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Discussione: Che senso ha la Vita?

  1. #31
    ciaoragazzi!
    Ospite non registrato
    un giorno, mentre andavo a comprare le sigarette, pensai: ma qual'è il senso della vita?!?
    E mi è venuto in mente questo: non posso trovare un senso alla vita se non questo...il senso della vita è essere la condizione di possibilità dell'attribuzione di senso (quindi, dopo cinque minuti, ho capito cosa avevo pensato, e sono andato avanti con il ragionamento e ho pagato le sigarette). Cioè la vita è come un foglio bianco, e il senso sono le parole che gli scriviamo sopra. Se ci tolgono il foglio non possiamo più dare senso a niente. Ma di quel foglio bianco non posso dire altro che questo: ci permette di scrivere. Qual'è il suo vero senso? Non ho gli strumenti per dirlo: parole\senso e foglio non sono commensurabili. Insomma, sono arrivato all'originale conclusione che il senso della vita è incomprensibile e ineffabile! Ma qui mi solletica l'idea dell'insight... forse ciò che è ineffabile può essere "sentito".. bellissima idea. Mi piace anche l'amore. L'amore è una gran cosa.. magica..

    circa dio, secondo me se volete pensare a dio dovreste, innanzitutto, smettere di chiamarlo "dio" perchè questa parola è troppo pregna di concetti elaborati da altri, da religioni, trasmesso da parenti, insegnanti, insomma è troppo sovraccarico di associazioni che lo deturpano e deviano l'attenzione. Anche l'idea di vita sulla terra come "prova", io non mi sento di sposarlo, la trovo una risposta troppo preconfezionata .. preferisco seguire il mio istinto, il mio fiuto, che magari mi porterà alle idee di cui mi sono liberato, chissà..

    ultima cosa: credo anch'io che interrogarsi sul senso della vita sia distruttivo. E su questo punto forse posso dare uno spunto psicologico. Esiste la "reificazione" non è vero? che dev'essere quel processo psicologico che arriva a dare la sensazione, la convinzione che il senso che attribuisco alle mie percezioni sia la vera, oggettiva, pura e incontaminata realtà. Una volta che il proprio mondo è ben reificato, allora ragazzi si vive con una leggerezza d'animo da panico!!!! Tutto diventa normale, ovvio, scontato. E passi la vita agendo, facendo, pensando alle azioni da compiere all'interno di questo contesto. Se invece ti interroghi sul senso delle cose, capisci che la realtà è relativa e soggettiva, che ogni piccola cosa può avere sensi infiniti, allora la realtà si sgretola, diventa impalpabile, ti ritrovi a fluttuare nel vuoto, avrai probabilmente anche la vista un pò annebbiata, e non concludi niente. (sbaglio o heiddeger diceva che è l'idea della morte a provocare la distruzione di quel mondo reificato, il mondo del "si", inautentico.. e in effetti, secondo me, la gente molto reificata non pensa mai alla propria morte..)
    Ultima modifica di ciaoragazzi! : 14-07-2006 alle ore 03.39.51

  2. #32
    ciaoragazzi!
    Ospite non registrato
    cerco di essere brevissimo. Il dilemma era: nichilismo (la vita non ha nessun senso, il senso è un invenzione, delirante, personale) oppure no? il nichilismo è dilaniante, ti leva la terra sotto i piedi e finisci per non fare niente perchè per agire devi essere sicuro che puoi muoverti su un terreno solido (diciamo che l'azione è movimento verso un obiettivo, ma se tra la persona e l'obiettivo c'è il vuoto allora la persona, saggiamente, non si muove..). D'altra parte negare il nichilismo equivale, pensavo, a reificare il senso soggettivo: ossia a illudersi che il senso soggettivo sia la vera, oggettiva realtà. Un inganno positivo eprchè da sicurezza e permette l'azione, ma negativo perchè dogmatico (= "la realtà è questa e stop") e quindi violento, non democratico, non socievole, chiuso di mente e stupido.

    La soluzione è..(boh magari per voi è ovvio): relativismo non significa che ognuno si inventa il senso delle cose, ma semplicemente che ognuno vede la realtà così com'è, ma la vede solo da un punto di vista. Quindi il pensiero coglie la realtà oggettiva, ma solo da un lato. Dialogando si allarga la propria finestra sul mondo.

