Carissimi.
Spero che non me ne vogliate se sposto la discussione su un piano di esperienza, più che di teoria.
Io e la mia compagna viviamo assieme da 7 anni. Abbiamo una figlia di 4. Non siamo sposati e non abbiamo intenzione di farlo. Entrambi siamo stati sposati e siamo passati attraverso una separazione legale.
Ora, senza questa legge, io e la mia compagna non potevamo fare una serie di cose. E alcune continuiamo a non poterle fare.
Ora, io comprendo che, finché si parla di diritti privi di contenuto economico, chiunque è ben disposto a concederli (tanto non costa nulla) mentre, quando ai diritti sono associati contenuti economici, allora si va con i piedi di piombo. Però non capisco quale differenza ci sia tra due persone sposate regolarmente (con matrimonio civile o religioso, non importa) e due persone che scelgono di condividere affetti, tempo, figli, amore e quant'altro e che non intendono sposarsi.
Quindi, perché la mia compagna non può ereditare i miei beni, alla mia morte, mentre la mia ex-moglie si? Perché fino a quando non verrà approvato questo disegno di legge non posso andare a trovarla in ospedale mentre il suo ex-marito può?
E, per fortuna, siamo una coppia eterosessuale, quindi non discriminata - quantomeno sul piano del sentire comune, dato che a me sembra una discriminazione il non poter subentrare in affitto o l'impossibilità di chiedere la reversibilità della pensione .
Ma mi chiedo, davvero, perché estendere i diritti ad altri venga vissuto da alcuni come una negazione dei propri? Qui nessuno chiede - mi pare - di cancellare il matrimonio. Quel che si chiede è di equiparare ad esso altre forme di convivenza familiare.
E occorrerebbe non dimenticare che l'umanità, nel suo cammino e nella sua storia, ha inventato ed attuato forme di famiglia assai disparate e diverse tra di loro, in funzione della cultura, delle risorse disponibili, della storia, degli scambi con altre popolazioni.
Il richiamo alla tradizione, in casi come questi, non mi pare molto utile. Dubito che chi si richiama alla tradizione per opporsi ad una legge sulle convivenze di fatto lo faccia anche per quanto riguarda i diritti delle donne ad accedere al lavoro, o all'università. Pure, anche solo una sessantina d'anni fa, queste discriminazioni erano pratica comune, e nessuno si scandalizzava per questo.
Buona vita
Guglielmo






