Non male come idea, però ki va in tv?Originariamente postato da larapull
ragazzi perchè non mandiamo una "denuncia" della situazione alle iene?
Non male come idea, però ki va in tv?Originariamente postato da larapull
ragazzi perchè non mandiamo una "denuncia" della situazione alle iene?
dovremmo intanto formare una sorta di comitato e poi alle iene non si deve comparire!!!
scusate ma in che modo pensate " le Iene" potrebbero essere utili?? ma non sarebbe un po' ridicolo affidare ad una trasmissione il futuro di una categoria professionale? gia' non basta quanto viene ridicolizzata la categoria psicologi in tv??![]()
io all'inizio del 3d avevo detto di non essere d'accordo con l'abolizione nè dell'esame di stato nè dell'Ordine.
Ora, non voglio criticarvi ma mi sembra che questa idea della tv sia assurda....
ciao psicologiaela
bella domanda la tua, non so se le iene farebbero bene, però sta di fatto che spesso e volentieri queste trasmissioni risolvano le condizioni o le situazioni disasrtose, se ci pensiamo è raccapricciante che i politici mantengano le promesse solo se è una trasmissione televisiva a tampinarli.
comunque dopo che ci saremo raccolti, che avremo scritto, io non mi dichiaro a sfavore dell' iniziativa, basta che la si presenti seriamente, del resto alle iene si sono affidati anche i militari malati di cancro per la vicenda del plutonio o i carabinieri che hanno denunciato il fatto delle mazzette per partire in missione.
qui il ridicolo è ben altro e io in tv li vorrei vedere veramente questi giovani che dichiarano apertamente e senza paura le cose come stanno.
con il massimo rispetto,
francesco
L'idea della televisione nn la trovo male, di sicuro nn è la mia prima opzione, ci sono delle priorità prima di tutto. Però nn riesco a capire di cosa bisognerebbe avere pauraOriginariamente postato da francesco27
ciao psicologiaela
bella domanda la tua, non so se le iene farebbero bene, però sta di fatto che spesso e volentieri queste trasmissioni risolvano le condizioni o le situazioni disasrtose, se ci pensiamo è raccapricciante che i politici mantengano le promesse solo se è una trasmissione televisiva a tampinarli.
comunque dopo che ci saremo raccolti, che avremo scritto, io non mi dichiaro a sfavore dell' iniziativa, basta che la si presenti seriamente, del resto alle iene si sono affidati anche i militari malati di cancro per la vicenda del plutonio o i carabinieri che hanno denunciato il fatto delle mazzette per partire in missione.
qui il ridicolo è ben altro e io in tv li vorrei vedere veramente questi giovani che dichiarano apertamente e senza paura le cose come stanno.
con il massimo rispetto,
francesco
ciao tarabramanu,
penso che assumiamo un linguaggio medico, nel corso di studi e successivamente, solo per una questione di forza e di opportunità:quella medica è una categoria più forte (molto) della nostra e volendo lavorare nell'ambito della salute mentale ci siamo adeguati al loro linguaggio e alle loro competenze ... e abbiamo iniziato dall'università avendo insegnati medici (psichiatri, psicoterapeuti ... )Originariamente postato da tarabramanu
[...] però é altrettante vero che sia nella formazione universitaria che in quella post-universitaria [...] le nostre conoscenze ed i nostri strumenti ruotano comunque attorno al campo della medicina...Noi utilizziamo il DSM-IV-TR (che é uno strumento psichiatrico)
era necessario per poter comunicare con loro, partendo da una posizione fragile e svantaggiata ... per cercare di svolgere il nostro lavoro collaborando con loro (chiunque abbia lavorato in un reparto di psichiatria o nei centri di salute mentale, sul territorio, te lo può confermare)
sono d'accordissimo che i contributi delle altre scienze non debbano essere ignorati, ma non devono nemmeno allontanarci dal senso, dalle competenze e dagli obiettivi della psicologia, secondo me.Originariamente postato da tarabramanu
[...] studiamo i fondamenti anotomo-fisiologici dell'attività psichica, la neuropsicologia, ecc...E non possiamo ignorare gli spunti che provengono da quegli ambiti... [...]
i contributi di una scienza spessissimo vengono utilizzati dalle altre scienze, ma questo non cambia lo status, il corpus di competenze e gli obiettivi di questa scienza.
