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Discussione: Il Piccolo Tommaso

  1. #211
    squirrel
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Haruka
    Quello che ho scritto. Li butti in galera e fondi la chiave. Niente libertà sulla parola (la parola di chi?). Niente tv. Niente comodità da alberghi a 4 stelle.
    Che passino i loro giorni a pensare e ripensare e ripensare a quello che è successo.
    Come i familiari delle vittime.
    Ben vengano supporto psicologico e anche eventualmente il reinserimento nella comunità ma NON per crimini di questa gravità.
    Di casi come Stanley Williams ce ne sono, ma sono rari.
    Quindi per me NO alla pena di morte (favoloso l'ultimo post di ghiretto) ma SI al carcere a vita veramente a vita.
    Perfettamente d'accordo, allora!

  2. #212
    Partecipante Figo L'avatar di Pandora
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    Originariamente postato da Haruka
    Quello che ho scritto. Li butti in galera e fondi la chiave. Niente libertà sulla parola (la parola di chi?). Niente tv. Niente comodità da alberghi a 4 stelle.
    Che passino i loro giorni a pensare e ripensare e ripensare a quello che è successo.
    Come i familiari delle vittime.
    Ben vengano supporto psicologico e anche eventualmente il reinserimento nella comunità ma NON per crimini di questa gravità.
    Di casi come Stanley Williams ce ne sono, ma sono rari.
    Quindi per me NO alla pena di morte (favoloso l'ultimo post di ghiretto) ma SI al carcere a vita veramente a vita.
    Sono d'accordo con te Haru se il carcere a vita diventa veramente una punizione.
    Purtroppo molte di queste persone, oltre a non mostrare alcun rimorso e ad essere ben disposti a ripetere il gesto si adattano perfettamente alla vita inframuraria e diventano detenuti modello, si comportano "bene" e partecipano alle attività senza lamentarsi.
    Chi come me lavora in carcere sa quanto è difficile operare anche su soggetti disposti a valutare criticamente l'atteggiamento antigiuridico per il quale si trovano a scontare la pena e sa benissimo come i cosiddetti "mostri" creino dei problemi enormi ai detenuti comuni, incendiando gli animi e portandoli ad atti inconsulti che vanno ad incidere sul loro reinserimento.
    E' difficile capire se non si sbatte il muso contro certe realtà, a me purtroppo è capitato di avere a che fare con alcuni di loro (pochi, per fortuna) ma quando ti trovi davanti uno che ha ucciso i SUOI figli per far dispetto a sua moglie e, oltre a non provare nessuna colpa si risente solo quando gli rubano le sigarette, credimi, è difficile restare impassibili...spesso hai la sensazione di perdere tempo, non di rado esci emotivamente provato dai colloqui e ti chiedi "ma chi me lo fa fare, tanto non serve a niente" e non basta una supervisione per farti passare il sentimento di inutilità e di frustrazione.

    Si diventa cinici nei confronti delle loro sorti, ma non per mancanza di rispetto nei confronti della vittima, come diceva Ghiretto, forse per un'eccessiva identificazione con essa.....
    si cerca in tutti i modi di prendere le distanze e li definiamo mostri per difenderci da un irragionevole paura di poter diventare come loro, perchè tu li vedi e non hai di fronte l'orco delle fiabe, spesso è un giovane, magari di bell'aspetto e dalle maniere affabili, o un nonnino dall'aspetto innocuo, o un laureato colto e benestante, persone "normali" molto diverse fra loro ma accomunate da una tragica mancanza di consapevolezza ed empatia e, di conseguenza, da una straordinaria refrattarietà a qualsiasi tipo di trattamento...

    Io credo che dovrebbero inasprire le pene, anche per quanto riguarda l'esecuzione penitenziaria, come dici tu, Haruka, niente tv o svaghi, purtroppo non esistono nè normative speciali nè strutture particolari e questa gente viene sistemata tra i detenuti comuni con le conseguenze di cui si parlavo sopra.