  3. #33
    Super Postatore Spaziale L'avatar di sinonimo
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    Originariamente postato da Isildur
    Ecco fondamentalmente la differenza fra me e te: io ho accettato (almeno per ora) la mancanza del senso universale.
    Io vedo il mondo come un cerchio ed il tuo voler raggiungere il centro di tutto per me è come voler trovare il punto iniziale di un cerchio.



    Come ti dicevo io associo Dio con l'Essere.
    L'Essere è increato ed onnicomprensivo.
    Come ti dicevo, l'origine dell'Essere non c'è. Solo una cosa diversa dall'essere può aver creato l'essere, ma di diverso dall'essere c'è solo il non essere, che non è.
    Non c'è niente fuori dell'essere, di cui noi facciamo parte. Ciò che tu cerchi non è.
    In noi forse sopravvive il concetto di Inizio, poiché a rigor di logica all'interno dell'Essere non sarebbe nemmeno concepibile il non-essere, nemmeno a livello di possibilità. Tuttavia possiamo dire (con molta elasticità e figuratività) che si tratta di una traccia mnestica all'interno dell'essere del suo principio, che tuttavia è irrimediabilmente *fuori*.




    Sicuramente le contraddizioni vanno vissute, vanno accettati lo Yin e Yang in quanto costituenti del Tutto.

    Il problema nella ricerca di uno scopo, è che qualunque scopo tu possa cercare, esso è una costruzione, una attribuzione che tu fai. E' aggiungere un aggettivo (o un complemento) al verbo Essere.
    Però tu ci puoi aggiungere quello che ti pare al verbo Essere e quindi trovare tutti i significati che ti pare, l'unica costante è il verbo nella sua indeterminatezza. E' l'unica cosa valida per tutti e per tutto. Essere.


    Non cerchi il senso universale
    Per te l'essere è increato e onnicomprensivo
    La ricerca di scopi è, al di là della loro varietà umana, l'unico denominatore comune che si accompagna all'unica verità inconfutabile: l'essere che è , inconfutabile.


    Se la tua visione fosse reale io credo che ognuno di noi non si porrebbe più dilemmi del tipo: cosa è giusto , cosa non lo è... poichè tutto è e tutto può essere e dunque può esistere e dunque è giustificabile anche qualora non sia condivisibile; ogni cosa è parte dell'Essere e va presa per quella che è, nel bene e nel male ( sì, lo so, sono concetti sovrastrutturati quelli del bene e del male ma è tanto per avere punti di riferimento . perchè non si può negare che sentiamo piacere e proviamo dolore in molte forme individuali e collettive)
    Buona vita a tutti!

