• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 3 di 3 PrimoPrimo 123
Visualizzazione risultati 31 fino 42 di 42
  1. #31
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
    Data registrazione
    06-06-2006
    Residenza
    provincia di Varese
    Messaggi
    1,480
    Originariamente postato da kamasinu


    Io ho scelto di non fare una scuola privata ma di farne una pubblica e di formarmi attraverso esperienze in differenti ambiti teorici e tecnici. Non sono affiliato e non appartengo a nessuna associazione gestaltistacognitivistadinamicostistemicaintegrata cristianodemocraticanazionalbioenergetica.

    Vedo pazienti specificando che non ho il titolo di psicoterapeuta e specificando un pò meno quale sia il confine tra terapia e le attività che l'art. 1 del nostro ordinamento ci permette. Perchè, credetemi, io non l'ho ancora capito.

    E allora basta scrivere sulla ricevuta "colloquio psicologico", perchè in realtà è quello che facciamo.

    Salutos
    Non ho capito...credo...quindi tu fai colloqui che potrebbero essere psicoterapia ma non lo sono perché scrivi colloquio psicologico? Mi sfugge qualcosa...

    Per curiosità: non hai abbraccaito nessun tipo di idea, quindi ti dai ad un eclettismo che spesso a volte non porta a niente oppure no? Non so, davvero non ho capito.
    Che scuola hai scelto? Sicuramente non privata e non di psicoterapia (così ho capito), ma scegliendo cmq quella scuola non hai "abbracciato" una tipologia di teoria?
    Io curiosissima!

  2. #32
    kamasinu
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da pimo_eli
    Non ho capito...credo...quindi tu fai colloqui che potrebbero essere psicoterapia ma non lo sono perché scrivi colloquio psicologico? Mi sfugge qualcosa...

    Per curiosità: non hai abbraccaito nessun tipo di idea, quindi ti dai ad un eclettismo che spesso a volte non porta a niente oppure no? Non so, davvero non ho capito.
    Che scuola hai scelto? Sicuramente non privata e non di psicoterapia (così ho capito), ma scegliendo cmq quella scuola non hai "abbracciato" una tipologia di teoria?
    Io curiosissima!

    Vediamo se riesco a spiegarmi. Mi scuserai se continua a sfuggirti qualcosa.
    Tu parli di idea mentre io parlo di associazione e affiliazione. Voglio dire che purtroppo non essendo affiliato non ho le spalle coperte da nessuna scuola se non dai miei riferimenti teorici e dall'ispirazione verso alcuni professionisti che stimo.
    L'eclettismo a cui fai riferimento porta dove portano tutti gli altri indirizzi teorici. Non sono io ad affermare che non vi è differenza in efficacia tra tutti gli indirizzi. Persone come Giusti, accreditate dallo scibile accademico, sono vent'anni che diffondono un approccio integrato (eclettismo) che io non mi sentirei di bollare come fai tu.

    La scuola che ho scelto è Valutazione Psicologica. Pensa che mi pagavano pure (bastava entrare tra i primi). Molta teoria (pure troppa), propinata anche da grossi nomi ma non viene divulgato un indirizzo teorico preciso. Ben inteso indirizzo teorico non vuol dire tecnica. Però con una collega ho attivato (attraverso mille passaggi durati otto mesi) una convenzione in formazione con una asl di provincia che ci ha permesso di lavorare seriamente per circa un paio d'anni in un centro in cui venivano tanti pazienti. Solo quando lavori con i pazienti hai la possibilità di confermare o disconfermare l'idea dell'uomo che ti sei fatto.
    Certo siamo stati fortunati, ma per lavorare e imparare ci facevamo 150 km per andare e altri 150 per tornare almeno 2 volte a settimana.
    Io non accuso nessuno, perchè gli indifferenti non possono essere accusati. Ma il sistema italiano delle scuole private (lobby?) non esiste da nessun altra parte. Sarà perchè noi siamo eleganti e non ci va di stropicciarci un pò, ma forse ci potrebbero essere altri modi per erogare formazione. Poi ognuno fa quello che vuole e vede le persone scrivendo sulla ricevuta "colloquio psicologico", ma tu stessa esprimi perplessità per quello che ho scelto, e fai pure ironia