i medici studiano biologia, chimica, fisica anche (ho un amico medico), acquisiscono le nozioni di quelle materie che sono funzionali al loro lavoro, anche noi psicologi facciamo altrettanto ... secondo me è tutto quì
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penso che essendo la psichiatria una branca della medicina (ne condivide il paradigma teorico e applicativo) l'obiettivo della psichiatria sia curare una malattia che si manifesta con dei sintomi e riportare l'organo (cervello, come osservi giustamente) alla salute e alla precedente normalità ... una volta che hanno visitato, somministrato o prescritto i farmaci la maggior parte degli psichiatri considerano finito il loro lavoro ed è giusto che sia così, è il loro lavoro: sono medici.Originariamente postato da tarabramanu
[...] [...]Neanche la psichiatria riesce a curare del resto...Può contribuire al miglioramento della qualità della vita...ma non é anche l'obiettivo della psicologia?
molto diverso ... come abbiamo già detto è l'obiettivo (ed il paradigma teorico e applicativo della psicologia che si occupa delle persone, non delle malattie ...
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"possibile che i thread sulla politica professionale attirino sempre i soliti pochi volenterosi sulle cui spalle si appoggia poi il peso del cambiamento?"Originariamente postato da risperidone
[...] E comunque credo che se avessi intitolato il thread "la tutela della professione" o in altro modo simile credo che non avrebbe attirato l'attenzione per niente, nel bene e nel male![]()
benvenuti nel modo della maggior parte degli psicologi!!!... se siamo arrivati a questo punto nonostante una legge dello stato che definisca la nostra professione qualche responsabilità dobbiamo averla anche noi ... (bella o brutta sempre legge è ... )
e siamo sinceri la nostra categoria è composta di persone che fino a poco tempo fa avevano una sola politica professionale, che era circa questa : coltiva il tuo orticello in solitudine, poi quando è diventato rigoglioso mettiti a guardia e se un collega si avvicina caccialo via".
esagerata?![]()
non troppo ... e tutti coloro che hanno potuto lavorare un po' nel campo (anche solo come tirocinati o volontari) credo lo abbiano notato
secondo me noi giovani siamo i primi che dimostrano un senso di appartenenza, che si sentono un gruppo ... ma nonostante questo pochi di noi fanno realmente qualcosa per cambiare ... ma non ci scoraggiamo e andiamo fino in fondo!!!
io credo che prima delle iene, dovremmo provare con al nostra lettera ... se non decolla ancora è solo perchè l'argomento è enorme e complesso e ogni giorno si aggiungono idee e spunti nuovi ... proviamo a rifare il punto!?
Grazie per la risposta...Originariamente postato da psicosarix
"possibile che i thread sulla politica professionale attirino sempre i soliti pochi volenterosi sulle cui spalle si appoggia poi il peso del cambiamento?"
benvenuti nel modo della maggior parte degli psicologi!!!... se siamo arrivati a questo punto nonostante una legge dello stato che definisca la nostra professione qualche responsabilità dobbiamo averla anche noi ... (bella o brutta sempre legge è ... )
e siamo sinceri la nostra categoria è composta di persone che fino a poco tempo fa avevano una sola politica professionale, che era circa questa : coltiva il tuo orticello in solitudine, poi quando è diventato rigoglioso mettiti a guardia e se un collega si avvicina caccialo via".
esagerata?![]()
non troppo ... e tutti coloro che hanno potuto lavorare un po' nel campo (anche solo come tirocinati o volontari) credo lo abbiano notato
secondo me noi giovani siamo i primi che dimostrano un senso di appartenenza, che si sentono un gruppo ... ma nonostante questo pochi di noi fanno realmente qualcosa per cambiare ... ma non ci scoraggiamo e andiamo fino in fondo!!!
io credo che prima delle iene, dovremmo provare con al nostra lettera ... se non decolla ancora è solo perchè l'argomento è enorme e complesso e ogni giorno si aggiungono idee e spunti nuovi ... proviamo a rifare il punto!?
Direi che sei stata esauriente e veritiera.
Per ogni nuova iniziativa in questo senso potremmo iniziare a fare il punto sulla domanda stessa della discussione...
Vorremmo abolire l'ordine? Se sì, perché? Vantaggi/Svantaggi
Vorremmo abolire l'esame di stato? Se sì, perché Vantaggi/Svantaggi
Provo con una riflessione:
L'ordine dovrebbe...Dico "dovrebbe" tutelarci come figura professionale; in merito a materia legale, tutela dai ciarlatani e da altre figure pseudo-professionali, dovrebbe tutelare le conoscenze che pro
Scusate il msg incompleto ma ho avuto problemi con connessione...Dunque dicevo di fare il punto della situazione e guardare effettivamente vsntaggi e svantaggi di una tale ipotesi...Abolendo l'ordine non si rischia una liberalizzazione selvaggia della professione (fatto che in molti casi sta già avvenendo) con il rischio che pseudo-psicologi o preseunti tali si insinuino a fare più danni di quanti ne stiano già facendo?
