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Discussione: terapia personale

  1. #16
    Partecipante Esperto L'avatar di LaurAt
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    sì Squirrol,
    lo "scontro" che hai avuto alla fine è stato positivo.
    penso che se il problema è saper instaurare buone relazioni con gli altri, la terapia di gruppo sia la scelta migliore.
    "Tutti dovremmo preoccuparci del futuro, perché là dobbiamo passare il resto della nostra vita." - C.F. Kettering

  2. #17
    squirrel
    Ospite non registrato
    penso che se il problema è saper instaurare buone relazioni con gli altri, la terapia di gruppo sia la scelta migliore. [/B][/QUOTE]

    Concordo in pieno! Io ho avuto una bella lezione ma mi ci voleva proprio!!!

  3. #18
    Postatore Compulsivo L'avatar di Itsuki
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    anche io sono stata in terapia per 1 anno circa...la durata è stata molto breve perchè, diceva la psicologa, avevo una forte spinta a capire quello che stavo vivendo e perchè...e quindi le resistenze le ho incontrate ma le non faceva fatica a farmele notare, forse anche perchè il mio disturbo non era legato ad eventi molto traumatici come, ad esempio, quello di murder (a proposito, ti volevo mandare un abbraccio virtuale perchè immagino che devi aver sofferto non si sa quanto, e per dirti che sono contentissima che ora lo stia superando) e quindi non rischiava molto a farmi notare le mie difese all'opera....

    in ogni caso, ricordo ancora che tornavo a casa sull'autobus con le lacrime agli occhi e un senso di inadeguatezza pesante come un macigno verso la metà della terapia...la voglia di non rimettere più piede in casa era fortissima...ma, dopo la parte destruens, è arrivata anche la parte costruens: ho imparato che siamo tutti esseri umani fallibili, e che certe cose che pure ci fanno male vengono dall'amore di qualcuno che pensa di fare qualcosa per il nostro bene...non sospettando minimamente quanto invece sia per noi sbagliato...(mi riferisco ai genitori)...

    ora sono sia grata al mio essere "come ero", perchè mi ha permesso di essere come sono ora, sia grata alla mia famiglia, perchè mi ha permesso di essere così come mi vado bene, con tutti i miei difetti (tanti a dire il vero.... ), ma anche con tante qualità che non avrei avuto se non avessi vissuto la mia vita esattamente come l'ho vissuta...sarei potuto essere diversa...forse anche meglio di come sono ora...ma di fatto sono così e punto.

    a dire il vero anche io mi prendo molto a cuore il fatto di risultare antipatica/simpatica alle persone, come diceva squirrel...ma sicuramente non è che la cosa mi impedisca di vivere tranquillamente...alla fine non posso controllare tutto...(anche se un po', e in certi aspetti, sono sul megalomane andante... )...nel complesso risulto simpatica, e sono contenta così!!

    sono rimasta un po' male quando la psicologa (tra parentesi, prima non l'ho detto, ma era una psicologa della ASL, quindi il tutto era gratuito) mi ha detto, dopo che gli raccontai un sogno avuto la sera prima: "hai innescato il processo che ti porterà alla liberazione dalla tua gabbia dorata...alla fine dell'estate ti libererai del primo fardello e poi sarà una nuotata in mare aperto...ne hai la voglia e la possibilità, io direi che puoi anche non venire più"...ci rimasiun po' male perchè non mi sentivo affatto "pronta" a camminare da sola...(o a nuotare, come disse lei)...ma fatto sta, alla fine dell'estate effettivamente ho trovato la chiave del cambiamento e posso anche dire di aver fatto tutto da sola, perchè non avevo la più pallida idea, mentre lo facevo, che si trattasse del passaggio che mi aveva detto la dottoressa...

