Grazie Roberto!!!!![]()
...ehm...comunque...bravA!![]()
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scusami pax83. mi farò perdonare per l'errore.
comunque ecco un'altra storia
Un uomo stava camminando nella foresta quando s'imbatté in una tigre. Fatto dietro-front precipitosamente, si mise a correre inseguito dalla belva. Giunse sull'orlo di un precipizio, ma per fortuna trovò da aggrapparsi al ramo sporgente di un albero.
Guardò in basso, e stava per lasciarsi cadere, quando vide sotto di sé un'altra tigre. Come se non bastasse, arrivarono due grossi topi, l'uno bianco e l'altro nero, che incominciarono a rodere il ramo.
Ancora poco e il ramo sarebbe precipitato.
Fu allora che l'uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola. Tenendosi con una sola mano, con l'altra staccò la fragola e la mangiò.
Com'era dolce!
Questo aneddoto illustra la capacità di vivere qui ed ora, di cogliere l'attimo fuggente.
Tra le opposte esigenze, tra l'essere e il nulla, tra la vita e la morte, rifiutando tanto lo sconforto quanto l'esaltazione, bisogna gustare la dolcezza di un semplice frutto, di un semplice istante, lasciando perdere sia i ricordi sia le preoccupazioni per il futuro. Anche se ci troviamo sull'orlo di un precipizio, questo momento è tutto il nostro tempo. Solo la nostra mente, con le sue previsioni e le sue anticipazioni, ce lo può distruggere
Le cose che ho imparato nella vita
Paulo Coelho
Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:
Che non importa quando sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
Che la pazienza richiede molta pratica.
Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
Che solo perchè qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.
Che non si deve mai dire ad un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante volte, guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
E' vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
Non cercare le apparenze, possono ingannare. Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
Trova quello che fà sorridere il tuo cuore.
Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
Sogna ciò che ti và, vai dove vuoi, sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
La felicità? Ingannevole per quelli che piangono, quelli che fanno male, quelli che hanno provato, solo così possono apprezzare l'importanza delle persone che hanno toccato le loro vite.
Il miglio futuro? Basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride e ognuno intorno a te piange
terapia?certo che sì, come potremmo noi essere contro?
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io però ogni volta che rientro a casa dopo una seduta sono distrutta, piango ogni volta come una bambina.... vi prego ditemi che succede anche a voi..... fatemi sentire "normale" per quanto banale e illogico sia il concetto di normalità mi piacerebbe sentirmi dire che non succede solo a me, che le emozioni, quando ci sono, ed emergono forti fuori da noi, si eprimono così, con le lacrime...almeno per me.... grazie...
baci a tutti.....![]()
CHI NON SA PIANGERE SENZA RITEGNO, NON SA' NEMMENO RIDERE. GOLDA MEIR
CARPE DIEM
Un uomo stava camminando nella foresta quando s'imbatté in una tigre. Fatto dietro-front precipitosamente, si mise a correre inseguito dalla belva. Giunse sull'orlo di un precipizio, ma per fortuna trovò da aggrapparsi al ramo sporgente di un albero.
Guardò in basso, e stava per lasciarsi cadere, quando vide sotto di sé un'altra tigre. Come se non bastasse, arrivarono due grossi topi, l'uno bianco e l'altro nero, che incominciarono a rodere il ramo.
Ancora poco e il ramo sarebbe precipitato.
Fu allora che l'uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola. Tenendosi con una sola mano, con l'altra staccò la fragola e la mangiò.
Com'era dolce!
Questo aneddoto illustra la capacità di vivere qui ed ora, di cogliere l'attimo fuggente.
Tra le opposte esigenze, tra l'essere e il nulla, tra la vita e la morte, rifiutando tanto lo sconforto quanto l'esaltazione, bisogna gustare la dolcezza di un semplice frutto, di un semplice istante, lasciando perdere sia i ricordi sia le preoccupazioni per il futuro. Anche se ci troviamo sull'orlo di un precipizio, questo momento è tutto il nostro tempo. Solo la nostra mente, con le sue previsioni e le sue anticipazioni, ce lo può distruggere.
Sostavo poco fà sulla terrazza e guardavo la mia vecchia gatta distesa nella sua cesta sotto la mezz'ombra della vite vergine. La osservavo pensosa notando la sua tranquillità nonostante il dolore della ferita ancora aperta per una operazione appena superata e ricordavo quando il giorno prima aveva recuperato quel suo posto preferito pur non riuscendo ancora a reggersi sulle gambe posteriori...
