Ecco uno dei miei ultimi sogni. Come di norma nel mio mondo onirico, il sogno ha una sua linearità e coerenza, ed è ricco di particolari. In sogno ho notato delle costanti: sono molto più estroverso (fin quasi all'eccesso); gli altri personaggi (generati dalla mia mente) hanno una loro personalità ben definita e agiscono coerentemente; le regole della realtà che mi coinvolgono direttamente non vengono stravolte (non volo, non mi trasformo, non cambio prospettiva, non leggo i pensieri altrui...), ma nel mondo intorno a me succedono cose assurde (che però non mi stupiscono); l'umore che ho è sempre entusiasta e allegro; non vi sono grandi aspetti negativi (non faccio mai incubi).
Questo è il sogno:
[size=16:2e23b538ae]Inghilterra, forse Londra, o comunque una grande città del sud-est dell'isola. Sono in una enorme camera di un antico e gigantesco monastero adibito forse a college. La camera è molto strana. C'è un ampio letto vicino alla porta d'ingresso e svariate grandi finestre sul lato opposto. Una parte della stanza è come... scoperchiata, senza il tetto, né un pezzo di parete. Da quest'apertura è possibile vedere una chiesetta e un cortile, un chiostro con un paio di bambini che giocano oltre il quale c'è una strada larga e trafficata, una specie di tangenziale. Dalle finestre è visibile un'ala del monastero costituita da un palazzone color arancio scuro e costellato di finestre, evidentemente di costruzione successiva e moderna, ma comunque in stile antico. Questo palazzone è altissimo: circa una decina di piani, tanto che per vedere il cielo dalle finestre devo chinarmi di molto, anche perché quest'edificio è assai vicino alla mia camera al pianterreno e mi toglie lo sguardo per quasi tutta la lunghezza della parete con le finestre.
In fondo alla camera (che misura circa 6-7 metri per 20-25!!!) dalle pareti in scuro e logoro mattone e il soffitto in legno nero vi è una piccola scalinata che porta giù fino a un cancello, oltre il quale una scala a chiocciola e altri suggestivi ambienti che mi riprometto di esplorare avventurosamente in un secondo momento, anche in seguito alla scoperta che il cancello non è chiuso a chiave!
Ma risalendo i pochi gradini noto che alcuni "turisti" sono entrati attraverso l'apertura sulla parete, dal lato che da sulla chiesetta e il giardinetto, e osservano con interesse l'ambiente. Tra i turisti ci sono anche i bambini che avevo intravisto, ma sono più di 2, forse 4 o 5. Avvicinandomi mi sento appena un po' imbarazzato per la mia presenza, capendo che non avrebbero compreso si trattasse della mia camera. A pochi metri dai bambini li saluto gentilmente con un "ciao" e sorridendo, loro ricambiano con un sorriso. Ma mentre mi avvicino, i bambini diventano dei ragazzi (precisamente un ragazzo e 3-4 ragazze molto carine) della mia età. Tra le ragazze ce n'è una che mi attira particolarmente per il suo dolcissimo sorriso, è una ragazza orientale, molto carina, con la quale ho un approccio verbale, mentre gli altri stanno ad ascoltare me che sono diventato il centro dell'interesse. Inizio dicendole che io abito lì e chiedendole da dove viene (è curioso che io parli tranquillamente in italiano, aspettandomi di essere compreso, pur sapendo che mi trovo in Inghilterra), lei risponde di provenire da York, dicendo semplicemente la parola "York". Io le faccio: "York in Inghilterra?" pensando che potesse riferirsi anche a New York in America, ma rendendomi immediatamente conto dell'assurdità della mia domanda! Lei risponde con un cenno e un meraviglioso sorriso.
Avendo saputo che era inglese, mi metto inspiegabilmente a parlarle in inglese e le dico che sono ospite presso quel college perché vengo dall'Italia e sono lì per lavorare e imparare l'Inglese. Ma mentre facciamo conversazione e inizio a comunicare anche con gli amici di lei, inizia a scendere la pioggia, la giornata serena volge in poco tempo in un temporale e, trovandoci nell'area senza tetto della camera, veniamo colti alla sprovvista. Io prendo per mano la ragazza di York e la porto di corsa in direzione della scalinata che porta al cancello di prima, preannunciandole che le avrei mostrato un bel posto, gli altri ci seguono, divertiti dalla mia irruenza e dal clima di agitazione creato dalla perturbazione meteorologica. Correndo sbaglio strada e li conduco all'esterno dell'edificio, per strada. Ora è notte, le luci del quartiere periferico illuminano le strade deserte e rumorose per il cadere della pioggia. Accortomi dell'errore tento di ritornare sui miei passi, ma la giapponesina mi grida divertita: "Non vorrai tornare indietro!", ha ragione, servirebbe solo a inzupparci più di quello che già siamo, meglio raggiungere la tettoia di un distributore di benzina a pochi metri da noi. Io e la ragazza arriviamo per primi, gli altri rimangono indietro, ma stanno arrivando. Io e lei ci guardiamo negli occhi e io credo che sia il momento migliore per baciarla, così mi avvicino lentamente a lei e ci provo, ma lei si sottrae, lasciandomi capire che è troppo presto, che ci conosciamo da poco, io comprendo la sua scelta e decido di rimandare. Nel frattempo arrivano gli altri e ci riuniamo attorno a un bidone della spazzatura. Il ragazzo tira fuori una canna e inizia a fumarla.
Io ho ancora la mano della mia dolce amica nella mia e sembra che lei lo gradisca. Sono felice di questa mia nuova conoscenza. Sento che gli altri stanno pensando quello che penso io, ma la cosa sembra non imbarazzare nessuno.
Comincio a chiedermi se sia meglio accettare un tiro di canna, quando inevitabilmente mi sarà offerto, o rifiutare...
A questo punto il sogno finisce.
[color=blue:2e23b538ae]Credo che la scelta dell'Inghilterra come ambientazione derivi dal fatto che ho parlato proprio ieri sera a mia madre della mia intenzione di dare l'esame di inglese a settembre.
La pioggia improvvisa è la conseguenza del cambiamento climatico avvenuto ieri sera, mentre me ne stavo con i miei amici e si è alzato un vento freddo, oppure perché ho visto sul giornale le previsioni del tempo e ho letto che sarebbe piovuto nei prossimi giorni.
Tutto il resto non ha un apparente riscontro con la realtà delle mie esperienze o delle mie fantasie recenti.
La cosa più interessante è la mia sfrontatezza e l'assenza di imbarazzo che ho avvertito dall'inizio alla fine. Credo che questo sia da imputare a un cambiamento che sta avvenendo in me in questo periodo della mia vita: Sto crescendo e l'esperienza di aver vissuto a Parma negli ultimi mesi mi ha fatto diventare più sicuro e aperto, o meglio, così mi farà diventare non appena avrò realizzato la natura di questo cambiamento apparentemente semplice, ma in realtà complesso, poiché prevede una rivoluzione completa del mio carattere e del mio modus operandi quotidiano.[/color:2e23b538ae][/size:2e23b538ae]







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