Ma secondo voi, uno non può aprire subito uno studio appena iscritto all'albo, facendo prima consulenze, e, una volta finita la specializzazione, psicoterapie?
E' così difficile avere clienti?
Ma secondo voi, uno non può aprire subito uno studio appena iscritto all'albo, facendo prima consulenze, e, una volta finita la specializzazione, psicoterapie?
E' così difficile avere clienti?
Dovresti avere qualcuno che te li invia. Che ne so, dei medici di base, delle associazioni, poi dipende anche di che cosa t occupi. Bambini? adulti? famiglie? Tossicodipendenze? ecc..
All'inizio calcola che hai anche dei costi, l'affitto in primis. E poi come li fai pagare? Rilasci fattura? Allora devi aprire la partita iva, ma per aprirla devi "garantire" un minimo di guadagno l'anno. Comunque per questi aspetti ti consiglio di sentire un commercialista.
In pratica, uno può anche farlo, dipende da che cosa ha alle spalle..
Mentre il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito
Non ti curar di loro, ma guarda oltre e passa
Nooooh!Originariamente postato da julia123
E' così difficile avere clienti?
Siamo noi altri ad essere un po' ritardati!![]()
una mia amica si è aperta uno studio subito dopo aver iniziato la scuola di psicoterapia, ha fatto un giro da molti medici di base ma alla fine è riuscita a iniziare la sua attività.. è molto contenta.. il mio consiglio è: non mollare!! Non dico che sia facile, ma bisogna crederci nelle cose, altrimenti.. tanto vale non iniziare! In BOCCA AL LUPO!!!
ma certo che si può.....pure io voglio farlo!!!!!!
a questo proposito ti suggerisco di leggere il corso di marketing clinico del dott. serri che trovi sul sito www.humantrainer.it è molto bello e sopratutto ti carica tantissimo e tutto sembra molto più semplice.....
"Guida da te la tua canoa..."B.P.
scusate ma potete spiegarmi bene nella pratica che cosa significa fare consulenza?
valy
il sito è www.humantrainer.com non .it scusate ma confondo sempre!!!!!
"Guida da te la tua canoa..."B.P.
Ciao a tutte!
Anch'io avevo una mezza idea di iniziare, magari qualche ora a sett..
Ma ho un dubbio grande come una casa: il materiale per l'osservazione diagnostica (vedi Test) me li devo comprare personalmente?
Costano uno sproposito e inoltre senza una formazione specifica (insomma so utilizzare bene solo i test d'intelligenza) come faccio a interpretare anche un semplice test figura umana?
I test si devi comprarteli da sola. A mano che non fai consulenze o valutazioni in un centro dove li hanno già.
E per correttezza professionale non potresti somministrare e interpretare test con cui non hai familiarità e senza supervisione. Che validità avrebbero?
Mentre il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito
Non ti curar di loro, ma guarda oltre e passa
Secondo me, più che decidere a priori che tipo di "attività" offrire (test o colloqui o quant'altro), indipendentemente dalla problematica, è meglio decidere prima che tipo di "problematica" trattare, e quindi trattarla attraverso tutte le attività possibili: colloqui individuali, gruppi a tema, test, ecc. Ad esempio: non ''fare consulenze'', ma "trattare le fobie" e farlo attraverso più strumenti, quindi colloqui, incontri divulgativi, gruppi di mutuo-aiuto ecc.
Anzi, organizzando corsi o gruppi a tema, saranno poi i partecipanti stessi che si trasformano in clienti, perché ti hanno conosciuta in modo soft e hanno acquisito una base di conoscenza che li rende più pronti per iniziare un percorso più individualizzato. In questo modo ti auto-costruisci anche un'altra fonte di clienti, oltre alla rete di invianti (e non ci sono solo medici, ma anche ginecologi ed erboristi
!).
Conviene cioè, circoscrivere una problematica e/o un target, sia perché difficilmente i nostri potenziali clienti capiscono la differenza tra counseling & altri filosofeggiamenti ( in fondo abbiamo a che fare anche con persone con la 5a elementare, immigrati o persone che per 1000 motivi non conoscono le varie sfumature linguistiche o cliniche della psicologia), e tu stessa potresti trovarti uno dopo l'altro 10 casi con problemi diversi: metti che ti arriva un fobico, subito dopo un adolescente in conflitto coi genitori, poi una coppia in crisi, poi un disturbo di personalità istrionico-narcisistico, poi un uomo dissociato per abusi infantili, poi una donna in depressione post-parto...chi riuscirebbe, anche dopo 20 anni di carriera, a gestire con assoluta competenza tanti casi tutti così diversi e tutti così delicati? Per quanto si può decidere di fare solo counseling, non si sa mai cosa ti arriva, e allora, sembra strano, ma per avere più clienti forse è meglio "scartarli", "filtrarli" sin dall'inizio e instradare verso il proprio studio solo una selezionata categoria.
Originariamente postato da ste203xx
Secondo me, più che decidere a priori che tipo di "attività" offrire (test o colloqui o quant'altro), indipendentemente dalla problematica, è meglio decidere prima che tipo di "problematica" trattare, e quindi trattarla attraverso tutte le attività possibili: colloqui individuali, gruppi a tema, test, ecc. Ad esempio: non ''fare consulenze'', ma "trattare le fobie" e farlo attraverso più strumenti, quindi colloqui, incontri divulgativi, gruppi di mutuo-aiuto ecc.
