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  1. #16
    Partecipante Affezionato L'avatar di stegg
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    111

    Re: Re: Re: psicologa suicida-palazzina crolla

    Originariamente postato da piumealvento
    ghiretto questa è una banalità
    ah perchè le tue non sono banalità???

    cmq chi ha detto che la signora esmeralda era una psicologa? sul sito dell'Ordine non risulta.
    io avevo anzi notizia che fosse una "contabile esperta".
    allora facciamo un assessment completo ai ragionieri!
    o meglio ancora una BDI a chiunque voglia allacciarsi alla rete del gas metano.

  2. #17
    Partecipante Affezionato L'avatar di samy2700
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    certo il nostro lavoro porta ad uno stress profondo,ascoltare i problemi altrui,cercare di risolverli,a volte sentirsi inutili e spesso nessuno ascolta i nostri problemi perchè tanto siamo psicologi!!
    però è verissimo che tantissimi di noi studiano questa materia operchè a loro volta erano stati in cura,quando studiavo avevo ben 10 mie compagne di corso che avevo avuto bulimia,anoressia e gravi depressioni...superate?forse4,ma poi entrando in contatto con i disturbi altrui non è che una personalità fragile può ricadere.Sono d'accordo che andrebbero fatti degli esami maggiori nella nostra professione che le terapie personali non dovrebbero essere un modo per spillare soldi,ma per capire e scremare...con questo non è detto che uno non sviluppi problemi dopo,ma partire già con dei problemi in un lavoro così mi sembra fuori luogo,anche perchè la professione non ci fa bella figura(chi cura sta più male del curato,con che fiducia ci si rivolge poi?)l'ordine dovrebbe intervenire.

  3. #18
    Partecipante Super Figo L'avatar di Anandamyde
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    quindi secondo il vostro ragionamento io che ho vissuto un'infanzia segnata da gravi lutti e una situazione di disabilità fisica in casa sarei "particolarmente fragile" e a rischio scegliendo come carriera professionale la psicologia?

    eh sì...perchè essendo cresciuta in una casa di disabili il mio subconscio potrebbe aver sviluppato una propensione alla "sindrome della crocerossina"...

    scusate...ma sinceramente l'argomento mi sembra un po' labile...
    baciuz'

  4. #19
    Partecipante Esperto L'avatar di maryflower
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    il mio tutor diceva che l'unico modo per affrontare il lavoro pur avendo problemi personali (chi non ne ha?) è che bisogna considerare il problema non personale, ma sociale. credo proprio avesse ragione

  5. #20
    piumealvento
    Ospite non registrato
    ciao stegga
    la notizia l'ho data copia incolla da libero. E se fosse una contabile non lo so.
    In quanto all'intervento di ghiretto ha sbagliato a impostare il ragionamento, da qui la definizone di banalità. Provo a spiegartelo in termini diversi e piu semplici magari lo capisci. Non puoi dire che tra 100 extracomuniari il numero di persone con la fedina penale sporca sia maggiore rispetto al numero di delinquenti presi da un campione di 100 italiani, PROBABILISTICAMENTE le due proporzioni sono analoghe. Tra un campione di 100 delinquenti però, ne trovi largamente di piu extracomuniari che italiani, è statistico.
    Uno stesso studio che ho letto, non ricordo il titolo non avendolo sottomano ma se vuoi te lo indicherò quando faccio un salto in biblioteca, ha fatto la stessa cosa raffrontando diverse professioni. E allora da qui ti dico che su 100 persone "disturbate" c'è la stessa probabilità che ci siano 5 psicologi e 5 ingegneri, ma se prendi 100 psicologi e 100 ingegneri e vuoi andare a vedere la % di persone "disturbate" (ovviamente si parlava di disturbi diversi, da disturbi di personalità ad altri disturbi) la probabilità è molto diversa.

