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  1. #226
    Postatore Compulsivo L'avatar di riversky
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    Originariamente postato da LuisaMiao
    ecco, finalmente ho avuto un'argomentazione

    nel senso che ora ti posso rispondere. dicendo che il matrimonio è un sacramento, ci si ferma alla sfera religiosa. e chi non è cattolico, che fa? perchè non può avere altre possibilità?
    E poi, qui si discute di una legge dello Stato, non della Chiesa. e lo Stato, come più volte è stato detto, non può guardare e pensare solo a una parte della popolazione, ma a tutta nel suo insieme. c'è una forte richiesta per una legge che riconosca dei diritti alle coppie di fatto: possiamo anche stare a dire quello che vogliamo, ma queste sono una realtà che, in Italia, diventa ogni giorno più consistente. Perchè? Cos'è successo per cui la gente non si vuole più sposare? Lo chiedo da pagine, ma nessuno mi ha dato nemmeno un accenno di risposta... C'è un cambiamento in atto, forse è il caso di vederlo e magari chiedersi perchè.
    Cara Luisa, non ho letto tutto il thread, ma provo ugualmente a rispondere alla tua domanda.
    Crepet(e non mi uccidete, dai!!!Ho comprato il libro perchè non ch'avevo niente da leggere a Natale) nel suo libro "sull'amore"(non ti so dire il titolo esatto), argomenta che non è che la gente oggi si ami meno di un tempo, semplicemente oggi, essendoci più indipendenza economica e meno vincoli sociali, la gente è più libera di scegliere. Un tempo, rimanere sposati ad una persona che non si amava era una necessità. Sul letto della nonna si leggeva: "non lo faccio per piacere mio, ma per rispetto del signore Iddio".
    Mia nonna, (sul cui letto, per fortuna, non ho mai notato simili frasi idiote)quando i miei si sono separati, ha commentato: "Ih, che scuorno!!!"
    (traduzione per i non Napoletani: "Acciderbolina!! Adesso gli altri avranno da dire perchè voi non vi adeguate alle regole ed io dovrò vergognarmene!").
    Crepet, afferma, d'altro canto, che proprio per questa ragione, le (poche)unioni che si celebrano al giorno d'oggi sono caratterizzate da una scelta reciproca più consapevole.
    Pur identificandomi molto nella dottrina cattolica(per quel che riguarda la scelta di una persona per tutta la vita, sui rapporti prematrimoniali c'avrei qualche appunto da fare....) ho scelto, quando sarà il momento, di andare a convivere (anche senza DICO). Appunto perchè il mio ragazzo non è cattolico praticante, non voglio fargli cantare un "te deum" in cui non crede. In quanto al matrimonio davanti al sindaco...beh, non so' che farmene di un giuramento di amore eterno che, statisticamente, nel 50% dei casi, non dura più di 6-7 anni(età dei babini che seguivo come educatrice e che, appunto, nel 50% dei casi avevano i genitori separati.)
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  2. #227
    Totoro77
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    Io mi sposerò con rito civile e per me sarà il mio matrimonio, ma per molte persone il matrimonio in comune nn è un vero matrimonio, nn sei davanti a dio. Tante persone pensano che sia un rito come per dire riparatore in vista del vero matrimonio che si svolgerà poi in Chiesa; ho assistito a riti in comune dove i genitori degli sposi arrivavano a rito iniziato, oppure lo sposo usciva dalla sala a fumarsi una sigaretta lasciando la sposa da sola, testimoni scelti il giorno prima; sposati solo per far stare zitti i genitori. E una volta sposati anche in Chiesa, la data del loro matrimonio veniva fissata il giorno del rito religioso, snobbando il fatto che loro erano già sposati. Se mi definiscono cattolica, mi sposo in Chiesa e nn in comune solo perke così poi posso convivere senza che nessuno mi dica niente, perke allora il matrimonio perde di significato. Ti sposi, ma per te è come se nn sei sposato, nn ne trovo il senso.

    Io lo trovo irrispetoso nei confronti di chi crede fervamente nel matrimonio in comune, come me. Sono stanca di sentirmi dire "ah ti sposi in comune" con aria denigratoria!!!

