l'esempio che hai fatto dello pseudo-esperimento sulla legge di nerst, gianlu, dimostra soltanto una cosa che nè io, nè willy, nè korianor abbiamo mai negato: una soggettività che sicuramente rientra in un sistema organismo-ambiente...negare la cosa che hai detto significherebbe negare che le persone sono persone nel senso in cui è sempre stata definita una persona.
non voglio dire che le cose che dici siano scontate, ma rimani troppo ancorato a questo livello...è un livello più elevato di quello di cui stiamo parlando noi...ricondurre tutte le cose ad una soggettività intrinseca è proprio quello che vuole evitare la psicologia, se vuole definirsi scienza.
nel tuo esempio, ogni studente apprende la legge di nerst a suo modo, ma quanto a conoscenza, una sola è quella giusta: la legge, la sua scrittura, le relazioni tra le forze che tale legge descrive e infine i simboli usati per scriverla.
se lo studente l'ha capita male, e va dal prof e gliela racconta così, probabilmente non passa l'esame: ecco perchè queste cose nei libri cercano di spiegarle con tanti esempi e cercando di schematizzare...ed ecco perchè assistere alle lezioni a volte può essere molto utile per uno studente, soprattutto perchè impara a leggere le cose che studia con la forma mentis del prof, e all'esame fa sicuramente una buona impressione (paraculata )

l'esempio che hai fatto nulla toglie alla legge stessa, quella funziona così, ci hanno messo secoli per capirla, ora che l'hanno trovata non resta che studiarla...se l'hai capita in modo diverso la legge è sempre quella, scritta in quel modo, con quelle relazioni...al massimo cambia il modo di esporla e di definirne le relazioni che essa descrive, ma se cambi una sola lettera, la formula non è già più quella...