    Dove c'è la Ragione c'è il dispotismo, dove ci sono le ragioni c'è la libertà.
    (P. Martinetti)

    Giace l'alta Cartago, appena i segni
    dell'alte sue ruine il lito serba.
    Muoiono le città, muoiono i regni
    copre i fasti e le pompe arena et erba...

    (T. Tasso)

    -Membro del Club Del Giallo - tessera n°6-SEGRETARIA DI REDAZIONE

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  3. #213
    squirrel
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da -Pandora-
    Sono d'accordo con te Haru se il carcere a vita diventa veramente una punizione.
    Purtroppo molte di queste persone, oltre a non mostrare alcun rimorso e ad essere ben disposti a ripetere il gesto si adattano perfettamente alla vita inframuraria e diventano detenuti modello, si comportano "bene" e partecipano alle attività senza lamentarsi.
    Chi come me lavora in carcere sa quanto è difficile operare anche su soggetti disposti a valutare criticamente l'atteggiamento antigiuridico per il quale si trovano a scontare la pena e sa benissimo come i cosiddetti "mostri" creino dei problemi enormi ai detenuti comuni, incendiando gli animi e portandoli ad atti inconsulti che vanno ad incidere sul loro reinserimento.
    E' difficile capire se non si sbatte il muso contro certe realtà, a me purtroppo è capitato di avere a che fare con alcuni di loro (pochi, per fortuna) ma quando ti trovi davanti uno che ha ucciso i SUOI figli per far dispetto a sua moglie e, oltre a non provare nessuna colpa si risente solo quando gli rubano le sigarette, credimi, è difficile restare impassibili...spesso hai la sensazione di perdere tempo, non di rado esci emotivamente provato dai colloqui e ti chiedi "ma chi me lo fa fare, tanto non serve a niente" e non basta una supervisione per farti passare il sentimento di inutilità e di frustrazione.

    Si diventa cinici nei confronti delle loro sorti, ma non per mancanza di rispetto nei confronti della vittima, come diceva Ghiretto, forse per un'eccessiva identificazione con essa.....
    si cerca in tutti i modi di prendere le distanze e li definiamo mostri per difenderci da un irragionevole paura di poter diventare come loro, perchè tu li vedi e non hai di fronte l'orco delle fiabe, spesso è un giovane, magari di bell'aspetto e dalle maniere affabili, o un nonnino dall'aspetto innocuo, o un laureato colto e benestante, persone "normali" molto diverse fra loro ma accomunate da una tragica mancanza di consapevolezza ed empatia e, di conseguenza, da una straordinaria refrattarietà a qualsiasi tipo di trattamento...

    Io credo che dovrebbero inasprire le pene, anche per quanto riguarda l'esecuzione penitenziaria, come dici tu, Haruka, niente tv o svaghi, purtroppo non esistono nè normative speciali nè strutture particolari e questa gente viene sistemata tra i detenuti comuni con le conseguenze di cui si parlavo sopra.
    Ti quoto appieno!!! E' molto difficile per chi non lavora in determinate realtà comprendere ed è fin troppo facile dare giustizi affrettati e pressappochistici!

  4. #214
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    Originariamente postato da squirrol
    Ti quoto appieno!!! E' molto difficile per chi non lavora in determinate realtà comprendere ed è fin troppo facile dare giustizi affrettati e pressappochistici!
    ...come solo chi si è trovato davanti gli occhi assenti di una piccola vittima di abusi ed ha il compito terribile di ricostruire quello che lei, la vittima, vorrebbe dimenticare e cancellare per sempre, può capire il dolore sordo che si prova, quel misto di rabbia, schifo, orrore, compassione ed impotenza....e soprattutto la consapevolezza che quella piccola esistenza, con la sola "colpa" di esistere, non sarà più la stessa.

