Mah. non ho idea se questo sia o meno un "contributo intelligente". Sinceramente, la questione del rapporto della fede con la psicologia mi appassiona poco, in sé. Nessuno discute del rapporto tra psicologia e bambole Barbie, o tra psicologia e denaro, che mi sembrano cose altrettanto importanti.
Lo sapete. Non ho fedi. Non ho dei. Ne faccio a meno. Il che non significa che non esistano. E' una scelta e, come tutte le scelte basate su dati insufficienti, è parziale e personale. Ma è.
E non mi preoccupa che esistano "psicologi credenti". Esistono psicologi che diventano tali per far piacere ai genitori. Altri per cercare di curare se stessi. Altri perché il loro narcisismo li fa pensare di essere talmente bravi da risolvere tutto. Eppure sono poi anche dei bravi psicologi.
Perché non dovrebbe essere un buon psicologo chi lo diventa per motivi religiosi?
Basta ricordarsi che siamo esseri umani. Non abbiamo in tasca la verità sul mondo. Riflettiamo, ci scanniamo, come dice il mio buon Guccini: "Scordandoci che infine tutti avremo, un metro di terreno".
vi allego un e-book (in formato pdf e in spagnolo, ma che ci volete fare: in italiano ancora non c'è). Un saggio di Julia Kristeva, psicoanalista, intitolato "Al comienzo era el amor - Psicoanalisis y fé". Forse si potrebbe ripartire da lì.
Buona vita
Guglielmo






