Ma com'è che tanta gente si preoccupa tanto di dove ansrà a finire da morta e non sembra importargliene granché di cosa le succede da viva?resta un mistero...: dove finiamo quando muoriamo?
Buona vita
Guglielmo
Ma com'è che tanta gente si preoccupa tanto di dove ansrà a finire da morta e non sembra importargliene granché di cosa le succede da viva?resta un mistero...: dove finiamo quando muoriamo?
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Già dettoOriginariamente postato da Willy61
Ma com'è che tanta gente si preoccupa tanto di dove ansrà a finire da morta e non sembra importargliene granché di cosa le succede da viva?
Originariamente postato da Isildur
Molte persone passano così tanto tempo a domandarsi del senso della vita, che spesso dimenticano di vivere.
Originariamente postato da Sinonimo
So che il rischio maggiore di chi pensa troppo è di non godere della vita; non dico vivere, perchè per me, vivere, è pensare al senso della vita, coniugando ciò all'agire concreto.
Concordo sul fatto che pensare troppo comporti dei rischi di vivere a metà i; direi che chi pensa e basta...probabilmente, forse, sta girando intorno ai dei conflitti che ha senza affrontarli di petto....chissà.
Originariamente postato da willy61
Ma com'è che tanta gente si preoccupa tanto di dove ansrà a finire da morta e non sembra importargliene granché di cosa le succede da viva?
Buona vita
Guglielmo
Non è il mio caso. Io penso e vivo anche in funzione di un senso che ricerco continuamente e non posso far a meno di pensare a cosa ne sarà di me da morta: morta non mi sento , nè sarò mai del tutto, per sentirla a mo' di insight..![]()
Certo non ci penso tutti i giorni, ma ci penso.
Cosa mi succede da viva, come agisco è anche in funzione di come vedo la vita : passato e futuro. Io non vivo solo nel presente, O meglio, non vivo "del presente" e basta.
Buona vita a tutti!
ripropongo la domanda che ho fatto qualche post fa perchè forse può aprire nuove strade. Cosa significa "senso"?
tu che dici?
Buona vita a tutti!
non è una domanda facile.
con una certa sicurezza posso dire che il significato di qualcosa(o meglio di una percezione) emerge dalla collocazione di quella percezione all'interno di un contesto di idee (e di sentimenti), che si trovano già nella mente della persona. Ed è per questa sua caratteristica constestuale che è possibile il cosiddetto "cambiare prospettiva", il "guardare le cose da un altro punto di vista".. basta cambiare il contesto in cui inquadrare la percezione. Ad esempio un fiore posso gaurdarlo pensando all'amore con cui mia madre curava i fiori (e da qui si attivano tutta una serie di associazioni e sentimenti più o meno consci), e allora lo vedo in un modo, oppure da un punto di visto botanico e via dicendo.. E quelle idee che fanno da contesto hanno già dei significati. Diciamo quindi che il significato di qualcosa è un prodotto sistemico, un riflesso di altri significati.. e questi altri significati come si formano? Da altri significati.. Ma il primo significato non può essere il riflesso di un altro significato.. come si forma il primo significato?
poi mi vengono in mente altre cose ma sono molto parziali e con lacune.. devo rifletterci ancora..
il senso della domanda sul senso sarebbe questo: che senso ha la vita? Se capiamo cos'è il senso, e cos'è la vita, allora possiamo cercare di capire come possono combianarsi tra di loro..![]()
La Risposta è 42...
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La Risposta alla Domanda Finale sulla Vita, l'Universo e Tutto Quanto...
Originariamente postato da Lpd
La Risposta è 42...
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La Risposta alla Domanda Finale sulla Vita, l'Universo e Tutto Quanto...
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Buona vita a tutti!
Originariamente postato da ciaoragazzi!
non è una domanda facile.
con una certa sicurezza posso dire che il significato di qualcosa(o meglio di una percezione) emerge dalla collocazione di quella percezione all'interno di un contesto di idee (e di sentimenti), che si trovano già nella mente della persona. Ed è per questa sua caratteristica constestuale che è possibile il cosiddetto "cambiare prospettiva", il "guardare le cose da un altro punto di vista".. basta cambiare il contesto in cui inquadrare la percezione. Ad esempio un fiore posso gaurdarlo pensando all'amore con cui mia madre curava i fiori (e da qui si attivano tutta una serie di associazioni e sentimenti più o meno consci), e allora lo vedo in un modo, oppure da un punto di visto botanico e via dicendo.. E quelle idee che fanno da contesto hanno già dei significati. Diciamo quindi che il significato di qualcosa è un prodotto sistemico, un riflesso di altri significati.. e questi altri significati come si formano? Da altri significati.. Ma il primo significato non può essere il riflesso di un altro significato.. come si forma il primo significato?