    Grazie per l'attenzione

  3. #33
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
    Data registrazione
    06-06-2006
    Residenza
    provincia di Varese
    Messaggi
    1,480
    Originariamente postato da kamasinu
    Vediamo se riesco a spiegarmi. Mi scuserai se continua a sfuggirti qualcosa.
    Tu parli di idea mentre io parlo di associazione e affiliazione. Voglio dire che purtroppo non essendo affiliato non ho le spalle coperte da nessuna scuola se non dai miei riferimenti teorici e dall'ispirazione verso alcuni professionisti che stimo.
    L'eclettismo a cui fai riferimento porta dove portano tutti gli altri indirizzi teorici. Non sono io ad affermare che non vi è differenza in efficacia tra tutti gli indirizzi. Persone come Giusti, accreditate dallo scibile accademico, sono vent'anni che diffondono un approccio integrato (eclettismo) che io non mi sentirei di bollare come fai tu.

    La scuola che ho scelto è Valutazione Psicologica. Pensa che mi pagavano pure (bastava entrare tra i primi). Molta teoria (pure troppa), propinata anche da grossi nomi ma non viene divulgato un indirizzo teorico preciso. Ben inteso indirizzo teorico non vuol dire tecnica. Però con una collega ho attivato (attraverso mille passaggi durati otto mesi) una convenzione in formazione con una asl di provincia che ci ha permesso di lavorare seriamente per circa un paio d'anni in un centro in cui venivano tanti pazienti. Solo quando lavori con i pazienti hai la possibilità di confermare o disconfermare l'idea dell'uomo che ti sei fatto.
    Certo siamo stati fortunati, ma per lavorare e imparare ci facevamo 150 km per andare e altri 150 per tornare almeno 2 volte a settimana.
    Io non accuso nessuno, perchè gli indifferenti non possono essere accusati. Ma il sistema italiano delle scuole private (lobby?) non esiste da nessun altra parte. Sarà perchè noi siamo eleganti e non ci va di stropicciarci un pò, ma forse ci potrebbero essere altri modi per erogare formazione. Poi ognuno fa quello che vuole e vede le persone scrivendo sulla ricevuta "colloquio psicologico", ma tu stessa esprimi perplessità per quello che ho scelto, e fai pure ironia

    Grazie per l'attenzione
    mah..onestamente non facevo ironia...sono davvero curiosa! sto scegliendo del mio futuro e vorrei avere un po' di pareri..il tuo mi sembrava un po' fuori dal coro, e volevo capirlo meglio...tutti qui

  4. #34
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
    06-07-2006
    Messaggi
    717
    Originariamente postato da kamasinu
    Io non accuso nessuno, perchè gli indifferenti non possono essere accusati. Ma il sistema italiano delle scuole private (lobby?) non esiste da nessun altra parte.
    Forse su Marte non esiste... a meno che tu non consideri nazioni come la Francia, l'Austria, l'Inghilterra, la Spagna, etc. come "nessun altra parte".

    Mettendo da parte un'inutile polemica faresti bene a chiederti: perché in maniera così trasversale la Psicoterapia è una delle pochissime discipline che ammette il doppio canale di specializzazione: pubblico/privato?

    La Psicoterapia tutt'oggi, pur con innumerevoli modelli, si fonda su un metodo di insegnamento che in parte risente ancora dell'influenza Psicoanalitica: tu comincia la tua analisi, poi io analista ti dirò quando sei pronto...

    Oggi ovviamente non è più così, ma poiché la tradizione della formazione in Psicoterapia poggia le sue basi sull'iniziativa privata (da oltre 100 anni) è normale che la maggior parte delle Scuole di formazione in Psicoterapia siano private.

    Inoltre faresti bene a sapere che se era per lo Stato Italiano (=pubblico) la Psicoterapia ancora sarebbe preclusa agli Psicologi.

    Per inciso: la stessa Legge 56/89 (quella che ti permette di lavorare, tanto per capirsi) è stata varata dopo moltissimi anni di lotte anche grazie alle Scuole private di specializzazione.

    E' grazie alle Scuole di formazione private se non solo i Medici (ma anche gli Psicologi) possono fare Psicoterapia e, soprattutto, se negli ultimi 50 anni c'è stato un serio investimento in ricerca che, a quanto mi risulta, non è stato fatto dallo Stato (dove qui Stato vuol dire anche Università).