  4. #34
    Thanatos
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    Originariamente postato da Yezidism
    .... perchè pensi che sia scientificamente provato che la vita deve obbligatoriamente avere senso? il senso della vita come lo intendi tu è solo un gracile escamotage della psiche per giustificare la morte.......
    Si può dire che non si vive per pensare, ma si pensa per poter vivere (e non sto scrivendo sopravivere!!)
    Finalmente una bella domanda che mette alla prova ognuno di noi e tutti i nostri sistemi teorici, che col passar del tempo crollano come se nulla fosse...
    Voglio provare a dire la mia...
    L'UOMO è quell'animale sociale che tutti noi conosciamo (o almeno si suppone), ma ha un piccolo grande problema, PENSA (cogito ergo sum? amava dire Cartesio, e Nietzsche rispose sum ergo cogito), questo lo porta a essere quella "macchina", animale, sistema autopoietico, ecc, che prova a dare SENSO e SIGNIFICATO a tutto ciò che lo circonda e soprattutto alle sue azioni. Tutto ciò spesso viene agevolato dalle "tessiture delle Moire", ovvero tutti quegli accadimendi, che confermano, scomfemano, ci fanno intuire la Via, o se si preferisce la strada che ognuno ha da percorrere, (Nietzsche e Pirandello si troverebbero d'accordo a descrivere ciò come maschera da portare e di conseguenza recitare su quel palcoscenico che è la realtà...)
    Ciò fù intuito sempre dagli uomini: fù chiamato (e si continua a chiamarlo) DESTINO (con tutto il "senso" che gli vogliamo dare...)
    Jung, analizzando i sogni intuì (ma prima di lui i grandi delle religioni), che anche quel mondo era un mondo che conferiva senso alla realtà diurna (quella che si preferisce chiamare Vera Realtà), e sulla scorta di tanti avvenimenti(i fili delle Moire), osservò che vi erano dei fenomeni che avvenivano a-temporalmente nello spazio, e chiamò sincronistici ricordando che erano molto carichi di significato per la persona o la vita della persona che li affrontava(capitano a tutti!!)...
    Lasciando stare disquisizioni su ciò che è reale, perchè oggi si sente questo bisogno di senso? Io sinceramente più che il relativismo condanno i Poteri (G8-grandi 8, e via dicendo) e le loro corporation, sono loro che si sono sostituiti a D-IO, hanno levato la d mi potrà obiettare qualcuno, ma rimane l'IO che giudato da mani visibili attua azioni e intenzioni a favore del proprio capitale (usato in senso lato), contro il capitale (sociale-economico ecc) altrui...Vengo e mi spiego, vi ricordate i greci?
    Bene essi avevano 2 parole molto importanti per designare questa realtà di non sconfinamento nelle azioni degli dei:
    Hybris, prevaricazione e Anake, necessità.
    Se la hybris era questo senso di prevaricazione da parte dell'uomo che si voleva sostituire agli dei, esso non gli veniva impedito tanto dagli dei, quanto dall'Anake, ovvero dalla necessità che stava sopra gli dei e regolava il cosmos (universo inteso come insieme ordinato e armonioso)...
    Bene oggi c'è troppa hybris, da parte degli stessi poteri, e l'Anake sembra essersi congedata insieme a Dio e il Demiurgo...a ciò si è sostituito tutto qull'apparato di agienzie di Identità, che se da un lato di identificano e ti dicono chi sei, dall'altro di recintano e ti limitano la libertà delle tue azioni con i loro apparati iper-burrocratici (e se vogliamo iper-valutativi)!!!si crea così, sempre secondo me, una sorta di delusione, di sconforto, di hybris positiva (non tutta è negativa), di prosciugamento della libido direbbe Freud, che ti porta ad accettare il mondo così com'è e farti capire che se tu vuoi cambiare qualcosa lo devi fare nel tuo piccolo range che ti viene concesso (il problema di oggi e da ci mi viene consesso?). Se ciò è fattore positivo di presa di conscienza e consapevolezza e proprio ciò che i sistemi di potere burocrarizzanti (spesso sfocianti in un vero e proprio business- show)vogliono e pretendono per non compromettere i loro più o meno forti poteri e poterini (baroni e barionati), usando una parola sola la Poltrona dove si scaldano il co!!!
    Ultima modifica di Thanatos : 18-07-2006 alle ore 17.20.32

  5. #35
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    Originariamente postato da marcheseblu
    Sì come "Mito" funziona
    ma è vano il domandarsi perché - se tali teorie fossero realmente attendibili - a parità di latitudine, condizioni climatiche ed ambientali, e via discorrendo, è possibile trovare 'evoluti' esemplari di Homo sapiens sapiens accanto a babbuini e scimpanzé, ma in circolazione non s'incontra un Australopiteco neppure a pagarlo oro.
    ... proprio perchè le specie continuano a modificarsi, diffondersi, estinguersi, in base a dinamiche di pressione ambientale, evoluzione dell'ecosistema cui si erano adattati, etc.etc. Non ci sono in giro nemmeno i Tirannosauri, se è per questo, ma sappiamo bene che sono esistiti ed hanno "dominato" il pianeta per milioni di anni...


    Diciamo che ha avuto una gran diffuisione mediatica come "Mito" e molti epigoni sorti dopo non hanno fatto altro che tentare di accrescere la fama di questa teoria, che oltreoceano è comunque in decadenza da tempo...


    L'Evoluzionismo sarebbe un Mito ? E per di più un "Mito in decadenza" ?
    Distinguerei nettamente tra i "miti", le "filosofie" e le "teorie scientifiche", basate su indicatori oggettivi, che sono tre tipi di argomentazione non giustapponibili o equiparabili.
    Per quanto riguarda il fatto che sia in decadenza è semmai l'esatto contrario: gli approcci Evo-Devo, in biologia, sono ormai il paradigma scientifico di riferimento a livello mondiale, da diversi decenni, e con tonnellate crescenti di conferme di ogni tipo...


