mi viene un'altra riflessione...
e se dicessimo che tutto il pensiero (credente, in qualsiasi disciplina) ha all' interno delle fondamenta portanti dei simboli strutturanti che prescindono i processi razionali?
Sono simboli RE-lazionali
E che spesso per campi lontanissimi i simboli sono simili...
o meglio...
le persone che li originano, hanno dentro di sè gli stessi processi e aspettative inconsce...
per cui: una disciplina esiste a se stante come rivelata o è il processo di una fitta rete di interscambi tra il soggettivo (spesso abbastanza universale) e l'oggettivo indipendente?
E' universale o è il prodotto di una... diciamo...estensione verso l'esterno di ciò di cui abbiamo bisogno imprescindibilmente per vivere?
E se poi dicessimo che lo spirito libero (o che prova ad esserlo) si riesce ad astrarre ogni tanto e osservare il simbolismo sotteso collocandosi quasi sempre all'interno dei processi di comunicazione multidirezionale che permeano "il discorso".... E ridendoci magari un po' e dicendo:...ho fatto tutto io...o perlomeno ho colluso...Mi serviva per vivere..
E se poi riuscissimo, diciamo quelle tre o quattro volte nella vita a pensare e sentire (mente e corpo) di essere parte dell'infinito e al contempo UNO..
psicocattocomunisti, post radicalmente aziendalisti.... :-)
forse saremmo tutti all'interno dello stesso discorso...e forse diventerebbe una cosa da costruire dicendo : cazzo come mi è piaciuto.....
o tentare di costruire ogni mattina (che guarda caso è il simbolo dell'inizio... tutti i giorni)..
...Si esce da un contenitore e ci si prova...e si incontrano cose e cose..tutto qui..
....E sei poi alla fine tornassimo al semplice affermando che, come dice il mio amico analfabeta...:"a robbe...tutti parlano...poi alla mattina fanno....quindi io mi ascolto io...oggi aggio a campà la iurnata come posso"....
:-)







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