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Visualizzazione risultati 31 fino 41 di 41
  1. #31
    Partecipante Assiduo L'avatar di robypsycho
    Data registrazione
    18-10-2004
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    Torino
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    140
    Forse in questi ultimi tre o quattro anni le cose sono cambiate e le agenzie interinali hanno finalmente deciso di puntare anche sulla qualità della selezione e non solo sulla tempestività...me lo auguro davvero!
    E comunque sono pienamente d'accordo con te: è un'ottima palestra per conoscere il mondo delle aziende e le loro complesse dinamiche!
    In bocca al lupo per il tuo futuro!

  2. #32
    Partecipante Assiduo L'avatar di orsogatto
    Data registrazione
    18-08-2005
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    Torino
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    155
    Roby, ma tu di cosa ti occupi adesso? Sei sempre nell'ambito della selezione o hai cambiato completam.?
    Ovviamente puoi rispondermi che non sono fatti miei.. è una curiosità!

  3. #33
    Partecipante Assiduo L'avatar di robypsycho
    Data registrazione
    18-10-2004
    Residenza
    Torino
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    140
    Sono rimasta nell'ambito delle risorse umane e attualmente mi occupo di selezione e sviluppo....in realtà, vista la situazione economica di Torino, di selezioni ultimamente se ne fanno ben poche (solo qualche stagista qua e là) e quindi, come spesso capita nelle grandi aziende, mi adatto a fare un po' di tutto...compresa la redazione del giornalino interno!
    Ma ho sempre il rimpianto di non aver almeno tentato la strada della clinica...ogni tanto mi faccio prendere dalla voglia di iscrivermi ad una scuola di specializzazione...chissà, forse prima o poi....

  4. #34
    watzlawick
    Data registrazione
    05-12-2005
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    parma
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    83
    Io sono sempre più convinto che uno psicologo del lavoro sia molto più utile di uno psicologo clinico che opera nel privato.

  5. #35
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
    Data registrazione
    18-11-2004
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    modena
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    1,268
    ?????????

    e il criterio qual è scusa???

    non dimenticare che l'uomo che lavora è comunque un uomo e se non sei in primo luogo un buon clinico, tante dinamiche fai fatica a valutarle...nella scuola che frequento ci sono moltissimi psicologi del lavoro, e anzi nella teoria adleriana
    lavoro, amore e relazioni sociali osno sterttamente integrati e sono compiti vitali...
    non si possono scindere le "due psicologie"...è un concetto vetusto e viziato...

    la formazione SERVE SEMPRE!

  6. #36
    Partecipante Esperto L'avatar di saperessere
    Data registrazione
    13-10-2005
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    Ferrara
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    425
    Originariamente postato da manuelas
    ?????????

    e il criterio qual è scusa???

    non dimenticare che l'uomo che lavora è comunque un uomo e se non sei in primo luogo un buon clinico, tante dinamiche fai fatica a valutarle...nella scuola che frequento ci sono moltissimi psicologi del lavoro, e anzi nella teoria adleriana
    lavoro, amore e relazioni sociali osno sterttamente integrati e sono compiti vitali...
    non si possono scindere le "due psicologie"...è un concetto vetusto e viziato...

    la formazione SERVE SEMPRE!
    Uno studio di molti anni fa, definiva la famiglia come luogo di ricostituzione della forza lavoro.
    Primo perchè gli operai e impiegati di domani si "fabbricano" in famiglia.
    Secondo perchè se torno a casa stanco dal lavoro e litigo con la moglie, il giorno dopo arrivo al lavoro più "stanco" di quando ho smesso di lavorare il giorno prima.
    Quando ho preparato Psicologia del lavoro, su un testo americano, si dava per scontato che negli USA, nelle grandi organizzazioni di lavoro, pubbliche e private, ci fosse, all'ingresso dell'azienda, l'ambulatorio dello psicologo, che era lì per fare ciò che eventualmente la famiglia non era riuscita a fare, cioè rimandare al lavoro una persona rigenerata, pronta per ricominciare a produrre il massimo.
    Al di là del bieco concetto e della situazione impossibile di quello psicologo, le aziende dovranno cominciare a vedere di buon occhio il farsi carico non solo della ottimizzazione delle HR, ma anche delle loro condizioni psicologiche in relazione alla loro emotività quotidiana, per cui altroché clinica.
    Non so che tempi avremo in Italia per un processo di questo tipo, con una classe imprenditoriale non certo lungimirante e con la crisi economica che viviamo, ma se conflittualità=poca produttività, sarà meglio che cominciamo ad occuparci anche di quella parte di conflittualità che deriva dallo stato psicologico "esterno" che chi lavora trasferisce sul luogo di lavoro.