    E allora da tutto ciò dico: concordo con quanto ha detto lepre marzolina, però non c'è un modo di fare uno screening in partenza o in uscita? Certo, molte problematiche si possono certo sviluppare durante l'ìarco di vita e forse sono legate al tipo di professione svolta, questo può essere, ma è solo una parte. Il resto non si potrebbe in qualche modo contenere? Io dico di si, basta vedere le modalità di accesso di molte scuole di specialità in psicoterapia schiave del dio denaro, dove vengono prese anche persone che sono chiaramente inadatte a intraprendere quel tipo di professione

  6. #21
    piumealvento
    Ospite non registrato
    scusa Anandamyde ....cosa c'entra?!?fortunatamente nel segnare il destino di una persona non c sono solo le circostanze che si trova costretta a vivere ma anche mille altre variabili, dal temperamento, al carattere, a mille altri fattori.
    Fortunatamente la realtà è molto meno deterministica di quello che gli eventi potrebbero suggerire

  7. #22
    Johnny
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da samy2700
    certo il nostro lavoro porta ad uno stress profondo,ascoltare i problemi altrui,cercare di risolverli,a volte sentirsi inutili e spesso nessuno ascolta i nostri problemi perchè tanto siamo psicologi!!
    però è verissimo che tantissimi di noi studiano questa materia operchè a loro volta erano stati in cura,quando studiavo avevo ben 10 mie compagne di corso che avevo avuto bulimia,anoressia e gravi depressioni...superate?forse4,ma poi entrando in contatto con i disturbi altrui non è che una personalità fragile può ricadere.Sono d'accordo che andrebbero fatti degli esami maggiori nella nostra professione che le terapie personali non dovrebbero essere un modo per spillare soldi,ma per capire e scremare...con questo non è detto che uno non sviluppi problemi dopo,ma partire già con dei problemi in un lavoro così mi sembra fuori luogo,anche perchè la professione non ci fa bella figura(chi cura sta più male del curato,con che fiducia ci si rivolge poi?)l'ordine dovrebbe intervenire.
    Ma secondo te esistono persone "non fragili" al mondo?

    Partendo dal presupposto che lo psicologo è una persona e quindi non è Dio, può darsi che egli stesso abbia dei "problemi" e, come dice Freud nel 1937, i difetti dell'analista possono influenzare l'esito della terapia. Proprio x questo Freud parla di "ristruttuazione dell'Io" e l'analista deve fare una "analisi ogni 5 anni", come in fondo dici tu stessa nel post


    Piuttosto, non riesco a capire se l'equazione psicologo=persona con problemi è valida anche per uno psichiatra

  8. #23
    Partecipante Super Figo L'avatar di Anandamyde
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    scusa Anandamyde ....cosa c'entra?!?fortunatamente nel segnare il destino di una persona non c sono solo le circostanze che si trova costretta a vivere ma anche mille altre variabili, dal temperamento, al carattere, a mille altri fattori.
    esattamente quello che cercavo di spiegare io...

    non credo che sia valida l'idea di fare un "test psicologico di ammissione alla carriera"...

    comunque vada tutti siamo più o meno fragili e influenzabili dagli accaduti che ci circondano...questo no vuol dire pero' che una persona emotivamente fragile o con un passato personale "particolare" non sia in grado di fare lo psicologo...

    il mio ragionamento sulla mia situazione personale e lo "spirito da crocerossina" era una risposta provocatoria...ma forse nemmeno tanto a samy2700

    però è verissimo che tantissimi di noi studiano questa materia operchè a loro volta erano stati in cura,quando studiavo avevo ben 10 mie compagne di corso che avevo avuto bulimia,anoressia e gravi depressioni...superate?forse4,ma poi entrando in contatto con i disturbi altrui non è che una personalità fragile può ricadere.Sono d'accordo che andrebbero fatti degli esami maggiori nella nostra professione che le terapie personali non dovrebbero essere un modo per spillare soldi,ma per capire e scremare...con questo non è detto che uno non sviluppi problemi dopo,ma partire già con dei problemi in un lavoro così mi sembra fuori luogo,anche perchè la professione non ci fa bella figura(chi cura sta più male del curato,con che fiducia ci si rivolge poi?)l'ordine dovrebbe intervenire.
    baciuz'

  9. #24
    piumealvento
    Ospite non registrato
    non credo che sia valida l'idea di fare un "test psicologico di ammissione alla carriera"...


