• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 3 di 6 PrimoPrimo 12345 ... UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 31 fino 45 di 86

Discussione: Amore o affetto?

  1. #31
    Angelus_Laguna
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Ember
    Mah io con tanti ragazzi starei bene, che c'entra? la differenza è che nonostante questo, io voglio stare con lui
    è questo il punto. Quando un altra persona appare essere una valida idea, quando QUELLA persona non è più "unica", ecco che l'amore si è affievolito.
    Certo crisi passeggere possono capitare, percarità, ma quando capitano spesso o sono lunghe...non è sempre insicurezza propria.
    Ultima modifica di Angelus_Laguna : 07-05-2007 alle ore 19.44.09

  2. #32
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di lovingpsico
    Data registrazione
    16-12-2005
    Residenza
    lombardia
    Messaggi
    1,094
    sto freuqnentando una persona, mi piace.
    Ma quanddo arrivo a casa mi prendono mille dubbi e ho paura di confondere i sentimenti, forse con lui sto solo bene, ma si tratta di affetto? poi quando lo vedo sono felice, ma a casa tremila domande...

  3. #33
    Postatore Epico L'avatar di Alesxandra
    Data registrazione
    07-02-2005
    Messaggi
    10,618
    Blog Entries
    4
    Originariamente postato da lovingpsico
    sto freuqnentando una persona, mi piace.
    Ma quanddo arrivo a casa mi prendono mille dubbi e ho paura di confondere i sentimenti, forse con lui sto solo bene, ma si tratta di affetto? poi quando lo vedo sono felice, ma a casa tremila domande...
    Secondo me è ancora presto...........datti tempo, l'amore non sboccia da un giorno all'altro...

  4. #34
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di lovingpsico
    Data registrazione
    16-12-2005
    Residenza
    lombardia
    Messaggi
    1,094
    dici?
    Può nascere col tempo? io ho sempre vissuto cose in cui il coinvolgimento è stato istantaneo!

  5. #35
    Postatore Epico L'avatar di Alesxandra
    Data registrazione
    07-02-2005
    Messaggi
    10,618
    Blog Entries
    4
    Originariamente postato da lovingpsico
    dici?
    Può nascere col tempo? io ho sempre vissuto cose in cui il coinvolgimento è stato istantaneo!
    Sì il coinvolgimento sì...ma l'amore nasce con un po' di tempo....
    Poi in queste cose non ci sono mai regole!

    Io quando ho cominciato a frequentare il mio attuale ragazzo, ero molto presa da lui, ma avevo ancora dei dubbi perchè la conoscenza reciproca era ancora all'inizio....poi tutto è cresciuto fino ad esplodere!

  6. #36
    Partecipante Affezionato L'avatar di ockham74
    Data registrazione
    03-03-2007
    Residenza
    torino
    Messaggi
    101
    Originariamente postato da Angelus_Laguna
    è questo il punto. Quando un altra persona appare essere una valida idea, quando QUELLA persona non è più "unica", ecco che l'amore si è affievolito.
    Certo crisi passeggere possono capitare, percarità, ma quando capitano spesso o sono lunghe...non è sempre insicurezza propria.
    A me non è mai successo di vedere una "unica" persona, in tutta la mia vita. Non riesco a capire perchè dovrebbe essere una cosa buona, che può subire "crisi".

    Non capisco l'affanno di definire qualcosa che si sta vivendo, che anima i post di questo 3d.
    Finchè non sarà passato, non sarà definito del tutto, ci sarà ancora qualcosa da aggiungere.
    E' un esercizio inutile catalogare gli eventi e le esperienze prima che avvengano, può servire solo come passatempo o per soffrire un po'. Non credo che sia necessario soffrire.

    Non è necessario nemmeno essere in quella condizione di unicità di pensieri che voi chiamate amore. Si sta bene anche guardando la realtà con occhi più aperti alla sua multiforme ricchezza.

    Avete visto il film ricavato dal libro di Moccia dove si vede il ponte con i lucchetti degli innamorati a Roma? Io no, confesso, ma quando ho visto la foto del ponte con i lucchetti mi sono chiesto: che razza di simbolo di amore è?
    Io mi sono addirittura sposato, ma mica per sentirmi incatenato!

