Grazie a tutti. Sono scomparsa per un po' non per disinteresse ma perché avevo davvero TROPPO da fare.
Ora torno con aggiornamenti rispetto ad entrambi i casi.

ADOLESCENTE
Il padre sosteneva di aver perso la speranza di avere un rapporto con il figlio. Si sentiva trascurato e maltrattato da lui. io ho insistito sul fatto che in realtà la difficoltà con il ragazzo è comune a molti adulti (compresa la moglie), che non ce l'ha solo con lui e che è un po' eccessivo sparire e rinunciare.

Nel frattempo ha litigato violentemente con la madre, che l'ha rimandato dal padre. Questo ha avuto probabilmente l'effetto positivo di riavvicinare padre e figlio (ho incontrato per caso il padre, che era tutto contento), ma credo sia decisamente negativo dal punto di vista educativo, visto che con il padre pare non esista il rispetto delle regole! E mandalo via, la madre sembra esssersi un po' arresa...

Ho incontrato la madre, con la quale ho ribadito l'importanza delle regole e del concordare una strategia comune con il marito e la necessità, comunque di mantenere il contatto con il ragazzo e di non farlo sentire troppo abbandonato.

Ho chiuso qua, lasciando la cosa in mano a loro. Ho detto che mi farebbe piacere vedere ancora il figlio a intervalli regolari. lui probabilmente non vuole venire perché sa di non aver mantenuto i patti e sa che io chiederei da lui un impegno. Aspetto che siano loro a chiamarmi.
Mi sembra di aver fatto quanto possibile in consulenza: abbiamo esaminato i problemi e ipotizzato delle soluzioni, che non potranno essere messe in pratica fino a quando non saranno loro a deciderlo.
Mi sembra davvero inutile stare ad insistere.

BIMBA

Mi ha teklefonato il padre. Mi ha detto che la bambina preferisce non incontrare un estraneo ma chiudere qua l'accaduto. Dice di essersi sentita sostenuta dal padre.
Il padre comunque non gli farà più vedere quel sacerdote e le maestre non porteranno più i bambini in gita in quell'agriturismo.

A me sembra, in entrambi i casi di aver svolto la mia funzione offrendo un sostegno, senza insistere e continuando a chiedere loro di svolgere un ruolo attivo e di assumersi delle responsabilità.

Ditemi pure.

A presto

Elisabetta