    Diciamo che quella Darwiniana è una bella filosofia... ma pur sempre una "Filosofia"(...)
    Consiglio un libro in merito:
    BLONDET, Maurizio, L'uccellosauro ed altri animali (la catastrofe del darwinismo), Effedieffe Edizioni, Milano 2002.


    Blondet ? Lo stesso Maurizio Blondet che qualche anno fa scriveva libri "documentati" sugli Angeli che visitano la terra da millenni per far evolvere il livello scientifico dell'umanità ?
    Io leggerei qualcosa di più "affidabile", ad esempio Stephen Jay Gould, che oltre ad essere uno degli evoluzionisti più noti e competenti del mondo, ha scritto dei volumi di alta divulgazione sul tema, tanto rigorosi quanto simpatici ed interessanti da leggere ("il pollice del panda", etc.).

  6. #36
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    Originariamente postato da sinonimo
    Infatti, tra i " puntini sulla i" metterei un perchè o dei perchè a tale quesito: perchè il corpo umano è un meccanismo così perfetto ma in non tutti gli esseri umani funziona bene? Perchè esiste l'imperfezione e il male, la sofferenza, il dolore? Io vedo la vita come una prova che viene da un essere superiore
    Risposta provocatoria: e perchè il mondo dovrebbe essere "perfetto" ? E "perfetto" in base a quali parametri ? Quella che dal tuo punto di vista è "un'imperfezione" (ad esempio, una grave infezione polmonare), per i batteri è un "ambiente ideale dove proliferare"... "perfezione del creato" cosa significa ? Nell'immensa infinità dell'Universo, il fatto che su un ammasso di roccia alla periferia di una delle tante casuali migliaia di galassie, alcuni branchi di primati che si sono casualmente sviluppati a partire da un gruppo di roditori ritengano che la perfezione del creato corrisponda all'assenza di stimoli diretti sulle loro terminazioni nervose addette alla percezione di stimoli dolorosi... uhm, beh


    e forse è dio che ha creato L'evoluzione, è lui che ha provocato il big bang....e siamo arrivati qui al 2006..a dover combattere terrorismo e altre miserie , crudeltà, calamità più o meno naturali...PERCHè?
    Pensa ai triceratopi attaccati dai tirannosauri, dalle lontre uccise dagli orsi, alle mosche uccise dai ragni, migliaia di miliardi di morti di ogni tipo e genere di forme di vita, da centinaia di milioni di anni... terrorismo ? calamità ? Cosa conta qualche eliminazione fisica tra bande contrapposte di primati, davanti allo scenario delle leggi naturali ed evoluzionistiche ? Cosa significa "cercare un senso" o una ragione della piccolissima, ridicola, fetta di realtà che percepiamo ? mah... l'illusione forse è dimenticarsi dove siamo e cosa siamo davvero, pensare di essere "alieni" alle leggi di natura e dell'evoluzione, di essere in una posizione privilegiata o particolare che ovviamente non abbiamo...


  7. #37
    Partecipante Super Figo L'avatar di marcheseblu
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    Originariamente postato da Lpd
    ... proprio perchè le specie continuano a modificarsi, diffondersi, estinguersi, in base a dinamiche di pressione ambientale, evoluzione dell'ecosistema cui si erano adattati, etc.etc. Non ci sono in giro nemmeno i Tirannosauri, se è per questo, ma sappiamo bene che sono esistiti ed hanno "dominato" il pianeta per milioni di anni...
    Ma che discorso è?
    Era per dire che - ora come ora - dovrebbero dunque esserci "scimmie - quanto meno - in trasformazione", o comunque trovarne le prove ed i tentativi sono stati fatti, ma alla fine erano solo degli ingannevoli raggiri.
    Australopitechi ed uomini scimmia li lascio volentieri alla TV ed al "mito" ossia al posto che loro compete
    Se hai tempo e voglia dai una letta al link che segue:
    http://www.salpan.org/ARTICOLI/Ciao%20Darwin.htm
    Ultima modifica di marcheseblu : 18-07-2006 alle ore 19.31.19

  8. #38
    Partecipante Esperto L'avatar di Isildur
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    Originariamente postato da ciaoragazzi!
    il senso della vita è essere la condizione di possibilità dell'attribuzione di senso
    Già cominci a piacermi
    Vedo che ci troviamo su molte cose

    Originariamente postato da ciaoragazzi!