    E comunque la discussione mi continua ad apparire oziosa, a meno che non te l'abbia ordinato il Medico di specializzarti a pagamento in Psicoterapia...

  5. #35
    kamasinu
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da quattrostracci
    Forse su Marte non esiste... a meno che tu non consideri nazioni come la Francia, l'Austria, l'Inghilterra, la Spagna, etc. come "nessun altra parte".

    Mettendo da parte un'inutile polemica faresti bene a chiederti: perché in maniera così trasversale la Psicoterapia è una delle pochissime discipline che ammette il doppio canale di specializzazione: pubblico/privato?

    La Psicoterapia tutt'oggi, pur con innumerevoli modelli, si fonda su un metodo di insegnamento che in parte risente ancora dell'influenza Psicoanalitica: tu comincia la tua analisi, poi io analista ti dirò quando sei pronto...

    Oggi ovviamente non è più così, ma poiché la tradizione della formazione in Psicoterapia poggia le sue basi sull'iniziativa privata (da oltre 100 anni) è normale che la maggior parte delle Scuole di formazione in Psicoterapia siano private.

    Inoltre faresti bene a sapere che se era per lo Stato Italiano (=pubblico) la Psicoterapia ancora sarebbe preclusa agli Psicologi.

    Per inciso: la stessa Legge 56/89 (quella che ti permette di lavorare, tanto per capirsi) è stata varata dopo moltissimi anni di lotte anche grazie alle Scuole private di specializzazione.

    E' grazie alle Scuole di formazione private se non solo i Medici (ma anche gli Psicologi) possono fare Psicoterapia e, soprattutto, se negli ultimi 50 anni c'è stato un serio investimento in ricerca che, a quanto mi risulta, non è stato fatto dallo Stato (dove qui Stato vuol dire anche Università).

    E comunque la discussione mi continua ad apparire oziosa, a meno che non te l'abbia ordinato il Medico di specializzarti a pagamento in Psicoterapia...

    Non mi ero accorto davvero che noi psicologi nel 2007 ce la passavamo così bene. E che pure la ricerca stava messa così bene.

    La discussione è in effetti oziosa, si è andati un pò fuori tema. Ma qualcosa si può ugualemente replicare.
    Innanzi tutto io mi soffermerei sul fatto che la Psico-terapia è attività che si esplica attraverso prestazioni sanitarie. E' cioè una prestazione sanitaria. Che poi sia effettivamente efficace è un'altro discorso. In un buon sistema pubblico democratico l'accesso (e non mi pare che sia cosi come dici tu) alle scuole di formazione di ambito sanitario dovrebbe essere consentito a tutti, previa ammissione per merito.
    Nessuna tra le professioni sanitarie (perchè lo psicologo ne fa parte) è equiparabile, dal punto di vista del percorso formativo, alla nostra. Chiediamoci perchè? O devo essere solo io a farmi le domande?
    Davvero sei convinto che la Psicoterapia è una disciplina che ammette il doppio canale di specializzazione: pubblico/privato? E cioè con questo vuoi dire che in italia vi è la possibilità di scegliere con tranquillità l'una o l'altra? O forse, non ti pare che chi ora detiene il potere culturale e non solo all'interno della psicologia faccia di tutto per affossare il timido sistema pubblico di formazione. Io ho fatto una scuola pubblica e un grande nome, di quelli che scrivono libri, tengono conferenze e quant'altro ci ha erogato un modulo di 6 ore così strutturato: 2 ore dedicate al suo nuovo libro monografico su un determinato argomente, 2 ore dedicate all'esame che dovevamo sostenere la volta successiva (ovviamente dopo aver comprato il suo libro per studiare) e le ultime 2 ore per fare il compito. Poi però, quando insegna presso alcune scuole private (testimonianze dirette) è tanto dedito e disponibile.

    Se la mia intenzione era rispondere a leggi del mercato (a cui tanto sembri affezzionato) non facevo psicologia, ma magari economia. Ma evidentemente mi sbaglio: business is business!

