A me risulta per es. che i counselor non possano fare diagnosi e che questo li deresponsabilizzi nell'inviare a psicologi e/o psicoterapeuti i propri clienti che eventualmente fossero affetti da una qualche psipatologia non assolutamente conclamata ed evidente a tutti come per es. un disturbo del pensiero. Questo implica che questi professionisti possano 'trattare' i loro clienti anche se hanno delle patologie: non potendo fare diagnosi non sanno che sono affetti da psicopatologia e quindi 'trattano'... secondo la legge.
Non so se questo valga anche per i pedagogisti.
Secondo me, bisogna guardare il caso particolare, per es. se il pedagogista dice ai suoi clienti che fa il pedagogista (e non lo psicologo) e al cliente che non sa o non vuole riconoscersi malato va bene essere 'trattato' dal pedagogista .. secondo la legge c'è poco da fare. Si può perseguire solo chi avendo un titolo, o nessuno, dichiara di averne un altro e quindi trae in inganno l'utente ... e questa sarebbe pubblicità ingannevole ...
.. e si può perseguire chi indipendentemente da ciò che dichiara, esercita una professione per cui non ha i titoli ... ma in questo caso, se dichiarasse per es. di essere pedagogista ed invece esercitasse come psicologo sarebbe pressocchè impossibile dimostrarlo... anche con l'aiuto dell'utente.... se un odontotecnico fa il dentista lo si può capire dall'attrezzatura del suo studio e da ciò che riportano i clienti, ma come si fa a distinguere una tecnica pedagogica da una psicologica di cui non resta traccia e circa le quali il cliente non è certo in grado di differenziare?
Forse nemmeno noi saremmo in grado di differenziarle .. considerando anche che vengono insegnate tutte nelle stesse scuole/master e dagli stessi docenti!! E forse concretamente differenza non c'è, ma questo porta il problema molto più a monte del professionista scorretto!
Penso che questa distinzione stia alla base del fatto che in alcuni casi l'Ordine può intervenire e in altri no. Considerando anche il fatto che non possono fare denunce, che sarebbero denunce penali cioè che prevedono il carcere in caso di condanna, senza avere le prove, credo che il giudice non prenderebbe nemmeno in considerazione l'accusa, ma in ogni caso, dato che l'iter delle cause è costoso e che se non riuscendo a dimostrare la colpevolezza è probabile che si venga poi denunciati a propria volta per infamia, calunnia ecc. e condannati a risarcire danni di vario genere: all'immagine personale, a quella professionale, per lo stress del procedimanto, per mancato utile mentre magari all'indagato è impedito di lavorare... in fondo è per proteggersi da questo che ci si rivolge all'Ordine pur pèotendo denunciare come singolo cittadino! Ma anche l'Ordine ci va cauto se non ritiene che ci siano sufficienti prove.
Questo è il mio pensiero ... secondo voi?







Rispondi citando
se io frequento un corso con psicologi o dove studio un po' di psicologia o che ha un prefisso psico ... poi penso di poter fare quello che fa lo psico-logo ... 
, questo è pacifico
però secondo me sono fondamentali e un necassario punto di partenza.
)