un mio amico ha da poco iniziato le pratiche di divorzio...la madre lavora fuore città quindi la bimba vive con il padre (a cui è affezionatissima) e passa con la mamma solo il tempo che lei torna in città...
il fatto è che la bimba non ha un bel rapporto con la madre...insomma...l'ha lasciata che aveva 4 anni quasi per andarsene a lavorare fuori città...facendosi vedere solo nei w-e
l'affidamento della bimba è stato dato alla madre...per il resto le decisioni devono essere prese di comune accordo da entrambi i genitori... ora:
-la madre porta la bimba da una psicologa...è quasi un anno e mezzo...le sedute si svolgono alle volte in presenza della madre alle volte no...quando è il padre ad accompagnare la bimba dalla psicologa è sempre costretto a stare fuori
-nell'ultima seduta la psicologa (che secondo la madre avrebbe la funzione di far affezionare la bimba anche a lei) ha "aggredito" la bimba...urlandole che il babbo era cattivo...che aveva fatto del male alla mamma (perchè una volta...preso dalla rabbia ha dato uno schiaffo alla consorte) e che lei doveva volere bene alla mamma...e smettere di essere così legata al padre
la bimba si è messa a piangere...anche se doveva passare la giornata con la madre non ha smesso un attimo di piangere e urlare e ha costretto la madre a chiamare il padre e a farla tornare da lui...
appena riabbracciato il papà gli ha raccontato tutto tra le lacrime...
ora mi chiedo...è una tecnica di "convincimento" quella adottata dalla psicologa o è negligenza professionale?
cosa si puo' fare in questi casi?
è denunciabile all'ordine regionale? e la parola della bimba vale per un'eventuale denuncia o vista la situazione verrebbe detto che è stata "imbeccata" dal padre?
il padre puo' costringere la madre a scegliere un altro terapista?
grazie per l'aiuto...







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