    cmq vorrei un consiglio, se volete darmelo: anche io ho una sorta di amnesia infantile...ossia, non mi ricordo di aver vissuto in prima persona nulla...i (pochi) ricordi che ho mi sono stati raccontati dai miei genitori...secondo voi è soltanto una modalità del mio sistema di memorizzazione (in effetti tendo ad acorpare tutti i ricordi degli ultimi 10 anni come se fossero successi ieri, però non mi ricordo nemmeno cosa ho mangiato ieri a cena ) oppure una mia attività inconscia che ha deciso di cancellare i contenuti della mia memoria che riguardavano l'infanzia??
    Frequentatrice (ormai) molto saltuaria di opsonline!!
    EX-moderatrice della stanza di neuropsicologia e scienze cognitive

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  4. #19
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Originariamente postato da Itsuki
    anche io sono stata in terapia per 1 anno circa...la durata è stata molto breve perchè, diceva la psicologa, avevo una forte spinta a capire quello che stavo vivendo e perchè...e quindi le resistenze le ho incontrate ma le non faceva fatica a farmele notare, forse anche perchè il mio disturbo non era legato ad eventi molto traumatici come, ad esempio, quello di murder (a proposito, ti volevo mandare un abbraccio virtuale perchè immagino che devi aver sofferto non si sa quanto, e per dirti che sono contentissima che ora lo stia superando) e quindi non rischiava molto a farmi notare le mie difese all'opera....

    in ogni caso, ricordo ancora che tornavo a casa sull'autobus con le lacrime agli occhi e un senso di inadeguatezza pesante come un macigno verso la metà della terapia...la voglia di non rimettere più piede in casa era fortissima...ma, dopo la parte destruens, è arrivata anche la parte costruens: ho imparato che siamo tutti esseri umani fallibili, e che certe cose che pure ci fanno male vengono dall'amore di qualcuno che pensa di fare qualcosa per il nostro bene...non sospettando minimamente quanto invece sia per noi sbagliato...(mi riferisco ai genitori)...

    ora sono sia grata al mio essere "come ero", perchè mi ha permesso di essere come sono ora, sia grata alla mia famiglia, perchè mi ha permesso di essere così come mi vado bene, con tutti i miei difetti (tanti a dire il vero.... ), ma anche con tante qualità che non avrei avuto se non avessi vissuto la mia vita esattamente come l'ho vissuta...sarei potuto essere diversa...forse anche meglio di come sono ora...ma di fatto sono così e punto.

    a dire il vero anche io mi prendo molto a cuore il fatto di risultare antipatica/simpatica alle persone, come diceva squirrel...ma sicuramente non è che la cosa mi impedisca di vivere tranquillamente...alla fine non posso controllare tutto...(anche se un po', e in certi aspetti, sono sul megalomane andante... )...nel complesso risulto simpatica, e sono contenta così!!

    sono rimasta un po' male quando la psicologa (tra parentesi, prima non l'ho detto, ma era una psicologa della ASL, quindi il tutto era gratuito) mi ha detto, dopo che gli raccontai un sogno avuto la sera prima: "hai innescato il processo che ti porterà alla liberazione dalla tua gabbia dorata...alla fine dell'estate ti libererai del primo fardello e poi sarà una nuotata in mare aperto...ne hai la voglia e la possibilità, io direi che puoi anche non venire più"...ci rimasiun po' male perchè non mi sentivo affatto "pronta" a camminare da sola...(o a nuotare, come disse lei)...ma fatto sta, alla fine dell'estate effettivamente ho trovato la chiave del cambiamento e posso anche dire di aver fatto tutto da sola, perchè non avevo la più pallida idea, mentre lo facevo, che si trattasse del passaggio che mi aveva detto la dottoressa...