    Il mio consiglio è: vivete con più libertà e apertura le vostre storie e pensate a come "madre natura" ha organizzato tutto. Non cercate cataloghi che non c'entrano con ciò di ricchissimo che già c'è. Non fate altro che cercare sofferenze, quando non ce n'è bisogno!
    M

  7. #37
    Angelus_Laguna
    Ospite non registrato
    ockman, non tutti la pensano come te.
    A te non è successo, ad altri si.
    Ad alcuni essere degli animali intelligenti che si riproducono non basta, non soddisfa altre necessità.
    Madre natura ci dice solo come riprodurci per non estinguerci.
    Non ci dà la matematica, la Scienza ecc. E nemmeno la felicità.
    Nessuno di noi può essere felice facendo la vita di una giraffa o di un leone. Abbiamo bisogno di altro, di cose "umane" che non è modo di dire per " come ornare le nostre piume", ma come osservare e capire la nostra intima essenza, il nostro essere, il nostro modo di relazionarci con qualità e "contatti" che a volte sembrano persino molto "sottili" da percepire.
    Questo almeno per me.
    Il tuo consiglio andrà bene per te, se cosi hai scelto, ma come vedi ci sono altre realtà che cozzano con la tua ^_^

  8. #38
    Postatore Epico L'avatar di Alesxandra
    Data registrazione
    07-02-2005
    Messaggi
    10,618
    Blog Entries
    4
    Originariamente postato da ockham74
    A me non è mai successo di vedere una "unica" persona, in tutta la mia vita. Non riesco a capire perchè dovrebbe essere una cosa buona, che può subire "crisi".
    Non capisco l'affanno di definire qualcosa che si sta vivendo, che anima i post di questo 3d.
    E' un esercizio inutile catalogare gli eventi e le esperienze prima che avvengano, può servire solo come passatempo o per soffrire un po'. Non credo che sia necessario soffrire.

    Non è necessario nemmeno essere in quella condizione di unicità di pensieri che voi chiamate amore. Si sta bene anche guardando la realtà con occhi più aperti alla sua multiforme ricchezza.
    Scusami,se a te non interessa definire i sentimenti, nessuno ti obbliga a leggere questo 3d! Evidentemente per altri non è inutile catalogare eventi ed esperienze, ed è importante essere in quella "condizione di unicità di pensieri" che noi chiamiamo amore, come dici tu. Vuoi farcene una colpa? Non capisco dove sia il problema se non tutti sono come te.

  9. #39
    Partecipante Affezionato L'avatar di ockham74
    Data registrazione
    03-03-2007
    Residenza
    torino
    Messaggi
    101
    Per Alesxandra:

    Leggo quello che voglio tra ciò che è pubblico.
    Non ho mai accennato a colpe.
    Ho parlato di catalogare eventi ed esperienze prima che vengano compiute.
    Il fatto che altri continuino a catalogare non dimostra che farlo sia utile, dimostra solo che lo fanno e pensano di volerlo.
    Se hai un argomento più forte a sostegno dell'utilità del concetto di amore sono molto interessato a sentirlo.


    Per Angelus

    Ho scritto proprio perchè la pensavo diversamente.
    Quello che dico va inteso considerando che io mi sento parte della natura, integralmente, anche il contenuto dei miei pensieri. Cioè, per me la natura è tutto ciò che si manifesta, compreso l'uomo, i suoi pensieri, la sua cultura.


    Ciao

    Marco

  10. #40
    Postatore Epico L'avatar di Alesxandra
    Data registrazione
    07-02-2005
    Messaggi
    10,618
    Blog Entries
    4
    Originariamente postato da ockham74

    Il fatto che altri continuino a catalogare non dimostra che farlo sia utile, dimostra solo che lo fanno e pensano di volerlo.
    Se hai un argomento più forte a sostegno dell'utilità del concetto di amore sono molto interessato a sentirlo.
    Io non ho parlato di "utilità" del catalogare o definire i concetti quali quello di amore, bensì dell'ESIGENZA di farlo, per alcune persone me compresa. Non devo fornire argomenti a sostegno del mio pensiero, perchè si tratta di un dato di fatto...ovviamente ben venga la diversità, ma mi spiace sentire sminuire una mia esigenza solo perchè tu ne hai una diversa, tutto qui.

