Questo messaggio ha un obiettivo ben preciso: indurre alla riflessione e, mi auguro, alla discussione, chi, in qualche modo, crede che, il confronto e l'incontro con l'Altro, in qualche caso, inevitabilmente, anche lo scontro, sia, pure nel rispetto delle reciproche idee e posizioni, sempre e comunque motivo di crescita e di arricchimento personale. Mi piacerebbe confrontare, appunto, la mia esperienza di docente di lettere, che ha trovato nella acquisizione di maggiori strumenti di lettura di se stessa, prima, e poi degli altri, attraverso un lungo percorso di formazione psicologica, avendo notevoli ricadute positive, soprattutto nella gestione e nella capacità di fare un'analisi più attenta e approfondita del tipo di relazioni interpersonali che, di volta in volta, si andavano stabilendo con alunni, colleghi, capi d'istituto, genitori, con chi pensa e sostiene, invece, sia pure senza voler generalizzare, che si corra il rischio ( e questa preoccupazione in più di un caso mi pare legittima), che qualcuno, sconfinando dal proprio ruolo, si dedichi all'esercizio abusivo della professione di psicologo o, peggio ancora, psicoterapeuta. L'esempio del commerciante che, dopo un master, potrebbe esercitare "psicoterapia" mi lascia sconcertata, davvero senza parole. Conosco, sia pure indirettamente, le 4000 ore, a dir poco, di chi frequenta una scuola di psicoterapia, i costi, l'impegno personale, i sacrifici, il pendolarismo forzato, e soprattutto come mamma il dramma della disoccupazione intellettuale giovanile, conosco giovani, e meno giovani, psicologi e psicoterapeuti, e mi rendo conto che 'sta figura del counselor crea notevole confusione, e per ritornare al titolo e, dunque, al chi fa che cosa?
Io penso che solo lo psicologo possa fare lo psicologo e lo psicoterapeuta il terapeuta, il counselor è solo una specie di ponte, di filtro, di possibile trade d'union, secondo me, tra chi detiene un problema, è portatore di un disagio e chiede ascolto, o chiede una relazione d'aiuto, e chi può offrirla veramente, chi può "curare" "fare lo specchio" "IL correttore di emozioni", lo stratega; "L'evocatore del sistema di attaccamento del paziente", tutto ciò, comprese le diagnosi di personalità o la somministrazione dei test, riguarda un ambito professionale specifico, ben diverso da quello del counselor, e giustamente Pirandello diceva: "A ciascuno il suo", ma se un bambino ha la febbre, e il pediatra non è reperibile, forse che la mamma non può dargli la tachipirina? Certo, se poi gli somministra un farmaco non da banco, allora il suo delirio di onnipotenza può procurare danni seri, beh adesso mi piacerebbe che qualcuno dicesse la sua.....







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Ciao Dario, mi era sfuggito il tuo intervento!!! Come sono distratta... volevo solo dirti che anche a me le provocazioni piacciono, e che lavorare tutti insieme, quando si riesce a farlo bene è proprio bello, sono davvero molto contenta, perchè quello che dici mi pare corrisponda perfettamente a quello che senti, insomma sa di viscerale... ciao
Caro Dario,