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  5. #215
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    Originariamente postato da -Pandora-


    Si diventa cinici nei confronti delle loro sorti, ma non per mancanza di rispetto nei confronti della vittima, come diceva Ghiretto, forse per un'eccessiva identificazione con essa.....
    si cerca in tutti i modi di prendere le distanze e li definiamo mostri per difenderci da un irragionevole paura di poter diventare come loro, perchè tu li vedi e non hai di fronte l'orco delle fiabe, spesso è un giovane, magari di bell'aspetto e dalle maniere affabili, o un nonnino dall'aspetto innocuo, o un laureato colto e benestante, persone "normali" molto diverse fra loro ma accomunate da una tragica mancanza di consapevolezza ed empatia
    Pandora
    questo è a mio avviso un punto molto importante...la consapevolezza che:
    - il "male" si annida in tutti noi, tutti, ciò che ci differenzia è la capacità di gestirlo
    - che è solo retorica dire che vogliamo inasprire le pene SE al contempo non investiamo anche risorse in questo senso e maggiormente in prevenzione
    - visto che lavori in carcere, saprai perfettamente che la densità dei detenuti è altissima e che questo certo non agevola la socialità, non parliamo neppure minimamente di recupero, soprattutto in soggetti che già di loro non sono molto "empatici" per usare un termine tuo.

    E' decisamente un argomento spinoso...

    Ila

  6. #216
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    Originariamente postato da ghiretto
    Pandora
    questo è a mio avviso un punto molto importante...la consapevolezza che:
    - il "male" si annida in tutti noi, tutti, ciò che ci differenzia è la capacità di gestirlo
    - che è solo retorica dire che vogliamo inasprire le pene SE al contempo non investiamo anche risorse in questo senso e maggiormente in prevenzione
    - visto che lavori in carcere, saprai perfettamente che la densità dei detenuti è altissima e che questo certo non agevola la socialità, non parliamo neppure minimamente di recupero, soprattutto in soggetti che già di loro non sono molto "empatici" per usare un termine tuo.

    E' decisamente un argomento spinoso...

    Ila
    Purtoppo in Italia quando parli di prevenzione sembra che bestemmi, esistono fior di progetti e disegni di legge in questo senso, prevenzione primaria, tutela della salute e quant'altro, tanti bei sogni.... peccato che i detenuti non abbiano cassetti in cui poterli mettere

    Anche io ritengo che sia più costruttivo investire nella prevenzione ma, sfortunatamente, le leggi non le fanno gli psicologi nè decidono come investire i soldi stanziati dallo stato

    come dire? ubi major, minor cessat..

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  7. #217
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    Pandora
    siamo perfettamente daccordo!!!

    Il problema è che anche tenere queste persone in carcere costa e parecchio anche!!! E chi paga??? Tutti noi ...

    ... questo è il punto, che comunque c'è un costo sociale ed economico altissimo che andrebbe equamente ripartito in prevenzione, che come tu giustamente dici dovrebbe essere primaria, e in contenimento, teso a cautelare la società dai soggetti pericolosi.

  8. #218
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    vi posto un breve, ma denso articolo sull'argomento giustizia

  9. #219
    Partecipante Esperto L'avatar di saperessere
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    Non so se qualcuno lo ha già citato. Se è così mi scuso.
    Quando ero all'Università, molti anni fa, per un esame, mi è toccato un libro di Vittorino Andreoli. Era in buona parte condivisibile. Da allora l'ho seguito spesso. Negli ultimi tempi è un po' andato, l'età, sempre occuparsi di folli. L'altra sera mi è piaciuto: "Questo non è un folle, non è un malato da curare. Qui il problema è un altro. Questa società ha tolto valore alla vita umana. Bambini o no. Stupri o altre violenze. Contano solo i soldi o il bisogno di avere qualcosa di cui vantarsi per emergere dall'omologazione in atto."
    Sono perfettamente d'accordo. Tutto in questa società occidentale è fondato sulla prevaricazione, sul denaro e sull'arrivismo. Calciatori, veline, modelli di vita che nessuno cerca di impedire. Una televisione asservita ai miti falsi e vuoti. Un linguaggio televisivo (compreso il premier) che giustifica ogni eccesso.
    Non sono mai stato un moralista e non sarò mai tale, ma il degrado sociale a cui stiamo andando incontro penso sia il prodotto di questo stile di vita che ci siamo dati.
    Dico occidentale, perchè è qui che vivo, da altre parti non ho mai vissuto, quindi non faccio paragoni.
    Chi non è impegnato a risorgere, è impegnato a morire. Bob Dylan