    Salutos

    Ps: non ho dubbi dell'esistenza di tante scuole private di grande serietà, ma non è questo il punto. Per frequentarle devi comunque avere i soldi, e tanti. La conquista poteva essere un'altra, e non soltanto ottenere la possibilità di frequentare scuole di psicoterapia: avere un ruolo sociale, economico e politico all'interno delle istituzioni. Ma accontentiamoci

  6. #36
    Postatore Compulsivo
    Data registrazione
    08-12-2001
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    3,834
    l'incipit di questo 3d (Lo psicologo e la terapia) è interessante ed anche gli ultimi sviluppi sono comunque utili... vediamo quindi di non trasformarli in un duellino di scherma e schermaglie... please

    detto ciò... forse la cosa a cui tenevo di più... passo ad apportare alcune precisazioni:


    Originariamente postato da quattrostracci
    perché in maniera così trasversale la Psicoterapia è una delle pochissime discipline che ammette il doppio canale di specializzazione: pubblico/privato?
    La 56/89 è nata da un compromesso di potere. Questa è la vera verità.

    C'erano delle spinte (soprattutto proto-psicologi) verso la costituzione di un Ordine e c'era invece chi spingeva affinché la SPI diventasse il cappello sotto cui riconoscere questa nuova professione...

    Alla fine vinse l'Ordine, supportato da micro-associazioni professionali ed anche proto-scuole...
    Questo per ciò che riguarda la psicologia... e la psicoterapia?
    Ovviamente non poteva essere di esclusiva psicologica perché andavamo a cozzare contro il potere medico... e loro erano l'ultimo pezzo del puzzle per nascere come Ordine

    Ed allora quale fu il compromesso? Voi psicologi potrete esistere (art.1), a patto che la psicoterapia sia anche cosa nostra (art.3)

    Il grande numero di private ed il basso di universiarie è semplicemente un fatto di:
    - business, sul versante privato
    - potere professionale, sul versante pubblico


    Per concludere: la ricerca in psicologia ed in psicoterapia è praticamente scomparsa e quella poca che c'è difficilmente trova canali adeguati di diffusione.


    Originariamente postato da kamasinu
    Innanzi tutto io mi soffermerei sul fatto che la Psico-terapia è attività che si esplica attraverso prestazioni sanitarie. E' cioè una prestazione sanitaria.
    si è prestazione sanitaria, anche se giova sempre ricordare (o almeno io mi ricordo) che lo psicologo non compare invece tra le professioni sanitarie... botta di culo!


    Originariamente postato da kamasinu
    Che poi sia effettivamente efficace è un'altro discorso. In un buon sistema pubblico democratico l'accesso (e non mi pare che sia cosi come dici tu) alle scuole di formazione di ambito sanitario dovrebbe essere consentito a tutti

    Se la mia intenzione era rispondere a leggi del mercato (a cui tanto sembri affezzionato) non facevo psicologia, ma magari economia. Ma evidentemente mi sbaglio: business is business!
    Per evitare di lottare contro i mulini a vento è utile, oltreché salutare, confrontarsi con gli elementi di realtà
    Dire che una scuola o un professionista si muove all'interno di un mercato competitivo, non significa essere laureati in economia, ma saper leggere la realtà e potervi agire in modo più adeguato ed efficace.
    Insomma, significa essere dei professionisti e non dei sognatori. CHe poi possa fare schifo una data situazione è un altro discorso

    Pace e bene a tutti, non scaldiamoci più di tanto


    nic

  7. #37
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
    06-07-2006
    Messaggi
    717
    Per kamasinu: credimi, ti parlo come parlerei ai miei figli: sei ingenuo e molto (troppo) poco informato sulla storia della nostra professione e sulle Leggi che la regolano.

    In Italia l'ingresso alle scuole di specializzazione di ambito sanitario non è affatto consentito a tutti, per meriti, come tu dici. Poiché le specializzazioni sanitarie in Italia sono contingentate. Ovvero è il Ministero della Salute che, di anno in anno, decide quanti Cardiologi, quanti Ortopedici, etc. devono essere immessi sul territorio. E questo mi pare molto poco democratico... Ma bada bene: questo che ti sto dicendo vale per la specializzazione tout court ovvero indipendentemente dal fatto che tu voglia lavorare come dipendente del SSN o come privato libero professionista.

