• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 2 di 2 PrimoPrimo 12
Visualizzazione risultati 16 fino 24 di 24
  1. #16
    Postatore Epico L'avatar di RisingStar
    Data registrazione
    19-12-2004
    Residenza
    Far away from Earth
    Messaggi
    16,004
    Grazie Roberto!!!!
    ...ehm...comunque...bravA!

  2. #17
    scusami pax83. mi farò perdonare per l'errore.
    comunque ecco un'altra storia

    Un uomo stava camminando nella foresta quando s'imbatté in una tigre. Fatto dietro-front precipitosamente, si mise a correre inseguito dalla belva. Giunse sull'orlo di un precipizio, ma per fortuna trovò da aggrapparsi al ramo sporgente di un albero.
    Guardò in basso, e stava per lasciarsi cadere, quando vide sotto di sé un'altra tigre. Come se non bastasse, arrivarono due grossi topi, l'uno bianco e l'altro nero, che incominciarono a rodere il ramo.
    Ancora poco e il ramo sarebbe precipitato.
    Fu allora che l'uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola. Tenendosi con una sola mano, con l'altra staccò la fragola e la mangiò.
    Com'era dolce!

    Questo aneddoto illustra la capacità di vivere qui ed ora, di cogliere l'attimo fuggente.
    Tra le opposte esigenze, tra l'essere e il nulla, tra la vita e la morte, rifiutando tanto lo sconforto quanto l'esaltazione, bisogna gustare la dolcezza di un semplice frutto, di un semplice istante, lasciando perdere sia i ricordi sia le preoccupazioni per il futuro. Anche se ci troviamo sull'orlo di un precipizio, questo momento è tutto il nostro tempo. Solo la nostra mente, con le sue previsioni e le sue anticipazioni, ce lo può distruggere

  3. #18
    Le cose che ho imparato nella vita
    Paulo Coelho

    Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:
    Che non importa quando sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
    Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
    Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
    Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
    Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
    Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
    Che la pazienza richiede molta pratica.
    Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
    Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
    Che solo perchè qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.
    Che non si deve mai dire ad un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
    Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
    Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
    Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante volte, guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
    La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
    E' vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
    Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
    Non cercare le apparenze, possono ingannare. Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
    Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
    Trova quello che fà sorridere il tuo cuore.
    Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
    Sogna ciò che ti và, vai dove vuoi, sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
    Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
    Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
    Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
    La felicità? Ingannevole per quelli che piangono, quelli che fanno male, quelli che hanno provato, solo così possono apprezzare l'importanza delle persone che hanno toccato le loro vite.
    Il miglio futuro? Basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
    Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride e ognuno intorno a te piange

  4. #19
    federicangelo
    Ospite non registrato

    terapia?

    terapia? certo che sì, come potremmo noi essere contro?

    io però ogni volta che rientro a casa dopo una seduta sono distrutta, piango ogni volta come una bambina.... vi prego ditemi che succede anche a voi..... fatemi sentire "normale" per quanto banale e illogico sia il concetto di normalità mi piacerebbe sentirmi dire che non succede solo a me, che le emozioni, quando ci sono, ed emergono forti fuori da noi, si eprimono così, con le lacrime... almeno per me.... grazie...
    baci a tutti.....

  5. #20
    CHI NON SA PIANGERE SENZA RITEGNO, NON SA' NEMMENO RIDERE. GOLDA MEIR

    CARPE DIEM

    Un uomo stava camminando nella foresta quando s'imbatté in una tigre. Fatto dietro-front precipitosamente, si mise a correre inseguito dalla belva. Giunse sull'orlo di un precipizio, ma per fortuna trovò da aggrapparsi al ramo sporgente di un albero.
    Guardò in basso, e stava per lasciarsi cadere, quando vide sotto di sé un'altra tigre. Come se non bastasse, arrivarono due grossi topi, l'uno bianco e l'altro nero, che incominciarono a rodere il ramo.
    Ancora poco e il ramo sarebbe precipitato.
    Fu allora che l'uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola. Tenendosi con una sola mano, con l'altra staccò la fragola e la mangiò.
    Com'era dolce!

    Questo aneddoto illustra la capacità di vivere qui ed ora, di cogliere l'attimo fuggente.
    Tra le opposte esigenze, tra l'essere e il nulla, tra la vita e la morte, rifiutando tanto lo sconforto quanto l'esaltazione, bisogna gustare la dolcezza di un semplice frutto, di un semplice istante, lasciando perdere sia i ricordi sia le preoccupazioni per il futuro. Anche se ci troviamo sull'orlo di un precipizio, questo momento è tutto il nostro tempo. Solo la nostra mente, con le sue previsioni e le sue anticipazioni, ce lo può distruggere.

  6. #21
    Postatore Compulsivo L'avatar di sunflower
    Data registrazione
    28-04-2002
    Residenza
    Taranto
    Messaggi
    3,664
    Blog Entries
    25
    Sostavo poco fà sulla terrazza e guardavo la mia vecchia gatta distesa nella sua cesta sotto la mezz'ombra della vite vergine. La osservavo pensosa notando la sua tranquillità nonostante il dolore della ferita ancora aperta per una operazione appena superata e ricordavo quando il giorno prima aveva recuperato quel suo posto preferito pur non riuscendo ancora a reggersi sulle gambe posteriori...