    ..anche io non farei fare "un test", mi sembrerebbe tanto idiota quanto riduttivo, con tutti i limiti che uno strumento cosi può avere.
    Quello che voglio dire è che ci dovrebbe essere una selezione seria alla base, del resto le scuole di psicoterapia fanno dei colloqui per l'ammissione, e chi lo fa è generalmente il preside della scuola mica l'ultimo pirla di turno: nonostante questo perchè nella maggior parte delle scuole (parlo di quelle private, le pubbliche non lo so ma non esiste di fatto nessuna scuola di psicoterapia pubblica, al max psico clinica) vengono ritenuti tutti idonei?mi sembra chiaro il xè

  10. #25
    Postatore Epico L'avatar di Alessia Va
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    Originariamente postato da piumealvento
    perchè nella maggior parte delle scuole (parlo di quelle private, le pubbliche non lo so ma non esiste di fatto nessuna scuola di psicoterapia pubblica, al max psico clinica) vengono ritenuti tutti idonei?mi sembra chiaro il xè
    in questo, ti do ragione...

  11. #26
    Partecipante Affezionato L'avatar di samy2700
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    io ho scritto che se una persona che fa lo psicologo ha delle problematiche personali già prima di praticare è a rischio di peggiorare,non ho parlato di persone che hanno subito lutti,vi ho fatto esempi di depressioni,anoressie,bulimie...

  12. #27
    Ghiotto patato ಠ_ಠ L'avatar di Biz
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  13. #28
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    Originariamente postato da piumealvento
    ciao stegga
    la notizia l'ho data copia incolla da libero. E se fosse una contabile non lo so.
    ..............

    Originariamente postato da piumealvento

    In quanto all'intervento di ghiretto ha sbagliato a impostare il ragionamento, da qui la definizone di banalità.
    Grazie, servono un sacco di maestri al mondo

    Originariamente postato da piumealvento

    Provo a spiegartelo in termini diversi e piu semplici magari lo capisci.
    Appena appena ( una punta eh!) offensivo, hai mai considerato come possibilità che tu non ti sia spiegato bene?
    Originariamente postato da piumealvento

    Non puoi dire che tra 100 extracomuniari il numero di persone con la fedina penale sporca sia maggiore rispetto al numero di delinquenti presi da un campione di 100 italiani, PROBABILISTICAMENTE le due proporzioni sono analoghe. Tra un campione di 100 delinquenti però, ne trovi largamente di piu extracomuniari che italiani, è statistico.
    Vero, ma, ci sono molti ma, magari dipende "anche" da altri fattori sociali, più che da una intrinseca manchevolezza degli extracomunitari, tipo:
    non parlano bene la nostra lingua e dunque non impostano al meglio la difesa,
    oppure
    sono più poveri e dunque non possono pagarsi ottimi avvocati come i nostri grandi criminali indigeni....
    Originariamente postato da piumealvento

    Uno stesso studio che ho letto, non ricordo il titolo non avendolo sottomano ma se vuoi te lo indicherò quando faccio un salto in biblioteca, ha fatto la stessa cosa raffrontando diverse professioni. E allora da qui ti dico che su 100 persone "disturbate" c'è la stessa probabilità che ci siano 5 psicologi e 5 ingegneri, ma se prendi 100 psicologi e 100 ingegneri e vuoi andare a vedere la % di persone "disturbate" (ovviamente si parlava di disturbi diversi, da disturbi di personalità ad altri disturbi) la probabilità è molto diversa.
    interessante da leggere, più informazioni appena puoi grazie
    Originariamente postato da piumealvento

    E allora da tutto ciò dico: concordo con quanto ha detto lepre marzolina, però non c'è un modo di fare uno screening in partenza o in uscita?
    e chi fa lo screening ai selezionatori?

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