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  1. #31
    samy
    Ospite non registrato
    questo tread capita a proposito,visto che con mio marito le cose andranno a finire male...il motivo?tanti,soprattutto la sua famiglia,la sensazione che noi(abbiamo una bimba piccola)arriviamo sempre dopo,non ci fa mai un regalo (perchè tanto non serve)viviamo con poco(perchè io non lavoro ancora e lui in tutti questi anni e ancora adesso lascia i soldi ai suoi genitori perchè sono i suoi genitori,e noi?)
    Anch'io penso che sia meglio non avere una famiglia unita piuttosto che averne una che non va d'accordo o che è sempre nervosa perchè i figli capiscono e soffrono.Spero ancora di poter salvare qualcosa,ma la speranza svanisce ogni giorno e io non ho più voglia di arrabbiarmi per qual,cuno che non capisce

  2. #32
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da alberag
    Si, ma non si può mai sapere come vanno le cose: supponi che, pur con le migliori intenzioni da entrambe le parti all'inizio di un tuo eventuale matrimonio, le cose poi cambiassero, che i sentimenti di amore, affetto, desiderio di reciproco donarsi che sono fondamentali nel costruirsi di un rapporto venissero meno - sia da parte tua che sua - che faresti? I presupposti di base non ci sono più, ma il pezzo di carta firmato resta. Ha ancora senso?
    come dici te alberag del futuro non vi è certezza, ed in questo devo darti ragione, ma se, analizzi bene la situazione, ci sono degli elementi da prendere in considerazione.. ad esempio le idee, la mentalità, i principi.
    Tu stesso parli di un pezzo di carta firmata, il chè mi lascia pensare, che tu abbia un concetto di matrimonio come solo u contratto tra le parti, invece io lo vedo come il voler costruire qualcosa insieme, con tutti gli ostacoli che potranno sussistere, se trovassi una donna che mi dicesse, che niente è eterno che il matrimonio per lei non significa donarsi, ma solo un pro forma d'innanzi alla società, è chiaro che ci saranno delle alte probabilità di divorziare.

  3. #33
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da samy
    questo tread capita a proposito,visto che con mio marito le cose andranno a finire male...il motivo?tanti,soprattutto la sua famiglia,la sensazione che noi(abbiamo una bimba piccola)arriviamo sempre dopo,non ci fa mai un regalo (perchè tanto non serve)viviamo con poco(perchè io non lavoro ancora e lui in tutti questi anni e ancora adesso lascia i soldi ai suoi genitori perchè sono i suoi genitori,e noi?)
    Anch'io penso che sia meglio non avere una famiglia unita piuttosto che averne una che non va d'accordo o che è sempre nervosa perchè i figli capiscono e soffrono.Spero ancora di poter salvare qualcosa,ma la speranza svanisce ogni giorno e io non ho più voglia di arrabbiarmi per qual,cuno che non capisce
    samy certo è una situazione difficile, ma spendere poco e con intelligenza è sinonimo di sapersela cavare... certo non bisogna trascurare i valori della propria famiglia, però fossi in te, cercherei di far capire che i suoi genitori sono importanti, ma anche voi lo siete e che può occuparsi d'entrambi riflettendo che lui tu e la bimba siete una famiglia e come tali avete le vostre esigenze....

  4. #34
    Serendipity
    Ospite non registrato
    il divorzio, la separazione è un argomento che,come diceva qualcuno un paio di pagine fa, va trattato in punta di piedi. ancora di più in punta di piedi(direi in punta d'unghia dei piedi )vanno trattate le motivazioni.non credo si possa giudicare dall'esterno nemmeno una coppia che si lascia perchè hanno modi diversi di ascoltare il medesimo stereo...magari le motivazioni sono altre,e questo è solo ciò che si racconta.ci sono persone che, prima di divorziare,ci provano con tutti i mezzi a far andare meglio le cose, e persone che si arrendono quasi subito. chi saremmo noi per giudicare queste ultime?ognuno ha i suoi livelli di tolleranza,non si può mica andare a puntare indici indagatori anche lì.
    non credo nemmeno che lo *stress della vita moderna*possa essere in qualche modo imputabile. mi sembra un modo semplice per scaricare colpe. una coppia va o non va a seconda di quanto ci si prende cura di sè stessi e dell'altro, a seconda di quanto ci si investe, a seconda anche di quanto si riesce ad astrarsi da problemi pratici che più o meno hanno tutti. non si divorzia perchè ci sono pochi soldi. si divorzia perchè i pochi soldi sono in *figura* rispetto alla coppia, che è dunque in questo caso in *sfondo*.
    un'ultima cosa....forse qualcuno si è dimenticato un particolare importante:non si va a convivere solo per fare le prove tecniche del matrimonio, o perchè non si è in grado di assumersi un impegno più ingente. e la convivenza non implica tutti questi obblighi in meno rispetto al matrimonio. la separazione da qualcuno che si è amato, con o senza avvocati, è una cosa durissima.
    ci sono persone che vanno a convivere per amore, perchè non credono nel matrimonio, e perchè per loro la convivenza è un coronamento perfetto,e molto molto impegnativo.
    non facciamo-di nuovo-scapoli vs ammogliati. siamo nel 2005.

