Che ti dice: che non ha piu' il sintomo?? e dove sono finiti i suoi interrogativi, nello scarico della doccia?? (e' che forse dopo ogni seduta andiamo a fare una doccia e cosi ci liberiamo dalle scorie nel nostro vecchio/patetico modo di pensare asociale???Originariamente postato da vincentvang
mmhh...
chi dice quando una persona sta meglio? La persona stessa!
o piuttosto si cerca di ridurre la sensibilità del "paziente".[i]
insomma in terapia si portano dei problemi se questi problemi non sono più problemi per la persona la persona sta meglio... esempio: io soffro di attacchi di panico vado in terapia... ho tutta una serie di sintomatologia e questa sintomatologia mi fa stare male... ora perchè sto male? nel caso dell'attacco di panico i sintomi sono la tachicardia, le parestesie, l'intensa paura di morire, ecc... faccio di tutto per evitare che mi venga un attacco di panico perciò EVITO situazioni che potrebbero scatenarlo... cosa si fa in psicoterapia? (almeno nella terapia cognitiva comportamentale) si cerca di portare la persona a vedere sotto una luce diversa, a darne una interpretazione più razionale..
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Come dire: lei caro signore della sua sensibilità ci soffre, io adesso la aiuto a ridurre il livello della stessa e la lascio felice e imbambolato in una ridotta percezione della realtà, la sintonizzo sulla stessa lunghezza d'onda dei suoi simili e lei vivrà una nuova vita, anche se, ehm mi dispiace, ma non sarà la sua vita
Questo è molto importante perchè non è affatto dimostrabile che la "luce razionale" sia la migliore luce.
L'uomo è, per definizione, un essere irrazionale. E meno male.
(a proposito di razionalità/irrazionalità, io credo che vi sia anche una notevole differenza fra i sessi, in tal senso. Le donne sono piu' razionali degli uomini. Che forse la terapia psichica dovrebbe essere esercitata solo da loro??
Ecco il punto focale: se io mi faccio aiutare da un amico a vedere le cose da prospettiove diverse, mi saro' garantita la possibilità di scegliere un amico a me affine per cultura. Se, diversamente, inizio con un "dottore" questo percorso di riprogrammazione culturale e sentimentale dovro' affidarmi ad una "scienza" che non puo' avere ragione di esistere se non sul tragico e fascista presupposto che tutti gli uomini sono uguali e che, laddove esiste un disagio, è semplicemente a causa di in discostamento da quella uguaglianza ritenuta maggioranza[i]
. è ovvio che l'attacco di panico non mi farà morire e per orrendo che sia durerà non più di 20 minuti... dato che ti piace la filosofia ti cito Epiteto: "le persone non sono turbate dagli eventi, quanto dalla visione che hanno di essi" oppure Shakespeare nell'Amleto: "nessuna cosa è in sè buona o cattiva; è il pensiero a renderla tale"... sposando questa idea si deduce che lavorando sul pensiero da soli o con l'aiuto di un terapeuta o di un amico si può arrivare a dare di eventi interpretazioni che ci possono far stare meglio..
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bene, ma ci sarà pure un motivo per cui la natura mi invia quel segnale?[i]
. nel caso dell'attacco di panico per esempio so che non posso morire....
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dubito che voglia dirmi "vai dal dottore"
potrebbe voler piu' semplicemente dirmi "c'e' qualcosa nella tua vita che non si adatta a te"
l'evitamento?? parli della codardia che per alcuni è una vera salvezza perchè in fondo hanno solo bisogno di restare rassicurati nel loro mondo, paranoico ma rassicurante[i]
sul piano comportamentale si cerca di ridurre l'evitamento e questa non deve essere considerata una tortura... l'evitamento porta a rafforzare le paure perchè solo quando ci si rende conto che sono infondate le si supera...
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qui proprio non ho capito cosa vuoi dire.[i]
ora mi rendo conto che ci sono disturbi più pervasivi che coinvolgono aspetti molto profondi e per questi forse sono più adatte altre forme di terapia però se hai a che fare con un paziente ti rendi conto se questo sta meglio oppure no e se ne rende conto anche lui....