    Ciao

  11. #41
    Partecipante Affezionato L'avatar di ockham74
    Data registrazione
    03-03-2007
    Residenza
    torino
    Messaggi
    101
    Originariamente postato da Alesxandra
    ... Evidentemente per altri non è inutile catalogare eventi ed esperienze...
    Mi pare che questo voglia dire che per altri è utile. Mi va bene se cambi, basta dirlo, però non ti ho messo in bocca cose che non hai detto.

    Non sentirti sminuita come persona.
    Quando si parla a questi livelli è chiaro che ognuno dice agli altri ciò che vale per sè, per me è assodato.
    Le cose sono un dato di fatto nella mente dell'osservatore delle cose in questione. Se io non le vedo, non sono un fatto. Comunque anche io le vedo, ed è per questo che ne parlo.
    Sottolineo che non parlo dell'esperienza di attrazione, sentimento, legame, etc. in sè, ma della sua "culturalizzazione".
    Voglio sminuire quelle esigenze di dare nomi e catalogare perchè nella mia vita hanno solo portato più sofferenza e dubbi.
    Forse proprio perchè sono molto emotivo, mi bastano le emozioni da sole, non mi serve dar loro un nome, se non per provare a comunicarle ad altri.

    Capisci che io ho la versione originale di una emozione, che vantaggio posso provare nel cercare di adattarle definizioni per loro stessa natura inesatte e incomplete?

    Tu mi rispondi che non c'è vantaggio, semplicemente lo si fa, è un dato di fatto.

    Sono d'accordo. Ciò non toglie un altro dato di fatto (nella mia mente): sono azioni che fanno star male. Per questo le vorrei sminuire.

    Marco

  12. #42
    Postatore Epico L'avatar di Alesxandra
    Data registrazione
    07-02-2005
    Messaggi
    10,618
    Blog Entries
    4
    Scusami, con la frase "per altri non è inutile" intendevo dire che risponde ad un'esigenza....questo posso dirtelo perchè io stessa la avverto.

    Piuttosto, mi piacerebbe capire perchè secondo te si tratta di azioni mentali che generano sofferenza? Ti riferisci a quali casi in particolare?

  13. #43
    Partecipante Affezionato L'avatar di ockham74
    Data registrazione
    03-03-2007
    Residenza
    torino
    Messaggi
    101
    Alesxandra

    non voglio fare riferimenti a persone che hanno scritto in questo 3D.
    Condividiamo tutti all'incirca le stesse esperienze, ognuno può ricordarsi di una situazione specifica.
    Descrivo il prototipo.
    Proviamo delle emozioni intense per un'altra persona. Crediamo che provare emozioni sia una cosa importante, perchè è una situazione densa e un po' diversa dal regime "normale".

    Subito dopo diamo (la nostra mente, se vuoi) una definizione. Non una nostra definizione dal nulla, ma cerchiamo di adattare una descrizione presa da quel groviglio di riferimenti e condizionamenti che è la nostra cultura. Ogni definizione che abbiamo nella nostra libreria è frutto di una lunghissima ed esasperante serie di condizionamenti, qualche intuizione personale, dialoghi, letture, visioni, insomma di interazioni sociali a tutti i livelli. Così è anche per il nostro personale concetto di amore o di affetto.
    Provate a immaginare quando avete sentito parlare per la prima volta di questi concetti e quante migliaia di volte avete aggiunto una tessera al loro significato: ogni libro, film, cartellone pubblicitario, oggetto, dialogo, musica che avete in memoria, più o meno definita, sull'argomento.