    Dici che nessuna altra professione sanitaria è uguale alla nostra. Hai ragione su questo, ma sbagli quando scrivi tra parentesi che lo Psicologo ne fa parte. Assolutamente no: quella di Psicologo non è affatto una professione sanitaria, ma una professione che si può esplicare anche nell'erogazione di prestazioni sanitarie (come ad esempio la Psicoterapia). La riprova sta nel fatto che la professione di Psicologo fa riferimento al Ministero della Giustizia e non al Ministero della Salute.

    Mi chiedi se sono convinto che in Italia esista il doppio canale formativo: la risposta è: ne sono convinto e ti rimando all'articolo 3 della Legge di Ordinamento della Professione di Psicologo (L. 56/89).

    Invece non credo affatto che le Scuole private intendano affossare il sistema pubblico. Il sistema pubblico, in Italia, si affossa benissimo da solo...

    Quanto all'episodio che narri relativo al docente...: che dire? E' evidente che funziona così, come è altrettanto evidente che i docenti universitari che insegnano anche in una scuola di specializzazione privata fanno di tutto per portarsi dentro gli allievi dopo la laurea.

    Ma questo mal costume è colpa dell'Università e, più in generale, del sistema pubblico. Non certo delle Scuole private. Potrebbero pensarci due volte prima di assumere qualcuno e comunque, dopo assunto, farebbero bene a licenziarlo se non fa gli interessi dell'ente per il quale lavora, ma sfrutta (percependo un lauto stipendio) gli spazi e i tempi dell'Università per fare pubblicità gratuita.

    Infine: termini il tuo intervento sottolineando nuovamente il tuo sprezzo per le leggi di mercato. Qui il punto non è fare Economia piuttosto che Agraria. Se vuoi stare nel mercato bene, altrimenti l'alternativa è ritirarti su un monte.

    Esiste però anche una terza via: cioé quella seguita da molti uomini di buona volontà che stanti le attuali Leggi cercano di cambiarle in meglio.
    Ultima modifica di quattrostracci : 08-05-2007 alle ore 17.43.26

  8. #38
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
    06-07-2006
    Messaggi
    717
    Originariamente postato da nico
    Pace e bene a tutti, non scaldiamoci più di tanto
    Ciao nico, hai postato mentre io stavo scrivendo... concordo sul riassunto da te fatto.

  9. #39
    kamasinu
    Ospite non registrato
    La professione di psicologo comprende attivita' che attengono a due aree e/o competenze, quella non sanitaria in ambito psicologico e quella sanitaria in ambito psicologico e psicoterapeutico ma non è una professione sanitaria facente parte dell’elenco determinato del ministero della salute.

    Non ho giustificazioni, ho sbagliato.

    Per il resto, quattrostrà, dire sei troppo poco informato sulla storia della nostra professione e sulle Leggi che la regolano mi pare un po’ azzardato.

    Volevo dire a Nico che apprezzo il suo intervento di mediazione e chiarimento. Ma qui nessuno si scalda (almeno non lo faccio io). Io non attacco nessuno e non ho bisogno di sottolineare le inesattezze del mio interlocutore per ribadire un’ idea. Inoltre, se uno afferma con convinzione delle cose diverse dalle mie, non gli propongo di prendere altre strade ma al limite cerco di elaborare il contenuto di quello che dice, perché magari dice cose a cui non avevo mai pensato.

    Ingenuo, sognatore, e magari anche figliuolo approssimato. Sono tutti termini a cui voglio essere accostato sempre. Nel momento in cui non lo sarò inizierò a preoccuparmi.

    Un’ultima cosa concedetemela. Ma è, lo ribadisco, una mia convinzione, che non può essere evidentemente confutata: salute, benessere e, di contro, sofferenza e malessere non possono essere accostate a parole come mercato o cose del genere.
    “Saper leggere la realtà e potervi agire in modo più adeguato ed efficace” è il must per ogni intervento, di qualsiasi tipo esso sia, ma mi pare fuori luogo se parliamo della formazione per una professione come la nostra. Una professione, se non sbaglio, d’aiuto



  10. #40
    Postatore Compulsivo
    Data registrazione
    08-12-2001
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    3,834
    Originariamente postato da kamasinu
    Volevo dire a Nico che apprezzo il suo intervento di mediazione e chiarimento. Ma qui nessuno si scalda (almeno non lo faccio io).
    diciamo che agisco in maniera preventiva... meglio sollevare prima l'eventualità