  5. #35
    non ho detto che sia il solo motivo,ma vedrai che lo stress influisce eccome sui rapporti.Le tensioni di solito si scaricano in famiglia con le persone che si hanno + vicine

  6. #36
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    15-11-2004
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    nell'orbita di Anarres
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    3,359
    Originariamente postato da Serendipity
    il divorzio, la separazione è un argomento che,come diceva qualcuno un paio di pagine fa, va trattato in punta di piedi. ancora di più in punta di piedi(direi in punta d'unghia dei piedi )vanno trattate le motivazioni.non credo si possa giudicare dall'esterno nemmeno una coppia che si lascia perchè hanno modi diversi di ascoltare il medesimo stereo...magari le motivazioni sono altre,e questo è solo ciò che si racconta.ci sono persone che, prima di divorziare,ci provano con tutti i mezzi a far andare meglio le cose, e persone che si arrendono quasi subito. chi saremmo noi per giudicare queste ultime?ognuno ha i suoi livelli di tolleranza,non si può mica andare a puntare indici indagatori anche lì.
    non credo nemmeno che lo *stress della vita moderna*possa essere in qualche modo imputabile. mi sembra un modo semplice per scaricare colpe. una coppia va o non va a seconda di quanto ci si prende cura di sè stessi e dell'altro, a seconda di quanto ci si investe, a seconda anche di quanto si riesce ad astrarsi da problemi pratici che più o meno hanno tutti. non si divorzia perchè ci sono pochi soldi. si divorzia perchè i pochi soldi sono in *figura* rispetto alla coppia, che è dunque in questo caso in *sfondo*.
    un'ultima cosa....forse qualcuno si è dimenticato un particolare importante:non si va a convivere solo per fare le prove tecniche del matrimonio, o perchè non si è in grado di assumersi un impegno più ingente. e la convivenza non implica tutti questi obblighi in meno rispetto al matrimonio. la separazione da qualcuno che si è amato, con o senza avvocati, è una cosa durissima.
    ci sono persone che vanno a convivere per amore, perchè non credono nel matrimonio, e perchè per loro la convivenza è un coronamento perfetto,e molto molto impegnativo.
    non facciamo-di nuovo-scapoli vs ammogliati. siamo nel 2005.
    Sposami!!!!

    Credo ci sia davvero poco da aggiungere a questo post, l'unica cosa sulla quale mi sento di focalizzare l'attenzione è sulla capacità di astrarsi dalle proprie esperienze per guardare quelle altrui, nessuno di noi ha in mano e nella testa e neppure nel cuore il parametro del mondo, senza questo presupposto mi pare molto difficile avere uno sguardo sull'altro come essere umano senza che il potere venga a inquinarne la relazione.

  7. #37
    Serendipity
    Ospite non registrato
    Ok.anche domani
    dici che Veltroni è abbastanza aperto da sposare due signorine?

  8. #38
    alberag
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da MD^_^
    come dici te alberag del futuro non vi è certezza, ed in questo devo darti ragione, ma se, analizzi bene la situazione, ci sono degli elementi da prendere in considerazione.. ad esempio le idee, la mentalità, i principi.
    Tu stesso parli di un pezzo di carta firmata, il chè mi lascia pensare, che tu abbia un concetto di matrimonio come solo u contratto tra le parti, invece io lo vedo come il voler costruire qualcosa insieme, con tutti gli ostacoli che potranno sussistere, se trovassi una donna che mi dicesse, che niente è eterno che il matrimonio per lei non significa donarsi, ma solo un pro forma d'innanzi alla società, è chiaro che ci saranno delle alte probabilità di divorziare.
    Abbiamo già avuto modo di confrontarci su questo ed è noto che per me il matrimonio nei confronti della convivenza ha solo in più un pezzo di carta firmato, ma è una mia opinione, condivisibile o meno.
    Purtroppo ho notato che, al di là delle belle parole il giorno delle nozze, in molte delle coppie scoppiate che ho conosciuto ho sempre sentito il discorso del pezzo di carta, del contratto che - da un punto di vista legale - non è molto differente da un qualsiasi contratto tra due persone: se si rompe bisogna pagare. Testuali parole dell'avvocato che ha seguito mia sorella.
    Ma quello che io obbietto sul matrimonio non è la questione del contratto (tanto io non ci arrivo), ma della promessa. Per come sono fatto io - sarò anche fatto male e so che questa è una posizione durissima - credo che pur pensando che la donna che mi sta accanto ora sia eccezionale/perfetta per me/stupenda/che ne sono follemente innamorato e tutto il resto delle cose che si dicono in questi casi, non mi sento di potermi impegnare sul lungo termine con premesse di amore eterno e cose così, in quanto non credo di poter affermare che i sentimenti che provo ora li proverò anche dopo 5-10-20-50 anni.
    Allora, sempre dal mio punto di vista, preferisco dire che stiamo bene assieme, che sono conscio che la cosa potrebbe non durare per sempre e che finchè siamo reciprocamente felici allora possiamo stare assieme. Sarò cinico, ma sono sicuramente onesto nei miei confronti e soprattutto nei confronti di chi sta con me.