Anzi, organizzando corsi o gruppi a tema, saranno poi i partecipanti stessi che si trasformano in clienti, perché ti hanno conosciuta in modo soft e hanno acquisito una base di conoscenza che li rende più pronti per iniziare un percorso più individualizzato. In questo modo ti auto-costruisci anche un'altra fonte di clienti, oltre alla rete di invianti (e non ci sono solo medici, ma anche ginecologi ed erboristi
!).
Conviene cioè, circoscrivere una problematica e/o un target, sia perché difficilmente i nostri potenziali clienti capiscono la differenza tra counseling & altri filosofeggiamenti ( in fondo abbiamo a che fare anche con persone con la 5a elementare, immigrati o persone che per 1000 motivi non conoscono le varie sfumature linguistiche o cliniche della psicologia), e tu stessa potresti trovarti uno dopo l'altro 10 casi con problemi diversi: metti che ti arriva un fobico, subito dopo un adolescente in conflitto coi genitori, poi una coppia in crisi, poi un disturbo di personalità istrionico-narcisistico, poi un uomo dissociato per abusi infantili, poi una donna in depressione post-parto...chi riuscirebbe, anche dopo 20 anni di carriera, a gestire con assoluta competenza tanti casi tutti così diversi e tutti così delicati? Per quanto si può decidere di fare solo counseling, non si sa mai cosa ti arriva, e allora, sembra strano, ma per avere più clienti forse è meglio "scartarli", "filtrarli" sin dall'inizio e instradare verso il proprio studio solo una selezionata categoria.
Sono perplessa....
Quelli che tu descrivi mi sembrano più compiti da psicoterapeuta che non da psicologo i cui interventi dovrebbero limitarsi alla psicodiagnosi e a colloqui suppurtivi.
Io come julia123 sto per essere abilitata ma francamente non mi sentirei di aprire uno studio. E' una questione rigore e rispetto verso i possibili pazienti. Davvero credete con così poca esperienza di poter essere loro d'aiuto?
A Ottobre inizierò la scuola di psicoterapia e a lavorare (gratuitamente ovviamente) in un Sert ed in un consultorio. Spero che queste esperienze mi aiutino a formarmi ma per il momento francamente mi basta questo.
Quello che temo è che queste improvvisazioni contribuiscano a screditare ulteriormente la nostra categoria![]()
lilagrace wrote:
Intanto in bocca al lupo per il volontariato, anch'io sono volontaria in consultorio ed è molto formativo (anche se dopo 1 anno ancora non me la sento di lavorare da sola con le mamme...)Quelli che tu descrivi mi sembrano più compiti da psicoterapeuta che non da psicologo i cui interventi dovrebbero limitarsi alla psicodiagnosi e a colloqui suppurtivi.
Nel post, a quali interventi ti riferisci che ritieni più da psicoterapeuta che da psicologo? All'uomo dissociato per abusi infantili, alla donna in depressione post-parto, ecc? Essì che sono da psicoterapeuti, e direi pure con anni di esperienza alle spalle, ci mancherebbe altro, lo sanno pure i muri di questo forum. Spero di non essermi espressa così male da sembrare di aver detto "venghino venghino, siore e siori, lo psicologo Bravassai cura tutte le patologie che hai!"
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Non si parlava infatti di improvvisare alcunché, o di buttarsi subito in chissà quali interventi fantasmagorici, né di delimitare quali compiti sono dello psicologo e quali dello psicoterapeuta (poiché gli apostoli conoscono già il vangelo), ma di come comunicare i propri servizi in modo chiaro, in modo che sia comprensibile anche a una persona con la 5a elementare, per evitare di vederci arrivare in studio tematiche che vanno al di là di quello che possiamo deontologicamente/eticamente/professionalmente fare. La parola "consulenze" è ambigua, non fa capire al paziente dissociato che quello non è il professionista per lui e che deve invece rivolgersi a uno psicoterapeuta.
Cioè, per chi comincia, imho sarebbe utile:
1) selezionare da subito un'area tematica di cui ci si vuole occupare, evitando la "tuttologia": molti neopsicologi si fanno un pessimo nome perché all'inizio, pur di riempire uno studio ancora vuoto, accettano di tutto, con conseguenze deleterie che si possono immaginare, per i pazienti, per lui e per la categoria![]()
2) comunicare in modo chiaro qual è la problematica, evitando termini generici come "consulenze", che potrebbero non essere chiaramente capite dai potenziali clienti, o termini tecnici, per lo stesso motivo
3) una volta che si è scelto la tematica, magari non buttarsi subito su interventi troppo "delicati": il colloquio è uno strumento delicatissimo da maneggiare, e anche se l'iscrizione all'albo autorizza a fare colloqui diagnostici o supportivi, sono qualcosa di delicatissimo che uno psicologo novello può non essere capace di fare o non sentirsela. Allora mgelio iniziare con attività più generiche, come incontri a tema, gruppi, serate, ecc. Esempio pratico: gruppi di crescita personale, serate sulla comunicazion efficace, ecc.
Cioè, evitiamo il rischio di vederci arrivare pazienti che non possiamo trattare e dobbiamo inviare ad altri specialisti. Come? Comunicando chiaramente, in modo comprensibile, di quale tematica ci si occupa, così che arrivi al proprio studio solo una categoria di pazienti, no le più disparate che poi non possiamo prendere in carico/non ce la sentiamo/ecc...
Caspita il sole deve essermi dato alla testa se sembra che ho scritto "lo psicologo può curare di tutto e di più!"
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L'ho interpretato in quel modo perchè il thread è stato aperto da una ragazza appena abilitata che chiedeva se era opportuno aprire uno studio. Poichè, appunto, appena abilitata ovviamente è "solo" psicologa.
Ho dedotto che tutti i post seguenti fossero relativi a questa specifica situazione...