    cmq vorrei un consiglio, se volete darmelo: anche io ho una sorta di amnesia infantile...ossia, non mi ricordo di aver vissuto in prima persona nulla...i (pochi) ricordi che ho mi sono stati raccontati dai miei genitori...secondo voi è soltanto una modalità del mio sistema di memorizzazione (in effetti tendo ad acorpare tutti i ricordi degli ultimi 10 anni come se fossero successi ieri, però non mi ricordo nemmeno cosa ho mangiato ieri a cena ) oppure una mia attività inconscia che ha deciso di cancellare i contenuti della mia memoria che riguardavano l'infanzia??
    ma spiega meglio. Non hai ricordi episodici,ma da un punto di vista semantico sapresti descrivere la tua infanzia?ed episodi dove sono coinvolti i tuoi genitori li ricordi?
    però mi sembra strano prova a farti delle domande tipo quelle dell'adult attachment interview,se lo conosci,per vedere se qualche episodio ti viene in mente

  5. #20
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
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    Originariamente postato da Itsuki
    anche io sono stata in terapia per 1 anno circa...la durata è stata molto breve perchè, diceva la psicologa, avevo una forte spinta a capire quello che stavo vivendo e perchè...e quindi le resistenze le ho incontrate ma le non faceva fatica a farmele notare, forse anche perchè il mio disturbo non era legato ad eventi molto traumatici come, ad esempio, quello di murder (a proposito, ti volevo mandare un abbraccio virtuale perchè immagino che devi aver sofferto non si sa quanto, e per dirti che sono contentissima che ora lo stia superando) e quindi non rischiava molto a farmi notare le mie difese all'opera....

    in ogni caso, ricordo ancora che tornavo a casa sull'autobus con le lacrime agli occhi e un senso di inadeguatezza pesante come un macigno verso la metà della terapia...la voglia di non rimettere più piede in casa era fortissima...ma, dopo la parte destruens, è arrivata anche la parte costruens: ho imparato che siamo tutti esseri umani fallibili, e che certe cose che pure ci fanno male vengono dall'amore di qualcuno che pensa di fare qualcosa per il nostro bene...non sospettando minimamente quanto invece sia per noi sbagliato...(mi riferisco ai genitori)...

    ora sono sia grata al mio essere "come ero", perchè mi ha permesso di essere come sono ora, sia grata alla mia famiglia, perchè mi ha permesso di essere così come mi vado bene, con tutti i miei difetti (tanti a dire il vero.... ), ma anche con tante qualità che non avrei avuto se non avessi vissuto la mia vita esattamente come l'ho vissuta...sarei potuto essere diversa...forse anche meglio di come sono ora...ma di fatto sono così e punto.

    a dire il vero anche io mi prendo molto a cuore il fatto di risultare antipatica/simpatica alle persone, come diceva squirrel...ma sicuramente non è che la cosa mi impedisca di vivere tranquillamente...alla fine non posso controllare tutto...(anche se un po', e in certi aspetti, sono sul megalomane andante... )...nel complesso risulto simpatica, e sono contenta così!!

    sono rimasta un po' male quando la psicologa (tra parentesi, prima non l'ho detto, ma era una psicologa della ASL, quindi il tutto era gratuito) mi ha detto, dopo che gli raccontai un sogno avuto la sera prima: "hai innescato il processo che ti porterà alla liberazione dalla tua gabbia dorata...alla fine dell'estate ti libererai del primo fardello e poi sarà una nuotata in mare aperto...ne hai la voglia e la possibilità, io direi che puoi anche non venire più"...ci rimasiun po' male perchè non mi sentivo affatto "pronta" a camminare da sola...(o a nuotare, come disse lei)...ma fatto sta, alla fine dell'estate effettivamente ho trovato la chiave del cambiamento e posso anche dire di aver fatto tutto da sola, perchè non avevo la più pallida idea, mentre lo facevo, che si trattasse del passaggio che mi aveva detto la dottoressa...

