spesso dai roboanti titoli in inglese, secondo me in Italia non decollerà mai, soprattutto da Firenze in giù dove prevalgono in modo schiacciante il nepotismo e il clientelarismo. Spero di sbagliarmi.