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  1. #31
    asinov
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da carla
    @Asinov: parlavo di necessità di autodefinirsi perchè più volte tu hai posto il problema in questi termini.
    Ma la tua idea di essere omosessuale è così pervasiva? Intendo, ti viene in mente molte volte al giorno e limita le tue ralazioni con altre donne?
    La vivi con disagio? Nel senso...il pensiero di poter essere omosessuale ti arreca disagio o imbarazzo?
    è per capire meglio se questo pensiero ti dà malessere.

    Ah ragazzi, io metterei al bando le diagnosi via internet... ossessione... masochismo morale. Qui si cerca di parlare e dare consigli ad una persona che manco conosciamo.
    Possiamo porre la sua esperienza sotto la nostra ottica ma gli psicologi, quando fanno una diagnosi, non la dicono al paziente.
    Ecco, non facciamolo neanche noi, a maggior ragione perchè non siamo psicologi.
    C'è gente che può anche lasciarsi impressionare facilmente da una locuzione del tipo "masochismo morale", se la cerca con google, ci ritrova i suoi sintomi e conferma la diagnosi. Poi l'ossessione ce l'ha davvero, e poi magari non c'entra nulla.
    Quindi andiamoci piano, please.
    Questa cosa, a mio parere, deve essere inserita nel regolamento dei forum.

    non mi da malessere, però mi confonde.
    temo di andare sulla sponda sbagliata e ritrovarmi nella penosa condizione di sentirmi fuori luogo.

    Però durante l'adolescenza mi identificavo come bisessuale: le fantasie omosessuali e eterosessuali convivevano senza conflitti l'una accanto all'altra.
    Credo che questa autodefinizione possa essere utile anche adesso, in attesa di esperienze che mi orientino più precisamente da una parte oppure dall'altra, oppure dall'una e anche dall'altra.
    In questo modo mi mantengo disponibile ad esperienze di entrambi i tipi senza preoccuparmi di essere fuori posto in nessuna delle due.

    La confusione si acquieta, e sono poste le premesse per un futuro schiarito dalla luce dell'esperienza.

  2. #32
    lucamura
    Ospite non registrato

    Re: la mia, una omo o etero sessualità?

    Originariamente postato da asinov

    Ma purtroppo ho sempre davanti a me un bivio: omosessuale o eterosessuale? Che noiosa domanda!
    Mio caro, e' proprio una domanda noiosa, anche perche' c'e' una terza opzione che va anche molto di moda: bisex!

    La vera domanda e': ma chi te lo chiede? E perche'?

    Premetto che ho poco piu' della tua eta' e mi capita di avere rapporti "normali" ma non quotidiani con donne; detto cio' posso affermare che a volte percepisco un'attrazione per altri uomini, per i piu' svariati motivi, ma non per questo mi sono mai posto la fatidica domanda.

    In ogni caso la risposta viene da se: continuo a cercare la compagnia di donne e non di uomini!! Il giorno che preferiro' stare con un uomo piuttosto che con una donna vorra' dire che qualcosa sara' cambiato... never mind!

    Il mio consiglio e': non cercare risposte, tutto ha un suo naturale corso...

    Relazionati con uomini e donne cercando di essere te stesso, apriti con entrambi senza la vergogna di sentirti confuso, la risposta verra'.

    Infine io penso che non e' vero che agli uomini non piacciono gli uomini, se no non ci guarderemo allo specchio... figuriamoci poi toccarci... semplicemente agli uomini piacciono molto di piu' le donne.

    Ciao.

  3. #33
    Partecipante Leggendario L'avatar di pinga
    Data registrazione
    09-02-2002
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    2,111
    Originariamente postato da asinov
    non mi da malessere, però mi confonde.
    temo di andare sulla sponda sbagliata e ritrovarmi nella penosa condizione di sentirmi fuori luogo.

