ciao, io sono laureato da più di un anno (laurea di 5 anni)...la mia compagna mi ha mollato perchè ha capito che con me non c'è futuro..quando studiavo le dicevo:"aspetta che mi laureo e poi lavoro",dopo laureato le dicevo:"aspetta che finisco l'anno di tirocinio e poi lavoro", dopo il tirocinio"aspetta che faccio l'esame di stato e poi lavoro" dopo 7 mesi dalla fine del tirocinio, sentire che per lavorare avrei bisogno di 4 anni di specializzazione è stata la mazzata finale e non ha retto piùOriginariamente postato da meduska
Non so come mi sia capitato di leggere questo topic proprio in questo periodo un pò particolare della mia vita, sto riflettendo molto sulla scelta fatta e ora come ora penso che era meglio, anzichè inseguire il sogno del lettino di Freud, guardare al mio futuro in modo più concreto.
Sono demotivata nello studio perchè penso che alla fine non farò mai ciò che desidero, quindi mi sta passando per la mente l'idea di mollare la psicologia, fermarmi alla triennale e fare qualcosa che mi dia le possibilità economiche per vivere dignitosamente.
Dopo la psicologia l'unica cosa che mi interessa è il diritto, quindi intraprenderei questa strada, abbandonando definitivamente la psicologia. Il problema è che non so decidere e forse ciò che sto scrivendo è dettato dal fatto che sono molto amareggiata in questo periodo e magari fra qualche giorno tornerò ad essere soddisfatta di ciò che faccio (prima di ora non avevo pensato minimamente ad una cosa simile!), non lo so... Faccio fatica a parlarne con i miei cari, i miei amici e con tutte quelle persone che mi hanno sempre detto: non dovevi fare psicologia, sei sprecata, è la facoltà dei "cretini"!"
Sono stanca di sentire queste cose, stanca di non avere prospettive sicure, stanca di sentire che siamo medici di secondo livello, stanca di sentire che in Italia non c'è spazio per noi...e forse non sono così forte da camminare per una strada così in salita come quella che un giorno ti porterà a mantenerti lavorando da psicologa e non da educatrice o come volontaria...Vorrei sapere in quale altro mestiere si sentono le cose che si sentono e vedono nel nostro, noi per lavorare abbiamo bisogno di laurea, master, corsi vari, specializzazione e gli altri faticano solo in misura accettabile per fare ciò per cui hanno studiato. Nel mio cuore c'è la psicologia, ma la parte più razionale e forse più matura di me la sta allontanando, al pensiero di chi mi manterrà economicamente quando avrò trent'anni e forse sarà già troppo tardi per avere rimpianti...
Cosa farò ora?Parteciperò al concorso per entrare nell'Università come aiutante d'aula...hai presente quelli che aiutano i professori con il proiettore?Sì, uno di queli. Ma tanto non mi prenderanno...
Comunque, se per una donna può essere avvilente, pensa quanto può esserlo per l'uomo.
Se tu non hai i soldi per uscire, se paga il tuo ragazzo non c'è niente di male o di strano. Se non hai la macchina, il tuo ragazzo te la può prestare, ti accompagna ecc...se per la vacanza non riesci ad avere tutti i soldi, il tuo ragazzo può mettere lui la differenza...infine ti sposi ma non hai trovato lavoro? beh, non c'è niente di male se è solo lui a lavorare e a guadagnare. Pensa invece quanto sia più difficile se è l'uomo a non avere i soldi. Cosa fa, esce e si fa pagare dalla sua ragazza?la sua ragazza lo viene a prendere e lo riaccompagna la sera a casa???
Tu sei donna, puoi prenderti un uomo ricco che ti aiuti finchè non trovi lavoro.









ne sono uscita a pezzi! e poi cmq prenderei ogni singola cosa dall'unghia spezzata alla bocciatura alla prova finale