  3. #228
    Postatore Compulsivo L'avatar di riversky
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    Originariamente postato da Anandamyde
    una domanda sola...ma da come l'ho capita io sembrerebbe che il rito civile sia una cosa meno "impegnativa" di quello religioso

    scusa ma...dove sarebbe la differenza tra diritti e doveri tra un rito religioso e un rito civile (apparte il rendere conto a dio delle nostre azioni e accogliere i figli che dio vorrà darci)...

    in parole povere...il matrimonio civile E' il matrimonio per eccellenza...nel senso che è quella cosa che accomuna un po' tutte le coppie che decidono di sposarsi e dividere il loro amore...

    il matrimonio civile di per se ha valore legale...che tu sia credente o meno devi forzatamente rendere conto allo stato (prima che a dio) della tua intenzione di unirti in matrimonio...poi...per chi è credente o lo ritiene utile c'è il matrimonio religioso...quello in chiesa...che è una "benedizione" ...ma a livello legale non ha nessun valore...

    quindi...che vuol dire che "chi no è sicuro che l'unione sia per sempre" puo' ricorrere al rito civile?

    scusa...non è un'attacco personale...era solo perchè non ho ben capito cosa intendevi
    Volevo semplicemente dire che, PER UN CATTOLICO, (o quantomeno per la sottoscritta) Dio ha più valore dello Stato. Pertanto, alla sottoscritta, che condivide qualche(non tutti!) valore della dotrina Cattolica, non gliene frega una cippalippa di giurare amore eterno davanti ad un sindaco, mentre è molto più importante giurarlo davanti a quella che credo essere la fonte dei valori con cui sono cresciuta. (Ehm..non sono molto patriottica. Ho già incontrato Willy in un'altra discussione e sa quello che voglio dire).
    NON VOLEVO SVALUTARE IL MATRIMONIO CIVILE!
    Sono d'accordo sull'idea che, se per esempio si decide che uno dei due partner si dedichi alla cura della casa e l'altro al sostentamento economico, il primo debba essere tutelato in caso di separazione. Per questo e per altri riconoscimenti va' benissimo il matrimonio civile.
    Trovo, anzi, molto più onesto chi, non credente, decide di sposarsi davanti ad un sindaco piuttosto di chi va' in chiesa solo per sfoggiare l'abito bianco, trecento invitati, l'altare coi fiori e poi magari già cornifica il marito o viceversa. Spero di averti risposto !
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  4. #229
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    In quanto diritti e doveri non ho bisogno di sancirli con un patto, se mi fido dll'altra persona.
    Nel caso di figli(o di divisione dei compiti, come detto prima) non saprei dirti, dal momento che non ne ho ancora. Probabilmente avrei un'opinione diversa.
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  5. #230
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    allora, è da dimostrare che i matrimoni civili durino meno di quelli in Chiesa. forse c'è da considerare la variabile che chi si sposa in Chiesa, ci mette di più prima di arrivare a una separazione legale in quanto "contro" ciò che crede... i miei son sposato civilmente da 30 anni, e non ci pensano proprio a divorziare. e non sono i soli. il tuo 50% non ha un vero riscontro, se invece c'è sarebbe carino postare il link della rilevazione.

    non ho mai pensato che ora la gente si ama di meno. anzi, non lo penso affatto. penso che i sentimenti rimangano immutati, quello che si è modificato è il modo di gestire questi sentimenti e affetti. ci sono più possibilità. in realtà no, dato che una fetta di persone pensa che riconoscere diritto di esistenza ai PACS (e quindi dare davvero questa possibilità) sia sbagliato e perciò vada osteggiato in tutti i modi. per ora la possibilità, oltre alle 2 forme di matrimonio, c'è la convivenza senza diritti e doveri.
    Ultima modifica di LuisaMiao : 15-02-2007 alle ore 19.47.10
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  6. #231
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    Originariamente postato da Totoro77
    Io mi sposerò con rito civile e per me sarà il mio matrimonio, ma per molte persone il matrimonio in comune nn è un vero matrimonio, nn sei davanti a dio. Tante persone pensano che sia un rito come per dire riparatore in vista del vero matrimonio che si svolgerà poi in Chiesa; ho assistito a riti in comune dove i genitori degli sposi arrivavano a rito iniziato, oppure lo sposo usciva dalla sala a fumarsi una sigaretta lasciando la sposa da sola, testimoni scelti il giorno prima; sposati solo per far stare zitti i genitori. E una volta sposati anche in Chiesa, la data del loro matrimonio veniva fissata il giorno del rito religioso, snobbando il fatto che loro erano già sposati. Se mi definiscono cattolica, mi sposo in Chiesa e nn in comune solo perke così poi posso convivere senza che nessuno mi dica niente, perke allora il matrimonio perde di significato. Ti sposi, ma per te è come se nn sei sposato, nn ne trovo il senso.