Mi pare che una iniziativa del genere si stia vagliando ad esempio anche nel caso dell'ordine degli avvocati...E molti stanno già tremando.
I mio non é pessimismo ma é un tentativo di chiarezza per chi, come me...Non ha tutto ben chiaro.
Azzrdo un'ipotesi...Se ci adoperassimo per una "riforma" anzich'é per un'abolizione dell'Ordine, tipo un ricambio generazionale che garantisca che i nostri rappresentanti siano estranei a certe politiche e giochi di potere? Potrebbe essere efficace o ancora più macchinosa come soluzione?
Dunque, come vogliamo iniziare a muoverci concretamente?
chi di voi conosce aziende dove selezione e formazione sono svolto da non psicologi li segni su questo 3d cosi che chi è favorevole a una "denuncia" attraverso i media possa concorrere a segnalare tali ingiustizie!
Tornando a casa oggi ho trovato nella posta, una copia del giornale simposio, che viene inviato gratuitamente ai neolaureati (o almeno a me arriva).
Qua sotto ho copiato uno stralcio dell'editoriale del giornale, leggete cosa combina l'ordine!!
La vicenda del referendum sul codice deontologico dello scorso 4 dicembre: Solo un malinconico imbarazzo è ciò che oggi possiamo provare nel riflettere sulla nostra appartenenza ad una categoria così diretta. Ma ricostruiamo i fatti: Come noto la legge 4 agosto 2006, n. 248 (legge Bersani) prevedeva e prevede tra l’altro: 1) abolizione dei minimi tariffari; 2)liberalizzazione della pubblicità.
Entro il 31 dicembre 2006 gli Ordini avrebbero dovuto adeguare i loro codici deontologici alle nuove disposizioni. A seguito di ciò l’Ordine Nazionale degli Psicologi con una delibera adottata il 23 settembre 2006 e resa nota agli iscritti solamente a metà novembre tramite il Notiziario ha indetto un referendum postale (senza quorum, senza alcuna consultazione con le associazioni di categoria, prevedendo la possibilità di un’unica risposta a due quesiti differenti) per il 4 dicembre 2006 attraverso il quale:
1. ha introdotto obblighi tariffari (che definisce le tariffe dignitose per la professione, sotto le quali si è soggetti a procedimento disciplinare per lesione della dignità e del decoro della professione);
2. ha introdotto una normativa più stringente e limitante di quella preesistente per la pubblicità (sempre con le stesse argomentazioni della dignità della professione e forte del fatto che la legge affida agli Ordini il compito di verificare la veridicità e trasparenza dei messaggi pubblicitari).
Di fatto l’Ordine Nazionale degli Psicologi ha utilizzato la legge Bersani non solo per svuotarla di significato, ma addirittura per dimostrare (con tanto di parere legale) che essa sta a significare l’esatto contrario di quanto tutta la società civile aveva compreso. Poiché al momento l’esercizio della professione di Psicologo è obbligatoriamente subordinato all’iscrizione all’Ordine e che lo stesso Ordine ha poteri disciplinari in caso di violazioni deontologiche, ne consegue che la comunità degli Psicologi (e la società civile) non potranno trarre alcun beneficio dalla legge voluta dal Parlamento.
Il MoP.I. non poteva accettare tale pasticciato snaturamento della legge ed ha segnalato i fatti all’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato lamentando:
a) Violazione delle regole della concorrenza. L’artificiosa introduzione del tariffario e le riconfermate limitazioni alla pubblicità impediscono una corretta concorrenza.
b) Violazione di posizione dominante. Attraverso il Codice deontologico l’Ordine si dotato di uno strumento atto a punire quegli psicologi che intenderebbero, a termini di legge, di liberalizzare le proprie tariffe.
L’Autorità, collegando la nostra segnalazione alle molte altre proteste inerenti la cattiva applicazione della legge Bersani da parte degli Ordini Professionali, ha deciso di aprire un’indagine conoscitiva relativamente alla quale più oltre pubblichiamo il testo del comunicato stampa. Siamo certi che l’Antitrust arriverà alle stesse nostre conclusioni, ovvero che l’attuale codice deontologico degli Psicologi italiani è illegittimo poiché non rispondente alle disposizioni di legge sulle liberalizzazioni.