  9. #39
    alberag
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Serendipity
    Ok.anche domani
    dici che Veltroni è abbastanza aperto da sposare due signorine?
    se vi sposate posso venire a fare da paggetto?

  10. #40
    Serendipity
    Ospite non registrato
    sì...ma il vestito lo scegliamo noi

  11. #41
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Originariamente postato da LUTHIEN
    é proprio questa cosa che io non sopporto: una volta ci raccontò un amico di mia madre, che è avvocato del diritto di famiglia, che due sposi si lasciarono dopo un mese di matrimonio, a seguito di furibonde litigate perchè non erano d'accordo sulll'arredamento della casa!!! Ma gente! Queste cose si dovrebbero sapere ben prima ed è un'assurdità bella e buona il fatto che molti matrimoni cadano giù a picco per queste imbecillate! E' questa la responsabilità con cui ci si mette di fronte all'altare o si va in municipio?
    Spiacente Luthien. Non ce l'ho con te, ma sei la migliore rappresentante di questa corrente di pensiero che, purtroppo (parere mio) vedo alquanto numerosa su questo forum.
    Con i racconti generici non si va lontano. Protesto vivamente. Con te, con MD, con altri che hanno scritto. Ho chiesto di "parlare di queste cose in punta di piedi" e mi ritrovo degli elefanti nel negozio di cristalli.
    Che ne sa quest'avvocato delle due persone? Che ne sa delle loro rispettive storie, sofferenze, interessi, intelligenze e vite?
    "Si dovrebero sapere ben prima!" E, di grazia, perché mai? Forse, dal tuo punto di vista, la vita può essere prevista in anticipo? O, semplicemente, adattata ad una serie di norme morali pronte ed immutabili nei secoli?
    E il punto di vista del "paziente" (in questo caso della coppia e dei suoi componenti) dove va a finire? O pensiamo che il nostro ruolo (perché pensavo di postare su una ml di psicologi, non altro) sia quello delle chiacchiere da bar, oppure credo sarebbe meglio dismettere un poco di sicurezze e chiederci cosa sia meglio per lui/lei, piuttosto che cosa sia più "giusto" per noi.
    E non parlo di me, ché la mia vita e la mia storia sono cose che interessano me, e pochi altri e non credo siano interessanti come materia di discussione nel forum. Parlo di noi, di noi come psicologi e come persone, e di come sia a volte difficile tenere assieme questi due ruoli, queste due anime che ci possono anche spezzare in due. Mi spiace per tutti i teorici dell'unitarietà della persona, ma riscontro sempre più che la soggettività, semmai esiste, è una continua costruzione. E vedo che spesso ce lo dimentichiamo.
    Chiedo, semplicemente, è possibile, per chi qui discute (e anche se non la pensa come me mi fornisce comunque punti di vista interessanti) spogliarsi del proprio Io e provare ad indossare quello di altri? Non per ridurre l'Altro a Sé, ma per riconoscerne l'alterità, garantendone in tal modo la libertà, anche quando non ci piace?

    Grazie

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  12. #42
    Postatore Epico L'avatar di Ember
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    Ma poi quanto ci vuole a capire che se due si lasciano per l'arredamento della casa non si lasciano affatto per un motivo stupido, ma per un motivo veramente grosso che li porta alla non sooportazione reciproca?!

    Certo stimo "chi sa far perdurare l'amore" (alla Tom Robbins ) ma non condanno chi divorzia, semmai chi si sposa conscio dei propri limiti...