    cmq vorrei un consiglio, se volete darmelo: anche io ho una sorta di amnesia infantile...ossia, non mi ricordo di aver vissuto in prima persona nulla...i (pochi) ricordi che ho mi sono stati raccontati dai miei genitori...secondo voi è soltanto una modalità del mio sistema di memorizzazione (in effetti tendo ad acorpare tutti i ricordi degli ultimi 10 anni come se fossero successi ieri, però non mi ricordo nemmeno cosa ho mangiato ieri a cena ) oppure una mia attività inconscia che ha deciso di cancellare i contenuti della mia memoria che riguardavano l'infanzia??
    Io proverei anche a partire dalla consapevolezza che la maturità cognitiva arriva verso i 15 anni (Piaget, pensiero ipotetico-deduttivo). Un certo grado di oblio per i ricordi d' infanzia è insito in ognuno di noi.
    Continuando a leggere ciò che scrivi...credo che potrebbero partire due filoni di indagine interessanti.
    Dipende quanto tu sia motivata e quanto questa consapevolezza che definisci possa mobilitare una tua eventuale ricerca.
    Da ciò potrebbe partire il secondo approfondimento. Si cela qualcosa dietro questo interesse...perchè per te riveste tanta importanza...qual' è il carburante di questa motivazione?...cosa vuoi o vorresti ottenere dallo svelarsi di questo mistero?...un accrescimento personale e fa sempre parte della dinamica/carattersitica del controllo che hai accennato prima?...

    Mi sento un pò psicoanalista in questo intervento

    Rubens

    P.S.
    concordo anch' io con questo concetto
    "a dire il vero anche io mi prendo molto a cuore il fatto di risultare antipatica/simpatica alle persone, come diceva squirrel...ma sicuramente non è che la cosa mi impedisca di vivere tranquillamente..."...
    a me invece impedisce un pò di vivere tranquilllamente...
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  6. #21
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
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    ....
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  7. #22
    Postatore Compulsivo L'avatar di Itsuki
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    spiego meglio: non possiedo ricordi della mia infanzia che non siano quelli che mi hanno raccontato gli altri...
    se voi mi chiedete di raccontarvi delle cose, vi racconterò di quando ero piccola e servivo al bancone del forno di mio nonno stando in piedi su un panchetto perchè non riuscivo ad arrivare al piano d'appoggio, e una volta sono anche caduta dal panchetto...o che quando doveva nascere mio fratello io dicevo a mia mamma "che bello, che bello, voglio tanto che venga fuori dalla pancia questo sorellino!!" (ero indecisa se volessi più un fratello o una sorella, così, nel dubbio li esprimevo entrambi... )...oppure potrei raccontarvi di quando è morto mio nonno, che avevo 6 anni e mi sono chiusa in un mutismo e in una asocialità che tutti hanno notato

    potrei raccontarvene altri, ma il punto è che non sono miei ricordi...cioè...stanno nella mia testa come conoscenza semantica ("io so che è successo questo, questo e quest'altro"), ma non me li ricordo affatto...ho delle scene molto sfumate davanti agli occhi, ma sanno tanto di ricostruzione postuma, perchè quando le racconto quelli che erano presenti mi dicono "no, non era così, tu hai fatto quest'altra cosa"...percui non so cosa sia successo, fatto sta che so cosa è successo ma perchè l'ho ricostruito in base ai racconti degli altri, ma non sono contenuti nella mia testa come il ricordo di quando sono partita per l'erasmus, per esempio...come se non li avessi vissuti, come se non appartenessero a me, come se non fosse parte della mia vita...

    diciamo che vivo benissimo anche senza questi ricordi, ma la curiosità mi spinge a cercare una spiegazione razionale anche a questo...(dato che la terapia è durata troppo poco per scendere così in profondità, non l'ho mai risolta questa cosa dei ricordi)...in ogni caso, ribadisco che TUTTI i miei ricordi sono privi della componente emozionale...sia quelli belli che quelli brutti...anche quelli più recenti, li vedo come scorrere su uno schermo...come se stessi guardando un film, intuendo lo stato d'animo che potevo provare, ma non condividendolo, non provando alcuna emozione quando li rivivo...e cmq non sono molto perfetti a livello visivo nemmeno i ricordi recenti, e sicuramente ho una grande difficoltà a collocarli temporalmente...cose che sono successe 4 anni fa mi sembra sempre che siano successe ieri, mentre non riesco a ricordarmi cosa ho fatto durante la giornata di ieri se non attaccandomi a qualche indizio, simile al tuolo dei landmark per l'orientamento spaziale; per questo ipotizzavo che fosse una mia modalità di acquisizione dei ricordi in generale...
    Frequentatrice (ormai) molto saltuaria di opsonline!!
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  8. #23
    murder18
    Ospite non registrato
    Grazie Wrubens! Murder