    Io lo trovo irrispetoso nei confronti di chi crede fervamente nel matrimonio in comune, come me. Sono stanca di sentirmi dire "ah ti sposi in comune" con aria denigratoria!!!
    Mi sembra di aver già detto che rispetto di più le persone come te che quelle che si sposano in Chiesa solo per fare scena...
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  7. #232
    Totoro77
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    [QUOTE]Originariamente postato da riversky
    NON VOLEVO SVALUTARE IL MATRIMONIO CIVILE!
    Sono d'accordo sull'idea che, se per esempio si decide che uno dei due partner si dedichi alla cura della casa e l'altro al sostentamento economico, il primo debba essere tutelato in caso di separazione. Per questo e per altri riconoscimenti va' benissimo il matrimonio civile.
    Trovo, anzi, molto più onesto chi, non credente, decide di sposarsi davanti ad un sindaco piuttosto di chi va' in chiesa solo per sfoggiare l'abito bianco, trecento invitati, l'altare coi fiori e poi magari già cornifica il marito o viceversa. Spero di averti risposto


    Va benissimo il matrimonio civile? E Tu dici ke nn svaluti il matrimonio civile? Sono totalmente senza parole.

  8. #233
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    Originariamente postato da riversky
    In quanto diritti e doveri non ho bisogno di sancirli con un patto, se mi fido dll'altra persona.
    Nel caso di figli(o di divisione dei compiti, come detto prima) non saprei dirti, dal momento che non ne ho ancora. Probabilmente avrei un'opinione diversa.
    in realtà il punto non è l'altra persona.
    il punto è la società intorno alla coppia che non la considera tale e perciò gli toglie dei diritti. un esempio spesso riportato è quello dell'ospedale: se non sei sposato con una persona e non sei suo parente, ma dichiari di essere il suo compagno/a non ti fanno entrare e non ti danno informazioni sulla sua salute. idem se muore: non hai voce in capitolo in merito al funerale, alle sue cose,... in quanto la società non riconosce te come persona vicina e legata a quella persona.
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  9. #234
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    Originariamente postato da riversky
    Mi sembra di aver già detto che rispetto di più le persone come te che quelle che si sposano in Chiesa solo per fare scena...
    Diciamo che, avendo avuto un'educazione cattolica, il matrimonio lo vedo proprio come un giuramento di fedeltà davanti a Dio, neanche fra i due partner. Non dico che quello in comune non sia importante, ma che per il significato che io associo alla parola "matrimonio"(anche se l'etimologia chiama in causa la maternità, non la religione!), quello in comune avrebbe potuto chiamarsi anche piripipì-piripò!
    Spero di non averti offesa. Semplicemente, per la sottoscritta, l'aspetto legale è meno importante di quello del sentirmi parte di una comunità, e, se il mio fidanzato, per qualche ragione non se ne sente parte, non vedo perchè dovrei costringerlo ad un rito idi cui vede solo l'aspetto esteriore. Pensa che dei due sono io quella che non vuole sposarsi in Chiesa!
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  10. #235
    Totoro77
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    Originariamente postato da riversky
    Mi sembra di aver già detto che rispetto di più le persone come te che quelle che si sposano in Chiesa solo per fare scena...
    Ma nn è una questione di rispetto!!! E poi il termine di confronto è assurdo. Per me se ti sposo in chiesa sei sposato punto e basta, ma per te se io mi sposo in comune nn sono sposato perke nn l'ho fatto di fronte a Dio, però sono un gradino avanti rispetto a chi si sposa in Chiesa solo per l'estetica!!!

  11. #236
    Totoro77
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    Originariamente postato da riversky
    Semplicemente, per la sottoscritta, l'aspetto legale è meno importante di quello del sentirmi parte di una comunità, e, se il mio fidanzato, per qualche ragione non se ne sente parte, non vedo perchè dovrei costringerlo ad un rito idi cui vede solo l'aspetto esteriore. Pensa che dei due sono io quella che non vuole sposarsi in Chiesa! [/B]

    Ma nn ci si sposa per l'aspetto legale, quello è una cosa che viene insieme, ma io nn mi sposo con quella finalità, e lo stesso nn vado a convivere con quella finalità. Ma perke poi nn ti sposi in Chiesa? scusa la domanda, magari è un pò privata ma nn riesco a capirci più niente.