    Originariamente postato da kamasinu
    Ingenuo, sognatore, e magari anche figliuolo approssimato. Sono tutti termini a cui voglio essere accostato sempre. Nel momento in cui non lo sarò inizierò a preoccuparmi.
    non lo dicevo in termini svalutativi, ma - dal mio punto di vista - realistici... al di là di qualunque posizione ed opinione personale è oggettivo che ciascuno - per lavorare - si muove dentro un mercato competitivo... stà poi alla sua etica e deontologia il "come" muoversi... ma alcuni paletti ci sono e rimangono significativi... solo questo



    Originariamente postato da kamasinu
    salute, benessere e, di contro, sofferenza e malessere non possono essere accostate a parole come mercato o cose del genere
    la salute, come la felicità, come il benessere... tutte muovono attività commerciali e professionali e quindi rientra anche una dimensione di mercato
    ripeto: sta al singolo mantenere un profilo di etica


    comunque sia, non fuorviamo oltre la discussione...
    ci siamo spiegati ed abbiamo pure detto che non vi è il rischio di eccedere, quindi adesso possiamo tornare in Topic...

    buona serata
    nic

  11. #41
    Partecipante Veramente Figo
    Data registrazione
    24-08-2006
    Messaggi
    1,145
    Ciao a tutti...
    vorrei farvi una domanda...

    il primo post di questo topic diceva così.
    [i]Domandona per chi è nell'ambito clinico.. ammetto la mia immensa ignoranza perché ancora non mi sono studiata il codice deontologico ed essendo del ramo Lavoro, sulla clinica non ne so veramente niente...
    Mi chiedevo, uno psicologo può curare gli attacchi di panico o è l'ambito di competenza dello psicoterapeuta?
    Nena ha risposto in questo modo.

    Originariamente postato da nena2003
    basta che non fai terapia, puoi fare tutto il resto!!!
    Nel caso di attacchi di panico puoi fare diagnosi e colloqui, come in tutti gli altri casi.
    qualcuno puà dirmi cosa si intende esattamente per terapia? nel senso...la terapia non consiste appunto nei colloqui?
    Ultima modifica di Tipolina83 : 10-05-2007 alle ore 00.03.31

  12. #42
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
    06-07-2006
    Messaggi
    717
    Originariamente postato da Tipolina83
    Ciao a tutti... vorrei farvi una domanda...
    Hai ragione, un po' tutti ci siamo allontanati dal topic... il problema che poni è annoso e complesso. Complesso perché investe più settori che io, per comodità, individuerei in:
    • questione epistemologica
    • questione legislativa
    • questione etica
    • questione deontologica (legata in qualche modo alla questione legislativa
    Si parte dai primi estimatori di nonno Sigmund i quali intesero sostenere che la Psicoanalisi non doveva intendersi come "terapia", ma, semmai, come conoscenza e approfondimento dei meccanismi che regolano il nostro vivere. Ricordo a margine che Freud chiamò la sua invenzione "talking cure" dove il termine "cure" significa inequivocabilmente (seghe mentali permettendo) cura e, dunque, terapia.

    Si prosegue nel dibattito interrogandosi da cent'anni su quale sia il significato profondo di terapia e in cosa questo differisca da cura piuttosto che da guarigione.

    Da un punto di vista legislativo la questione è assai nebulosa poiché la Legge che dovrebbe regolare la professione dice pochissimo sul significato di Psicologia e niente su quello di Psicoterapia.

    La mia personalissima idea è che vi siano tanti modi per guarire le persone. Uno di questi è la Psicoterapia, un altro è sicuramente l'intervento Psicologico.

    Un altro ancora è comprarsi una bella borsa griffata o una fiammante spider: qui tutto dipende dall'entità del dolore che si cerca di guarire.

    Mi rendo comunque conto che lo stesso uso che io ho fatto del termine dolore poco sopra sia contestabilissimo in quanto qualcuno obietterà dicendo che di guarigione si parla in presenza di una malattia. Come dargli torto...

    La domanda centrale credo che comunque sia solo una: cosa è la malattia e cosa è la guarigione.

Pagina 3 di 3 PrimoPrimo 123

Privacy Policy