  13. #43
    alberag
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da willy61
    Spiacente Luthien. Non ce l'ho con te, ma sei la migliore rappresentante di questa corrente di pensiero che, purtroppo (parere mio) vedo alquanto numerosa su questo forum.
    Con i racconti generici non si va lontano. Protesto vivamente. Con te, con MD, con altri che hanno scritto. Ho chiesto di "parlare di queste cose in punta di piedi" e mi ritrovo degli elefanti nel negozio di cristalli.
    Che ne sa quest'avvocato delle due persone? Che ne sa delle loro rispettive storie, sofferenze, interessi, intelligenze e vite?
    "Si dovrebero sapere ben prima!" E, di grazia, perché mai? Forse, dal tuo punto di vista, la vita può essere prevista in anticipo? O, semplicemente, adattata ad una serie di norme morali pronte ed immutabili nei secoli?
    E il punto di vista del "paziente" (in questo caso della coppia e dei suoi componenti) dove va a finire? O pensiamo che il nostro ruolo (perché pensavo di postare su una ml di psicologi, non altro) sia quello delle chiacchiere da bar, oppure credo sarebbe meglio dismettere un poco di sicurezze e chiederci cosa sia meglio per lui/lei, piuttosto che cosa sia più "giusto" per noi.
    E non parlo di me, ché la mia vita e la mia storia sono cose che interessano me, e pochi altri e non credo siano interessanti come materia di discussione nel forum. Parlo di noi, di noi come psicologi e come persone, e di come sia a volte difficile tenere assieme questi due ruoli, queste due anime che ci possono anche spezzare in due. Mi spiace per tutti i teorici dell'unitarietà della persona, ma riscontro sempre più che la soggettività, semmai esiste, è una continua costruzione. E vedo che spesso ce lo dimentichiamo.
    Chiedo, semplicemente, è possibile, per chi qui discute (e anche se non la pensa come me mi fornisce comunque punti di vista interessanti) spogliarsi del proprio Io e provare ad indossare quello di altri? Non per ridurre l'Altro a Sé, ma per riconoscerne l'alterità, garantendone in tal modo la libertà, anche quando non ci piace?

    Grazie

    Guglielmo
    Quoto (anche ember qui sopra) e completo con una riflessione: i diverbi ed i litigi non penso siano tanto legati agli argomenti, ma più che altro alla relazione...l'argomento è solo il contesto in cui avviene la lite.

  14. #44
    Postatore Compulsivo L'avatar di LUTHIEN
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    Mi dispiace, ma non vedo scusanti alle separazioni lampo! Questo voler trovare a tutti i costi spiegazioni e giustificazioni plausibili si chiama razionalizzazione, ben noto meccanismo di difesa. Non posso credere che può essere ignorato il fatto che un sacco di matrimoni finiscono dopo appena un mese di sopravvivenza. Questa è mancanza di responsabilità e di idee chiare su quello che si vuole dalla vita. Ma il matrimonio è un passo meditato oppure una cerimonia senza valore? Io ho l'impressione che per molti non sia affatto un passo meditato e dovrebbe esserlo molto di più.
    "Sono un viandante sullo stretto marciapiede dela terra e non distolgo il pensiero dal Tuo volto, che il mondo non mi svela..." Karol Woitila
    +Luthien Tinuviel+

  15. #45
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    281

    Separazioni lampo

    Originariamente postato da LUTHIEN
    Mi dispiace, ma non vedo scusanti alle separazioni lampo! Questo voler trovare a tutti i costi spiegazioni e giustificazioni plausibili si chiama razionalizzazione, ben noto meccanismo di difesa. Non posso credere che può essere ignorato il fatto che un sacco di matrimoni finiscono dopo appena un mese di sopravvivenza. Questa è mancanza di responsabilità e di idee chiare su quello che si vuole dalla vita. Ma il matrimonio è un passo meditato oppure una cerimonia senza valore? Io ho l'impressione che per molti non sia affatto un passo meditato e dovrebbe esserlo molto di più.
    Scusa, Luthien, ma questo significa (a mio modesto avviso) spostare il tema della discussione. Io non cerco "scusanti". Non me ne potrebbe importare meno. Io cerco di "comprendere". Cerco "spiegazioni". Perché sono (o credo di essere) psicologo, non professore di teologia morale.
    Quanto alla razionalizzazione ed ai meccanismi di difesa: mi pare sia un modo alquanto improprio di usare un concetto. Non mi pare si possa sostenere che chi la pensa diversamente da me lo fa perché usa meccanismi di difesa e non perché ha una diversa (e legittima) visione del mondo.
    Mancanza di responsabilità e di chiarezza su cosa si vuole dalla vita? O forse la vita chiede alle persone (a volte) di pagare prezzi che nessuno avrebbe mai immaginato? Quanto alle idee chiare, diffido fortemente da chiunque ne abbia. Almeno nel campo minato degli affetti, delle passioni e delle relazioni. O forse non accade altrettanto spesso di vedere, assieme alle separazioni lampo, le separazioni mai effettuate, con relative guerre che per anni si trascinano, e con i relativi morti e feriti?
    Per cortesia, discutiamo delle persone, con la loro storia e la loro vita, per come sono, non per come noi vorremmo loro fossero.

    Ciao

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

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