    Insomma, sono arrivato all'originale conclusione che il senso della vita è incomprensibile e ineffabile! Ma qui mi solletica l'idea dell'insight... forse ciò che è ineffabile può essere "sentito".. bellissima idea.
    Esattamente
    E' questo tipo di conoscenza implicita (la sai, la senti, ma non la puoi spiegare) che è alla base del mito (?) del saggio illuminato o del superuomo.

    Originariamente postato da ciaoragazzi!

    circa dio, secondo me se volete pensare a dio dovreste, innanzitutto, smettere di chiamarlo "dio" perchè questa parola è troppo pregna di concetti elaborati da altri,
    Verissimo, alla parola Dio sono state fatte taaaante di quelle attribuzioni che oggi è quasi impossibile scinderla da certi contesti. Perciò prima lo equiparo all'Essere e poi parlo solo di Essere. Dio Panteista e panenteista alla Spinoza.

    Originariamente postato da ciaoragazzi!

    preferisco seguire il mio istinto, il mio fiuto, che magari mi porterà alle idee di cui mi sono liberato, chissà..
    Si, esatto. Istinto, insight o voce interiore, cmq è quella bussola che ti dice naturalmente qual'è la strada che devi seguire.

    Originariamente postato da ciaoragazzi!
    ultima cosa: credo anch'io che interrogarsi sul senso della vita sia distruttivo.
    [...]
    (sbaglio o heiddeger diceva che è l'idea della morte a provocare la distruzione di quel mondo reificato, il mondo del "si", inautentico.. e in effetti, secondo me, la gente molto reificata non pensa mai alla propria morte..)
    -------

    La soluzione è..(boh magari per voi è ovvio): relativismo non significa che ognuno si inventa il senso delle cose, ma semplicemente che ognuno vede la realtà così com'è, ma la vede solo da un punto di vista. Quindi il pensiero coglie la realtà oggettiva, ma solo da un lato. Dialogando si allarga la propria finestra sul mondo.


    La persona che si interroga sul senso della vita è come il pastore di Nietzsche, schiacciato dal concetto di eterno ritorno.
    Una volta che mordi la testa (accetti l'inaccettabile mancanza di senso) diventi tu stesso la condizione di possibilità dell'attribuzione di senso e da quel momento riesci a capare degnamente perché tu stesso costruisci il tuo mondo con la consapevolezza della sua ineffabilità da un lato e della sua assoluta validità dall'altro.
    E allora riesci a vivere dentro la sua validità e cambiare agevolmente a contatto con la sua ineffabilità, come diceva Piaget: l'evoluzione è un processo di assimilazione ed accomodamento e se non sei portatore di strutture flessibili, muori (prima psichicamente e poi fisicamente).
    Allora l'interrogarsi sul senso della vita è quel primo passo fondamentale che ti serve di fare per rendere flessibile la tua gestalten (strutturazione mentale) e poterla modificare attraverso i processi di assimilazione, accomodamento che attraversano gli ambiti dell'esplicito e dell'implicito. I problemi si presentano quando tu, una volta che fai il salto nel nichilismo, non riesci più ad uscirne.


    Originariamente postato da sinonimo

    Se la tua visione fosse reale io credo che ognuno di noi non si porrebbe più dilemmi del tipo: cosa è giusto , cosa non lo è... poichè tutto è e tutto può essere e dunque può esistere e dunque è giustificabile anche qualora non sia condivisibile; ogni cosa è parte dell'Essere e va presa per quella che è, nel bene e nel male
    Esattamente, ma la consapevolezza della mancanza di un senso universale non ti risolve i dilemmi, ti fa solo capire che essi sono originati da te.
    L'uomo non può vivere nell'anarchia assoluta in cui si può facilmente scadere estremizzando il pensiero sull'essere.
    Ogni essere umano è un sistema in relazione con altri sistemi, il che richiede un ordinamento che ne consenta tale interazione.
    L'importante è ricordare che tale ordinamento proviene dagli uomini, gli uomini ne stabiliscono la validità e gli uomini possono modificarlo. Come diceva Kant nella sua prima massima "Agisci come se la massima della tua azione dovesse essere elevata dalla tua volontà a legge universale della natura" proprio perché l'uomo è legislatore ed in mancanza di una reale legge divina, la sua stessa legge ha la stessa validità.
    E' questo il punto di partenza per la costruzione di un sistema sociale in cui le "leggi personali" trovano spazio all'interno di una struttura che è contemporaneamente un limite ed una possibilità.
    Un esempio è quell'omosessualità tanto temuta che sembra fuori dell'ordine delle cose, in realtà è fuori solo del campo visivo di quelle persone che non riescono a guardare oltre il proprio naso.

