Questa cosa ha dell'assurdo.
La SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) ha preso una decisione che ha dell'allucinante: in breve, ha deciso che i demo dei videogiochi non sono più software per computer, ma bensì musica (???), in caso questi contengano tracce audio di qualsiasi genere. Ora, dando per scontato che ogni demo ha al suo interno tracce audio, la nostra rivista (così come la concorrenza) si trova di fronte a un bel problema; alzare il prezzo della rivista non sembra essere una buona ipotesi, dunque servirà qualche idea. Anche perché oramai nessuna rivista del settore può prescindere dalla distribuzione di materiale dimostrativo da allegare ai numeri in uscita.
Insomma, la SIAE tra poco ci chiederà di pagare i diritti sui brani anche se li fischietteremo per strada, e la cosa è preoccupante. Mi tornano alla mente diversi film e telefilm che hanno ipotizzato una situazione simile (non sempre riguardante la musica), dove tali azioni disegnavano i tratti di una vera dittatura: roba da mettere in piedi una lotta armata.
La SIAE conta di recuperare il denaro che non riesce a salvare a causa della diffusione del peer to peer tramite programmi come WinMX, sottoponendo il mercato a pressioni a dir poco ingiustificabili. Invece di abbassare i prezzi dei CD, continuano a farli lievitare, cercando anche il controllo su settori che non fanno certo della musica un business.
Io (e non solo io) sono a dir poco sconcertato.








ma ho votato 

