Originally posted by Lorixnt2
In effetti la necessità in qualche modo cogente, la fatica indispensabile di muoversi e di trovarsi è ciò che normalmente
creava un tempo le uniche condizioni dello stare insieme e quindi anche dell'amicizia e dell'amore.
Qui invece è capitato anche a me di pensare che questa consistenza inafferrabile, questo poter essere e non essere senza il peso pregnante degli spazi, dei volumi, e della corporeità rendesse vano e forse disperato il tentativo di poter
essere veramente insieme.
Però, anche se qui siamo solamente parole sparse, gradualmente,
dietro frasi e pensieri scritti, mi è parso riuscire a scorgere persone
e, forse, a scorgerle in una misura che non mi sarebbe stata
data in un contesto differente, magari reale.
Pensa un po', se nel bel mezzo di un'allegra pizzata, improvvisamente, con dovizia di particolari, io mi alzassi a parlare del riavvicinamento ad Heidegger del secondo Wittgenstein o tu del ciclo di Krebs o della fosforilazione ossidativa. Certo susciteremmo nei nostri commensali un imbarazzo ed una perdita dell'appetito che non mi sembra abbiano equivalenti
nel forum dove un thread può esser lasciato tranquillamente affondare senza troppi complimenti. E questo mi porta al
commento di Haruka (ciao carissima, a proposito :ciaociao: )
Originally posted by Haruka
Bellissime queste figure.. anche se forse un po' limitative...
Io personalmente al termine amicizia nn so' dare un'unica connotazione: ci sono cosi' tante sfumature nel rapporto con una persona che boh...
E' un discorso empatico: nn credo si possa definire facilmente...
Per quanto riguarda il virtuale io nn vedo differenze col reale: ho amici "virtuali" ai quali voglio troppo bene

Internet è solo un MEZZO per comunicare.. come potrebbero essere le vecchie amicizie di penna...
Che fossero limitative è un timore che mi aveva colto prima di impostare il thread perchè è vero che "amicizia", come
altre parole che esprimono concetti astratti, è forse un non
luogo, un'utopia ed è forse vero che oggi si vive come nel quote
di Angel da cui ho tratto spunto, in un'epoca di atomizzazione,
di non amicizia, di diffidenza, di paura in cui può risultare anche
comodo celare gli amici dietro supporti tecnici di ogni tipo.
Personalmente cerco di mantenere, non sempre riuscendovi,
il rispetto alla massima kantiana di considerare le persone come fini o, per lo meno, non esclusivamente come mezzi perchè, credo,
in questo modo possa capitare di incontrare amicizie spontanee ed inaspettate. Certo poi mi sento molto deficitario all'atto del mantenimento perchè, come ogni rapporto, anche e soprattutto l'amicizia andrebbe coltivata annaffiandola periodicamente un po'.
Altrimenti rischia di appassire.
Chiedo quindi scusa a te a troppovecchia ed agli amici di là. Penso che anche un'amicizia lasciata appassire possa lasciare nell'humus della vita qualcosa su cui crescere. Speriamo comunque di risentirci ogni tanto
come se il tempo non fosse passato.