  9. #39
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    Originariamente postato da Isildur:


    La persona che si interroga sul senso della vita è come il pastore di Nietzsche, schiacciato dal concetto di eterno ritorno.
    Una volta che mordi la testa (accetti l'inaccettabile mancanza di senso) diventi tu stesso la condizione di possibilità dell'attribuzione di senso e da quel momento riesci a capare degnamente perché tu stesso costruisci il tuo mondo /


    sono d'accordo!




    Esattamente, ma la consapevolezza della mancanza di un senso universale non ti risolve i dilemmi, ti fa solo capire che essi sono originati da te.
    L'uomo non può vivere nell'anarchia assoluta in cui si può facilmente scadere estremizzando il pensiero sull'essere.
    Ogni essere umano è un sistema in relazione con altri sistemi, il che richiede un ordinamento che ne consenta tale interazione.
    L'importante è ricordare che tale ordinamento proviene dagli uomini, gli uomini ne stabiliscono la validità e gli uomini possono modificarlo. Come diceva Kant nella sua prima massima "Agisci come se la massima della tua azione dovesse essere elevata dalla tua volontà a legge universale della natura" proprio perché l'uomo è legislatore ed in mancanza di una reale legge divina, la sua stessa legge ha la stessa validità.
    E' questo il punto di partenza per la costruzione di un sistema sociale in cui le "leggi personali" trovano spazio all'interno di una struttura che è contemporaneamente un limite ed una possibilità.
    Un esempio è quell'omosessualità tanto temuta che sembra fuori dell'ordine delle cose, in realtà è fuori solo del campo visivo di quelle persone che non riescono a guardare oltre il proprio naso. [/B][/QUOTE]



    concordo!
    Buona vita a tutti!

  10. #40
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    Originariamente postato da marcheseblu
    Ma che discorso è?
    Era per dire che - ora come ora - dovrebbero dunque esserci "scimmie - quanto meno - in trasformazione", o comunque trovarne le prove ed i tentativi sono stati fatti, ma alla fine erano solo degli ingannevoli raggiri.
    Australopitechi ed uomini scimmia li lascio volentieri alla TV ed al "mito" ossia al posto che loro compete
    Se hai tempo e voglia dai una letta al link che segue:
    http://www.salpan.org/ARTICOLI/Ciao%20Darwin.htm
    Letto e (scusami), ma mi è un pò sembrato il solito insieme di riflessioni un pò confuse e citazione parziale di esempi scelti "un pò così"... anche se la citazione d'esordio dell'articolo, "leggerissimamente" di parte, mi stava dissuadendo... la riporto:


    È necessaria una crociata di virilità e di purezza che arresti e annulli il selvaggio lavoro di quanti credono che l'uomo sia una bestia.

    Firmato: Escrivà de Balaguer, fondatore dell'Opus Dei.

    Insomma, non mi sembra esattamente quello che si potrebbe definire un articolo scientifico....
    Ripeto, non scambiamo le teorie scientifiche con miti o filosofie.

    Non mi è invece chiarissimo il riferimento alle "scimmie quanto meno in trasformazione" , ma fammi capire: secondo te l'Homo Sapiens NON fa parte dei Primati, ed è stato creato "sic et simpliciter", fuori dalle leggi di natura e dell'evoluzione ?

    Ti faccio un esempio tra i tantissimi possibili.
    Gli occhi con cui stai leggendo queste righe sono "macchine fisiologiche" straordinariamente sofisticate che permettono un'elevata fitness adattativa con l'ambiente circostante; tali occhi si sono evoluti e diffusi, con alcune differenze, nella maggior parte del mondo animale, a partire dai semplici recettori luminosi presenti nei più antichi invertebrati (che nell'arco di milioni di anni e con l'evoluzione delle nicchie ecologiche si sono via articolati e perfezionati nel riconoscimento di ulteriori informazioni ambientali: dal movimento, alle forme, al colore).