  10. #220
    betty1974
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da ghiretto
    Il problema è che anche tenere queste persone in carcere costa e parecchio anche!!! E chi paga??? Tutti noi ...
    Anche io la penso in questo modo!
    Certo questi sono casi in cui è difficile pensare da Terapeuti, anche perchè il taglio delle palle è la prima cosa che ad una persona sensibile viene in mente però né questo né il carcere a vita sono la soluzione. La soluzione sarebbe invece una sana prevenzione con tutela dello psicologo che segue lo sviluppo del bambino nelle prime fasi e SOPRATTUTTO butta un occhio alla famiglia. Diciamo che questo dovrebbero farlo i servizi sociali ma lasciamo perdere va... però è vero che certe vicende a volte ci fanno dimenticare non solo la psicologia ma anche le norme più civili di comportamento. Fai fuori un pargolo di 18 mesi malato ed almeno un attributo dovrai perderlo cavolo!

  11. #221
    squirrel
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da saperessere
    Non so se qualcuno lo ha già citato. Se è così mi scuso.
    Quando ero all'Università, molti anni fa, per un esame, mi è toccato un libro di Vittorino Andreoli. Era in buona parte condivisibile. Da allora l'ho seguito spesso. Negli ultimi tempi è un po' andato, l'età, sempre occuparsi di folli. L'altra sera mi è piaciuto: "Questo non è un folle, non è un malato da curare. Qui il problema è un altro. Questa società ha tolto valore alla vita umana. Bambini o no. Stupri o altre violenze. Contano solo i soldi o il bisogno di avere qualcosa di cui vantarsi per emergere dall'omologazione in atto."
    Sono perfettamente d'accordo. Tutto in questa società occidentale è fondato sulla prevaricazione, sul denaro e sull'arrivismo. Calciatori, veline, modelli di vita che nessuno cerca di impedire. Una televisione asservita ai miti falsi e vuoti. Un linguaggio televisivo (compreso il premier) che giustifica ogni eccesso.
    Non sono mai stato un moralista e non sarò mai tale, ma il degrado sociale a cui stiamo andando incontro penso sia il prodotto di questo stile di vita che ci siamo dati.
    Dico occidentale, perchè è qui che vivo, da altre parti non ho mai vissuto, quindi non faccio paragoni.
    Non ho mai letto nulla di Vittorino Andreoli... è una lacuna che mi consigli di colmare? Comunque ti quoto appieno. In questo mondo c'è un solo dio, volutamente con la lettera minuscola, ed è il dio denaro! Secondo me siamo arrivati alla fine di questo stile di vita, come lo definisci tu, materialistico e consumistico che non si cura di disboscare, inquinare, violentare la natura e gli esseri umani incurante di accellerare la propria fine...

  12. #222
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    Originariamente postato da saperessere
    L'altra sera mi è piaciuto: "Questo non è un folle, non è un malato da curare. Qui il problema è un altro. Questa società ha tolto valore alla vita umana. Bambini o no. Stupri o altre violenze. Contano solo i soldi o il bisogno di avere qualcosa di cui vantarsi per emergere dall'omologazione in atto."
    Si l'ho sentito anche io e mi è MOLTO piaciuto come intervento.
    Ne parlammo già altrove qui del problema dell'uomo della strada di non concepire il male come semplice male.
    Pare che uno per ammazzare un altro debba per forza essere malato di mente: invece è una cosa che può veramente succedere a tutti.
    Io non metterei la mano sul fuoco nemmeno per me (quindi non fatemi arrabbiare scherzo)

    Ghiretto (OT: !) ha detto una cosa giustissima: le carceri sono piene e COSTANO (coi soldi nostri)
    Io penso che gran parte del problema sia proprio nel tipo di carceri.
    Vi faccio un esempio che esula dal contesto ma che aiuta.

    Qualche tempo fa mio padre è sceso dalla macchina per andare a fare una commissione e io e mia mamma siamo rimaste a bordo.
    Mentre era in fila e guardava la macchina ha visto arrivare due ragazzi. Provavano ad aprire tutte le porte dei condomini lungo le strade e anche le macchine.
    Poi si sono avvicinati alla macchina nostra e hanno guardato dentro vedendo se c'era qualcosa e hanno visto me e mamma e sono andati via abbastanza rapidamente.