    Però durante l'adolescenza mi identificavo come bisessuale: le fantasie omosessuali e eterosessuali convivevano senza conflitti l'una accanto all'altra.
    Credo che questa autodefinizione possa essere utile anche adesso, in attesa di esperienze che mi orientino più precisamente da una parte oppure dall'altra, oppure dall'una e anche dall'altra.
    Essere fuori luogo è quello che non è naturale per te. Qualunque cosa essa sia. Non pensare a quello che va bene agli altri, ma a quello che va bene a te e ti fa sentire a tuo agio.
    Se autodefinirti ti è necessario, fallo. Ma non cercare un'autodefinizione in modo pervasivo, se tu stesso sai che non puoi ancora rispondere a questa domanda.
    Le esperienze che hai fatto, da come mi dici, sono poche. Prima di assillarti di domande, aspetta che arrivino nuove esperienze.
    A volte non è necessario definirsi: ci sono uomini etero che a volte fanno l'amore con uomini (si chiamano man make love with men) o donne che etero che fanno l'amore con donne, ma non abitualmente (women make love with women), altre persone che hanno un'attrazione continua nei confronti delle persone dello stesso sesso e che sono anche capaci di innamorarsene (i bsx) e poi tante altre persone, se vogliamo fare una classificazione ben venga... ma che casino collocarsi!

    Perchè semplicemente non provare a vivere? Perchè dilaniarsi per la necessità di definirsi?
    Vivi le tue esperienze, non ti fare troppe domande. Vivendo, esperendo, le risposte verranno da sole (o tu capirai di non averne bisogno) e tutti i conti torneranno.
    Buona fortuna.


  4. #34
    Postatore Epico L'avatar di Ember
    Data registrazione
    22-07-2002
    Residenza
    Urbino
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    11,724
    Secondo me non è non sapersi definire che lo fa star male, quanto la paura che vivendo una relazione (con maschio o femmina) poi venga fuori la necessità opposta...

  5. #35
    asinov
    Ospite non registrato
    sono d'accordo con voi: vivere con serenità di spirito, disinvolti nell'essere se stessi, e le risposte verranno.

    ed ember vede la paura che provo.



    comuqne, per la cronaca, ieri sera sono uscito con questa ragazza che vi dicevo, che mi ha invitato a casa sua
    ...con la meraviglia che potete immaginarvi, mi sono ritrovato insieme, non a lei, ma grande abbondanza! a lei e ai vicini di casa e alla sorella e ai genitori!

    la scorsa volta, che eravamo d'accordo per uscire, mi sono ritrovato in compagnia di un suo amico. quindi era andata meglio.

    le ho chiesto chiarezza, mi ha detto che era una "fatalità".
    io credo che il fato non si chiami come lei, ma chi può dire?

    dice "spero ci sia un'altra occasione".

    ma io sono già abbastanza incazzato e risentito
    quindi, forse, è meglio che sia andata così.
    il buongiorno si vede dal mattino.

    credevo che fra me e lei potesse nascere qualcosa, che so, un mostro

  6. #36
    asinov
    Ospite non registrato
    stimolato da rasputin, mi sono informato sul masochismo.
    non ritengo di essere affetto da masochismo morale, ma ho trovato questo spunto, forse più vicino alla mia situazione...

    il masochismo femmineo

    Quando, nel 1924, Freud scrive "Il problema economico del masochismo" siamo già nella seconda, grande fase di elaborazione teorica inaugurata con "Al di là del principio di piacere", posteriore cioè alla scoperta della funzione della pulsione di morte. In questa nuova prospettiva il masochismo, inteso come tendenza dell'organismo e del soggetto ad autodistruggersi, è una componente originaria, costitutiva. Ognuno, uomo o donna che sia, è assoggettato ad un masochismo che possiamo definire "fondamentale" o "originario" che è effetto della pulsione di morte.

    L'universalità del masochismo fondamentale è l'elemento centrale di questo scritto di Freud che contiene anche altre tesi di sicuro interesse come la distinzione fra masochismo erogeno, femmineo e morale.

    Il masochismo "femmineo" (correttamente la traduzione italiana non usa "femminile") viene invece rintracciato nel fantasma dell'uomo: un fantasma maschile frequente è quello di essere castrato, di subire il coito e di partorire .