    Quanto anche a livello della sopportazione del male fisico sembra equilibrato questo animalino paragonato alla persona umana...
    (Romanini, 1991)

  7. #22
    Partecipante Esperto L'avatar di kikky*
    Data registrazione
    27-05-2005
    Messaggi
    308

    Re: terapia?

    Originariamente postato da federicangelo
    terapia? certo che sì, come potremmo noi essere contro?

    io però ogni volta che rientro a casa dopo una seduta sono distrutta, piango ogni volta come una bambina.... vi prego ditemi che succede anche a voi..... fatemi sentire "normale" per quanto banale e illogico sia il concetto di normalità mi piacerebbe sentirmi dire che non succede solo a me, che le emozioni, quando ci sono, ed emergono forti fuori da noi, si eprimono così, con le lacrime... almeno per me.... grazie...
    baci a tutti.....
    si penso che succeda a tutti,o almeno a me succede..anche se non vado in terapia (non che non ne abbia bisogno!)
    a seconda dell'emozione tipo rabbia o delusione , piangerei anche in strada davanti a tutti..
    Godi delle piccole cose...un giorno ti guarderai indietro e scoprirai che erano grandi


    "...e gli sembro' che la vita stesse davvero tutta dentro un attimo...

    And I still hold your hand in mine
    in mine when I'm asleep
    and I will be my soul in time
    when I'm kneeling at your feet
    Goodbay my lover
    Goodbay my friend
    you have been the one
    you have been the one for me

  8. #23
    Postatore Compulsivo L'avatar di sunflower
    Data registrazione
    28-04-2002
    Residenza
    Taranto
    Messaggi
    3,664
    Blog Entries
    25
    Riflettere è complicato, cioè capire attraverso quali mattoncini fragili abbiamo raggiunto la cima della montagna o il fondo del pozzo. So soltanto che è utile e necessario farlo. E so anche altre cose. Che l’autocommiserazione non è un processo sano, anzi dannoso, il quale dà luogo a meccanismi perversi e circoli viziosi; so che la rabbia, quella sì è sana, pur se non agìta, ma quanto meno riconosciuta accettata esplorata e soprattutto trasformata in energia, carica vitale, spirito d’iniziativa, intraprendenza, forza, capacità di dire no, di darsi e dare rispetto.

    La mia strada è sempre stata aggrovigliata a quella di coloro che amo. SBAGLIATO! Le vite sono singole e separate, le scelte lo sono. E separate non vuol dire indifferenti, soltanto autonome, individuali. Questo cozza col mio spirito empatico, ma questa è la vita, ed è l’unico modo per proteggersi e non fare passi verso l’autodistruzione. Certo, non è facile accettare le scelte sbagliate di chi ami, di chi vedi soffrire sbagliare distruggersi e distruggerti, ma a noi non resta altro che accettare il principio del libero arbitrio, rispettare gli altri, anche se fa male, tanto, e tu soffri e vorresti strapparli alla loro disperazione, ma non puoi. Perché chi vive una dipendenza, sotto qualsiasi forma, non può essere liberato dalla stessa se non da sé, se non scegliendolo in prima persona. E io lo so, ah se lo so. Quindi: a che pro distruggersi per la scelta che noi non possiamo cambiare? Difficile accettarlo, nessuno lo sa meglio di noi: possiamo solo guardare, soffrire sì, ma non è nel nostro potere liberare gli altri da se stessi. Io questo lo so, non lo metto in pratica per quei rigidi meccanismi di sensi di colpa e responsabilità, desiderio di compiacere e spirito di adattamento. Negli anni la mia giusta rabbia contro ciò che mi faceva male si è trasformata in tutto questo portandomi ora a sentire solo obblighi che malcelano la mia ira…perverso no? Voler compiacere quelli che invece si odiano! Quante cose sono incomprensibili nell’intreccio dei nostri neuroni…

    black out...

  9. #24
    Postatore Compulsivo L'avatar di sunflower
    Data registrazione
    28-04-2002
    Residenza
    Taranto
    Messaggi
    3,664
    Blog Entries
    25

    lunghetto

    Un'altro racconto molto interessante...
    A volte non ci soffermiamo abbastanza a pensare
    alla nostra vita e alle nostre scelte...
    siamo troppo presi dalla giornata... dal passare
    delle ore... e così passano i giorni, i mesi, gli anni
    e poi noi ci ritroviamo al solito punto di prima...
    dovremmo fermarci di più a pensare a che tipo di
    scelte stiamo facendo... a che tipo di scelte facciamo
    ogni giorno della nostra vita... e soprattutto se
    queste scelte ci porteranno dove vogliamo....

    Pensare positivo cambia radicalmente tutta la vita...

    Un piccolo racconto....

    Jerry era il tipo di persona che si ama e si odia.
    Era sempre di buon umore ed aveva sempre qualcosa di
    positivo da dire.
    Quando qualcuno gli domandava come stava, rispondeva:
    "Se stessi meglio
    scoppierei!".

