La sindrome di Stoccolma è un meccanismo psicologico di identificazione con il proprio carnefice e piu' la vicenda è drammatica e piu' quest'identificazione si rafforza.
In un certo senso è come se la vittima vivesse un rapporto di odio-amore con l'aguzzino e finisse per giustificare le atrocità subite.
Personalmente sono allibita ...non riesco ad immaginare cosa abbia potuto provare questa bambina ad essere segregata per cosi' tanti anni...che atrocità....grazie a Dio non è impazzita...anche a me è sembrata fredda e come se raccontasse la storia di qualcun'altra ma sinceramente non voglio giudicare e mi auguro che professionisti capaci e competenti possano ridarle quella vita che le è stata tolta senza alcun motivo.
Auguri di cuore Natasha.







e giudizi vari e inutili) l' unica persona con cui ha avuto contatto tutto questo tempo non c'è più... si è ucciso... forse si sentirà colpevole visto che sapeva che si sarebbe tolto la vita se lei fosse scappata... e se fosse per questo che piangeva nel ricordarlo? infondo ha chiesto come unico risarcimento che le fosse data la casa in cui era segregata.