    Questa forma di masochismo si fonda sul masochismo primario, erogeno, e rinvia a contenuti ed esperienze infantili.
    L'eccitamento libidico che si accompagna alla tensione dolorosa costituisce, secondo Freud, un meccanismo fisiologico infantile. Infatti tutti gli stadi della libido sono accompagnati dal masochismo erogeno: dalla fase orale (paura di essere divorato dal padre-animale totemico), a quella sadico-anale (desiderio di essere percosso dal padre), fino alle situazioni che caratterizzano la femminilità come subire il coito e partorire.

    Qui Freud propone che i termini femmineo-infantile siano accostabili e addirittura sovrapponibili ma "femmineo", per Freud, non significa femminile; il masochismo femmineo è quello che gli uomini attribuiscono alle donne ma che fa parte del proprio fantasma.Gli uomini rigettano sulle donne il piacere masochistico che loro otterrebbero se potessero occupare il posto di una donna.

    Molte analisi di uomini si arenano su questo punto che rappresenta lo scoglio della castrazione maschile. Alla difficoltà del riconoscimento della cosiddetta "invidia del pene" nella donna corrisponde nell'uomo il riconoscimento dei propri [/B]desideri passivi nei confronti del padre[B].

    Questo riconoscimento può risultare insopportabile perché comporta la castrazione. Godere "come una donna" equivale a farsi violentare ed evirare.


    preso da:http://erewhon.ticonuno.it/arch/rivi...o/masocman.htm
    Ultima modifica di asinov : 18-01-2006 alle ore 08.46.09

  7. #37
    Johnny
    Ospite non registrato

    x carla a pag.2

    no infatti nessuno fa diagnosi on line, ma siccome Asinov ha proposto un tema in un forum:
    1: lo ha fatto x parlarne con altri in modo pubblico
    2: gli altri sono tutti studenti di psicologia, quindi è ovvio ke le risposte saranno di questo stampo
    3: il tema proposto da Asimov aiuta a discutere su problemi più generali, come i vari approfondimenti proposti dagli altri utenti
    Ultima modifica di Johnny : 18-01-2006 alle ore 16.59.54

  8. #38
    Partecipante Esperto L'avatar di giulietta3
    Data registrazione
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    palermo
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    PER CARLA

    per CARLA:ciao,anch io concordo con Rasputin su ciò che ha scritto.
    In primis siamo in un sito di psicologia,xcui è chiaro che le varie risposte vertono in questo campo.
    Io non volevo fare nessuna diagnosi,semplicemente volevo dare 1 aiuto a Asinov.
    Ho scritto tutto quel fatto sulle ossessioni xkè la sua"omosessualità"o pseudo tale mi ha dato questa impressione.
    Tanto è vero che poi lui stesso ha scritto di essere andato da uno psichiatra,e quest ultimo ha detto ad Asinv che l'omossessualità non c entra nulla con il suo caso.
    E' chiaro che non sto dicendo ke il parere di questo psichiatra è "oro colato" xcui sicuramente ha azzaccato la diagnosi,ma certamente ne sa molto di più di altre persone.
    ciao ciao.

    XAsinov:Spero ke le opinioni mie e degli altri utenti ti possano essere utili in qualke modo.
    baci!

  9. #39
    asinov
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da giulietta3
    XAsinov:Spero ke le opinioni mie e degli altri utenti ti possano essere utili in qualke modo.
    baci!
    tantissimo!

  10. #40
    Partecipante Esperto L'avatar di giulietta3
    Data registrazione
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    Xasinov: Sono contenta ke ti siamo di aiuto! Sapere questo,fa sentire bene anke me!
    Ti abbraccio

  11. #41
    Partecipante Leggendario L'avatar di pinga
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    Re: x carla a pag.2

    Originariamente postato da rasputin

    2: gli altri sono tutti studenti di psicologia, quindi è ovvio ke le risposte saranno di questo stampo
    Originariamente postato da giulietta3
    In primis siamo in un sito di psicologia,xcui è chiaro che le varie risposte vertono in questo campo.
    Il fatto che ci si trovi in forum di psicologia non autorizza a ipotizzare o ad avanzare diagnosi: chi chiede aiuto può spaventarsi, può immedesimarsi. Questo è un forum che PARLA DI PSICOLOGIA, NON è un forum di psicologi.
    E' consigliabile che le diagnosi si tengano per sè. Se no meglio mandare il curriculum a "per me" o a "riza psicosomatica" e andare a lavorare con morelli, rispondendo alle lettere dei lettori.
    Per favore, desidero che questa discussione termini in questa sede, perchè se no andiamo OT. Possiamo aprire un thread apposito oppure parlare in privato. Decidete voi.