  9. #24
    boboso71
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da squirrol
    cmq in questo periodo sto pensando che sarebbe profiqua una terapia di gruppo.
    qualcuno di voi ha esperienze in merito?
    [B]


    ciao, io faccio analisi in un gruppo semi aperto condotto da un analista SPI...
    E' un esperienza incredibile e molto arricchente. Ci sono giovani, mamme, papà etc....
    Offre, a mio parere un plus valore rispetto alle terapie individuali (ho fatto anche sedute individuali):
    penso che crei un area che qualcuno definirebbe "transizionale" in cui è possibile rivedersi nelle propie modalità di interazione col mondo. Crea lo spazio di parola e di pensiero e la capacità di movimento "interno" rispetto alle varie tipologie di relazione che puoi "trovare" naturalmente intorno a te...E puoi farlo dal vivo...Trovo che i partecipanti a terapie individuali, in qualche maniera, se mi si passa il temine, portano da fuori "pezzi d'esperienza interna" e fuori tornano per cercarne poi di nuovi...Io mi reputo fortunato perchè mi sono sentito sempre in compagnia di qualcuno in uno spazio protetto e forse anche un po' sospeso, anche nel tentativo o nell'osservare.
    Inoltre la cosa che maggiormente mi è cara, da quando partecipo a questo tipo di terapia, avendo avuto numerosi compagni di viaggio e di esperienza, ho scoperto che mi sono innamorato delle persone...Che penso poi siano tutte uguali anche nelle differenze... Inoltre mi ha insegnato che osservare gli altri e rispecchiarsi nelle modalità, oppure nelle differenze è un'occasione arricchente...Come dire....per un fobicone come me, il massimo....eh eh
    Inoltre ho avuto diversi compagni di avventura e ho molte voci tra cui scegliere che posso portare con me nel mio quotidiano.......

  10. #25
    squirrel
    Ospite non registrato
    che belle riflessioni le tue, boboso71, tenere e profonde, grazie per averle volute condividere!
    la mia esperienza più bella di gruppo è stata con i gruppi sui sogni, emozionanti e coinvolgenti.

  11. #26
    boboso71
    Ospite non registrato
    grazie....
    anche leggere i tuoi inerventi è spesso molto arricchente....
    ciao e buone chiaccherate

  12. #27
    boboso71
    Ospite non registrato
    ovviamente la t in interventi manca perchè sono poco abituato ai complimenti.....eh eh

  13. #28
    squirrel
    Ospite non registrato
    per boboso: simpatico!