  12. #237
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    Originariamente postato da LuisaMiao
    in realtà il punto non è l'altra persona.
    il punto è la società intorno alla coppia che non la considera tale e perciò gli toglie dei diritti. un esempio spesso riportato è quello dell'ospedale: se non sei sposato con una persona e non sei suo parente, ma dichiari di essere il suo compagno/a non ti fanno entrare e non ti danno informazioni sulla sua salute. idem se muore: non hai voce in capitolo in merito al funerale, alle sue cose,... in quanto la società non riconosce te come persona vicina e legata a quella persona.
    Concordo e quoto i DICO!
    soprattutto, come dicevo,
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  13. #238
    Partecipante Super Figo L'avatar di Anandamyde
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    Trovo, anzi, molto più onesto chi, non credente, decide di sposarsi davanti ad un sindaco piuttosto di chi va' in chiesa solo per sfoggiare l'abito bianco, trecento invitati, l'altare coi fiori e poi magari già cornifica il marito o viceversa. Spero di averti risposto
    scusa...non è per attaccare sempre te...è che quello che hai scritto lo ritrovo in molte persone che incontro...quindi...non prenderla sul personale

    il fatto che si pensi al matrimonio religioso come "stereotipo" dell'abito bianco (che se si va a vedere bene l "etimologia" non ha senso di esistere...almeno per la maggior parte delle ragazze...ormai quasi nessuna si sposa più vergine...quindi già l'abito bianco di partenza è una presa in giro)...

    comunque...molto spesso mi ritrovo a confrontarmi con persone che disdegnano il matrimonio civile rispetto a quello religioso per il fatto di non poter "ostentare" fiori e abiti strascicanti...

    secondo me si vede il matrimonio civile solo come uno scambio di firme su un pezzo di carta in attesa della cerimonia religiosa...

    ma non è più così...chi si sposa con rito religioso nonè detto che si debba sposare in un'anonima sala comunale...i comuni si sono attrezzati con chiese sconsacrate (che non hanno valore religioso ma alle quali è impossibile negare la bellezza estetica) con sale di ville...insomma...il matrimonio civile diventa a tutti gli effetti una cerimonia ricca e pomposa...con tanto di abito lungo...sposo in frac...testimoni in tiro e sposa in ritardo...manca solo il sacerdote in gonnella...

    per il resto non ha niente di meno rispetto alla cerimonia religiosa...

    quindi...perchè denigrarlo tanto?
    baciuz'

  14. #239
    Postatore Compulsivo L'avatar di riversky
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    Originariamente postato da Totoro77
    Ma nn è una questione di rispetto!!! E poi il termine di confronto è assurdo. Per me se ti sposo in chiesa sei sposato punto e basta, ma per te se io mi sposo in comune nn sono sposato perke nn l'ho fatto di fronte a Dio, però sono un gradino avanti rispetto a chi si sposa in Chiesa solo per l'estetica!!!

    Ehm...sì. Confermo quello che ho detto.
    Forse è una questione di termini, cioè, non sei sposata per come lo intendo io...Mi sono appena confrontata con un amico cattolico (si vede che non ci sono i capi, in ufficio...)ed anche secondo lui, il matrimonio in Chiesa "E'" il matrimonio e quello in comune non ha alcun significato...(non dal punto di vista legale, ovvio!). Se vuoi, il matrimonio in Chiesa chiamalo rito religioso, piripì-piripò, e quello civile chiamalo Matrimonio.
    Quello che disapproviamo entrambi è il fatto che molti si sposino in Chiesa senza neanche sapere il significato di quello che stanno facendo...
    Mi dispiace, ma è proprio questione di opinioni e, per esperienza, quando sono così distanti è difficile arrivare ad un punto in comune...
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  15. #240
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    Originariamente postato da Anandamyde
    scusa...non è per attaccare sempre te...è che quello che hai scritto lo ritrovo in molte persone che incontro...quindi...non prenderla sul personale

    il fatto che si pensi al matrimonio religioso come "stereotipo" dell'abito bianco (che se si va a vedere bene l "etimologia" non ha senso di esistere...almeno per la maggior parte delle ragazze...ormai quasi nessuna si sposa più vergine...quindi già l'abito bianco di partenza è una presa in giro)...

    comunque...molto spesso mi ritrovo a confrontarmi con persone che disdegnano il matrimonio civile rispetto a quello religioso per il fatto di non poter "ostentare" fiori e abiti strascicanti...

    secondo me si vede il matrimonio civile solo come uno scambio di firme su un pezzo di carta in attesa della cerimonia religiosa...

    ma non è più così...chi si sposa con rito religioso nonè detto che si debba sposare in un'anonima sala comunale...i comuni si sono attrezzati con chiese sconsacrate (che non hanno valore religioso ma alle quali è impossibile negare la bellezza estetica) con sale di ville...insomma...il matrimonio civile diventa a tutti gli effetti una cerimonia ricca e pomposa...con tanto di abito lungo...sposo in frac...testimoni in tiro e sposa in ritardo...manca solo il sacerdote in gonnella...

    per il resto non ha niente di meno rispetto alla cerimonia religiosa...

    quindi...perchè denigrarlo tanto?

    Scusa ma...
    perchè dovrei sentirmi attaccata?
    La penso esattamente come te...
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