    Originariamente postato da Giulietta3
    Io non volevo fare nessuna diagnosi,semplicemente volevo dare 1 aiuto a Asinov.
    Ho scritto tutto quel fatto sulle ossessioni xkè la sua"omosessualità"o pseudo tale mi ha dato questa impressione.
    Tanto è vero che poi lui stesso ha scritto di essere andato da uno psichiatra,e quest ultimo ha detto ad Asinv che l'omossessualità non c entra nulla con il suo caso.
    E' chiaro che non sto dicendo ke il parere di questo psichiatra è "oro colato" xcui sicuramente ha azzaccato la diagnosi,ma certamente ne sa molto di più di altre persone.
    E dimmi... ti è risultato che lo psichiatra abbia fatto una diagnosi ad Asinov?
    Gli ha detto quello che NON è, non quello che è. Non si spara la diagnosi in faccia al paziente, non c'è scritto in nessun libro. E, anche fosse, non è eticamente corretto. Tanto meno, non devi avanzare ipotesi tu, dal tuo bello schermo del pc. O per lo meno, tienitele dentro la testa.
    Ripeto, apriamo un thread o continuiamo in pvt.



    Originariamente postato da Asinov
    stimolato da rasputin, mi sono informato sul masochismo.
    non ritengo di essere affetto da masochismo morale,
    Asinov, io non credo a dir il vero che tu sia affetto da masochismo morale o femmineo: leggere qualche riga su internet, relativemente ad un problema, non è sempre illuminante. Considera anche che la teoria di freud è abbastanza vecchia e che questa storia del masochismo femmineo io - davvero - non l'ho mai sentita.
    Non cercare il tuo problema in termini sconosciuti e misteriosi. Cercalo dentro di te. E se DAVVERO credi di avere un problema che ti da disagio, malessere, paura e tutte le emozioni e i sentimenti negativi di questo mondo rivolgiti ad uno psicoterapeuta che ti aiuti. Ma di quelli bravi.
    Non cercare la "tua diagnosi", perchè essa può anche non esistere e, comunque, non la troverai su internet. Non te la darà google, non te la darà questo forum, non te la daranno dei termini forniti a casaccio da persone che studiano psicologia e che si improvvisano psicologi.
    Ultima modifica di pinga : 18-01-2006 alle ore 18.39.57

  12. #42
    asinov
    Ospite non registrato
    un fantasma maschile frequente è quello di essere castrato, di subire il coito e di partorire .

    desideri passivi nei confronti del padre.

    Questo riconoscimento può risultare insopportabile perché comporta la castrazione.


    volevo riprendere da qui, per allargare la visuale ai miei rapporti familiari.

    (scrivo perchè mi aiuta a riflettere con più chiarezza, ma spero che possa interessare anche a voi).


    Generalmente, il figlio maschio adolescente ha un rapporto conflittuale con il padre, al contrario la femmina con la madre (sbaglio?).

    Al contrario, io ho avuto un rapporto conflittuale con mia madre.
    Mio padre era intoccabile, non osavo criticarlo.

    Mia madre è stata decisamente più presente e severa rispetto a mio padre.
    Mio padre segue la filosofia del "vivi e lascia vivere", ottimista per natura, non puniva per gli sbagli, ma faceva notare l'errore per trarne un positivo insegnamento per il futuro.