Ma intanto il referendum ha avuto luogo ed il Presidente dell’Ordine Nazionale ha pomposamente dichiarato che è stato approvato “a larghissima maggioranza”. La larghissima maggioranza consiste in 8388 votanti dei quali 7700 hanno votato sì e 595 no. La categoria consta di 50.000 colleghi. Dunque si è pronunciato il 16% dei colleghi senza che nessuna associazione di categoria avesse pubblicizzato l’astensionismo. Ciò detto quand’anche una larghissima maggioranza avallasse posizioni illegittime tali posizioni sempre illegittime resterebbero. Il comunicato del Presidente lasciava anche intendere che le norme approvate fossero di adeguamento alla legge Bersani, cosa che potrebbe essere considerata una fattispecie di pubblicità ingannevole, dal momento che, trovandosi ora con una normativa più restrittiva di prima, quella legge viene completamente snaturata. Dispiace che su questioni così delicate e fondative dell'identità professionale quali quelle legate alla deontologia si giochi con tanta destrezza la carta dell’ambiguità. Una comunità che si esprime ambiguamente sulle proprie regole di fondo, che non ha il coraggio di difendere i propri valori anche a costo dello scontro, può essere solo guardata con fastidio. Al più con quell'atteggiamento di penoso imbarazzo che si prova quando qualcuno che ci è caro commette grossolane ed indifendibili sciocchezze. Per quanto ci riguarda siamo convinti dell’opportunità della maggioranza delle misure governative inerenti le professioni (Decreto Bersani, DDL Mastella). Ma non è questo il punto. Avremmo preferito nella categoria uno scontro duro e trasparente con quanti, legittimamente, avversano quelle misure. Una sana deontologia vorrebbe confronto tra posizioni chiare e comprensibili.
Ultima modifica di risperidone : 20-03-2007 alle ore 18.59.34
secondo me questo è l'unico dato significativo, di cui dobbiamo tenere conto. su 50.000 hanno votato 8.388 ...Originariamente postato da risperidone
[...]La larghissima maggioranza consiste in 8388 votanti dei quali 7700 hanno votato sì e 595 no. La categoria consta di 50.000 colleghi. [...]![]()
gli psicologi non hanno minimo interesse per l'ordine e le sue iniziative ... le cose si possono cambiare a patto di interessarsene. lasciamo il potere sempre in mano ai soliti pochi ... che danno vita sempre al solito teatrino ... da tutte le parti ...
ci sono anche ottime iniziative da parte degli ordini regionali ... io direi di dare forza alla parte che funziona ell'ordine e cercare di far cambiare rotta a quella che è rimasta al medioevo.
forse sbaglio ... ma se le cose vanno così male con l'ordine ... voi credete davvero che andrebbero meglio senza?
le associazioni, come l'ordine, hanno avuto il tempo per modificare le cose e promuovere la figura dello psicologo ... mi pare che nessuno fino ad ora abbia fatto nulla che sia riuscito a migliorare lo stato delle cose ... io mi baso solo sui risultati ... le parole sono solo parole ...
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Sto seguendo un corso, e il docente alla domanda come mai ki si occupa di selezione nn sono solo psicologi? E lui molto carinamente lui ha risposto ke gli psicolgi nn hanno professionalità, nn sanno proporsi. Poi ha sempre evitato le domande inerenti la questione (lui è psicologo). Mi sembrava ke dato ke lui il posto lo aveva, il suo lavoro andava bene se ne poteva tranquillamente fregare di tutto.
Inoltre stava parlandno dei test e qualcuno ha detto "d'altronde li somministrano anche i laureati in scienze economiche" e lui ha risposto ke ha visto anche dei diplomati fare della selezione e farla bene!!! ma ke cavolo c'entra? Certo un lavoro lo impari quando lo fai, e così anche per la selezione, ma porca ... allora ke cavolo ho studiato a fare se tanto nn mi viene riconosciuta la professionalità. Anke per fare l'avvocato e il medico basta iniziare e poi si impara!!!!
secondo me questo è l'unico dato significativo, di cui dobbiamo tenere conto. su 50.000 hanno votato 8.388 ...
D'accordo, però in questo caso non stiamo parlando di elezioni, dove si può considerare colpevole chi non va a votare, questo è un referendum e come ogni referendum quello che conta è il quorum. Percui l'astensionismo in genere è un modo per votare contro, quindi mi sembra fuori luogo che l'ordine parli di "larghissima maggioranza" poi non so le parole esatte che hanno usato, non le ho lette, ho solo riportato l'articolo perchè mi pareva significativo nel suo insieme.
Che poi anche le associazioni non funzionino o siano peggio dell'ordine stesso probabilmente hai ragione.
Però in conclusione mi pare assurdo che un ordine che voglia evolversi cerchi di intralciare con questi sotterfugi l'unica legge sulle liberalizzazioni che un governo ha fatto in Italia da sempre.