Originariamente postato da ciaoragazzi!
Collochiamo la morte solo nel futuro, ma la morte è anche nel passato: non siamo sempre stati vivi, prima di essere vivi com'eravamo? Veniamo dalla morte e ritorneremo alla morte.
Questa prospettiva mi piace di più, rispetto a quella che colloca la morte esclusivamente nel futuro, alla fine della vita. Perchè se mettiamo la morte eslusivamente alla fine della vita, allora della morte resta solo il suo lato distruttivo, quello contrario alla vita. E di conseguenza tenderemo a percepirla come nemica, e a temerla.
Se invece la vediamo anche come principio, come ventre cosmico da cui veniamo alla vita, allora la morte acquista tutt'altra connotazione, molto più rassicurante e amica. La morte ci ha permesso di vivere la vita per un pò, e ci sta aspettando come una madre che aspetta che il suo bambino esca dall'asilo dov'è stato a giocare, per riportarlo a casa.
Inoltre la morte è anche nel presente: qualsiasi istante appare e muore. E così un nuovo istante può nascere. E se noi vivessimo per sempre, sulla terra non ci sarebbe spazio per nuove vite. Voler vivere per sempre è molto egoistico.
Siamo venuti dalla morte a fare una vacanza nella vita.
Al primo posto non c'è la vita ma la morte. Che abbiamo davvero diffamato.. altre culture hanno una visione della morte molto più serena.
Interessante visione, a cui ho pensato a volte ma tu l'hai espressa in modo più compiuto: grazie![]()







sarebbe meglio parlare di "vuoto", o di "nulla"
E quindi presuppone la vita. E la nascita è l'inizio della vita.