Buongiorno a tutti, avevo bisogno di qualche consiglio o almeno di qualche chiarimento per quanto riguarda l'indirizzo di psicologia del lavoro e delle organizzazioni. Sono iscritto al secondo anno di tale indirizzo a Firenze, anche se non sono pienamente convinto della scelta fatta. Il fatto e' che a Firenze hanno creato dei trienni del nuovo ordinamento molto specialistici, dove chi esce da lavoro non ha nessuna competenza di dinamica e nemmeno sulle neuoscienze, ora io credo che comunque per uno psicologo qualunque sia la sua specializzazione sia importante avere un certo bagaglio culturale e certe competenze sia per quanto riguarda l'ottica psicodinamica e sia per quanto riguarda i fondamenti fisiologici del comportanmento umano. A Firenze a parte i 5 esami fondamentali del primo anno uguali per tutti (generale, sviluppo,sociale, psicometria, biologia) dopo sia nel secondo che nel terzo anno ci sono esami fortemente orientati. A me piace molto l'indirizzo scelto, amo molto la psicologia e soprattutto l'ambito sociale e della comunicazione, per cui nutro un grande interesse,(un po' meno l'ambito del lavoro e dell'organizzazione anche se com,unque lo studio abbastanza volentieri) ma mi sembra che nel secondo e nel terzo anno siamo tutti molto simili, sinceramente provo un po' di invidia per chi studia esami come psicopatologia dello sviluppo, psicologia dinamica, psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale, oppure ancora psicologia dell'handicap e della riabilitazione, e tanti altri che mi piacere molto studiare anche per un interesse personale, insomma studiando questo indirizzo mi manca un po' di approccio alla persona, invece che alla collettivita', non so se mi sono spiegato . Mi era venuta l'idea di cambiare indirizzo ma sono sempre stato frenato da alcune cose, come ad esempio il fatto che clinico a firenze sia organizzato malissimo, hanno preso un po' di esami da lavoro, un po' da sviluppo e un po' da generale sperimentale e hanno fatto clinico, senza pero' alcun criterio didattico secondo me. Poi non mi sono neanche pienamente chiare le mansioni di uno psicologo clinico, ok lo psiocologo nel suo studio con il suo paziente steso sul lettino come vuole l'immaginario collettivo, pero' sulle varie guide dello studente si sprecano paroloni sugli eventuali sbocchi professionali senza pero' usare un linguaggio semplice e adatto per chi si iscrive il primo anno, ad esempio che significa fare counseling???? Inoltre quali sono i reali sbocchi lavorativi di uno psicologo del lavoro? Cosa puo' effettivamente fare al di la della selezione del personale? Vi ringrazio innanzitutto se siete arrivati fino qua a leggere, e aiutatemi a capire!![]()
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grazie a tutti per l'attenzione, buona giornata e a presto
duccio







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). Secondo me resta il ramo della psicologia che da comunque più sbocchi professionali e che al momento é più richiesto sul mercato! Basti pensare che da me a Bari (numero chiuso) ci sono 2 indirizzi: lavoro con massimo 40-50 iscritti al secondo anno e Relazioni d'Aiuto con più di 200 iscritti!!!
Questo fa ovviamente sperare me futuro psicologo del lavoro di avere più opportunità di uno dell'indirizzo relazioni d'aiuto.
il ke non guasta al momento degli esami.