  14. #29
    Partecipante Esperto L'avatar di TheGathering
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    26-04-2005
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    Ciao!
    Leggo solo ora questo thread e vorrei portare la mia esperienza.
    Io sono in psicoterapia in un istituto di psicosomatica da maggio, dopo una difficile separazione dalla mia precedente psicoterepeuta ad indirizzo psicoanalitico con cui le cose non andavano più bene da alcuni mesi, che mi aveva in cura da 3 anni, prima presso l'ASL e poi privatamente.
    Mi sono rivolta all'ASL, a 18 anni, per via di attacchi di panico, agorafobia, disturbi psicosomatici e ansia che erano diventati assolutamente ingestibili e invalidanti..
    Lì sono stata curata prima farmacologicamente e la cura ha vuto successo, poi sono stata affidata alla mia ormai ex psicologa, con cui ho avuto un proficuo rapporto fino a giugno.
    Qualcosa negli ultimi mesi è andato storto, i sintomi psicosomatici (sostanzialmente problemi gasto-intestinali con tanto di fobie a riguardo) si sono accentuati e mi sono sentita persa, con la paura di ripiombare di nuovo nel panico e nella depressione di qualche anno fa.
    Così mi sono rivolta a questo centro che ho conosciuto in università tramite delle esercitazioni e tuttora vado una volta alla settimana dal mio psicoterapeuta, dove mi sento accolta per come sono, cosa che non percepivo dalla mia ex psicologa.
    I risultati al momento mi soddisfano, anche se i sintomi non sono scomparsi, ma ho imparato a dare loro un senso...
    Il fatto che nel setting psicoanalitico il mio corpo non fosse preso in considerazione costituiva x me un grosso problema, visto che la maggior parte della mia sofferenza derivava dalle limitazioni imposte dai miei sintomi fisici.
    Il dover ritornare a parlare di altro, di ignorare il mio malessere, quando ero completamente sopraffatta dalla rabbia, dalla vergogna e dall'imbarazzo x i miei "mal di pancia" non mi permetteva di sentirmi compresa fino in fondo, sentivo di dovermi auto-censurare x tornare a parlare di cose + "mentali"..
    Senza contare che sentivo un forte attrito tra la mia psicologa e mia madre, in quanto mia madre era fortemente contraria al lavoro svolto dalla mia psicologa e la psicologa spesso dava segni di fastidio rispetto alle intrusioni di mia mamma da me narrate.
    Forse era un peso che non potevo tollerare, forse avevo bisogno di uno psicologo uomo con cui parlare dei miei problemi con gli uomini, fatto sta che con lui mi trovo meglio...

    Ciao!!!
    Controlling my feelings for too long..
    They make me....
    make me scream your screams...
    (MUSE- "Showbiz")
    Just so you'll be scared of me
    behind my power
    I will hide all my fears..
    ("Locked away"- The gathering)

  15. #30
    squirrel
    Ospite non registrato
    Cara TheGathering, sono contenta per te che abbia finalmente trovato un centro che faccia al tuo caso!
    Un approccio di tipo analitico non funziona con i disturbi psicosomatici in quanto questo tipo di disturbo risale al periodo preverbale, pertanto bisogna arrivare ad entrare in contatto con il corpo ed arrivare a farlo "parlare" attraverso tecniche non verbali.
    Il paziente psicosomatico è alessitimico, cioè ha difficoltà ad esprimere con parole appropriate i propri vissuti e ad accedere e/o ricordare i propri sogni in quanto la capacità di fantasismatizzazione è, in lui, molto scarsa.
    Io ho un caro amico e collega che si occupa di psicosomatica e che, recentemente, ha tenuto delle interessantissime lezioni durante un corso per l'ECM al quale ho avuto la fortuna di partecipare.
    Una tecnica, tra le altre, che egli utilizza con successo, vale a dire con la risoluzione dei disturbi nell'arco di circa un anno, è il training autogeno con visualizzazione guidata. Un'altra è il rilassamento analitico.
    Quando ne ha parlato a lezione sono rimasta entusiasta!
    Il bello dell'approccio psicosomatico è che è un approccio di tipo olistico, che non si limita a rispondere al sintomo ma al paziente in toto.
    Il processo parte dal prendere in esame le somatizzazioni del paziente, si passa alla fase della desomatizzazione, poi a quella della mentalizzazione ed infine si giunge alla produzione dei sogni.
    Il mio collega analizza sia i vissuti del paziente che le sue relazioni. Le visualizzazioni che si hanno durante il rilassamento, prodotto dal training autogeno, hanno un valore simbolico, in quanto esprimono il simbolismo del corpo, catartico, in quanto consentono l'espressione dei vissuti emozionali, e ristrutturante, in quanto ristrutturano la personalità del paziente.
    Io avevo sempre sottovalutato le tecniche di rilassamento ma mi sono dovuta ricredere, per lo meno nei disturbi psicosomatici ed applicate con le modalità descritteci dal collega, ho potuto constatare, invece, quanto siano efficaci e risolutive.
    In bocca al lupo per la tua nuova terapia!

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