Quanto anche a livello della sopportazione del male fisico sembra equilibrato questo animalino paragonato alla persona umana...
(Romanini, 1991)
si penso che succeda a tutti,o almeno a me succede..anche se non vado in terapia (non che non ne abbia bisogno!)Originariamente postato da federicangelo
terapia?certo che sì, come potremmo noi essere contro?
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io però ogni volta che rientro a casa dopo una seduta sono distrutta, piango ogni volta come una bambina.... vi prego ditemi che succede anche a voi..... fatemi sentire "normale" per quanto banale e illogico sia il concetto di normalità mi piacerebbe sentirmi dire che non succede solo a me, che le emozioni, quando ci sono, ed emergono forti fuori da noi, si eprimono così, con le lacrime...almeno per me.... grazie...
baci a tutti.....![]()
a seconda dell'emozione tipo rabbia o delusione , piangerei anche in strada davanti a tutti..![]()
Godi delle piccole cose...un giorno ti guarderai indietro e scoprirai che erano grandi
"...e gli sembro' che la vita stesse davvero tutta dentro un attimo...
And I still hold your hand in mine
in mine when I'm asleep
and I will be my soul in time
when I'm kneeling at your feet
Goodbay my lover
Goodbay my friend
you have been the one
you have been the one for me
Riflettere è complicato, cioè capire attraverso quali mattoncini fragili abbiamo raggiunto la cima della montagna o il fondo del pozzo. So soltanto che è utile e necessario farlo. E so anche altre cose. Che l’autocommiserazione non è un processo sano, anzi dannoso, il quale dà luogo a meccanismi perversi e circoli viziosi; so che la rabbia, quella sì è sana, pur se non agìta, ma quanto meno riconosciuta accettata esplorata e soprattutto trasformata in energia, carica vitale, spirito d’iniziativa, intraprendenza, forza, capacità di dire no, di darsi e dare rispetto.
La mia strada è sempre stata aggrovigliata a quella di coloro che amo. SBAGLIATO! Le vite sono singole e separate, le scelte lo sono. E separate non vuol dire indifferenti, soltanto autonome, individuali. Questo cozza col mio spirito empatico, ma questa è la vita, ed è l’unico modo per proteggersi e non fare passi verso l’autodistruzione. Certo, non è facile accettare le scelte sbagliate di chi ami, di chi vedi soffrire sbagliare distruggersi e distruggerti, ma a noi non resta altro che accettare il principio del libero arbitrio, rispettare gli altri, anche se fa male, tanto, e tu soffri e vorresti strapparli alla loro disperazione, ma non puoi. Perché chi vive una dipendenza, sotto qualsiasi forma, non può essere liberato dalla stessa se non da sé, se non scegliendolo in prima persona. E io lo so, ah se lo so. Quindi: a che pro distruggersi per la scelta che noi non possiamo cambiare? Difficile accettarlo, nessuno lo sa meglio di noi: possiamo solo guardare, soffrire sì, ma non è nel nostro potere liberare gli altri da se stessi. Io questo lo so, non lo metto in pratica per quei rigidi meccanismi di sensi di colpa e responsabilità, desiderio di compiacere e spirito di adattamento. Negli anni la mia giusta rabbia contro ciò che mi faceva male si è trasformata in tutto questo portandomi ora a sentire solo obblighi che malcelano la mia ira…perverso no? Voler compiacere quelli che invece si odiano! Quante cose sono incomprensibili nell’intreccio dei nostri neuroni…
black out...
Un'altro racconto molto interessante...
A volte non ci soffermiamo abbastanza a pensare
alla nostra vita e alle nostre scelte...
siamo troppo presi dalla giornata... dal passare
delle ore... e così passano i giorni, i mesi, gli anni
e poi noi ci ritroviamo al solito punto di prima...
dovremmo fermarci di più a pensare a che tipo di
scelte stiamo facendo... a che tipo di scelte facciamo
ogni giorno della nostra vita... e soprattutto se
queste scelte ci porteranno dove vogliamo....
Pensare positivo cambia radicalmente tutta la vita...
Un piccolo racconto....
Jerry era il tipo di persona che si ama e si odia.
Era sempre di buon umore ed aveva sempre qualcosa di
positivo da dire.
Quando qualcuno gli domandava come stava, rispondeva:
"Se stessi meglio
scoppierei!".
Era un manager unico, con un gruppo di camerieri che
lo seguivano ogni volta
che prendeva la gestione di un nuovo ristorante. Il
motivo per cui i
camerieri lo seguivano era che Jerry aveva un grande
atteggiamento positivo.