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cosa sono le "altre forme di terapia"??
appunto "dovrebbe" poichè è una efficacia provata non sul mio cervello che è unico ed immenso. E non chiamarmi presuntuoso, so' già di esserlo e non me ne dispiace.[i]
l'obiettivo del tempo si raggiunge scegliendo terapie che scientificamente si sono rilevate efficaci nel minore tempo possibile.... non sempre funzionano e sicuramente è difficile trovare una durata standard... l'efficacia dimostrata scientificamentedovrebbe essere la garanzia...
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penso che sarebbe meglio se dormisse a conti fatti. Tranne quei piccoli cenni di approvazione. Ma quelli di disapprovazione no, quelli non li capisco.[i]
Domande:
1) che vuol dire in presenza ma non insieme al terapeute? che il terapeuta può anche dormire?
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Chi puo' dirlo?? Mi ripeto: pensa, sul lettino a 15 anni a un Leopardi, un Nietzsche, un Wilde: li avrebbero guariti. Magari Wilde te lo convertivano alla eterosessualità, perchè la società vittoriana certo non accettava l'omosessualità.[i]
2) se elimino il sintomo quale conseguenze negative posso provocare? tu pensi meglio quando stai bene o quando sei preoccupato da altre cose?
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La sostanza, secondo me, è, mi ripeto, che ogni scienza umanistica diventa scienza solo nella misura in cui accetta di essere limitata nello spazio e nel tempo.
Appunto, tutta la tecnica psicoterapeutica non potrà mai dimostrare che, sparito il sintomo, ha eliminato le cause. Proprio come la tachipirina: abbassa la temperatura, certo, ma non debella l'influenza che, in effetti, passa da solo. E non solo, la temperatura alta, il sintomo appunto, mi e' utile a sconfiggere la malattia.[i]
3) Anche certe medicine agiscono sul sintomo senza preocuparsi della causa... es. tachipirina non capisco dove vuoi andare a parare? che se non c'è il sintomo non si riesce ad arrivare alla porta dell'inconscio dove ci sono le illuminanti risposte che portano alla catarsi della mia sofferenza?
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mmm, La tua paziente ha solo iniziato un bel viaggio, ha cambiato paese, contesto, ma .....quanto durerà??? Fra quanto avrà nuovamente bisogno di fuggire da se stessa, dall'insieme delle relazioni (nel contesto) che essa stessa crea, in quanto tale??[i]
4) Non è mica vero che si cerca sempre e solo di fare adattare il paziente al contesto... dopo diverse sedute con una paziente troppo preoccupata per il lavoro dove tutti se ne aprofittavano... LEI ha scelto di cambiare lavoro quindi non è stata lei ad adeguarsi ma il contesto... il contesto è quello che è, criticaro costruttivamente aiuta, certe volte per stare meglio bisogna adattarsi, altre volte si adatta il contesto... non esistono regole valide per tutti secondo me...
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Cambiare la società è proprio l'ultima cosa che ci aspetteremmo dagli psicologi. Essi, al contrario, hanno il ben preciso, e comunque nobile, compito di evitare che la società scoppi per le sue contraddizioni.[i]
5) Il cambiare la società non può essere compito solo di psicologi o terapeuti e soprattutto, tornando a Galimebrti, un po' di responsabiltà l'avranno anche i ns padri se la società è così... son nato 28 anni fa... per tanti danni che posso aver combinato non credo di essere il padre di questa società e non credo che lo siano tutti i giovani tanto criticati... al massimo ne saranno i figli... Galimberti è uno dei padri forse...
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La società dovrebbero dirci come ricostruirla tutti quelli che possono dirci con scientificità assoluta, cosa e' biologico per l'uomo e cosa non lo e'.
Ora vado a dormire.
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Rispondi citando
ma daii non erano i comunisti che dicevano che siam tutti uguali? i fascisti non erano quelli che spedivan gli ebrei nei campi di concentramento? non mi ricordo bene.... cmq anche i comunisti erano un po' fasciti perche non erano democratici... cmq mettiamo nel mixer un po' di no global, un po' di revisionismo storico e vediam cosa esce....