    Una teoria non evoluzionistica della realtà non può limitarsi a dire, in negativo, "mancano forse alcuni fossili per avere un quadro coerente e definitivo dell'evoluzione del nostro genere e specie", ma deve anche, tra le altre cose, spiegare ad esempio COME (in dettaglio !) avremmo sviluppato gli occhi che abbiamo, e perchè sono esattamente così come sono, e come si sono sviluppate ed articolate le loro varie componenti anatomiche e fisiologiche, in maniera così "curiosamente" simile agli altri Primati, etc.etc...., senza fare alcun ricorso ai concetti biologici evolutionary/developmental.
    Un pò difficile, non credi ?


    L'evoluzionismo NON è certo dimostrato da un paio di fossili, ma da TUTTA la realtà biologica che ci circonda, e di cui siamo "fatti" noi stessi... dal macrolivello strutturale al microlivello molecolare e genetico. In uno schema evoluzionistico tutto diviene coerente, mentre in uno schema antievoluzionistico ogni singola molecola, cellula, tessuto, essere vivente o specie diverrebbe prova esplicita di incoerenza e di "impossibilità" logica e scientifica.

    Ciao !
    Lpd

  11. #41
    Partecipante Esperto L'avatar di Isildur
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    Credo che si dovrebbero scindere il topic del senso della vita dal topic della critica all'evoluzionismo.

    Uhm, ma forse parlo troppo presto in fondo son giusto due post a riguardo
    Ultima modifica di Isildur : 19-07-2006 alle ore 19.07.18

  12. #42
    ciaoragazzi!
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    ma cos'è il "senso"??

  13. #43
    Partecipante Esperto
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    Dimenticavo: qualche link ricco ed interessante anche per te

    http://www.pandasthumb.org/

    http://www.geocities.com/CapeCanaveral/Hangar/2437/

  14. #44
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    Originariamente postato da Isildur
    Credo che si dovrebbero scindere il topic del senso della vita dal topic della critica all'evoluzionismo.

    Uhm, ma forse parlo troppo presto in fondo son giusto due post a riguardo

    si stavo notando la stessa cosa... però mi son detta: ok, per ora stiamo "criticando" l'evoluzionismo che era partito come spunto per dare un senso alla vita.....
    Buona vita a tutti!

  15. #45
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    Originariamente postato da Lpd

    Ripeto, non scambiamo le teorie scientifiche con miti o filosofie.

    Non mi è invece chiarissimo il riferimento alle "scimmie quanto meno in trasformazione" , ma fammi capire: secondo te l'Homo Sapiens NON fa parte dei Primati, ed è stato creato "sic et simpliciter", fuori dalle leggi di natura e dell'evoluzione ?

    Ti faccio un esempio tra i tantissimi possibili.
    Gli occhi con cui stai leggendo queste righe sono "macchine fisiologiche" straordinariamente sofisticate che permettono un'elevata fitness adattativa con l'ambiente circostante; tali occhi si sono evoluti e diffusi, con alcune differenze, nella maggior parte del mondo animale, a partire dai semplici recettori luminosi presenti nei più antichi invertebrati (che nell'arco di milioni di anni e con l'evoluzione delle nicchie ecologiche si sono via articolati e perfezionati nel riconoscimento di ulteriori informazioni ambientali: dal movimento, alle forme, al colore).

    Una teoria non evoluzionistica della realtà non può limitarsi a dire, in negativo, "mancano forse alcuni fossili per avere un quadro coerente e definitivo dell'evoluzione del nostro genere e specie",

    L'evoluzionismo NON è certo dimostrato da un paio di fossili, ma da TUTTA la realtà biologica che ci circonda, e di cui siamo "fatti" noi stessi... dal macrolivello strutturale al microlivello molecolare e genetico. In uno schema evoluzionistico tutto diviene coerente, mentre in uno schema antievoluzionistico ogni singola molecola, cellula, tessuto, essere vivente o specie diverrebbe prova esplicita di incoerenza e di "impossibilità" logica e scientifica.

    Ciao !
    Lpd [/B]

    Lpd, non nego l'evoluzionismo, non nego la scienza ma mi chiedo: il senso della vita è scientifico? tutto qui? non credo, perchè la scienza 1 cosa importantissima non sa spiegarla fino in fondo, resta un mistero...: dove finiamo quando muoriamo?
    Buona vita a tutti!

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