Ogni test, ogni valutazione, porta con sè un imprescindibile dimensione relazionale. Il paziente, molto spesso, si chiede cosa significhi quello che gli stiamo sottoponendo, a cosa serve, perchè lo si fa.
Un rapporto troppo freddo ed impersonale, da rigida "lettura delle consegne" taglia un'importante aspetto relazionale che invece potrebbe essere proprio quello che serve prima di iniziare un test. Si parla dell'ipotetico "elemento di disturbo dell'oggettività del test" creato da un rapporto "gentile" con il paziente (che ovviamente non deve mai diventare collusivo), ma l'ansia ed il forte timore che possiamo creare con un rapporto freddo e rigido con lui non sono, essi stessi, un grave elemento di disturbo della situazione reale ?![]()







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