Un saluto a tutti,
come tutti potete ben immaginare, tra le tante discussioni portate avanti nel forum di OPs, spesso accade che si sviluppino dei thread molto interessanti anche sotto un punto di vista psicologico... sarebbe un peccato lasciare che pian piano scompaiano...
La nostra Sunflower si è così proposta nel ruolo di "redattore di community". Girare, leggere, selezione, scovare thread interessanti, trasformarli in articoli, rielaborarli, arricchirli con teoria e riferimenti ad autori, riproporli...
E si, riproporli! L'esperimento sta proprio nel rimettere in circolo nel forum quella discussione rivista e trasformata, rimetterla al parere ed alle riflessioni degli autori e dei nuovi lettori in un circolo virtuoso che porta a generare nuova ed ulteriore conoscenza...
A voi l'articolo ed un grazie a Nadia
lo staff di OPs
thread in oggetto: http://www.obiettivopsicologia.it/fo...&threadid=6224
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OMOSESSUALITA’ E ALTRE DEVIAZIONI
Tempo fa è nata sul forum una discussione protrattasi, tra un contributo e l’altro, per vari mesi.
A dare origine al dibattito Kayle attraverso un provocatorio sillogismo: se tutte le deviazioni sessuali sono malattie, anche l’omosessualità, in quanto deviazione, è una malattia. La sua affermazione ha sollevato grida di protesta e risposte accese da ogni dove, spaziando dalla psicologia clinica in senso stretto alla morale, dalla biologia alla storia, passando per le convenzioni sociali, ma soprattutto aprendo un varco nella definizione stessa di “normalità”.
In prima battuta Haruka è prontamente intervenuta fornita di dati scientifici: l’omosessualità non è una patologia, né una perversione secondo quanto stabilito nel 1973 dall’APA (American Psychiatric Association) che nel 1987 la classifica tra le varianti non patologiche della sessualità umana finché nel 1991 l’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) l’ha esclusa dalla classificazione delle malattie. Dal campo prettamente clinico tuttavia il discorso glissa verso la morale alla ricerca di una definizione di “normale”, attributo questo che Kayle non vuole assolutamente affiancare al termine omosessuale, convenendo sì con Haruka circa l’indiscutibilità delle scelte sessuali, ma sottolineando come questo non autorizzi a ritenere “normale” tutto quanto rientri nella nostra libertà di scelta. Ciò che sfugge però è la domanda iniziale: se l’omosessualità sia o meno una patologia. Ed ecco Haruka sfoderare ancora dal clinico la sua pronta risposta: perversione è il comportamento sessuale che crea disagio significativo e difficoltà relazionali. Ad appoggiare questa tesi interviene Ariel73 che cita la psicoterapeuta Kaplan: la perversione sottende una volontà di umiliare, annientare l’altro attraverso nostre fantasie o comportamenti.
Eccettuato Kayle sono tutti d’accordo, clinicamente parlando, nel non classificare l’omosessualità come perversione, forti di quanto stabilito nel DSM IV, sebbene l’autore di questo dibattito tenga a precisare che nelle prime due edizioni del DSM avvenisse il contrario, ritenendo questo fatto prova della natura patologica di tale scelta sessuale. In effetti è difficile districarsi da questo nodo, ma, forse, le parole di un esperto in materia possono aiutarci: “ Un consistente cambiamento dei costumi nel mondo occidentale ha provocato un notevole ampliamento del concetto di normalità nel corso degli ultimi anni. Fino ad alcuni decenni fa, infatti, veniva classificata come perversione anche l'omosessualità, mentre oggi nessuno, tra psichiatri e psicologi, azzarderebbe una simile classificazione”.
Assodato che l’omosessualità non è una malattia, come risolvere l’altro dubbio di Kayle: è normale? Angelus si rifà a Freud e alla sua identificazione della sessualità con la capacità riproduttiva degli uomini che riporterebbe dall’altro lato del confine, ovvero nel campo della perversione, tutto ciò che non ha come fine la riproduzione. E Kayle appoggia questa teoria nel suo un po’ crudo “serviamo solo a quello”. Dal tema centrale si devia verso la sessualità in senso lato: orgasmo come spinta riproduttiva o come dono incondizionato della natura che l’uomo utilizzerebbe come meglio crede, quindi non necessariamente per riprodursi, dunque all’interno di un rapporto eterosessuale? Dreamstalker richiama a questo proposito il connotato fortemente disgiunto di atto sessuale e riproduzione nella nostra cultura.