  7. #37
    watzlawick
    Data registrazione
    05-12-2005
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    83
    Il punto non è di scindere le due psicologie, la psicologia è una sola ma sono tanti i campi occupazionali.
    Quello che io non riesco a concepire non è lo psicologo clinico in quanto tale, ma lo psicologo clinico che lavora in proprio, che non è integrato in nussuna struttura in cui gli viena data la possibilità di collaborare con altre figure professionali che opererano nelle relazioni d'aiuto, come lo psichiatra l'endocrinologo, il medico ecc.
    Lo psicoterapauta nel suo studio privato è la prima risorsa umana sprecata.

  8. #38
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
    Data registrazione
    18-11-2004
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    saperessere.nonho capito se concordi o meno con me...scusami...
    watzlawick...messo così il discorso è un po' diverso...crearsi un gruppo dovrebbe essere prioritario per ogn professionista, perchè la formazione costante e la supervisione devono essere imprescindibili...
    detto questo, non credere che sia semplice collaborare a vario titolo con strutture...i muri sono alti e difficili da buttare giù...e uno da qualche parte deve incominciare.
    di psicologi annessi e connessi ce ne sono troppi, non è facile integrarsi tutti nel sistema...

  9. #39
    Partecipante Esperto L'avatar di saperessere
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    Originariamente postato da manuelas
    saperessere.nonho capito se concordi o meno con me...scusami...
    watzlawick...messo così il discorso è un po' diverso...crearsi un gruppo dovrebbe essere prioritario per ogn professionista, perchè la formazione costante e la supervisione devono essere imprescindibili...
    detto questo, non credere che sia semplice collaborare a vario titolo con strutture...i muri sono alti e difficili da buttare giù...e uno da qualche parte deve incominciare.
    di psicologi annessi e connessi ce ne sono troppi, non è facile integrarsi tutti nel sistema...
    Concordo sul fatto che fortunatamente non siamo pieni di interruttori da accendere e spegnere a seconda dei momenti. Siamo psicologi. Possiamo anche in quel momento occuparci di selezione, riqualificazione interna o formazione, ma dovremmo essere consapevoli che sempre persone sono, con il loro vissuto, il loro sè, i loro conflitti. Puoi chiamarlo clinico o come vuoi.
    Ho lavorato 20anni nelle aziende, facendo formazione alla comunicazione e lavorando con i gruppi e penso di aver fatto molto più clinica di tanti altri, senza che questo fosse il mio obiettivo.
    Lo so che ci sono i muri e la concorrenza sleale e poco qualificata.
    Facciamoci venire delle idee. Fantasia al potere si diceva nel '68

  10. #40
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
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    18-11-2004
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    non l'ho chiamato clinico io...

    comunque rispondevo solo alla frase di watzlawick che diceva "Io sono sempre più convinto che uno psicologo del lavoro sia molto più utile di uno psicologo clinico che opera nel privato."

    detta così era parziale e fuori luogo, ma ci siamo spiegati e credo ora sia chiaro il punto di vista di entrambi...

    non vedo cosa c'entrino questi discorsi un po' OT..si era partiti da qualcuno che diceva "faccio lavoro, ma a volte rimpiango la clinica"...io ho detto solo che le due cose non sono poi così distinte...
    non mi sembrava tanto strano...
    Ultima modifica di manuelas : 23-05-2006 alle ore 17.18.16

  11. #41
    watzlawick
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    Si +o- ci siamo capiti.
    La mia era una considerazione personale che ho maturato in questo periodo e ci tenevo a riportarla per sentire i vostri pareri. Poi magari cambierò idea e faremo discorsi meno OT.. come li chiami tu

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