    Dunque, all'emozione originale noi associamo un bel nome con definizione tra quelli nella nostra libreria di concetti. La definizione si porta dietro un lungo elenco di aspettative.
    Vogliamo giocare a elencare quelle che nella nostra cultura sono associate ad amore? Alcune sono state già chiamate in causa, a conferma della loro diffusione.
    Comincio con pochine, già piuttosto problematiche, secondo me:

    essere ricambiato
    essere ricambiato unicamente
    essere ricambiato in eterno
    inondarmi di emozioni stupende
    eccitarmi sessualmente a lungo
    ricambiare la mia eccitazione sessuale sempre
    lasciarmi libero, ma mai solo
    il nostro rapporto è speciale
    l'altro/a è mio
    l'altro/a deve capire cosa penso
    l'altro/a deve essere simpatico e farmi ridere
    l'altro/a deve essere sano
    l'altro/a deve supportarmi quando sono in difficoltà
    l'altro/a deve pensare a me molto spesso
    l'altro/a non deve avere ambizioni che non riguardino anche me

    Avviene che la realtà (questo è davvero un dato di fatto) non si lascia influenzare dalle nostre definizioni, visto che "Lei sa" di essere l'originale, e le definizioni solo una goffa descrizione.

    Arriva ciò che non aspettiamo e nasce la sofferenza.

    Ecco semplicemente cosa intendevo.

    Concordo che è un dato di fatto che la nostra mente tenda a queste dinamiche. Non sarebbe un tentativo più furbo cercare di diventarne consapevoli, sperare di farci qualche risata sopra e vivere meglio?

    Ciao

    M
    Ultima modifica di ockham74 : 08-05-2007 alle ore 20.35.45

  14. #44
    Postatore Epico L'avatar di Alesxandra
    Data registrazione
    07-02-2005
    Messaggi
    10,618
    Blog Entries
    4
    Ockham grazie per il tuo intervento, ora ho compreso benissimo il tuo pensiero. E' stato anche molto interessante per me leggerlo...
    Quello che posso constatare, però, è che spesso per molti di noi risulta davvero difficile liberarsi dai vincoli delle definizioni.....sono talmente radicate in noi e nel nostro modo di vivere che è difficile non far continuamente riferimento ad esse. La sofferenza in effetti nasce proprio dal confronto tra un concetto incapsulato (e che pretende di essere universale) di amore e lq realtà delle relazioni interpersonali.....sempre complesse, variabili, piene di sfumature irripetibili. E' vero, molta sofferenza nasce da questi meccanismi....ma come fare per non cadere nella trappola?si tratta anche di condizionamenti culturali troppo forti....

  15. #45
    Partecipante Affezionato L'avatar di ockham74
    Data registrazione
    03-03-2007
    Residenza
    torino
    Messaggi
    101
    Sì in effetti sono condizionamenti culturali e sociali molto forti.
    Penso che non possiamo fare a meno della nostra vita sociale, modulata ognuno secondo il caso (dove nasci e di chi sei figlio intendo) e la propria storia.

    Si tratta però di raggiungere la consapevolezza che TUTTO il nostro contenuto mentale che si articola in linguaggio E' condizionamento.
    A quel punto è molto semplice decidere quale tenere: quello che mi fa stare meglio e quello che mi permette di mantenere il minimo di correlazione con la società attuale per la sopravvivenza mia e dei miei eredi (sempre che uno li faccia).

    Ricordarsi tutti giorni con perseveranza che frasi come << ti fai condizionare! >> non sono offese, ma esplicitano "conditio sine qua non" delle nostre dinamiche relazionali, potrebbe essere un buon inizio. Che comunicazione esiste senza condizionamento? Nessuna. Niente comunicazione, niente società.
    Se accetti questo sei in grado di decostruire una marea di significati.

    Quando voglio parlare di una bella persona mi piace dire che "ha dimenticato più cose di quante io ne ricordi", perchè la libertà dai concetti genera, nelle rarissime persone che conosco che ne godono almeno in parte, una particolare "energia" e acutezza mentale associata a sentimenti spontanei molto ricchi.

    Ti abbraccio e grazie anche a te della discussione

    Marco

Pagina 3 di 6 PrimoPrimo 12345 ... UltimoUltimo

Privacy Policy