    Era un manager unico, con un gruppo di camerieri che
    lo seguivano ogni volta
    che prendeva la gestione di un nuovo ristorante. Il
    motivo per cui i
    camerieri lo seguivano era che Jerry aveva un grande
    atteggiamento positivo.
    Era un motivatore naturale, se un dipendente aveva la
    luna storta, Jerry era
    li' a spiegargli come guardare al lato positivo della
    situazione.
    Trovavo il suo stile molto strano e quindi un giorno
    gli dissi "Adesso
    basta! Spiegami come fai ad essere sempre
    cosi'positivo, qualunque cosa
    succeda?"
    Lui mi rispose "Vedi, io sono cosi', quando mi sveglio
    la mattina mi dico
    oggi hai una scelta da fare: puoi decidere di essere
    di buon umore o di
    cattivo umore, e scelgo di essere di buon umore. Tutti
    i giorni mi capita
    qualcosa di spiacevole, posso fare la vittima oppure
    impare qualcosa dai
    problemi, io scelgo di imparare. Ogni giorno qualcuno
    viene da me a
    lamentarsi, io posso scegliere di subire passivamente
    le sue lamentele o di
    trovare il lato positivo della cosa, beh, io scelgo
    sempre il lato positivo
    della vita. "Si, va beh, dissi io, "ma non e' sempre
    cosi' facile!"
    "Si invece," disse Jerry, "la vita e' tutta fatta di
    scelte. A parte le
    necessita' piu' o meno fisiologiche in ogni situazione
    c'e' una scelta da
    fare.
    Sei tu a scegliere come reagire in tutte le
    situazioni, a decidere come la
    gente puo' influire sul tuo umore.
    Sei tu che scegli se essere di buon umore o di cattivo
    umore, e quindi in
    definitiva come vivere la tua vita.
    Per molto tempo dopo quell'incontro, ripensai a quello
    che Jerry aveva detto
    poi un giorno lasciai il business della ristorazione e
    mi dedicai ad un
    altra attivita' in proprio; mi persi di vista con
    Jerry ma spesso ripensai a
    lui quando mi trovavo nella situazione di scegliere
    nella vita invece che
    subirla.

    Diversi anni dopo, venni a sapere che Jerry aveva
    commesso un errore
    imperdonabile per un gestore di ristorante: aveva
    lasciato la porta
    posteriore del ristorante aperta una mattina, ed era
    stato attaccato da tre
    rapinatori armati; mentre cercava di aprire la
    cassaforte, le sue mani
    sudate e tremanti dalla paura non riuscivano a trovare
    la combinazione ed i
    rapinatori, presi dal panico, gli avevano sparato
    ferendolo gravemente.
    Fortunatamente Jerry era stato soccorso rapidamente e
    portato immediatamente
    al pronto soccorso. Dopo 18 ore di intervento
    chirurgico ed alcune settimane
    di osservazione, Jerry era stato dimesso
    dall'ospedale con frammenti di pallottole ancora nel
    suo corpo.
    Incontrai Jerry circa sei mesi dopo l'incidente,
    quandi gli chiesi come
    andava mi disse "Se stessi meglio, scoppierei - Vuoi
    dare un'occhiata alle
    cicatrici?"

    Declinai l'invito, ma gli chiesi che cosa gli era
    passato per la testa
    durante la terribile esperienza. "La prima cosa che
    pensai fu che avrei
    dovuto chiudere la porta posteriore del ristorante" mi
    disse Jerry, "poi,
    quando ero gia' stato colpito e mi trovavo per terra,
    mi ricordai che avevo
    due scelte: potevo scegliere di vivere o di morire."
    "Ma non avevi paura.
    Non sei svenuto?"
    Jerry continuo': " Gli infermieri furono bravissimi.
    Continuavano a dirmi
    che andava tutto bene. Ma fu quando mi portarono sulla
    barella in sala
    operatoria e vidi le espressioni sulle faccie dei
    dottori e degli assistenti
    che mi spaventai veramente, potevo leggere nei loro
    occhi "quest'uomo e'
    gia' morto!". " ...dovevo assolutamente fare
    qualcosa".
    "E cosa hai fatto?" gli domandai "C'era questa
    infermiera veramente grassa
    che continuava a farmi
    domande, e mi chiese se ero allergico a qualche cosa."
    "Si!", io risposi, a
    quel punto tutti dottori e le assistenti si fermarono
    ad aspettare che
    finissi la mia risposta...

    Io presi un respiro profondo e con tutte le mie forze
    gli gridai "Sono
    allergico alle pallottole!" ... Mentre ancora ridevano
    aggiunsi "Sto
    scegliendo di vivere. Operatemi come se fossi vivo,
    non come fossi gia'
    morto". Jerry e' sopravvissuto grazie alle capacita'
    dei chirurghi, ma anche
    grazie al suo atteggiamento positivo.

    Ho imparato da lui che tutti i giorni abbiamo la
    scelta di vivere pienamente

Pagina 2 di 2 PrimoPrimo 12

Privacy Policy