Il dibattito prosegue rimbalzando tra ciò che la psicologia clinica configura come patologia e ciò che la natura avrebbe previsto come normale. E a proposito di questa continua altalena tra scienze mediche e senso morale interviene Ura ricordandoci che, forse, aldilà di definizioni scientifiche, credenze e valori, “il giusto-naturale-normale limite corporeo può essere superato in virtù di un sentimento”.
Ebbene: ci chiediamo se l’omosessualità è patologica perversione? Angelus chiarisce una volta per tutte la questione tornando sul DSM IV: gli impulsi e le fantasie sessuali sono considerati patologici quando causano considerevole disagio o difficoltà interpersonali. Evidentemente non conta la scelta sessuale quanto il modo in cui il rapporto, qualunque esso sia, si estrinseca. Chiarito che ogni scelta diventa perversione quando causa disagio interpersonale, ne consegue che non necessariamente l’omosessualità è una malattia.
O ci chiediamo se l’omosessualità è naturale? Cito ancora Angelus, illuminante sotto molti aspetti: “se normale = sano allora omosessualità & co. sono normali, perché non malattie, quindi sane; se normale=naturale bisogna capire cos’è questa natura…”. E allora dobbiamo chiederci se per decidere della normalità valga la legge della maggioranza? O è necessario individuare un modello, un archetipo dell'essere umano a cui rifarsi? Ma allora, dobbiamo individuare la natura dell'essere umano, definire la sua essenza. È evidente che il discorso sconfina così dal piano delle certezze dimostrabili, così caro alla scienza, a quello della interpretazione filosofica. Anche Licio e Haruka sostengono a grandi linee il discorso, rifacendosi rispettivamente alle note usanze dell’antica Grecia e al mondo animale, che ci rimandano appunto esempi di rapporti omosessuali.
Sicuramente la discussione nata e sviluppata da alcuni amici del forum scopre molte incertezze sulla definizione della nostra “vera” natura, ma possiamo in definitiva ricavare delle conclusioni.
L’omosessualità non viene considerata come patologica piuttosto una variante dell’orientamento sessuale prevalente. Non è una perversione laddove non comporti l’uso di violenza fisica e psicologica. Non può in questo caso essere assimilata alle devianze, ovvero parafilie: deviazioni dal normale oggetto sessuale (feticismo, masochismo, pedofilia) che spesso comportano la sopraffazione della volontà dell’altro. Chiarita scientificamente la natura non patologica dell’omosessualità, rimane il grande interrogativo circa la normalità di tale scelta, che tuttavia non è l’unica ad aver abbattuto lo schema duale e bipolare dell’eterosessualità, basti pensare alla transessualità, alla bisessualità, manifestazioni queste che sembrano definire l’identità di genere come scelta soggettiva piuttosto che come predestinazione ontologicamente attribuitaci, aldilà degli sforzi di ogni società in ogni tempo di radicare la dicotomia e polarizzazione sessuale.
Nel tentativo di sciogliere il nocciolo della questione circa la normalità dei rapporti omosessuali cito le parole di un altro esperto: “ il criterio che può guidarci meglio nella definizione della normalità del rapporto sessuale è forse il principio del dialogo. Il rapporto sessuale è un incontro con l'altro, e la devianza sessuale può essere definita proprio l'allontanamento da questa natura intrinseca del rapporto sessuale. Ove l'aspetto dell'incontro venga negato o svilito e il rapporto sessuale divenga un rapporto d'uso saremo in presenza di una patologia; quando invece questo aspetto viene rispettato e potenziato attraverso gesti di attenzione ed amore, magari anche ricchi di fantasia, siamo di fronte ad una normalità intesa non in senso statistico, ma nella sua accezione migliore, quella dell'umano e della sua essenza: la realtà interiore”.








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