    Al contario mia madre sorvegliava imponente, temibile duce, il mio andamento scolastico. Attendevo pieno d'angoscia il suo imponente rincasare dai ricevimenti dei professori.
    Funesto rientro, il volto buio, severo, un silenzio offeso che faceva vergognare e sprofondare, se in qualche materia non ero sufficiente. Entrava una nube nera che si diffondeva in tutta la casa. Potevo sentire il suo risentimento da una parte all'altra della casa.
    Trascurava puntualmente ogni risultato positivo (sono sempre stato generalmente brillante, ma mai costante nell'impegno, a volte non avevo voglia di studiare e mi prendevo tranquillamente la mia insufficienza, consapevole di saper rimediare alla media con l'interrogazione successiva).
    Angosciante pressione scolastica, ferreo inculcamento del senso del dovere (fortunatamente poco riuscito), mi terrorizzava.
    Ma non sempre, anzi, sa essere molto dolce e affettuosa. Ma per la scuola, guai!


    Forse quindi, il conflitto con mia madre è legato non tanto ad un edipo rovesciato (che forse nemmeno esiste), quanto ad una rivoluzione per la conquista dell'indipendenza con l'eliminazione della dittatura.

    Ho iniziato a criticare mio padre solo dopo i vent'anni.



    Credo sia rilevante notare che mio padre ha un atteggiamento affettuoso, nel senso che la comunicazione non verbale, il tono della voce, è affettuoso.
    E che quest'affettuosità mi infastidisce: la sento come una membrana sottile e viscida che mi si appiccica alla pelle (ho molta sensibilità corporea), creandomi disagio.

    La sua affettuosità è paterna, cioè protettiva e dolce. Mi fa sentire un bambino, in situazione di indesiderabile subalternità.
    L'atteggiamento di protettiva dolcezza mi irrita.

    Da mio padre non lo accetto.
    Ma sentite qui: quell'atteggiamento di protettiva dolcezza, di tenerezza, e la sensazione epidermica che mi evoca se non lo rifiuto come nel caso di mio padre, mi porta ad un mio raddolcimento: come se la mia pelle si facesse più morbida, ed è la stessa sensazione che provo quando ho fantasie omosessuali, a livello non sessuale ma affettivo.. morbidezza lo collego senz'altro a femminilità.

    Ho anche chiari ricordi di fantasie sessuali collegate a mio padre. l'atteggiamento è lo stesso che ho appena descritto.
    Le ho sempre rigettate sul sorgere alla coscenza.
    Mi provocano vergogna.

    basta così, per ora non saprei proseguire.
    Ultima modifica di asinov : 18-01-2006 alle ore 18.59.13

  13. #43
    asinov
    Ospite non registrato
    ciao carla, ora devo andare via, leggerò il tuo post più tardi e ti rispoderò.

    intanto grazie!

  14. #44
    asinov
    Ospite non registrato
    carla, io prendo i vostri post come spunti di riflessione, non cerco di inquadrarmi in nessuna diagnosi.
    Anche il "masochismo femmineo" è stato solo uno spunto di riflessione. Nemmeno io credo di esserne affetto, anche perchè non so cosa sia, realmente!

    Se non vengono dati questi spunti, queste interpretazioni, questi quadri in cui mettere in prospettiva le varie questioni che vengono postate da molte persone in cerca di spunti di riflessione sulla propria vita, allora il forum si impoverisce.. perde la fertilità che viene dal contributo di molte persone che dicono la loro dal loro punto di vista, che avanzano "la loro" interpretazione, la loro prospettiva.. ognuno poi prende un pò di qua e un pò di la, e ne avanza una nuova, e via così. E' questa la ricchezza dello scambio di opinioni.

    certo, io sono fatto così, ma altri potrebbero suggestionarsi.
    ma non per questo rinuncerei a tutta la ricchezza di cui ho detto.
    si tratta solo, ma è importante farlo, di prendere alcune precauzioni: evidenziare bene, nel momento in cui si avanza una prospettiva di significato(soprattutto se al confine con etichette diagnostiche), che questa non è altro che uno spunto, niente di più (e niente di meno!)

  15. #45
    asinov
    Ospite non registrato
    ..circa al post in cui descrivo un pò la mia famiglia... in realtà non è affatto così. Ci ho ripensato e ho commesso parecchi errori di ricostruzione!

    ma non li correggo e non proseguo con la mia autoanalisi, perchè non credo che possa suscitarvi interesse.

    credo che inizierò a tenere un diario con cui riflettere

    grazie ancora di cuore

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