Vedi, anche tu non sai dire, come tutti noi, da dove ha origine il primo significato....non si può saperlo!
poi mi vengono in mente altre cose ma sono molto parziali e con lacune.. devo rifletterci ancora..
il senso della domanda sul senso sarebbe questo: che senso ha la vita? Se capiamo cos'è il senso, e cos'è la vita, allora possiamo cercare di capire come possono combianarsi tra di loro..![]()
il senso è un significato soggettivo...eppure io credo vi sia un senso sovraordinato che non stabiliamo noi, ci è dato e dobbiamo scoprirlo...
cos'è la vita....ironicamente direi: una commedia tragicomica....
seriamente: un mistero un pò crudele
Buona vita a tutti!
una caccia al tesoroOriginariamente postato da sinonimo
il senso è un significato soggettivo...eppure io credo vi sia un senso sovraordinato che non stabiliamo noi, ci è dato e dobbiamo scoprirlo...![]()
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ma cos'è che ti fa pensare che ci sia un senso sovraordinato da scoprire?
Originariamente postato da ciaoragazzi!
una caccia al tesoro![]()
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ma cos'è che ti fa pensare che ci sia un senso sovraordinato da scoprire?
Non è una caccia e non si vince ...![]()
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Perchè non posso fare a meno di percepirmi legata a un Qualcosa![]()
Buona vita a tutti!
forse dovresti analizzare questo "qualcosa", cercare di capire com'è questo qualcosa a cui ti percepisci legata: quali stati d'animo ti suscita, in quali ti troveresti in assenza di questo qualcosa..Originariamente postato da sinonimo
Perchè non posso fare a meno di percepirmi legata a un Qualcosa![]()
io, per dirti, mi sento legato a me stesso, anzi alle mie paranoie su me stesso.. sento che se mi dimenticassi di me stesso verrei catapultato nella vita, senza un punto fisso(me). La cosa mi spaventa perchè sento che sarebbe una strada senza ritorno.. ma mi attrae anche molto e anzi sento che sarebbe la vita giusta. se mi dimenticassi di me stesso mi libererei nel flusso del divenire, dove la mia stessa identità non sarebbe più statica (e quindi rassicurante, seppur torturante) ma dinamica, mutevole.. sarebbe una vita sicuramente più avvincente.. e vivendo in quel modo, pienamente, non mi preoccuperei dlela morte, che mi preoccupa solo perchè ho paura di ritrovarmi in punto di morte a capire che ho sprecato la vita in assurde paranoie, invece di trovare il coraggio per taglare tutti gli ormeggi.
che 3d angosciante.
Quando nasciamo, è già determinato il nostro destino: la morte.
Siccome si muore, la vita ha un limite e ogni istante della vita è unico;
quindi il senso della vita è essere felici in più istanti possibili; però siccome sappiamo che abbiamo un limite (la vita stessa) e che lo stesso vale x gli altri, il senso della vita lo si trova aiutandosi reciprocamente, prendendosi cura l'un l'altro (ke in fondo è l'esistenzialismo).
almeno credo![]()
Originariamente postato da rasputin
che 3d angosciante.
Quando nasciamo, è già determinato il nostro destino: la morte.
Siccome si muore, la vita ha un limite e ogni istante della vita è unico;
quindi il senso della vita è essere felici in più istanti possibili; però siccome sappiamo che abbiamo un limite (la vita stessa) e che lo stesso vale x gli altri, il senso della vita lo si trova aiutandosi reciprocamente, prendendosi cura l'un l'altro (ke in fondo è l'esistenzialismo).
almeno credo![]()
Sì, questa è una buona soluzione a cui penso spesso.![]()
Buona vita a tutti!
Collochiamo la morte solo nel futuro, ma la morte è anche nel passato: non siamo sempre stati vivi, prima di essere vivi com'eravamo? Veniamo dalla morte e ritorneremo alla morte.
Questa prospettiva mi piace di più, rispetto a quella che colloca la morte esclusivamente nel futuro, alla fine della vita. Perchè se mettiamo la morte eslusivamente alla fine della vita, allora della morte resta solo il suo lato distruttivo, quello contrario alla vita. E di conseguenza tenderemo a percepirla come nemica, e a temerla.
Se invece la vediamo anche come principio, come ventre cosmico da cui veniamo alla vita, allora la morte acquista tutt'altra connotazione, molto più rassicurante e amica. La morte ci ha permesso di vivere la vita per un pò, e ci sta aspettando come una madre che aspetta che il suo bambino esca dall'asilo dov'è stato a giocare, per riportarlo a casa.
Inoltre la morte è anche nel presente: qualsiasi istante appare e muore. E così un nuovo istante può nascere. E se noi vivessimo per sempre, sulla terra non ci sarebbe spazio per nuove vite. Voler vivere per sempre è molto egoistico.
Siamo venuti dalla morte a fare una vacanza nella vita.
Al primo posto non c'è la vita ma la morte. Che abbiamo davvero diffamato.. altre culture hanno una visione della morte molto più serena.