    Vanno per tentativi e ci provano: se il furtarello gli va bene ok, se gli va male finiscono in prigioni con vitto e alloggio che gli permettono di andare avanti ancora un pò.

    Il concetto che voglio esprimere è che ormai il carcere non fa più paura: non solo la giustizia è lentissima ma le strutture sono meglio che dormire per strada.

    Perchè non provare?

    Insomma magari ho detto delle belle boiate, ma ormai s'è perso molto il rispetto per giustizia e polizia o carabinieri o chi per loro.. (molto -ahitutti- anche per errori della polizia stessa) e di conseguenza come si fa a fare prevenzione su queste basi?

  13. #223
    Partecipante Figo L'avatar di Pandora
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    Originariamente postato da Haruka

    Il concetto che voglio esprimere è che ormai il carcere non fa più paura: non solo la giustizia è lentissima ma le strutture sono meglio che dormire per strada.

    Perchè non provare?

    Insomma magari ho detto delle belle boiate, ma ormai s'è perso molto il rispetto per giustizia e polizia o carabinieri o chi per loro.. (molto -ahitutti- anche per errori della polizia stessa) e di conseguenza come si fa a fare prevenzione su queste basi?
    Il carcere non fa più paura per via dell'immagine che ne danno i media, mostrando sempre strutture accoglienti e piene di servizi....poi ci si mette pure Castelli colla storia dell'albergo a 5 stelle

    la reltà è ben diversa: celle da 2 persone arrivano ad ospitarne fino a 6, le condizioni igieniche sono estremamente precarie e di conseguenza i rischi di contrarre infezioni e virus sono elevatissimi; nelle carceri italiane oltre ad epatite, hiv e meningite è tornata anche la tbc....per non parlare delle frequentissime violenze sessuali sui detenuti più deboli.
    E tutto questo anche in quelle strutture che la tv ci mostra per far credere alla gente che le carceri italiane sono attrezzate, all'avanguardia e piene di tutti i comforts..

    Ribadisco l'importanza della prevenzione e prevenire significa anche fornire una corretta informazione su quanto ho detto sopra.

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  14. #224
    fede.michelotti
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    CIAO TOMMY.............!!!

  15. #225
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    Mentre leggo sto ascoltando una certa Joan Baez che trent'anni fa cantava la colonna sonora di un film che si chiamava Sacco e Vanzetti. La canzone dice "Against us is the power of the gold" 30anni fa.
    Sto lavorando ad un progetto che riguarda le carceri: 50 suicidi all'anno, 100 morti per malattie non curate o curate male, un'infinità di patologie cardiovascolari e infettive. Situazioni allucinanti. Sicuramente chi va in carcere soffre e sa di rischiare la vita. Non sono così convinto che ci vadano a cuor leggero. Hanno come laternativa la disperazione e spesso rischiano la vita sia fuori che dentro e lo sanno. Penso che siano troppe le persone che vivono una vita che non vale la pena di essere vissuta. Stiamo rischiando parecchio. Mi viene in mente John Carpenter "Fuga da New York". Se non cominciamo a fare qualcosa non siamo distanti. Gli adolescenti del biennio di scuola superiore stanno cominciando a suicidarsi (sono documentato) e se chiedete ai loro compagni se fa paura qualcuno che si suicida, il 33% vi risponde no. Penso che le variabili siano tante, per cui dobbiamo affrontarli in maniera collegiale. Quindi tutti attorno ad un tavolo in ogni singola piccola realtà, per essere operativi, non massimi sistemi, scuola, famiglia, adolescenti, con tanta umiltà e voglia di trovare soluzioni e ricreare relazioni.
    L'utopia è la caratteristica di un evento la cui probabilità tende a zero, ma non è zero.
    Nessuna delle grandi utopie si è pienamente realizzata, ma senza le grandi utopie saremmo ancora all'età della pietra
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