Era un motivatore naturale, se un dipendente aveva la
luna storta, Jerry era
li' a spiegargli come guardare al lato positivo della
situazione.
Trovavo il suo stile molto strano e quindi un giorno
gli dissi "Adesso
basta! Spiegami come fai ad essere sempre
cosi'positivo, qualunque cosa
succeda?"
Lui mi rispose "Vedi, io sono cosi', quando mi sveglio
la mattina mi dico
oggi hai una scelta da fare: puoi decidere di essere
di buon umore o di
cattivo umore, e scelgo di essere di buon umore. Tutti
i giorni mi capita
qualcosa di spiacevole, posso fare la vittima oppure
impare qualcosa dai
problemi, io scelgo di imparare. Ogni giorno qualcuno
viene da me a
lamentarsi, io posso scegliere di subire passivamente
le sue lamentele o di
trovare il lato positivo della cosa, beh, io scelgo
sempre il lato positivo
della vita. "Si, va beh, dissi io, "ma non e' sempre
cosi' facile!"
"Si invece," disse Jerry, "la vita e' tutta fatta di
scelte. A parte le
necessita' piu' o meno fisiologiche in ogni situazione
c'e' una scelta da
fare.
Sei tu a scegliere come reagire in tutte le
situazioni, a decidere come la
gente puo' influire sul tuo umore.
Sei tu che scegli se essere di buon umore o di cattivo
umore, e quindi in
definitiva come vivere la tua vita.
Per molto tempo dopo quell'incontro, ripensai a quello
che Jerry aveva detto
poi un giorno lasciai il business della ristorazione e
mi dedicai ad un
altra attivita' in proprio; mi persi di vista con
Jerry ma spesso ripensai a
lui quando mi trovavo nella situazione di scegliere
nella vita invece che
subirla.
Diversi anni dopo, venni a sapere che Jerry aveva
commesso un errore
imperdonabile per un gestore di ristorante: aveva
lasciato la porta
posteriore del ristorante aperta una mattina, ed era
stato attaccato da tre
rapinatori armati; mentre cercava di aprire la
cassaforte, le sue mani
sudate e tremanti dalla paura non riuscivano a trovare
la combinazione ed i
rapinatori, presi dal panico, gli avevano sparato
ferendolo gravemente.
Fortunatamente Jerry era stato soccorso rapidamente e
portato immediatamente
al pronto soccorso. Dopo 18 ore di intervento
chirurgico ed alcune settimane
di osservazione, Jerry era stato dimesso
dall'ospedale con frammenti di pallottole ancora nel
suo corpo.
Incontrai Jerry circa sei mesi dopo l'incidente,
quandi gli chiesi come
andava mi disse "Se stessi meglio, scoppierei - Vuoi
dare un'occhiata alle
cicatrici?"
Declinai l'invito, ma gli chiesi che cosa gli era
passato per la testa
durante la terribile esperienza. "La prima cosa che
pensai fu che avrei
dovuto chiudere la porta posteriore del ristorante" mi
disse Jerry, "poi,
quando ero gia' stato colpito e mi trovavo per terra,
mi ricordai che avevo
due scelte: potevo scegliere di vivere o di morire."
"Ma non avevi paura.
Non sei svenuto?"
Jerry continuo': " Gli infermieri furono bravissimi.
Continuavano a dirmi
che andava tutto bene. Ma fu quando mi portarono sulla
barella in sala
operatoria e vidi le espressioni sulle faccie dei
dottori e degli assistenti
che mi spaventai veramente, potevo leggere nei loro
occhi "quest'uomo e'
gia' morto!". " ...dovevo assolutamente fare
qualcosa".
"E cosa hai fatto?" gli domandai "C'era questa
infermiera veramente grassa
che continuava a farmi
domande, e mi chiese se ero allergico a qualche cosa."
"Si!", io risposi, a
quel punto tutti dottori e le assistenti si fermarono
ad aspettare che
finissi la mia risposta...
Io presi un respiro profondo e con tutte le mie forze
gli gridai "Sono
allergico alle pallottole!" ... Mentre ancora ridevano
aggiunsi "Sto
scegliendo di vivere. Operatemi come se fossi vivo,
non come fossi gia'
morto". Jerry e' sopravvissuto grazie alle capacita'
dei chirurghi, ma anche
grazie al suo atteggiamento positivo.
Ho imparato da lui che tutti i giorni abbiamo la
scelta di vivere pienamente